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lunedì 27 febbraio 2012

Roma-Genoa posticipata a lunedì 19 marzo ore 20:45

La Lega di Serie A ha spostato la gara tra Roma e Genoa, inizialmente fissata per giovedì 15 marzo alle ore 17.00, a lunedì 19 marzo a partire dalle ore 20:45. La gara messa di giovedì aveva destato molte critiche da parte dei tifosi giallorossi. Questo spostamento è dovuto alla concomitanza delle gare UEFA di giovedì 15 marzo alle ore 19.

domenica 12 febbraio 2012

Roma, aria di bufera

«Ma quando ci dicono a che ora giochiamo a Siena?». E’ questa la domanda che hanno rivolto, più volte, Luis Enrique, i suoi collaboratori e gli stessi giocatori, senza però poter ricevere indicazioni precise, ai dirigenti giallorossi. Che sono i primi a essere infastiditi dalla situazione di incertezza. Anche loro non sanno e dovranno aspettare ancora, nonostante ieri abbiano chiesto di iniziare la gara addirittura alle 14. «Siamo proprio contrariati». Perché sessuno si pronuncia sull’orario della gara di domani, fissato (e per il momento anche confermato) alle ore 20,45. La Lega, svelta a comunicare ieri mattina il rinvio di Bologna-Juventus e Parma-Fiorentina che si dovevano svolgere oggi, aspetta la riunione delle ore 9 del Gos, prima di contattare le due società per prendere una decisione definitiva. Non sarà, dunque, la Prefettura a chiedere di anticipare l’incontro alle 14 (o 15) o, per evitare il gelo annunciato per la serata (da -6 a -10 la possibile temperatura, anche se da Siena fanno sapere che al massimo sarà - 1), alle ore 18: lo farebbe solo per motivi di ordine pubblico (pericolo per gli spettatori in tribuna e disagi nella viabilità). Fino a ieri sera, preso atto delle previsioni meteo che escludono il peggioramento, nessuno ipotizzava cambiamenti di programma. Nemmeno a Trigoria. Anche perché nell’assemblea di Lega di venerdì, l’amministratore delegato Claudio Fenucci aveva già avuto la sensazione che più di un club spingesse per far scendere in campo i giallorossi in notturna (quelli non accontentati con rinvii la settimana scorsa). L’ad ha affrontato la questione con Massimo Mezzaroma, il presidente della società toscana che, per rispetto agli abbonati del Siena, è contrario all’anticipo (in più c’è il no di Sky): solo il terreno di gioco ghiacciato potrebbe determinare l’anticipo o addirittura, in quel caso su decisione dell’arbitro fiorentino Rocchi, il rinvio. Perché le strade sono libere e quindi non ci sono problemi per raggiungere il Franchi, dove ieri sera, alle 21, è stato fatto un controllo sul campo: - 2. «Se fa ’sto freddo io a Siena non ci vado». Francesco Totti ha provato a sdrammatizzare, durante l’allenamento di ieri mattina a Trigoria. Perché il capitano non ci pensa proprio a rinunciare alla trasferta in Toscana, dove può centrare un altro obiettivo: le 700 gare da professionista (comprese quelle in maglia azzurra). Meno divertente il compito di chi sta organizzando il viaggio in Toscana. E’ stato anticipato l’allenamento, oggi alle 13,30 (e l’incontro con i media alle 11), perché comunque la Roma partirà nel primo pomeriggio. Se non ci saranno nuove precipitazioni nel Lazio e in Toscana, la squadra giallorossa andrà in pullman. Se stamattina, invece, ci fossero nuovi problemi in autostrada, sull’A1, è già pronto il piano alternativo: in treno da Termini alla stazione di Santa Maria Novella di Firenze e da lì in pullman fino a Siena. Luis Enrique, dal canto suo, oggi avrà più chiara anche la situazione sui giocatori da convocare: Viviani ieri si è allenato e sembra quindi recuperato, anche se non ha la certezza del posto da titolare (è in ballottaggio con Greco); Gago, invece, ha lavorato un po’ in palestra, si è sottoposto a una lunga seduta di fisioterapia e solo nel pomeriggio l’asturiano deciderà se portarlo (ieri non era troppo convinto). Il dubbio, insomma, riguarda il centrocampo: assente De Rossi perché squalificato e in forte dubbio l’argentino, va scelto l’uomo da piazzare tra Simplicio e Pjanic. C’è più abbondanza in attacco: ieri Osvaldo, scatenato in partitella, è stato provato con Totti e Borini. L’italoargentino è impaziente di rientrare, ma si allena solo da una settimana con il gruppo. Ne sono passate solo cinque dall’infortunio: Luis Enrique e lo staff medico non vorrebbero anticipare i tempi, considerando il gelo previsto al Franchi e rimandando la convocazione di qualche giorno, per la partita di domenica all’Olimpico contro il Parma. Vederlo nella lista sarebbe una sorpresa. Mai dire mai, però.

