La ricreazione è finita: si torna a fare sul serio giocando per l'Europa. La Lazio contro il Rabotnicki, la Roma a Bratislava contro lo Slovan. L'appuntamento è per domani sera, ma è bene dire che l'aria che si respira nelle due tifoserie è completamente diversa. A Formello, c'è l'entusiasmo dei giorni migliori: Reja ha a disposizione un gruppo forte, perché la campagna acquisti è stata fatta con oculatezza e razionalità. Si è comprato in tempo e sono arrivati pezzi pregiati, quelli che Reja chiedeva per rendere la squadra ancora più competitiva. Ecco perché i tifosi stanno toccando il cielo con le dita e hanno ripreso a sognare alla grande. A Trigoria l'atmosfera è assai più cupa. Il cambio della guardia ai vertici ha ritardato qualsiasi iniziativa, gli americani hanno temporeggiato per trovare l'accordo, tutto è slittato di settimana in settimana e ora se ne stanno pagando le conseguenze. La Roma non va, cammina a tre cilindri e Luis Enrique è preoccupato. Nelle due sfide che contavano (Psg e Valencia), i giallorossi ne hanno presi tre senza mai inquadrare la porta. È venuto meno proprio il reparto a cui il mister tiene di più. Doveva essere una Roma d'attacco, ma, per il momento, non c'è parvenza di una squadra con queste caratteristiche. E allora? Il mister lancia l'allarme: urgono rinforzi. Almeno tre, meglio quattro. Due a centrocampo, due davanti. Sabatini vorrebbe venire incontro a Lucho, ma ci sono i soldi necessari in cassa? Difficile rispondere, però di tempo non se ne può più perdere. Non solo per la competizione europea, che già domani potrebbe dare il primo dispiacere ai tifosi giallorossi, ma anche per il campionato che comincia fra meno di due settimane con la trasferta a Bologna.
mercoledì 17 agosto 2011
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