Quickribbon Kaos Roma77

Visualizzazione post con etichetta Coppa Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Coppa Italia. Mostra tutti i post

giovedì 26 gennaio 2012

Roma, passo falso in Coppa. Riaffiorano i problemi

Niente salto di qualità, solo tanta delusione per quello che poteva essere e non è stato. Per dirla alla Gaber, «anche per oggi non si vola». La Roma esce dal confronto di Coppa Italia contro la Juventus col morale a terra, sconfitta sul piano del gioco e del punteggio. Il 3-0 di Torino ha messo a nudo i limiti della formazione di Luis Enrique, ancora troppo inesperta, vista la giovane età media del gruppo, per potersela giocare alla pari coi bianconeri. D'altronde, alla vigilia della partita, lo stesso Luis Enrique aveva ammesso di invidiare alla Juventus, oltre all'intensità del gioco, anche la capacità di mantenere una velocità di crociera costante dall'inizio della stagione. Una regolarità di risultati che i giallorossi speravano di possedere, e che invece si sono accorti di non avere. Soprattutto, la sconfitta con la 'Vecchia Signora' ha confermato le difficoltà della Roma contro quelle formazioni che la precedono in classifica. Nelle sei partite giocate finora contro Juventus, Milan, Udinese, Inter e Lazio, Totti e compagni hanno raccolto appena due pareggi, incassando la bellezza di 11 reti a fronte di soli 4 gol realizzati. Numeri che a Trigoria non sono passati inosservati. «Non è una partita andata male che ci deve far perdere sicurezza, ma con le grandi ci manca sempre qualcosa - l'ammissione dopo la trasferta di Torino -. Ieri ci è mancata la convinzione di poter fare la partita e qualche soluzione individuale». In effetti, rispetto alla gara di campionato, hanno pesato le assenze di De Rossi e Osvaldo, sostituiti non al meglio da Gago e Bojan. Quest'ultimo soprattutto, assieme a Kjaer, è risultato tra i peggiori in campo, e ancora una volta non è riuscito a ripagare la fiducia riposta in lui da Luis Enrique. L'attaccante arrivato in estate dal Barcellona finora non ha saputo sfruttare lo spazio lasciato libero dall'infortunio di Osvaldo e sembra patire non poco l'astinenza da gol. Diverso invece il problema di Lamela, costretto a fare i conti con marcature sempre più dure e asfissianti da parte dei difensori avversari. Quella di Chiellini, ad esempio, lo ha spinto a scalciare dopo una trattenuta e un atterramento di troppo. La reazione è costata il cartellino rosso e solo domani, alla ripresa degli allenamenti, i dirigenti parleranno col ragazzo per decidere se multarlo o meno. Il faccia a faccia servirà anche per far sapere a Lamela che la reazione è stata archiviata come gesto di frustrazione, nè violento nè vigliacco, ma che questo comunque non lo giustifica. «Devi imparare a gestire le situazioni, adesso ti cominciano a conoscere, devi prendere atto di un nuovo status» il senso del discorso che sarà fatto a Lamela per fargli capire che d'ora in avanti tutti gli avversari lo provocheranno per limitarne l'estro.