venerdì 10 febbraio 2012

Il senso di Siena per la neve

Emergenza neve, atto secondo. Oggi potrebbe (dovrebbe) nevicare a Roma, ma per la Roma il problema è un altro. Si chiama Siena, dove si preannunciano temperature polari: tra -8° e - 10°! La partita con l’undici di Sannino è in programma alle 20.45 di lunedì, ma fino a ieri rinvio o anticipo erano le ipotesi più probabili. Stamattina si deciderà cosa fare. A Trigoria è già da qualche giorno che sono a conoscenza delle condizioni meteo che attendono la squadra di Luis Enrique a Siena. La soluzione più gradita sarebbe stata quella di giocare domenica. Alle 15, magari. Il problema, però, è che i bianconeri sono scesi in campo ieri sera con il Napoli in Coppa Italia e quindi (sempre fino a ieri), per ovvi motivi, non erano così contenti di anticipare di 24 ore l’incontro con la Roma. Ecco perché alla fine si potrebbe decidere di disputare la partita sempre lunedì. Però alle 15. E c’è una ragione. La trasferta di Siena è l’unica che la Roma è costretta a sostenere in pullman. Treno e aereo sono scelte logisticamente impossibili. Ora, immaginate cosa significherebbe tornare nella Capitale domenica o lunedì su strade ghiacciate, e magari anche con visibilità ridotta da nebbia o neve. A Trigoria non intendono correre rischi, dunque è da escludere che si giochi alle 20,45. Una decisione sarà presa oggi da Prefettura e Questura di Siena, assieme alle due società. Secondo il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, siamo di fronte a un evento eccezionale: «Le condizioni meteorologiche che si stanno verificando sono del tutto inusuali per il nostro clima, tali da ripetersi, secondo gli esperti, entro un arco di 30 anni». Il Generale Inverno potrebbe obbligare la Lega di A ad inventare uno spezzatino non legato, per una volta, alle esigenze delle tv. Domani alle 18 scenderanno in campo Udinese e Milan, ma sono previsti 3 gradi sotto lo zero con possibili precipitazioni nevose. No problem alle 20,45 per Cagliari- Palermo, il Sant’Elia non sarà gelato come il Friuli. La neve potrebbe invece sconvolgere la giornata di domenica. Alle 15 sono a rischio rinvio Atalanta- Lecce (cielo coperto, 1°), Parma-Fiorentina (nuvoloso, 0°) e Inter-Novara (-1°). I dieci gradi sopra lo zero mettono ampiamente al riparo da bianche sorprese Catania-Genoa. Viceversa, le condizioni climatiche decisamente avverse hanno già convinto Bologna e Juve a chiedere di giocare alle 15. La 23esima giornata si concluderà con Siena-Roma appunto, e Napoli- Chievo. Farà freddo al Franchi bianconero, ma non è che al San Paolo staranno molto meglio. La colonnina di mercurio sfiorerà lo zero.

mercoledì 8 febbraio 2012

Catania - Roma 1-1. Non bastano 30' minuti ai giallorossi

25 minuti che come un macigno, 25 giorni dopo il diluvio caduto sul Massimino. Catania e Roma non sono riuscite ad andare oltre l'1-1 con cui si era fermata la partita quasi un mese fa. I giallorossi hanno provato a strappare i tre punti e hanno avuto un'ottima occasione sui piedi di Borini che non è riuscito trasformarla in gol. Da segnalare una grande parata di Stekelenburg su Llama e il buon impatto avuto sul match da parte di Piscitella, alla seconda presenza in maglia giallorossa.
IL TABELLINO:
CATANIA: Kosicky, Bellusci, Legrottaglie, Spolli, Izco, Almiron, Lodi, Gomez, Llama, Barrientos, Bergessio A disp: Terracciano, Paglialunga, Catellani, Ricchiuti, Lanzafame, Suazo All.: Montella.
ROMA: Stekelenburg, Rosi, Juan, Heinze, Taddei, Greco, Gago, Pjanic, Lamela, Borini, Piscitella A disp: Lobont, Cassetti, Cicinho, Josè Angel, Simplicio, Viviani, Bojan All.: Luis Enrique.
Arbitro: Tagliavento di Terni. Assistenti: Nicoletti e Di Liberatore. IV uomo: Gervasoni.
Note: ammoniti Pjanic, Taddei (R) e Lodi (C). Recupero: 5' st

Il "colpaccio" può cambiare il senso della stagione

Altro che spezzatino, il tritacarne produttore di hamburger, un turno che parte il giovedì e finisce la sera del lunedì successivo, in mezzo la Coppa Italia e perfino uno scampolo di recupero, i venticinque minuti o poco più per la Roma a Catania, dopo l'alluvione che in questi giorni diventa perfino oggetto di rimpianto. Qualche atteggiamento contraddittorio della panchina romanista, al Massimino, lascia Luis Enrique senza due pezzi da novanta come Totti e De Rossi. La speranza in un colpaccio che conforterebbe notevolmente la classifica attuale sembra affidarsi soprattutto alle statistiche, che indicano la Roma come squadra egemone nei primi venticinque minuti delle partite fin qui giocate. Spera, il tifoso, che gli adolescenti della prima linea facciano la parte dei Pierini terribili, ma il Catania di Montella promette battaglia, come è giusto, sarà una parentesi breve quanto intensa, auspicabile prevalga la serenità che il tecnico sta trasmettendo, come testimonia anche la conferenza stampa di vigilia. Dopo le schermaglie dialettiche che hanno animato gli ultimi giorni, Milan e Juventus si affrontano sul campo per la semifinale di Coppa Italia. Stasera Ibra sarà in campo, se non ci saranno giochetti di poteri salterà invece la sfida di campionato, vero però che in Italia il regolamento vale per tutti, ma spesso non per chi è più uguale degli altri. Domani sarà la volta di Siena e Napoli, stessa data per la Lazio massacrata dagli infortuni e con la prospettiva di un difficile turno di Europa League con l'Atletico Madrid, avversario scomodo il Cesena alla disperata ricerca di ossigeno per la sua allarmante classifica. Un venerdì di sano riposo per tutti, sabato ancora in campo il Milan a Udine, una sfida che la Juventus di Conte seguirà con particolare interesse, per la capolista la notturna della festa, a Bologna. Altro anticipo del sabato, ancora in notturna salvo ulteriori impedimenti climatici, derby delle isole tra Cagliari e Palermo. Ma la coda propone ancora un duplice impegno, quello di Siena per la Roma, ostacolo tutt'altro cheagevole dopo l'impresa torinese dei toscani. Al Napoli tocca il Chievo, meno terribile.

