Quickribbon Tifoso, schiaffo a Di Vaio: cinque anni senza stadio

venerdì 23 settembre 2011

Tifoso, schiaffo a Di Vaio: cinque anni senza stadio

E’ questa la pena che rischia il tifoso dopo avere provato a schiaffeggiare l'attaccante del Bologna. Individuato grazie al sistema di videosorveglianza gestito dalla polizia, potrebbe essere colpito dal massimo del Daspo. Se è vero che l’effi­cacia delle leggi e di conse­guenza il rispetto della stesse sono direttamente proporzio­nali alla certezze delle pene, la Juventus è destinata, indirettamente, a fare giurisprudenza con l’episodio accaduto nel finale incan­descente della partita contro il Bologna. Quando la ris­sa tra giocato­ri scatenatasi a bordo campo, e quindi a un metro dalle mi­ni barriere tra­sparenti che sepa­rano il terreno dagli spalti, stava per rende­re soggetto attivo anche un tifoso juventino che ha prova­to a dare uno schiaffo all’at­taccante rossoblù Marco Di Vaio. Azione non riuscita per una questione di una trenti­na di centimetri da cosa si in­tuisce dalle immagini tv. Il tutto non è sfuggito ovvia­mente al controllo delle tele­camere che sono di proprietà della società bianconera come peraltro tutto lo stadio. Ma c’è di più. Perché durante le partite, in regia, c’è la polizia che ha così la possi­bilità di monitorare come me­glio crede le zone dell’impian­to più critiche. E ieri le teleca­mere hanno zoommato a lun­go sulla baruffa al punto che il tifoso è stato individuato gra­zie a questo sistema che la Ju­ventus gestisce in simbiosi con le forze di polizia proprio per cercare di ottimizzare il si­stema di videosorveglianza. La persona che si è resa re­sponsabile del possibile dan­no al giocatore ospite con lo schiaffo è probabilmente de­stinataria di un Daspo. Cos’è il Daspo? Un dispositivo che vieta l’accesso alle manifesta­zioni sportive. Solitamente è previsto l’obbligo di firma in ufficio di polizia della propria città da parte di chi è stato col­pito dal provvedimento du­rante lo svolgimento delle partite. La pena massima del Daspo è di cinque anni e alla luce del fatto che lo schiaffo di fatto non ha colpito il giocato­re è possibile che il divieto ad assistere partite sia più con­tenuto.

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