Quickribbon Totti e la Sud, binomio indissolubile. Al Derby è arrivata la rete 141 sotto la Curva Sud

martedì 15 marzo 2011

Totti e la Sud, binomio indissolubile. Al Derby è arrivata la rete 141 sotto la Curva Sud

Numeri: 199 gol in serie A (a meno sei da Roberto Baggio), 254 comprendendo le coppe; 8 reti nei derby (a un gol dal primato di Da Costa e Delvecchio, magari il nono arriverà di sinistro, visto che con quel piede alla Lazio non ha mai segnato); 601 presenze con la maglia giallorossa, 464 in serie A. Basterebbero questi numeri per chiudere il discorso e non aggiungere altro sul calciatore più forte della storia della Roma, che nessuno raggiungerà mai. Si parla di lui, di Francesco Totti, “The King of Rome” che qualcuno aveva dato per finito e invece, “is not death”. Dicevamo dei 254 gol. Belli, brutti, fortunosi, casuali, capolavori. Definiteli come volete, sono 254. Una statistica, però, la possiamo aggiungere: la distribuzione di reti tra partite in casa e fuori. Bene, il capitano ha fatto esultare l’Olimpico – su 254 gol – 160 volte. A rigore, i gol tra le mura amiche dovrebbero essere 163, ma le gare con l’Empoli nel neutro di Palermo (stagione 2003-2004) e con il Cagliari a Rieti (2005-2006) non le consideriamo. E, a sancire un legame indissolubile con la curva Sud, per 141 volte (più della metà di 254, in termini percentuali il 55%) la palla ha gonfiato la rete davanti il settore più bello. È vero, non tutti gli stadi del mondo hanno la curva Sud, ma per i tifosi della Roma quella sarà sempre la parte giusta. Curioso, invece, che le prodezze più belle e importanti della sua carriera abbiano trovato alloggio altrove, lì dove non batte il cuore: il “cucchiaio” a Buffon nel ’98, il gol alla Lazio nel derby del “Vi ho purgato ancora”, la sventola al volo di sinistro all’Udinese nell’anno dello scudetto (2001), il gioco “palla c’è, palla non c’è” in Roma-Torino della stagione successiva (2002), il pallonetto a Peruzzi nel leggendario derby del 5-1, quello a Castellazzi in una cinquina al Brescia, un altro sinistro al volo, stavolta al Bologna, del 2003, lo “scavetto” a Bucci ad Empoli (sempre 2003), la discesa libera contro la Sampdoria a superare la difesa avversaria, che portò ad un “cucchiaino” ad Antonioli, il 107esimo sigillo in serie A più di Roberto Pruzzo, il sinistro di prima intenzione che fece saltare in piedi tutti gli spettatori – amici e nemici – di Marassi (2007). Tutte “perle” realizzate sotto la Nord. Mancherebbero solo il gol scudetto al Parma del 17 giugno 2001 e il “cucchiaio” – l’ennesimo della collezione – a Julio Cesar a San Siro (2005). Due eccezioni che confermano una regola. Quale? Che loro non avranno mai un calciatore così. Per questo Totti preferisce ricordarglielo da vicino.

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