lunedì 6 febbraio 2012

Presi a pallate

La giornata perfetta! In classico stile giallorosso, con la schizofrenia che ha contraddistinto fin qui, nel bene e nel male, l’avvio di questo nuovo progetto a stelle e strisce. Dopo l’imbarazzante naufragio a Cagliari di mercoledì scorso, la Roma si ritaglia un pomeriggio da leoni all’Olimpico proprio contro l’Inter dell’ex Ranieri: nella partita più temuta. E come se non bastasse il successo netto, schiacciante, contro un avversario imbarazzante che non ha mai nemmeno provato a giocare la partita, e l’ecatombe di tutte o quasi le squadre che precedono al momento la Roma in classifica (2 punti in cinque), in serata arriva anche l’atteso annuncio di Baldini: «De Rossi ha rinnovato con la Roma per i prossimi cinque anni!». È la ciliegina sulla torta ben preparata da Luis Enrique, un tecnico che in molti volevano rispedire impacchettato, modello cartoon, a Barcellona già prima di Natale al grido di «ridatece er minestraro». E invece Baldini &Co. sono stati bravi a tenere dritta la barra, a supportare il nuovo allenatore facendo quadrato, sostenendolo anche quando sembrava impossibile farlo. Tanto di cappello quindi al nuovo corso che mette a segno, nello stesso giorno, due colpi eccellenti. E se il rinnovo di De Rossi poteva sembrare una cosa scontata (e non lo è stato affatto...), un nodo cruciale sul quale la nuova dirigenza e la proprietà americana tutta ci avevano messo la faccia e non potevano sbagliare, sul fronte del campo i progressi di questa Roma sono evidenti: come il fatto che, al momento, le due cose coincidano in maniera assoluta. Questa squadra, adesso, non può fare a meno di Daniele De Rossi e il suo ritorno in campo contro l’Inter lo ha dimostrato ancora una volta. Proprio intorno a lui ruota tutto il «favoloso mondo di Luis Enrique» e non è un caso che ogni qual volta è in campo, la Roma gioca in un altro modo. È successo ieri contro l’Inter, venuta a Roma senza Sneijder ma soprattutto senza testa... e forse voglia. Sta di fatto che la partita non è stata mai tale, si è giocato a una sola porta, con un possesso palla giallorosso impressionante: sessantacinque per cento e più del doppio di supremazia territoriale. Forse nemmeno contro li Cesena, sempre all’Olimpico, la differenza tra le due squadre era stata così evidente. E Ranieri? Non fa nulla per arginare la Roma, subisce stordito la supremazia dei padroni di casa e quando cambia qualcosa ormai è troppo tardi. Il risultato pantografa alla perfezione la gara: doppietta di Borini, gol di Juan (terzo finora: non male per un altro di quelli che secondo molti andava già rottamato) e perla finale di Bojan. Nel mezzo grandi giocate di capitan Totti che distribuisce palloni per tutti, solita ottima partita di Pjanic (quantità e qualità) e non male anche Gago: che forse non gioca la sua gara migliore, ma con De Rossi lì dietro è libero di andare in avanti ad offendere. A questo va aggiunta (finalmente) una gara sopra la sufficienza di José Angel tornato quello di inizio stagione, la solita costanza di Taddei e l’esordio del giovane Piscitella (che dà a Bojan la palla del 4-0): terzo dell’era Luis Enrique dopo Verre e Viviani. Tutto perfetto quindi, anche troppo. Ecco, il rischio è sempre lo stesso che adesso, dopo questa giornata di sole (neve a parte), si torni a fare i conti-scudetto. Calma e gesso, è solo l’inizio di un percorso che sarà ancora lungo e impervio. Intanto i tifosi si godano il presente, per il futuro si sta lavorando.

domenica 5 febbraio 2012

Roma - Inter 4-0. La squadra giallorossa asfalta Ranieri & Co.

A Roma non passa Ranieri. Luis Enrique demolisce l'Inter 4-0 e rilancia la squadra giallorossa verso il terzo posto. Partita perfetta. La Roma parte a mille e il primo gol è solo questione di tempo. E' Juan ad aprile le danze, è Borini (2) a ferire, è Bojan che demolisce nel finale quel che rimane dell'Inter. Adesso non bisogna fermarsi.

venerdì 3 febbraio 2012

UFFICIALE, ROMA-INTER rinviata a domenica alle 15...forse!

Il maltempo che continua a imperversare sulla penisola rischia di decimare anche la ventiduesima giornata di campionato. A rischio il big match tra Roma e Inter, inizialmente in programma sabato sera alle 20.45 e successivamente anticipata alle 15 per l'allerta meteo. La nevicata che si è riversata in queste ore sulla Capitale ha però fatto aumentare l'allarme. Ecco il comunicato dell'As Roma che ufficializza il rinvio della gara con l'Inter a domenica prossima: "Il Prefetto di Roma - si legge nella nota pubblicata sul sito del club giallorosso - ha disposto il rinvio della gara Roma-Inter, originariamente prevista per sabato 4 febbraio 2012: si giocherà domenica 5 febbraio alle 15. Una fortissima nevicata in corso su Roma ha infatti costretto le due squadre a posticipare la sfida fissata precedentemente a sabato pomeriggio all'Olimpico".


Secondo il pm di Cremona tutto il campionato dello scorso anno è falsato

Parola dure, anzi durissime quelle del Pm di Cremona, Roberto Di Martino, in relazione allo scandalo calcioscommesse della scorsa stagione. Presto potrebbero essere ribaltati tutti i risultati del campionato scorso o almeno la maggior parte di essi:“Lo scorso campionato di serie A è stato irregolare. Alcune squadre hanno compromesso la genuinità della lotta per la retrocessione, altre quella per la qualificazione all’Europa League, altre ancora singole partite. Mettendole insieme, la quantità di gare truccate è tale che l’intero torneo è da considerarsi compromesso“. Il personaggio che è riuscito a coinvolgere una buona fetta di Serie A è Hristyan Ilievski, lo “zingaro” incaricato di andare in giro per stadi e ritiri dei club per comprare calciatori e partite. Questo è quanto avvenne il 14 maggio 2011, giorno di Lazio-Genoa quando si diresse a Formello insieme a Zamperini (amico di molti giocatori tra cui Mauri della Lazio) quando gli atleti erano ancora al campo di gioco. In seguito si incontrò con Milanetto, capitano del Genoa per concordare l’1-1 nel primo tempo (over 1,5, come concordato, spiegherà Gervasoni) ed il 4-2 finale. 80 mila euro ad ogni giocatore coinvolto. Lo stesso format avviene per Lecce-Lazio (2-4) e Bari-Sampdoria (0-1). Sotto indagine anche una partita che coinvolge i giallorossi: Bari-Roma (2-3). Masiello, difensore del Bari, racconta che “gli zingari lo andarono a trovare per chiedergli di terminare la partita in “over”. Il giocatore rifiutò ma gli fu raccontato che ne avevano già coinvolto altri.

