Quickribbon Quelli che hanno portato il calcio (e Pepe) a Roma

martedì 3 maggio 2011

Quelli che hanno portato il calcio (e Pepe) a Roma

La Juventus espugna l'Olimpico - 1-0, gol di Pepe - nel posticipo della trentacinquesima giornata. Una sconfitta pesante per la formazione di Reja, una serata da dimenticare per Guidone De Angelis. All'inizio se la prende con Paolo Tagliavento, il quarto uomo: "Lichtsteiner digliene quattro a questo (forse cinque sarebbe meglio, ndr). Tagliavento non ti devi avvicinare, non devi parlare con nessuno per tutto quello che ci hai fatto nei derby. Reja, lascialo stare". Ad un certo punto, un giocatore della Lazio inciampa in area: "Ecco, ti pareva, te pare che je dava 'e rigore. Mica c'era Borriello là". Quando, poi, Floccari viene toccato da Chiellini, e il rigore ci può stare, l'invettiva non conosce confini: "Nooooooooooooooooooooooooooooooo. Ma come? Non è rigore? Chiellini lo tocca e questo non fischia? E perché i giocatori della Lazio non protestano? Ragazzi, che vergogna. Che vergogna. Che vergogna. Che vergogna. Che vergogna. Che vergogna. Che vergogna (non è un'esagerazione, l'espressione viene reiterata più volte, ndr). Ma vi rendete conto a che stiamo assistendo?". A Lazio-Juventus, pare, o no? Ledesma fa fallo su Felipe Melo: espulso. "Ecco, non vedeva l'ora di cacciarlo...". Arriva il gol di Pepe: "Non è possibile... Caro Mazzoleni, hai sistemato la pratica. Caro Reja, non hai sistemato nulla". Il mare tracima: "Vorrei entrare in campo pure io, Mazzoleni. Hai provocato abbastanza stasera. E' tutto scritto. Il calcio italiano è all'ultimo stadio. Che vergogna. E mo' daje pure un rigore, no?". No, perché gioca la Juve, non la Roma.

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