martedì 24 gennaio 2012

De Rossi non c’è, in attacco ballottaggio Bojan-Borini

Totti, Bojan e Borini. E se fosse questo il tridente schierato questa sera da Luis Enrique dal primo minuto? Possibile, visto che i tre sono stati provati insieme nella partitella che ha concluso l’allenamento di ieri, l’ultimo prima della partenza (la Roma si muoverà verso Torino stamattina alle 9.30). Una soluzione che premierebbe da un lato l’ottima prestazione di Borini, che contro il Cesena oltre al gol si è fatto apprezzare per la corsa senza sosta dal primo all’ultimo minuto, dall’altro la determinazione e la voglia con cui Bojan è entrato alla ricerca del gol pur con una partita già ampiamente in cassaforte. Lo spagnolo si è mosso bene, solo una prodezza di Antonioli gli ha tolto una rete da applausi, ed è anche uno abituato ai palcoscenici importanti, alle sfide di un certo livello. Sia Bojan sia Borini però hanno dimostrato nel corso della stagione di essere perfetti per essere gettati nella mischia a partita in corso. Insomma, sono quelli che hanno più facilità ad “accendersi” subito. E privarsi della possibilità di giocarsi almeno uno dei due come jolly per cambiare inerzia al match potrebbe essere un rischio. Soprattutto se questo significa lasciare Lamela in panchina, visto che la maglia da titolare per il recordman dei recordmen, Francesco Totti, non pare essere in discussione. Quello di ieri pomeriggio da parte di Luis Enrique potrebbe dunque essere solo un esperimento per l’ultima mezzora del match. Se così fosse il maggiore indiziato a cominciare assieme a Erik e Francesco dovrebbe essere proprio Bojan, che sabato ha speso meno energie. A centrocampo le assenze di De Rossi (non convocato per i noti problemi fisici che gli hanno tolto anche l’ultima di campionato) e Pizarro (anche lui non inserito nella lista) si faranno sentire, ma non si può certo parlare di emergenza. Ancora sei, infatti, gli uomini a contendersi i tre posti disponibili. Gago e Pjanic non sono in discussione, mentre per il terzo Perrotta è favorito su Simplicio e Viviani per far rifiatare il pur positivo Greco di sabato. Dietro, possibile un cambio al centro, con Kjaer che potrebbe prendere il posto di Heinze, mentre la sostituzione di Juan contro il Cesena è sembrata mirata proprio ad un suo utilizzo questa sera. Sugli esterni dovrebbe restare invece tutto immutato. Dunque Rosi ancora sulla destra e Taddei sulla sinistra, con Josè Angel che potrebbe dover aspettare fino a domenica col Bologna per tornare titolare.