La pazienza è finita

Una piccola ma preziosa dote distrutta in otto giorni. Dal 3-0 senza attenuanti di Torino in coppa Italia ai quattro schiaffi di Cagliari, passando per il sofferto pareggio casalingo con il Bologna, la Roma è tornati al punto di partenza. Il problema è che adesso non c’è più tempo per riparare: salutate mestamente le due coppe, è rimasto da giocare un campionato tutto in salita. Sono dieci i punti che separano la squadra di Luis Enrique (che però deve recuperare i 25 minuti finali di Catania) dal terzo posto occupato dall’Udinese. Insomma il rischio di un finale di stagione anonimo e senza obiettivi è diventato altissimo. La società l’aveva messo in preventivo - DiBenedetto ha parlato per primo di un progetto vincente in cinque anni - l’ambiente no e l’aria attorno alla Roma è di nuovo irrespirabile. Dopo il pareggio con la Juve e le quattro successive vittorie di fila dentro e fuori Trigoria si era creata la convinzione che la squadra fosse pronta e matura per un gran finale di campionato, ma l’illusione è durata poco. Luis Enrique è tornato da Cagliari con il morale sotto i tacchi. Il suo lungo silenzio nella conferenza stampa del Sant’Elia ha avuto un impatto più forte di tante parole. Il volto tiratissimo sull’aereo nel viaggio di ritorno e la rabbia che si è portato dentro ieri a Trigoria hanno completato il ritratto di un allenatore di nuovo deluso e tradito dalla sua squadra. Prima dell’allenamento pomeridiano di ieri lo spagnolo ha tenuto il gruppo a rapporto per una ventina di minuti, senza i dirigenti. Una riunione più lunga del solito che testimonia la delicatezza del momento. «Dobbiamo reagire, cerchiamo di restare uniti» il leit-motiv del suo sermone. Ancor più importante la seconda puntata dei chiarimenti: l’allenatore è uscito dello spogliatoio e ha lasciato che fossero i giocatori a parlare tra loro. Alcuni della «vecchia guardia» hanno deciso di alzare la voce con i più giovani, invitandoli a impegnarsi di più. «Perché altrimenti tra poco i tifosi se la prenderanno con noi»: questo l’avvertimento fatto ai vari Lamela, Bojan, Josè Angel e Kjaer, responsabili secondo i più anziani di non tenere troppo alla causa romanista. E nemmeno la festicciola per il compleanno di Juan è servita a rialzare il morale della truppa:più di qualcuno, infatti, non ha gradito che la notizia della festa fosse pubblicata sul sito del club dopo le tante «chiacchiere» sulla cena della scorsa settimana. Scosse di assestamento all’interno di un gruppo pieno di giovani, con tutti i loro pregi e difetti. Ultimamente si sono visti solo i secondi: la Roma prende gol da chiunque, con la sua difesa imbarazzante e abbandonata a se stessa. Il centrocampo non la protegge, se manca De Rossi il problema diventa cronico, gli attaccanti - per stessa ammissione di Totti - non fanno il pressing che il gioco di Luis Enrique richiederebbe. Così i vari Juan e Kjaer vengono ridicolizzati sistematicamente: lo hanno fatto tutti, Ibrahimovic o un Ibarbo qualsiasi, due che in comune hanno solo le prime due lettere. Tra i terzini non ce n’è uno in rosa che dia garanzie, dall’altalenante Rosi, all’adattato Taddei fino allo spaesato José Angel. La società inizialmente aveva programmato almeno un acquisto a gennaio in quel reparto ma poi ha deciso di rinviare la questione a giugno: un altro chiaro segno di resa per la stagione in corso. A centrocampo mancano ricambi di qualità e anche l’attacco si è inceppato. Pesano l’assenza di Osvaldo, la posizione arretrata di Totti, la crisi senza fine di Bojan e l’intermittenza del giovanissimo Lamela. Baldini e Sabatini avevano messo tutto in conto ma non per questo possono ritenersi soddisfatti. Il dg continua a lanciare messaggi distensivi, peraltro poco graditi ai tifosi che ieri in coro lo hanno bacchettato per i suoi sorrisi nelle interviste di Cagliari giudicati inopportuni. Sabatini, invece, è già concentrato sul mercato di giugno e ha chiari in mente gli obiettivi. C’è da aspettarsi un’altra mini-rivoluzione, ma stavolta salterà anche qualche testa nuova.

lunedì 30 gennaio 2012

Cagliari-Roma, arriva l'ok per il Sant'Elia

Cagliari-Roma si potrà giocare regolarmente mercoledì alle 20.45. La partita, valida per la seconda giornata di ritorno della Serie A, sembrava dovesse essere anticipata alle 15.00 a causa di alcuni problemi legati alla sicurezza dello stadio Sant'Elia. In particolare, in alcuni settori dell'impianto non era garantita un'illuminazione adeguata alle norme federali. La Prefettura di Cagliari ha, però, dato l'ok perché l'incontro si disputi in notturna così come da programma. La Commissione di Vigilanza conferma l'inagibilità di Distinti e Curva Sud. Come con la gara contro la Fiorentina gli abbonati dei due settori saranno ospitati in Tribuna Laterale.

