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venerdì 6 maggio 2011

"Guarda che anche un nome ha il suo destino..."

"Guarda che anche un nome ha il suo destino...". Forse in questa frase di Angelo Infanti, alias Manuel Fantoni (dal film Borotalco di Carlo Verdone), c'è il destino di due squadre di calcio: As Roma 1927 e Ss Lazio 1900. Inutile tirare in ballo i ventisette anni a vantaggio dei secondi. Nascere prima non significa essere migliori di un altro venuto dopo, soprattutto se hai avuto la possibilità di chiamarti "Roma" e invece hai preferito "Lazio". Berardino Capocchiano, per esempio, è di undici anni più vecchio di Francesco Totti, ma l'impronta lasciata dai due attaccanti nella storia del calcio è decisamente diversa. E ci fermiamo qui, per evitare querele dal numero dieci della Roma. Andate su Google, cliccate "As Roma", otterrete 15.900.000 risultati. Scrivete, invece, "Ss Lazio", le pagine da visitare saranno 1.970.000 risultati. Sostanziali differenze. Come nella storia dei campionati delle due società: confrontando i distacchi in classifica tra le due dal 1929 al 2010 (esclusa la stagione in corso e le undici di serie B note all'almanacco laziale) emerge una voragine di 417 punti a favore di quelli nati dopo. Per non parlare delle vittorie conseguite: la Roma, con ventisette anni in meno, ha un palmares migliore. Il primo scudetto romanista, peraltro, è arrivato circa trent'anni prima dei rivali: 1942. La Coppa dei Campioni, quella di una volta, non ha visto mai la partecipazione dei ragazzi "since 1900". Dopo lo scudetto del '74, infatti, furono esclusi dalla competizione per intemperanze durante una gara europea dell'anno precedente. La Coppa delle Coppe, vinta dalla Lazio di Eriksson nel '99, fu tolta l'anno successivo.
COLORI E POPOLARITA' - I colori sociali: giallo ocra e rosso pompeiano quelli della Roma. Bianco e blu o bianco e celeste o bianco e azzurro quelli della Lazio. Anche in questo caso, si consiglia al club di Lotito di trovare una formula definitiva. Della notorietà all'estero, nemmeno a parlarne. In uno degli ultimi lavori di Julia Roberts, "Mangia, prega e ama", il regista del film (Ryan Murphy) ha rivisto e corretto la traccia originale della storia: il film racconta la storia vera della scrittrice Elizabeth Gilbert che, nella capitale, incontra tale Luca Spaghetti, un accanito tifoso di calcio. Solo che nella realtà, e nel libro, lui è laziale. Sul set, invece, diventa un accanito sostenitore giallorosso. Una scelta logica, per rendere la pellicola popolare e fruibile in tutto il pianeta. Al cinema, tra l'altro, il tifoso laziale viene sempre dipinto come un burino, dall'accento ciociaro. Il caso di Don Buro (interpretato da Christian De Sica, "Vacanze in America") è un esempio fulgido, ma nemmeno l'unico. Il figlio di Thomas DiBenedetto, Thomas DiBenedetto junior, ha di recente dichiarato: "Prima che mio padre si interessasse alla Roma, non avevo mai sentito parlare della Lazio". Spesso quando la formazione bianco e blu, bianco e celeste o bianco e blu va a giocare in giro per l'Europa, si ricorre al nome "Roma" tra parentesi per specificarne la provenienza.
TASK FORCE - I cosiddetti tifosi vip, la maggior parte romanisti, gli altri si contano facilmente: Enrico Montesano, Pino Insegno, Dario Argento, Daniela Fini, Francesco Rutelli e del professor Severino Antinori, il mago della fecondazione, che pochi giorni fa ha dichiarato: "Ho sempre difeso diritti costituzionali e legalità - le parole di Antinori, dopo Lazio-Juventus - Proprio per questo da azionista, seppure piccolo, della Lazio mi batterò con una denuncia circostanziata per non togliere agli sportivi il sogno dell'onestà. È evidente che nel campionato di serie A c'è una truffa in atto, una vera e propria frode sportiva ben architettata". Occhio, la task force è già entrata in azione. A proposito delle ultime polemiche sui calci di rigore, andiamo a vedere un po' di dati storici riguardanti proprio le punizioni dagli undici metri: la Roma - su 77 campionati in A, dal 1929 al 2010 - ha avuto 386 rigori a favore. La Lazio - su 67 stagioni in A, causa 11 anni in B, dal 1929 al 2010 - ha avuto 330 rigori. La statistica ancor più interessante - prendendo in esame sempre i tornei di A dal 1929 al 2010 - è un'altra: alla Roma sono stati fischiati contro più penalty di quelli della Lazio, 318 contro 317. E se qualcuno obietterà sul numero di rigori assegnati ai giallorossi in questa stagione (13 su 35 gare), si può tranquillamente rispondere così: nel '95-'96 la Lazio di Zeman beneficiò di 14 concessioni in 34 incontri. Se vogliamo dirle tutte, infine, loro sono entrati in tutti gli scandali del pallone nostrano: dal calcioscommesse a calciopoli, passando per la vicenda dei "passaporti falsi", per la quale fu tirata in ballo anche la Roma (successivamente, Franco Sensi, Cafu e Bartelt furono assolti).
FENOMENO TOTTI - Conclusione su Francesco Totti, "un fenomeno solo all'interno del Grande Raccordo Anulare", secondo la vox populi laziale. Senza menzionare i riconoscimenti nazionali, internazionali, gol fatti, presenze, atteniamoci all'Almanacco Panini, la "bibbia" del calcio: il capitano della Roma è in assoluto il calciatore più presente sulle copertine di questo straordinario libro, che racconta i numeri e la storia del nostro campionato dal 1939: ben sette volte. Nessuno come lui. Della Lazio, invece, troviamo solo Beppe Sigori nel '95 ed Hernanes quest'anno. "Guarda che anche un nome ha il suo destino...". E' proprio vero.

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