Quickribbon Roma da applausi

lunedì 19 dicembre 2011

Roma da applausi

La Roma finalmente recita da grande e vince con merito al San Paolo contro il Napoli. Il successo è la sintesi di una prova completa: gioco, personalità, carattere e sacrificio. E soprattutto equilibrio. E anche se Luis Enrique presenta la diciassettesima formazionediversa in 17 gare ufficali, stavolta le suescelte sembrano più logiche. Il risultato di Napoli non è solodi prestigio. La Roma invia unsegnalealcampionato,salendo al sesto posto, comportandosi da squadra, nonostante le assenze, le due pesanti a centrocampo, lo squalificato Pjanic e l’infortunato Gago, e le due in difesa, Burdisso e Kjaer. C’è compattezza tra i reparti ed è perfetta la miscela tra giovani e senatori. Con il rientro di Juan accanto a Heinze, De Rossi può tornare in mezzo al campo, garantendopiùlibertàdipalleggio a Greco e Simplicio, quest’ultimo titolare per la seconda volta in campionato, due mesi e mezzo dopo la prima contro l’Atalanta, il primo ottobre all’Olimpico. Il Napoli, come al solito, aspetta con il suo 3-4-2-1, per permettere le ripartenze veloci dei tre davanti, Hamsik, Lavezzi e Cavani, contando sulla corsa dei laterali Maggio e Zuniga. Ma il vantaggio lampo della Roma rovina in parte il copione che Mazzarri impone in ogni gara ai suoi interpeti. Lamela,al terzo, vince il contrasto su Campagnaro, gira attorno a Cannavaro e da posizione defilata, in area, effettua un cross velenoso: lapalla, deviata da Aronica, sfugge a De Sanctis, per l’1 a 0 dei giallorossi. Luis Enrique, però, non rinuncia al possesso palla e Totti è il playmaker raffinato.Gli attaccanti si sforzano a rientrare. Osvaldo è più disponibile di Totti e Lamela e forse per questo, nella prima parte, non è abbastanza lucido davanti alla porta, specando tre chance. Prima della mezz’ora Zuniga sfugge a Rosi e mette in mezzo di forza: Hamsik, a un metro dalla portavuota,alzasopralatraversa, errore incredibile, con il pallone colpito di stinco. Sui lati la Roma soffre più che in mezzo, dove De Rossi fa da scudo e Juan è concentrato su Cavani. Bravo Stekelenburg sul destro potente di Maggio: deviazione in angolo.Osvaldo,smarcato da Simplico, calcia largo. Ma il Napoli ha un’altra occasione per pareggiare: Lavezzi, infilandosi in area a destra, colpisce il palo al minuto 33. Osvaldo ha per due volte di fila la palla del raddoppio. Prima è Taddei a mandarlo al tiro, ma il tocco di esterno destro finisce sul fondo. Subito dopo, su lancio di De Rossi,controlla bene,incrociando però fuori. La Roma chiude bene il tempo: Greco allarga per Lamela che di sinistro colpisce il palo lontano. Celi, dopo l’intervallo, interrompe un’azione del Napoli, dopo un corner, per una spinta di Maggio su Rosi: segna Cavani, ma a gioco fermo. Lavezzi, prima di lasciare il posto a Pandev per un fastidio muscolare, non arriva su un lancio preciso di Gargano. Al quattordicesimo il due a zero: cross da destra di Totti,dormita di Campagnaro e tapin vincente di Osvaldo. Esce Gargano,dentro Mascara. Bene Stekelenburg su un colpo di testa di Cavani. Luis Enrique fa uscire Lamela,stanco per il lavoro difensivo, e inserisce Bojan che è subito vivace. Osvaldo offre la palla del tre a zero a Taddei che appoggia fuori. Finale con Dossena e Perrotta, in campo rispettivamente per Campagnaro e Greco. Hamsik prova a riaprire il match al trentasettesimo, destro secco e diagonale imprendibile, ma al quarantacinquesimo, dopo l’ingresso di Viviani e l’uscita di Totti, è Simplicio a chiuderlo, destro da fuori deviato da Cannavaro e corsa verso la panchina, con tutta la Roma che dedica la sua notte di festa a Luis Enrique.

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