Luci e agibilità, Sant'Elia a rischio

Giornata decisiva per le sorti dell'agibilità dello stadio Sant'Elia. I tifosi, ma anche la società rossoblù, aspettano di conoscere l'esito della riunione in programma nel tardo pomeriggio, della Commissione Provinciale di Vigilanza, presieduta dal prefetto di Cagliari, Giovanni Balsamo, che avrà l'ultima parola sulla possibilità di ospitare l'incontro tra Cagliari e Roma.
CORSA CONTRO IL TEMPO - Per la sfida contro la formazione viola, dopo una vera e propria corsa contro il tempo per sistemare le parti della struttura in cui i calcinacci rischiavano di cadere sul pubblico, la Commissione aveva dato il suo benestare perché fossero aperti curva nord e tribune. Accesso vietato al settore distinti e alla curva sud che domenica scorsa sono rimasti desolatamente vuoti. A metà della scorsa settimana il Cagliari ha deciso, ritenendo superati i problemi legati all'agibilità, di mettere in vendita, per la gara contro la Roma in programma nel turno infrasettimanale di mercoledì, alle 20,45, i tagliandi di accesso per tutti i settori del Sant'Elia. Azione che ha fatto storcere il naso al Comune di Cagliari che, con un comunicato stampa, ha manifestato tutte le perplessità di tale iniziativa considerato che, nonostante i lavori effettuati, ne occorrevano altri e che, comunque, il nulla-osta della Commissione di Vigilanza non aveva ancora allargato la capienza dello stadio oltre i 14.200 posti inizialmente autorizzati.
RISCHIO - Resta, però, l'incognita legata ad alcune zone dello stadio scarsamente illuminate, nelle quali sono difficoltose le operazioni di prefiltraggio del pubblico. Oggi la commissione dovrà decidere su questo e su altri aspetti che potrebbero portare a tre differenti soluzioni: la prima, forse la più scontata, è quella di un Sant'Elia ancora a capienza ridotta, con l'apertura dei cancelli di curva nord e tribuna; la seconda è relativa a un eventuale anticipo della gara alle ore 15, in modo che l'illuminazione artificiale, anche se insufficiente, non sarebbe più di ostacolo; la terza, la più remota, riguarda la partita a porte chiuse. Nella tarda serata di oggi arriverà il tanto atteso verdetto.

domenica 29 gennaio 2012

Roma - Bologna 1-1. La partita finisce in parità. I giallorossi sbattono contro il muro rossoblù.

All'Olimpico finisce 1-1 tra Roma e Bologna. I giallorossi sono apparsi un po' stanchi date le fatiche di martedì scorso in Coppa Italia con la Juventus. Partita aperta nel secondo tempo da Di Vaio che in contropiede ha trafitto Stekelenburg. Cinque minuti dopo è arrivato il pareggio di Pjanic che con una punizione con il contagiri ha infilato Gillet. Assalto finale dei giallorossi ma gli ospiti si sono difesi bene ed hanno portato a casa un pareggio prezioso.
IL TABELLINO:
ROMA: Stekelenburg; Rosi, Juan, Heinze, Taddei; Pjanic (78' Perrotta), Gago, Greco (61' Simplicio); Lamela (61' Bojan), Totti, Borini. A disp: Curci, Kjaer, José Angel, Viviani. All.: Luis Enrique.
BOLOGNA: Gillet, Raggi (94' Cherubin), Portanova, Antonsson; Garics (79' Crespo), Mudingayi, Perez, Morleo; Diamanti (67' Gimenez), Taider, Di Vaio. A disp: Agliardi, Sorensen, Krhin, Acquafresca. All.: Pioli.
Arbitro: Guida di Torre Annunziata. Assistenti Di Fiore e Cariolato. IV uomo Giacomelli
Reti: 56' Di Vaio, 62' Pjanic
Note: Spettatori 34.073. Ammoniti Juan (R), Di Vaio, Portanova (B). Recupero 1' pt, 5' st.



sabato 28 gennaio 2012

Bojan-Kjaer, la doppia chance

«Attesa per la partita di domenica...dobbiamo vincere!». Su Facebook Fernando Gago ha utilizzato l’imperativo: l’obiettivo è battere il Bologna, domani in campionato. E’ l’obiettivo dituttala Roma. L’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Juventus non ha frenato l’entusiasmo della squadra, che ha tutta l’intenzione di proseguire sulla buona strada tracciata finora in campionato. Con un gradito rientro in gruppo e un forfait praticamente annunciato, Luis Enrique ieri è sceso di nuovo con la squadra nel campo del Fulvio Bernardini per preparare al meglio la sfida contro Pioli e i suoi. Gli assenti sono i soliti: Burdisso e De Rossi, che pur essendo in via di recupero rimane a rischio anche per la partita contro il Cagliari. La speranza è che il centrocampista della Roma e della Nazionale torni al 100% per il match dell’Olimpico contro l’Inter, in programma sabato 4 febbraio. Primi movimenti con la palla invece per Osvaldo, che ieri è tornato in campo per il lavoro differenziato, muovendosi anche discretamente e svolgendo appoggi al volo di destro e di sinistro con il pallone. Domani contro il Bologna tornerà disponibile Cassetti, per il secondo giorno consecutivo in gruppo dopo il lungo stop forzato a causa di problemi ad un tendine. Sotto lo sguardo vigile di Sabatini, che ha seguito tutta la seduta da bordo campo, la squadra ha lavorato a pieno regime per poco più di un’ora e mezza. Domani sul campo dell’Olimpico, oltre all’immancabile Stekelenburg tra i pali, è prevedibile il ritorno di Rosi a destra e il conseguente spostamento di Taddei sulla sinistra. Al centro della difesa, invece, rispetto alla partita contro la Juventus, dovrebbe tornare Juan. Per il posto accanto al brasiliano, a lottarsi la maglia da titolare saranno Heinze e Kjaer, che potrebbe avere la chance di riscattarsi dalla pessima prestazione di Torino. A centrocampo c’è il pienone: Gago e Pjanic sembrano intoccabili, mentre Perrotta si gioca il terzo posto con Simplicio. Il numero 20 giallorosso, nell’ultimo periodo messo un po’ da parte da Luis Enrique, potrebbe ripartire proprio da Bologna, squadra contro cui due anni fa (precisamente il 1 novembre 2009) ha siglato una rete che è valsa i tre punti e una ritrovata fiducia. In attacco Bojan e Borini si contenderanno la maglia da titolare nel tridente d’attacco: la poco esaltante prestazione contro la Juventus non dovrebbe precludere un posto accanto a Totti e Lamela all’ex blaugrana, alla disperata ricerca di un gol per sbloccarsi. Intanto ieri il duende bueno ha ricevuto a Trigoria un documentario che raccontava la sua esperienza con il Barcellona: il video è stato molto gradito da Bojan, che ha rilasciato anche una breve intervista condita da numerosi apprezzamenti nei confronti della società e dell’ambiente giallorosso. Il tutto andrà in onda domenica sera.


