I suoi compagni sono già nello spogliatoio, Ilary è rientrata insieme a Cristian, la Nord, guarda caso, è vuota. Francesco Totti finisce le interviste. Guarda la Sud, ancora piena. Per lui, solo per lui. E lui va lì. Braccia aperte, per accogliere tutti i romanisti. Il re e la sua gente. Di nuovo insieme, finalmente. Dopo un derby meraviglioso, deciso da una sua doppietta. Sorride come da tempo non faceva più. Saluta con la mano (o manita, in fondo sono 5 i derby consecutivi vinti) e manda baci. Uno, due, cento, mille. Poi va via. Con quel sottofondo “un capitano, c’è solo un capitano” che è la degna conclusione di una giornata “diecisiva” per il futuro della Roma, attesa domenica prossima a Firenze. Fermarsi adesso, dopo una festa così, sarebbe un delitto. Anche perché la Fiorentina non è certamente avversario più ostico dell’imbarazzante Lazio scesa in campo ieri all’Olimpico. Minuto 23: fallo di Matuzalem su Pizarro, punizione dal limite dell’area. Batte Totti, Muslera si addormenta, gol. Festa, sorrisi, lacrime, pianti, abbracci, baci e pizze in testa. Ilary a cui Francesco dedica la maglietta “Sei sempre unica” prende in braccio Cristian, lui saluta il papà e gli batte le mani. Come tutto lo stadio (romanista), che non smette un secondo di inneggiare al suo Capitano. Matuzalem impazzisce e con Totti a terra gli poggia i tacchetti sul volto, ne nasce un parapiglia con Reja che osa lamentarsi delle esagerazioni del romanista. Al minuto ’87 impazzisce anche Radu, che dà una capocciata a Simplicio e viene espulso. Poco dopo, l’apoteosi: Taddei lancia Simplicio, falciato in area. Rigore per la Roma (eh già…) su dischetto va Totti. Provocato all’inverosimile, non si lascia distrarre e batte Muslera. Gol. Montella gli concede la meritata standing ovation, lui sventola la maglia come fosse una bandiera. Tradotto, come fosse se stesso. E dà il via alla festa.
lunedì 14 marzo 2011
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