Quickribbon Dietro la Roma un’altra squadra

lunedì 18 luglio 2011

Dietro la Roma un’altra squadra

«Così come in una squadra, tutti si aiutano, tutti partono alla pari. Tutti danno una mano e si raccolgono le forze. Questo è il mio staff, noi siamo questi». Parole di Luis Enrique. Sguardo orgoglioso - è lui che chiama l’applauso per i collaboratori - e voce alta, l’allenatore spagnolo ci tiene che i suoi collaboratori si presentino tutti insieme in sala stampa. A parte Tancredi, nessuno parla. Ma si vede che tra di loro c’è feeling e che, almeno per il momento, tutto procede nel migliore dei modi. Sono una squadra. E infatti sono 11. All’appello manca solo - e non è poco - Vito Scala. Preparatore di Francesco Totti, ma anche tanto tanto altro. Terminato l’allenamento aveva un impegno e non si è presentato davanti ai giornalisti, ma lui nella Roma c’è e ci sarà. Come sempre. È un volto storico, così come ormai lo è Aurelio Andreazzoli. Portato a Trigoria da Spalletti, è ritornato con Montella e la nuova società lo ha confermato. Lui ha rifiutato offerte importanti e adesso è lì, accanto a Luis Enrique e accanto ai giocatoriche ormai conosce da anni. Così come Luca Franceschi, che si occuperà del ritiro degli infortunati e non solo. Accanto a lui anche Francesco Chinnici, ex Palermo. Dei portieri si occuperanno Franco Tancredi e Guido Nanni («intendiamo il ruolo nello stesso modo», ha confermato il numero 1 del secondo scudetto, che fino al termine degli Europei manterrà il doppio incarico con la federazione inglese) mentre Simone Beccaccioli, tattico, si occuperà, tra l’altro, di studiare gli avversari. È una vecchia conoscenza de Il Romanista: collaborava con il quotidiano ai tempi in cui Daniele Lo Monaco era capo redattore. Questi gli italiani. Gli spagnoli invece sono quattro. Anche se Luis Enrique ci tiene a ribadire: «Non bisogna fare queste divisioni. Siamo una squadra, lavoriamo insieme, chi c’era prima ci ha accolto benissimo». Inutile dire che la cosa che più incuriosisce di loro è la giovane età. De La Pena - ieri schierato anche in partitella - ha 35 anni, la stessa età di Francesco Totti. Moreno Gonzalez Robert ne ha uno di meno, mentre il mental coach Antonio Llorente è il più "anziano" del gruppo con i suoi 48 anni. Ne ha esattamente la metà Pol Cabanellas Rafel, preparatore atletico giovanissimo, classe 1987. Viene dal settore giovanile del Barcellona e ha scritto un libro intitolato "La preparazione fisica nel calcio". È anche uno studioso, visto che è un ricercatore - settore sportivo - in un progetto congiunto tra l’università di Barcellona e quelle di Vienna e Colonia. Da uno sportivo a un altro, visto che Llorente è stato un giocatore di basket per vent’anni. Dal 1982 al 2002. Nel Barcellona? No, sorpresa: nel Real Madrid. Nel Barcellona, e anche nell’Espanyol, ha invece giocato fino a qualche mese fa Ivan De La Pena, senza dubbio il più conosciuto tra i membri dello staff di Luis Enrique. I tifosi lo hanno accolto con qualche coro ironico (su tutti "De La Pena tagliate i capelli") e hanno anche un po’ borbottato per il suo passato alla Lazio. Lui, sempre sorridente e determinato, punta a convincerli col lavoro quotidiano. È in ottima forma, e si vede, è la persona che lavora più a stretto contatto con Luis Enrique (e Sabatini) e parla molto anche con i giocatori. Ieri, in particolare, durante l’allenamento della mattina è stato a stretto contatto con Pizarro. La lingua è la stessa, in campo e fuori.

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