Quickribbon Damiano Tommasi succede a Campana alla guida dell'Assocalciatori

martedì 3 maggio 2011

Damiano Tommasi succede a Campana alla guida dell'Assocalciatori

Di lui si diceva che prima o poi avrebbe avuto un incarico di prima fila alla guida del calcio italiano. È sempre stato un trascinatore, in campo era un leader, fuori il compagno su cui poter contare nei momenti più difficili. Damiano Tommasi, ex bandiera della Roma che contribuì a portare sulla vetta d'Italia nel 2001, centrocampista tuttofare della Nazionale sfortunata del mondiale nippo-coreano, è il nuovo presidente dell'Associazione italiana calciatori, il sindacato dei lavoratori del pallone che per 43 anni è stato rappresentato da Sergio Campana. La nomina sarà confermata dall'Aic nella riunione del 9 maggio, ma si tratta soltanto di una formalità amministrativa. Tommasi ha battuto in volata l'ultrasettantenne avvocato Leonardo Grosso, in corsa con lui per una delle poltrone più scomode del calcio di casa nostra. Tante responsabilità e il peso della figura di Campana, l'uomo che nel 1968 ha cominciato a dare del tu ai presidenti delle società, che da allora sono stati costretti ad aprire un
confronto con i loro dipendenti con i calzoni corti. Per il calcio italiano, è stata una rivoluzione senza precedenti. Un terremoto che ha scosso gli equilibri del pallone e ha definito il nuovo profilo del calciatore professionista, che, da semplice pedina di scambio, diventava parte attiva e determinante di un sistema che cominciava a macinare grandi quantità di denaro. Tommasi farà bene. Ne sono convinti Gianni Rivera e lo stesso Campana, per il quale «era necessaria una svolta». L'ex centrocampista della Roma, 37 anni tra qualche giorno, ha le idee chiare rispetto ai temi caldi da mettere subito in agenda: «La sfida più compicata di oggi è il fondo di garanzia per le squadre minori e per poterla vincere serve un sindacato unito». Che significa, stipendio garantito anche per chi gioca nelle categorie inferiori e massima coesione all'interno dello spogliatoio Aic. Da qui parte Tommasi per rinnovare l'impegno di Campana e per dare sempre più forza all'organizzazione che difende i diritti di chi tira calci a un pallone. Tuttavia, i presidenti possono stare tranquilli. Tommasi è garanzia di serietà e correttezza. Lo dice il suo curriculum da calciatore. Nel 2004 subì un infortunio molto brutto che gli impedì di giocare per un anno e mezzo. Avrebbe potuto incassare comodamente il lauto stipendio che la Roma gli riconosceva mensilmente per contratto. Invece - e il caso fece strabuzzare gli occhi anche ai meno avveduti in materia di pallone - fece un passo indietro e chiese di firmare un nuovo accordo al minimo sindacale, da 1500 euro al mese. Poco meno di nulla per un calciatore di prima fascia come lui. In un calcio che insegue la gloria del portafogli, un raro esempio di correttezza che strappa il sorriso e mette di buon umore.

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