Una partita che si giudica con un dato: all'ottavo minuto del primo tempo la Roma maramaldeggiava sul Cesena già sopra di tre reti. Una partita mai cominciata, i romagnoli mai nel gioco. Schiantati da Totti, autore di due gol in sette minuti, poi il terzo sigillo di Borini dopo appena un giro di orologio e la quarta rete sfiorata più volte nei primi venti minuti di gioco. Una lunga accademia giallorossa nei restanti settanta minuti, anche se nel primo tempo la cura Luìs Enrique ha un che di miracoloso per la proprietà di palleggio e la velocità di esecuzione dei giocatori, che sembrano aver interiorizzato al meglio il dettato del calcio formato Barcellona. Lamela incanta a inizio partita, suoi i due assist con i quali Totti interrompe l'equilibrio dopo 32 secondi e raddoppia dopo sette. Contropiede micidiale per il 3-0 all'ottavo firmato da Borini, una serie di altre occasioni che potevano rendere il risultato molto più pesante per il Cesena, venuto in gita all'Olimpico. Nel secondo ritmo visibilmente calato, ma partita che si rianima quando Eder scatta sul filo del fuorigioco, "sombrera" Stekelemburg e insacca per il 3-1. Ma poco dopo quarta rete di Juan sugli sviluppi di un calcio angolo e quinto gol di Pjanic che riprende una parata imperfetta di Antonioli. Roma a 30 punti e con una partita da recuperare.
sabato 21 gennaio 2012
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