Totti, gol per l’azzurro

Stasera a Torino non è solo Juventus-Roma, quarto di finale, in gara secca, di Coppa Italia. Il fascino e il prestigio è anche dentro la sfida nella sfida: il trentasettenne Alessandro Del Piero contro il trentacinquenne Francesco Totti. Amici, però, più che nemici. Due 10. Le bandiere dei due club, 19 stagioni la prima e 20 l’altra. Vicinissima a essere ammainata, su input di Andrea Agnelli, quella bianconera; sempre in alto quella giallorossa dopo l’ultimo record di sabato scorso, 211 reti con gli stessi colori, primato assoluto per il nostro calcio. «Non vorrei che fosse l’ultima volta che mi trovo Alex di fronte, in questa gara così sentita, da avversario. Mi dispiacerebbe molto. Lui è un simbolo. Ha fatto la differenza per la sua squadra in Italia e in Europa. Mi auguro che finisca la sua avventura restando per sempre in quella società, fino a quando vuole lui. Sarà lui, però, a scegliere. La Juve, uno come lui, dovrebbe trattarlo con i guanti bianchi» avverte il capitano della Roma che non dimentica i 285 gol bianconeri del rivale in 691 gare. «Lo ringrazierò personalmente in campo per i complimenti dopo la gara con il Cesena. Ma anch’io, tante volte, ne ho fatti a lui per le sue imprese che sono state tante». Totti, dunque, in prima serata sulla Rai anche alla vigilia del match di questa notte da campioni. Una lunga e ricca intervista al Tg1 per raccontare la sua eterna giovinezza. «Perché di solito all’età mia, a trentacinque anni, un calciatore comincia la sua discesa. Io invece continuo a salire». Francesco si sente in piena fase di decollo. Tanto da tendere la mano a Cesare Prandelli che domenica è stato chiaro: «Se va avanti così, lo prenderò in considerazione per l’Europeo». «E se mi chiama, sicuramente gli risponderò... Mai dire mai. Mi auguro si stare bene a maggio proprio come sto oggi. A quel punto valuterò. Ho un bellissimo rapporto con il cittì, anche se con lui ho lavorato solo per una settimana, dieci giorni. Mi hanno raccontato che lui ha tanta voglia e molti stimoli. Sta facendo grandi risultati con la Nazionale. Mi ha fatto piacere sentire certe cose sul mio conto. Vedremo tra qualche mese». L’apertura c’è, ma non è il caso di anticipare i tempi. Da sempre Totti ha al primo posto, nel cuore, la Roma. Vive per quei colori. Tanto da dire che: «Aver vestito solo una maglia per me vale più del Pallone d’oro». E’ il suo trofeo. «Sono situazioni differenti, ma per me conta di più essere stato sempre giallorosso. E’ più importante, questa maglia. Ho avuto tante volte la possibilità di andar via, di indossarne una diversa, ma alla fine ha prevalso l’amore. E non c’è cosa più bella. E’ una doppia vittoria. Nella mia vita, sin da bambino, ho sempre voluto questo». Iniziò la stagione leggendo una critica di Franco Baldini, all’epoca ancora nemmeno direttore generale della Roma che però non usò un’espressione appropriata sul capitano, invitato ad abbandonare la sua pigrizia. Si sentì pugnalato alle spalle. Ferito. Un giorno arrivò a Trigoria con una delle sue storiche t-shirt. Sul petto la scritta: Basta. «Era una maglietta, quella con cui ero uscito di casa per andarmi ad allenare. Non ce l’avevo con nessuno. E’ stato montato un caso che non esisteva». Non vuole tornarci su, anche se per farsi intervistare apre il suo ufficio a Trigoria, con le sue sue maglie storiche alle pareti, quella stanza che il dg avrebbe voluto chiudere. Non porta rancore. Tanto che glissa pure su quel gruppetto di ingrati che lo aggredì verbalmente con un «sei finito», per strada e davanti ai piccoli Cristian e Chanel, dopo il rigore che si fece parare da Buffon, un altro amicone, la sera dell’ultima sfida, prima di questa, con la Juve, il 12 dicembre all’Olimpico. «Capitolo chiuso». E’ apertissimo, invece, il dialogo con Luis Enrique: «Io ho sempre avuto buoni rapporti con tutti i miei tecnici. Quando le cose non vanno bene si amplifica tutto, anche quanto non esiste. Poi, come al solito è venuta fuori la verità. Cioè che remiamo tutti nella stessa direzione, che ci interessa il bene della Roma e che tutti vogliamo onorare questa maglia». Con l’asturiano, dunque, c’è stata subito sintonia. «Dall’inizio abbiamo un grande feeling. Quando non giocavo è ovvio che mi dispiaceva. Ma ho sempre dimostrato di sentirmi uno del gruppo, mettendomi a disposizione. Poi, cominciando a trovare spazio, le cose sono andate sempre meglio». Perché Lucho, nello spogliatoio, sa come prendere, i suoi giocatori. E’ diretto: «E’ una grande persona. Vera. Dice sempre quello che pensa in faccia. Ha, come tutti, pregi e difetti. Ma lui è un tecnico che può portare una nuova mentalità qui in Italia». Che poi è quella che più ha conquistato Francesco. «Mi piace tantissimo. Pensate: in partenza non ero contento di giocare nella posizione che aveva scelto per me. Ma, come stiamo vedendo, aveva ragione lui. Ora mi diverto e anche tanto. E soprattutto si diverte la nostra gente». Non guarda indietro, alla brutta partenza della Roma. Fuori dall’Europa League ad agosto e grave ritardo in campionato. «Era da mettere in preventivo perché ci voleva tempo, con allenatore e giocatori nuovi. Luis Enrique veniva da un altro calcio. Quando ha capito come era il nostro, sono arrivati i risultati. Restando uniti, siamo usciti dal tunnel. Sì, siamo diventati la novità di questo torneo perché stanno venendo vittorie su vittorie. Così possiamo dire la nostra. Prima non era possibile: il cambiamento è stato totale, con tanti stranieri. Dovevano imparare la lingua, conoscere la gente e la città». Ora la Roma è per Totti «una squadra giovane e divertente che vuole vincere». Quando si mette allo specchio scopre che gli altri lo vedono addirittura più bello di quanto pensa di essere. «Essere il più conosciuto d’Europa, come è stato detto la settimana scorsa, più di Del Piero e Cristiano Ronaldo, non me lo sarei mai aspettato. Ne sono orgoglioso e felice. Credo di essermi meritato tutto sul campo. Io ho sempre voluto indossare questa maglia e dare il massimo per questi colori. Sono proprio contento di tutto quello che ho fatto e di quello che farò». Perché il futuro è ancora suo, anche se l’Oscar del nostro calcio lo dà a Ibrahimovic. «Ho ancora due stagioni, dopo questa, di contratto. Spero di arrivare a giocare fino a quarant’anni. Comunque vedremo più avanti quali saranno le mie condizioni fisiche. Sarò il primo, se dovessi vedere di non farcela più, a gettare la spugna. Ma a diventare dirigente ancora proprio non penso. Ora mi preoccupo solo a mantenermi in forma, a divertirmi. Al resto non penso. Quando non avrò più stimoli, state certi che smetterò. Io credo nelle mie potenzialità e cerco di mantenermi al top. Con una vita tranquilla e da professionista». Il riferimento è alle indiscrezioni sul terzo figlio in arrivo. «Fino a dieci giorni fa dicevano che ero separato in casa, poi che aspettiamo il terzo bambino. Vi avverto io, comunque. Ancora niente...». Niente t-shirt celebrativa per festeggiare i 211 gol del sorpasso su Nordahl. «Avevo in testa cose più importanti. Ho fatto due dediche: a mia cognata che aveva partorito in settimana e soprattutto alle vittime della Costa Crociere. Quelle immagini mi hanno impressionato. Ho visto i bambini scappare. Sono rimasto colpito perché Titanic era l’ultimo film che avevo visto. Mi ha fatto piacere conoscere Sara e invitarla allo stadio. Mi ha raccontato quei momenti terribili». Il finale è su Mario Monti. «Mi auguro che il capo del governo possa cambiare tante cose in questo paese. Abbiamo molti problemi. Siamo tutti dalla parte sua. Sì, più o meno tutti. Speriamo di voltare pagina».