domenica 22 gennaio 2012

Gli acuti di Totti nel magnifico coro della Roma

Mai nessuno come Francesco Totti nella storia del calcio italiano. Con la doppietta al Cesena, segnata nei primi 7', ha superato Gunnar Nordahl nella classifica marcatori di tutti i tempi con la stessa maglia: 210 il Pompierone con quella del Milan, 211 Totti con quella della Roma. Dieci come la sua maglia, 10 come il voto simbolico per un campione che a volte è stato irriso per quella che dovrebbe essere invece la massima virtù per gli appassionati di calcio, qualunque sia la loro fede: la fedeltà a una squadra. E un tocco di umanità in più è stato ricordare nel momento della gioia il dolore per i morti del naufragio della Concordia. Al Cesena non aveva mai segnato, ma ieri è stata la giornata giusta per iniziare. Velocissimo il primo gol, dopo 34 secondi. Veloce il secondo, al 7', con la partecipazione dell'assistente De Pinto che non ha visto la posizione di partenza in offside. Ma vista la Roma di ieri — e soprattutto visto il Cesena — sarebbe stato solo questione di tempo. Basti pensare che meno di 60 secondi dopo il 2-0 è arrivato già il 3-0 di Borini. E, volendo cercare un altro simbolo, i due assist per i gol del Capitano sono nati dai piedi educati di Erik Lamela, il primo addirittura di tacco. Quasi un passaggio di consegne per il futuro. Difficile dividere i meriti della Roma — che ha giocato una gara ai limiti della perfezione come quella di Bologna — e i demeriti del Cesena. Una squadra che ha subito 13 gol nelle ultime 3 trasferte, come quella romagnola, ha sicuramente dei problemi. E uno, ieri sera, è stato sicuramente Mutu che tra il primo e il secondo tempo ha gettato la spugna. Arrigoni non ha potuto far altro che sostituirlo. Candreva, per altro, è stato tra i meno peggio. Il livello dell'avversario va sicuramente valutato nel momento in cui si stende un giudizio. Però restano moltissimi i motivi per cui Luis Enrique può andare fiero dei progressi della sua squadra. Uno è lampante. Dopo l'infortunio di Osvaldo, appena ritornato dalla vacanza natalizia, molti tifosi e moltissimi addetti ai lavori avevano chiesto l'arrivo di un altro attaccante, visto che il bel Dani era di gran lunga il capocannoniere giallorosso con 7 centri. Luis Enrique disse che l'avrebbe sostituito con il gioco e, da allora, tra campionato e Coppa Italia, hanno segnato 4 gol Totti, 2 Borini, 2 Lamela e uno Pjanic, spostato ieri nel finale nel ruolo di trequartista. In pratica tutti gli attaccanti hanno dato qualcosa in più nel momento del bisogno. Manca all'appello solo Bojan, che ieri è stato anche sfortunato: Antonioli, ieri incertissimo in molte occasioni, ha sfoderato un miracolo nel finale, dopo che il catalano aveva scartato quattro avversari in area in un'azione Barça Style. È la dimostrazione che la Roma sta diventando una vera squadra e un gruppo coeso, con il valore aggiunto di una mentalità europea. Quella che fa giocare i giovani (Lamela e Viviani '92, Borini '91, Pjanic '90) e che pretende un gioco offensivo anche quando si è in vantaggio. Come ha detto Luis Enrique: «Nel derby, dopo aver fatto gol, siamo diventati rinunciatari e per quello abbiamo perso. Adesso siamo migliorati». Pura verità.

sabato 21 gennaio 2012

Roma-show, Totti nella leggenda. Cesena schiantato dalla cura Luis

Una partita che si giudica con un dato: all'ottavo minuto del primo tempo la Roma maramaldeggiava sul Cesena già sopra di tre reti. Una partita mai cominciata, i romagnoli mai nel gioco. Schiantati da Totti, autore di due gol in sette minuti, poi il terzo sigillo di Borini dopo appena un giro di orologio e la quarta rete sfiorata più volte nei primi venti minuti di gioco. Una lunga accademia giallorossa nei restanti settanta minuti, anche se nel primo tempo la cura Luìs Enrique ha un che di miracoloso per la proprietà di palleggio e la velocità di esecuzione dei giocatori, che sembrano aver interiorizzato al meglio il dettato del calcio formato Barcellona. Lamela incanta a inizio partita, suoi i due assist con i quali Totti interrompe l'equilibrio dopo 32 secondi e raddoppia dopo sette. Contropiede micidiale per il 3-0 all'ottavo firmato da Borini, una serie di altre occasioni che potevano rendere il risultato molto più pesante per il Cesena, venuto in gita all'Olimpico. Nel secondo ritmo visibilmente calato, ma partita che si rianima quando Eder scatta sul filo del fuorigioco, "sombrera" Stekelemburg e insacca per il 3-1. Ma poco dopo quarta rete di Juan sugli sviluppi di un calcio angolo e quinto gol di Pjanic che riprende una parata imperfetta di Antonioli. Roma a 30 punti e con una partita da recuperare.


