Chiarezza e trasparenza: ecco cosa ci vuole nel progetto della tessera del tifoso. Da quest'anno, come noto, tocca ai club: il Viminale, pur soddisfatto di come è andata la prima stagione (meno incidenti), si è fatto da parte. Ma ecco che sorgono subito equivoci: la Roma ha fatto un abbonamento senza tessera del tifoso. Un messaggio che fa piacere all'avvocato Lorenzo Contucci, legale di tanti ultrà: "Io sono sempre stato contrario alla tessera e questa è la prima vittoria". Ma che causa polemiche e sospetti: anche il Bologna ora vuole copiare la Roma. Le procedure, comunque, non escludono il controllo dei dati anagrafici e anche della "buona condotta": secondo il Viminale quindi le norme previste per la tessera del tifoso non vengono aggirate. Ma è necessario, quanto prima, un chiarimento ufficiale per evitare equivoci e, soprattutto, per rispetto dei tifosi (cosa che in passato sovente è mancata). Come si farà, ad esempio, con le trasferte? Il ministro Maroni era stato chiaro: si va solo con la tessera del tifoso. A meno che i club si facciano carico dei loro tifosi non tesserati. Questa divisione fra buoni e cattivi (presunti, ovviamente) è semplicemente assurda. La stagione sta per iniziare, i club sono impegnati a mettere soldini in cassa con la campagna abbonamenti: ma vorremmo sapere quali sono le facilitazioni previste per i tifosi che fanno la famigerata tessera. Ripeto: deve essere uno strumento non contro le tifoserie, ma a favore (come previsto nello spirito iniziale) e non deve essere nemmeno l'occasione per fare business. Tocca ai club quindi svegliarsi.
lunedì 18 luglio 2011
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