venerdì 20 gennaio 2012

Roma-Juve andata e ritorno

La nuova Roma continua a sorprendere. Perché stavolta non si tratta della trasferta di Napoli, effettuata in una sola giornata con un’ora di treno in mattinata, la partita giocata la sera e il ritorno subito dopo. No, stavolta il “vado, gioco e torno” va in scena per la Coppa Italia: martedì prossimo la Roma affronta la Juventus a Torino e il club giallorosso, seguendo il consiglio di Luis Enrique, ha scelto l’aereo mattutino e quello notturno di ritorno immediatamente dopo la partita, ancora tutto in giornata.
SCELTA - La decisione della Roma, inedita per il nostro calcio, è stata presa su consiglio di Luis Enrique. Il tecnico spagnolo, fin dal suo arrivo a Trigoria, ha dato il via a una serie di novità in termini di gestione del gruppo, di organizzazione e di abitudini. Luis Enrique, soprattutto nel momento più difficle della sua nuova avventura, si è confrontato con il gruppo, ha fatto partecipe il gruppo delle decisioni da prendere, ha ascoltato i consigli dei dirigenti. E così è arrivato a variare gli orari degli allenamenti, ad abolire il ritiro, a fare le trasferte in giornata. Meno stress, per un calcio più tranquillo. Ma certo nessuno avrebbe immaginato che la Roma potesse decidere di andare a Torino la mattina stessa del giorno della partita. Anche perché la società è responsabile dell’arrivo allo stadio dove è ospite: con un qualsiasi piccolo contrattempo il rischio sarebbe enorme.
FUTURO - Dagli Stati uniti intanto, arrivano conferme sulla tournée che vedrà protagonista la Roma. A fine luglio c'è in programma un'amichevole di lusso contro il Liverpool a Boston. Nello stesso tour la squadra giallorossa dovrebbe affrontare anche il Chelsea e il Celtic. Le partite verranno giocate tutte in stadi che nascono per il baseball, e che per l'occasione saranno trasformati in campi da calcio. La tourneè della roma dovrebbe svolgersi tra Boston, Chicago e New York. Tutto ciò è la conferma di quanto la nuova proprietà giallorossa aveva detto mesi fa, nei giorni dell'insediamento: «Vogliamo esportare il marchio della Roma quanto più possibile» . E, proprio giorni fa, il consigliere giallorosso Mark pannes aveva confermato: «Stiamo pianificando un tour negli States, sarà una tourneè unica, senza precedenti» . In perfetto stile americano.

