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martedì 8 novembre 2011

Il rispetto non è di casa!

I giocatori Montolivo e Gamberini ridono sotto i baffi durante il minuto di silenzio per i fatti successi a Genova. Comprensibile che gli alluvionati ci siano rimasti male. Ci sono stati molti morti (bambini compresi), numerose famiglie hanno perso tutto e dovranno magari ripartire da zero: la vita di queste persone verrà segnata per tutta la vita da questo tragico evento. Se hanno avuto la possibilità di sapere del minuto di silenzio, sicuramente avranno provato un po’ di conforto, e invece venire a sapere che due famosi calciatori si sono messi a ridere non avrà fatto loro piacere (anche se hanno cose ben più importanti a cui pensare…). Se il motivo è davvero questo, Gamberini poteva fare un piccolo sforzo e trattenere il proprio intestino per qualche secondo; non averlo fatto dimostra una certa superficialità, stessa colpa che si può rimproverare a Montolivo per non aver trattenuto… le risate. Superficialità, dunque. Leggerezza di due giovani che non han saputo cogliere il significato profondo di quel minuto – cioè appunto manifestare la vicinanza di tutto lo sport italiano agli alluvionati. Ma secondo noi nulla di più: rimproverarli di aver fatto un gesto immorale – come qualcuno l’ha definito – ci sembra francamente un po’ eccessivo. I due giocatori probabilmente non si erano nemmeno accorti della breve risatina, e quando i cronisti hanno chiesto i motivi del gesto i due si sono immediatamente scusati per la leggerezza. Il problema, semmai, è che i calciatori, come tanti giovani dello spettacolo e della televisione spesso non si rendono conto dell'influenza che possono esercitare sulle altre persone. Anche un fatto minimo, come un minuto di silenzio fatto nella piena coscienza di questo gesto, può contribuire, almeno a fare sentire meno sola una persona colpita dall'alluvione in Liguria. Non è poco. Il caso, comunque, avrebbe dovuto chiudersi qui, senza le levate di scudo di chi si scandalizza per l’evangelica “pagliuzza altrui”. Quello che serve ora agli alluvionati non è scandalizzarsi per aver interrotto la sacralità del minuto di silenzio, ma un aiuto concreto: serve mandare un messaggino dal cellulare, serve – meglio ancora – chi può aiutare in altro modo. Nel mondo del calcio si sono distinti i tifosi del Genoa, che sono scesi nelle strade a spalare (come già avevano fatto quelli dello Spezia), e i tifosi dell’Atalanta che hanno lanciato una raccolta fondi.

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