E’ questa la pena che rischia il tifoso dopo avere provato a schiaffeggiare l'attaccante del Bologna. Individuato grazie al sistema di videosorveglianza gestito dalla polizia, potrebbe essere colpito dal massimo del Daspo. Se è vero che l’efficacia delle leggi e di conseguenza il rispetto della stesse sono direttamente proporzionali alla certezze delle pene, la Juventus è destinata, indirettamente, a fare giurisprudenza con l’episodio accaduto nel finale incandescente della partita contro il Bologna. Quando la rissa tra giocatori scatenatasi a bordo campo, e quindi a un metro dalle mini barriere trasparenti che separano il terreno dagli spalti, stava per rendere soggetto attivo anche un tifoso juventino che ha provato a dare uno schiaffo all’attaccante rossoblù Marco Di Vaio. Azione non riuscita per una questione di una trentina di centimetri da cosa si intuisce dalle immagini tv. Il tutto non è sfuggito ovviamente al controllo delle telecamere che sono di proprietà della società bianconera come peraltro tutto lo stadio. Ma c’è di più. Perché durante le partite, in regia, c’è la polizia che ha così la possibilità di monitorare come meglio crede le zone dell’impianto più critiche. E ieri le telecamere hanno zoommato a lungo sulla baruffa al punto che il tifoso è stato individuato grazie a questo sistema che la Juventus gestisce in simbiosi con le forze di polizia proprio per cercare di ottimizzare il sistema di videosorveglianza. La persona che si è resa responsabile del possibile danno al giocatore ospite con lo schiaffo è probabilmente destinataria di un Daspo. Cos’è il Daspo? Un dispositivo che vieta l’accesso alle manifestazioni sportive. Solitamente è previsto l’obbligo di firma in ufficio di polizia della propria città da parte di chi è stato colpito dal provvedimento durante lo svolgimento delle partite. La pena massima del Daspo è di cinque anni e alla luce del fatto che lo schiaffo di fatto non ha colpito il giocatore è possibile che il divieto ad assistere partite sia più contenuto.
venerdì 23 settembre 2011
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