domenica 15 gennaio 2012

Si riparte dal 65’ senza i giocatori sostituiti

La partita di Catania è stata sospesa al 20’ del secondo tempo e da lì si ricomincerà. Dunque si giocheranno gli ultimi 25’ più l’eventuale recupero. Le formazioni e le panchine dovranno essere le stesse del momento dell’interruzione, perciò Totti e De Rossi, che erano stati sostituiti, non ci saranno. Ovviamente nel recupero della gara sarà possibile cambiare uno dei giocatori in campo al momento dello stop nel caso in cui questo sia infortunato, ma non con chi era stato sostituito nei minuti giocati della gara sospesa. De Rossi, ammonito ieri e diffidato, potrà invece giocare sabato col Cesena: la squalifica scatterà infatti dopo il recupero della gara col Catania. La Roma è alla terza sospensione degli ultimi tre anni e mezzo di una sua partita per cause metereologiche dopo Roma-Sampdoria del 29 ottobre 2008 (sospesa dallo stesso Tagliavento per pioggia) e Bologna-Roma dello scorso 30 gennaio fermata per neve.



Il diluvio ferma Catania-Roma

La pioggia battente inzuppa il terreno, fiacca i rimbalzi e falsa le traiettorie: dopo oltre un'ora, quando giocare è ormai impossibile, Tagliavento decide che non si può tirare avanti. S'interrompe così, sull'uno a uno, una partita carica di attese e suggestioni. Il destino si compirà in venticinque minuti, una sfida liofilizzata perché la parte giocata è ormai in archivio: si ricomincerà dalla rete di Legrottaglie e dalla replica di De Rossi, dai salvataggi di Kjaer, dalle azioni perdute negli acquitrini, dalla beffa di una giornata serena che si sciupa a ridosso del fischio d'inizio, dalla violenza crescente della pioggia che limita, poi azzera, lo spettacolo e infine impedisce il prosieguo.
TRIDENTE - Montella, oltre agli squalificati Marchese e Biagianti, perde Capuano per infortunio, così rispolvera il 4-3-3 adattando Alvarez terzino sinistro. Luis Enrique sacrifica Heinze e disegna l'asse difensivo Juan-Kjaer. Escluso José Angel, sulle fasce agiscono Rosi e Taddei. In avanti Bojan, preferito a Borini, completa il tridente con Totti e Lamela. Il gioiello argentino insidia subito Campagnolo chiudendo una combinazione tra Rosi e il capitano, ma il guizzo luccica d'oro falso perché l'avvio si colora in realtà di rosso-azzurro. Barrientos calibra male l'inzuccata, Bergessio innesca il destro e poi il sinistro, Potenza spinge e Lodi lancia, ancora Bergessio scavalca Stekelenburg ma Kjaer fa muro sulla linea: fotogrammi che raccontano il coraggio del Catania e il disagio romanista a centrocampo e sulle fasce. La pioggia battente è nemica dei ricami, ma Pjanic e Simplicio appaiono incosistenti a prescindere, né Bojan e Lamela ripiegano a dar manforte. Taddei soffre la pressione a sinistra, Rosi si sgancia con profitto ma patisce a sua volte in copertura, De Rossi non brilla però fa almeno diga, Kjaer rattoppa aggiungendo al salvataggio un recupero da applausi e tante chiusure tempestive. L'unica incursione giallorossa, in questa fase, è tuttavia interrotta da un fallaccio di Alvarez su Rosi: penalty nitido, ma Tagliavento tira dritto, più deboli invece le proteste per un successivo intervento di Spolli su Bojan.
COPIONE - A schiodare il risultato, nel cuore del primo tempo, è un colpo di testa di Legrottaglie che s'avventura a cercar gloria: calcio di punizione, cross di Lodi e deviazione vincente che incenerisce Stekelenburg. Per il centrale è il terzo gol in campionato. La Roma barcolla, ma ha il merito di non disunirsi e forse s'allunga pure un filo di fortuna: in ogni caso, in una serata di gioco slegato e frammentario, soccorre il carattere della grande squadra. E' una chiave di lettura del pareggio immediato di De Rossi: l'altra è l'imperdonabile dormita catanese su parabola di Totti dalla bandierina. Il centrocampista, diffidato, esulta sbandierando in corsa la maglietta: giallo sacrosanto e addio prossima gara. Il pari repentino non sconvolge il copione, non carica la Roma e non smonta il Catania: la trincea davanti a Stekelenburg rimane affollata, Kjaer sradica altri palloni, Barrientos butta via un'occasionissima cercando Bergessio anziché cercare il tiro.
STOP - In avvio di ripresa, Luis Enrique richiama De Rossi e Totti innestando Gago e Borini: non cerca solo freschezza, vuol preservare i suoi simboli, l'uno appena recuperato e l'altro stanco, sottraendoli a un terreno ormai pesantissimo. La sfida diventa una battaglia d'equilibrio e di governo del pallone, ma quando dopo 18 minuti Tagliavento ferma il gioco, il pallone che lancia in aria, ricadendo, s'inchioda solo una volta. Avanti, malgrado tutto, ma solo per pochi minuti: nuovo fischio e nuovo stop, aspettando la clemenza del tempo e riservandosi un nuovo sopralluogo. Inutile, alla prossima puntata, le aspettative raccolte in venticinque minuti.

domenica 8 gennaio 2012

Roma - Chievo 2-0 (33'rig., 78' rig. Totti): il capitano trascina la squadra giallorossa

