Forse è stata un’illusione. Solo un abbaglio quei lampi di bel gioco che la Roma stava via via mostrando anche quando perdeva. Un progetto ha bisogno di tempo, certo, ma soprattutto di una logica. Luis Enrique sembra un apprendista pasticcione: alambicca in continuazione, rispolvera giocatori impresentabili come Cicinho e rinuncia a tutti gli attaccanti di peso. L’Osvaldo punito, Borriello a casa, Totti intabarrato e nerissimo in panchina. Chi segna? Soprattutto, chi tira in porta? Poi certo a Firenze capita un arbitro che non ti perdona nulla, ti affibbia un rigore ipotetico (Jovetic e Juan si strattonano a vicenda) e te ne spedisce tre negli spogliatoi prima del tempo. Ma in mezzo c’è ancora un gol subìto da calcio piazzato e, più che altro, un tic-toc improduttivo, quel miraggio del calcio che è il tener palla fine a se stesso. L’allenatore è sulle braci, di esonerarlo non se ne parla, ma i tifosi giallorossi lo hanno contestato anche alla stazione al rientro: quel Totti malinconico non lo concepiscono, specie in una squadra a scartamento ridotto. Negli spogliatoi è sembrato frastornato, vacillante. Se sentirà crollare la fiducia può darsi che lasci lui. Anche perché la prossima, lunedì sera, è con la Juve capolista. Alla Roma mancheranno di certo Juan, Gago e Bojan, gli espulsi di ieri. La Juve che ieri ha allungato in testa, complice uno dei rigori più inventati della storia, vittima, con tanto di rosso, l’ex giallorosso Antonioli.lunedì 5 dicembre 2011
Il progetto di non fare gol
Forse è stata un’illusione. Solo un abbaglio quei lampi di bel gioco che la Roma stava via via mostrando anche quando perdeva. Un progetto ha bisogno di tempo, certo, ma soprattutto di una logica. Luis Enrique sembra un apprendista pasticcione: alambicca in continuazione, rispolvera giocatori impresentabili come Cicinho e rinuncia a tutti gli attaccanti di peso. L’Osvaldo punito, Borriello a casa, Totti intabarrato e nerissimo in panchina. Chi segna? Soprattutto, chi tira in porta? Poi certo a Firenze capita un arbitro che non ti perdona nulla, ti affibbia un rigore ipotetico (Jovetic e Juan si strattonano a vicenda) e te ne spedisce tre negli spogliatoi prima del tempo. Ma in mezzo c’è ancora un gol subìto da calcio piazzato e, più che altro, un tic-toc improduttivo, quel miraggio del calcio che è il tener palla fine a se stesso. L’allenatore è sulle braci, di esonerarlo non se ne parla, ma i tifosi giallorossi lo hanno contestato anche alla stazione al rientro: quel Totti malinconico non lo concepiscono, specie in una squadra a scartamento ridotto. Negli spogliatoi è sembrato frastornato, vacillante. Se sentirà crollare la fiducia può darsi che lasci lui. Anche perché la prossima, lunedì sera, è con la Juve capolista. Alla Roma mancheranno di certo Juan, Gago e Bojan, gli espulsi di ieri. La Juve che ieri ha allungato in testa, complice uno dei rigori più inventati della storia, vittima, con tanto di rosso, l’ex giallorosso Antonioli.
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