“Nel futuro, tutti avranno 15 minuti di celebrità”, profetizzava Andy Warhol oltre 40 anni fa. Luis Enrique, forse per non sfigurare al confronto con l’artista di Pittsburgh, ha pensato di concederne anche 90. Il giovin signore della panchina giallorossa, infatti, nelle sue prime 5 uscite ufficiali, non ha negato a nessuno o quasi una chance dal primo minuto. Dal battesimo di Bratislava del 18 agosto alla sfida di ieri contro il Siena è trascorso un mese e spiccioli, con 5 gare e altrettante formazioni diverse schierate. L’asturiano ha attinto a piene mani alle risorse di Trigoria, in virtù di una rosa che per sua stessa ammissione desiderava “numerosa, in modo da garantire la necessaria concorrenza interna”.
AVANTI IL PROSSIMO - Due portieri, 7 difensori, 8 centrocampisti ed altri 7 attaccanti, per un totale di 24. Non si tratta dell’intera rosa sotto contratto, ma ‘solo’ dei calciatori ai quali Luis Enrique, almeno una volta, ha consegnato i gradi del titolare. Una girandola senza precedenti nella storia della Roma. Il conteggio, aperto sul calare d’agosto quando la Roma raccoglieva la prima doppia delusione contro il Bratislava, comprende giovani promesse come Caprari e Viviani, lanciati dal 1’ nel preliminare di Europa League. Altri, ai quali l’etichetta di giovane promessa è andata via via scolorendosi col passare delle stagioni, come Okaka, titolare anche lui contro i modesti slovacchi. Infine chi ha già raccolto i propri effetti personali dall’armadietto del ‘Bernardini’, come Brighi passato all’Atalanta in chiusura di trattative e come Simplicio che ha lasciato tutto al proprio posto ma ora stenta a trovare spazio anche in tribuna. All’inizio del campionato, invece, Luis Enrique si è affidato alla ‘spesa’ estiva di Sabatini, schierando dall’inizio prima i vari Jose Angel, Heinze, Bojan, Pjanic e Osvaldo, infine Borini, lanciato dall’inizio contro l’Inter. In più non ha dimenticato lo zoccolo duro con i veterani Totti, De Rossi, Perrotta, Pizarro, Taddei e Burdisso.
PRIMATO STORICO – In attesa dei risultati, il valzer dei titolari orchestrato da Luis Enrique non ha paragoni nella storia giallorossa. Nelle prime 5 gare ufficiali, infatti, al massimo erano stati 20 gli uomini alternati dal primo minuto. Guidavano la classifica Zeman e Capello, che rispettivamente nelle stagioni 98-99 e 2003-04, dimostrarono di non avere ancora in testa una formazione base. E’ ancora il tecnico di Pieris, nell’anno dello scudetto, a schierare 19 titolari diversi nelle 5 gare iniziali. Risultati abbattuti da Luis Enrique che nonostante abbia scelto ben 24 titolari diversi non è riuscito a centrare ancora la prima vittoria. Quando si dice, "pochi ma buoni".











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