Totti, Totti. Non poteva iniziare meglio questo 2012 giallorosso. La Roma batte il Chievo e si risveglia con un doppio regalo: il ritorno al gol del capitano e 3 punti importanti per ripartire nel migliore dei modi in campionato. La squadra giallorossa parte con il vento in poppa e già nei primi minuti impegna seriamente il portiere clivense Sorrentino, autore di 3 miracoli su Bojan, Pjanic e Lamela. E' Totti su rigore (procurato da Lamela) a sbloccare il risultato. Nel secondo tempo è ancora il capitano dagli undici metri a spianare la strada alla Roma di Luis Enrique. Tre punti, Totti e tutti a casa.
IL TABELLINO:
ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg; Taddei, Heinze, Juan, Josè Angel; Simplicio (67' Gago), De Rossi (78' Greco), Pjanic; Lamela, Totti (87' Caprari), Bojan. All.: Luis Enrique.
HIEVO (4-3-1-2): Sorrentino, Frey, Cesar, Andreolli, Jokic, Luciano, Hetemaj (80' Rigoni), Bradley, Paloschi (59' Moscardelli), Pellissier, Thereau (82' Uribe). All.: Di Carlo.
Note. 38.054 spettatori paganti. Ammoniti: 12' Bojan (R), 33' Totti (R), 73' Hetemaj (C), 83' Heinze (R)
Reti: 33' rig.Totti, 78' rig. Totti
Arbitro: Russo di Nola. Assistenti Viazzi e Liberti. IV uomo Ostinelli.





lunedì 21 novembre 2011

Roma, doppio sorpasso

La migliore Roma della stagione batte 2 a 1 il Lecce e sale al quinto posto in classifica, anche se il Genoa e il Napoli, entrambe dietro, hanno una gara da recuperare in casa rispettivamentecon Intere Juve. Esibizione chic,senza rischi. Il successo, con le prime reti giallorosse di Pjanic e Gago, è striminzito solo per gli errori davanti alla porta avversaria, soprattutto di Bojan, e per la rete da cineteca, rovesciata spaziale, tolta a Osvaldo dall’assistente Carrer. Luis Enrique non si smentisce e vince, benedetto dalla sud che gli dedica uno striscione (Mai schiavi del risultato), proponendo la tredicesima formazione diversa in tredici incontri ufficiali contro il Lecce dell’ex Di Francesco che fuori casa ha conquistato 7 punti degli 8 raccolti fin qui. Taddei, confermato da fluidificante sinistro, diventa mossa preziosa .Il brasiliano riadattato nel ruolo di terzino offre subito tre occasione nitide e di fila ai compagni. La terza è quella decisiva per sbloccare il risultato e anche la più bella, partorita dopo diciannove passaggi consecutivi,coinvolto pure Stekelenburg, sporcati da un colpo di testa di Oddo su cross da destra di Rosi. Palla ripresa vicino alla linea del fallo laterale proprio da Taddei che scarica dietro per DeRossi, svelto all’imbucata in area per il brasiliano che arriva sul fondo e permette a Pjanic di segnare, a porta vuota: 1 a 0 al venticinquesimo e azione stile Barça. Anche se nella circostanza DeRossi è a sinistra, a metà tempo, Luis Enrique aveva deciso di invertire i due intermedi. A sinistra sposta Pjanic e manda De Rossi a destra. In mezzo a loro, conferma per Gago, da regista difensivo. L’argentino risulterà il più bravo della serata: ruba palloni che scottano e imposta con lucidità. Non funziona nella prima parte, invece, il tridente che funzionò, in corsa, a Novara per conquistare i tre punti nell’ultimo turno di campionato. Lamela da trequartista non trova spazio per la giocata chiave, anche perché il Lecce passa in fase di non possesso palla dal 4-2-3-1 al 4-4-2, e Osvaldo e Bojan fanno cilecca. La prima iniziativa di Taddei è per Pjanic che liscia di sinistro davanti all’ex Julio Sergio. La seconda è per Bojan che davanti al portiere brasiliano non riesce a toccare il pallone. Dopo il vantaggio un’invenzionediLamela,entrando in areaa sinistra e saltando Cuadrado, è sprecata da Bojan che a pochi centimetri dalla linea di porta nontrovalapallacheglisfilavia trale gambe. Anche Osvaldo,su lancio in contropiede dello spagnolo, si pappa un gol: scivola mentre calcia, sull’uscita di Julio Sergio fuori area. Troppo sprecona ,la Roma sbaglia a non chiudere il match già nei primi quarantacinque minuti. Il raddoppio, comunque, arriva all’inizio della ripresa. Ancora grazie a un’intuizione di Luis Enrique che, dopo l’intervallo, ripresenta De Rossi da mediano centrale, alzando Gago che, su tocco invitante di Pjanic, va al tiro di destro da fuori e, complice Julio Sergio partito in ritardo,realizza il 2 a 0 al nono, terza rete in carriera. Ancora chance buttate al vento: Taddei lancia Lamela che in diagonale conclude sul fondo, Gago libera Osvaldo che si fa respingere il destro da Julio Sergio in angolo e Bojan, su apertura di Lamela, spara alto. Il Lecce ne approfitta. Kjaer si addormenta sul tocco centrale di Grossmuller e Bertolacci, romanista prestato al Lecce, con un cucchiaino di sinistro supera Stekelenburg al sedicesimo. Bojan si mangia un altro gol e Luis Enrique lo sostituisce: dentro Totti, dopo cinquanta giorni. Cuadrado, destro in diangonale a lato, sfiora il pari. Entra Greco per Pjanic. L’assistente Carrer, chiudendo una giornata disastrosa per arbitri e guardalinee, toglie una rete da favola a Osvaldo, che segna pedalando in aria su cross di Gago: posizione regolare, ma prodezza annullata per fuorigioco. Perrotta per Rosi nel finale e in cassaforte applausi e tre punti preziosi.