giovedì 12 gennaio 2012

Travolgente Roma

Ancora la Roma, anche in Coppa Italia. È Lamela a spingere i giallorossi ai quarti di finale dove già li aspetta la Juve capolista. L’argentino incanta e sigla una doppietta decisiva per la qualificazione e il quarto successo di fila. Luis Enrique, dal canto suo, in un Olimpico semideserto, si prende la meritata rivincita contro Delio Rossi: 3 a 0, grazie alla rete finale di Borini, stesso punteggio con cui la Fiorentina, il 4 dicembre, vinse al Franchi in campionato. È quella anche l’ultima sconfitta prima dei cinque risultati utili consecutivi. Il turn over di Luis Enrique rende in partenza meno efficace la Roma che il tecnico ha poi il merito di aggiustare tra i due i tempi. Cinque novità rispetto alla gara vinta domenica pomeriggio con il Chievo: Cicinho, Kjaer, Viviani, Gago e Greco. Probabilmente troppe, soprattutto con tre titolari diversi a centrocampo, settore che senza De Rossi e Pjanic perde in sostanza e classe. Solo davanti il reparto è confermato con Totti in mezzo a Lamela e Bojan che si scambiano spesso le posizioni. La Fiorentina sembra all’inizio messa meglio. Ma è proprio in mezzo al campo che i viola, nella prima mezz’ora, vanno meglio. Lì si assicurano la superiorità di interpreti, anche perché i due terzini, a destra Cassani e a sinistra Pasqual non si abbassano mai, bloccando ogni iniziativa della Roma sui lati. La Fiorentina ha un assetto compatto: la diga funziona. Viviani è impreciso e lento, Greco non incide e Gago non può far certo per tre, anche se è il più lucido e il più presente del settore. In dieci minuti, dall’undicesimo al diciannovesimo, i viola hanno tre grandi chance che però non sfruttano. Jovetic inventa subito per Ljajic, pallonetto a scavalcare Kjaer, ma la conclusione del serbo è sballata. Ancora un lancio del primo per il secondo che entra in area e si aggiusta la palla sul sinistro: Stekelenburg respinge con il petto. Cassani soprende a destra imbucando in profondità per Behrami: dal cross basso, a parte un paio di lisci, le conclusioni di Montolivo e Jovetic, con doppio salvataggio di Cicinho sulla linea. a Roma a metà tempo alza il ritmo. Il gruppo si ritrova e la partita cambia, anche perché alla mezzora si accende improvvisamente Lamela. Di esterno sinistro l’argentino allarga in area per Totti che aspetta troppo prima di calciare, in solitudine, in diagonale di destro: Neto chiude con le gambe. Subito dopo, su tocco di Cicinho, il sinistro di Lamela, sporcato, vale solo un corner. Ancora l’argentino da fuori, stavolta di destro: Neto blocca. Luis Enrique interviene nell’intervallo: fuori Viviani e dentro Perrotta che, da professionista esemplare, si fa trovare al top. Adesso la Roma è più aggressiva. E non a caso va subito in vantaggio. Totti, attaccando Natali, è favorito dal rimpallo. È un assist involontario per Lamela che di destro, in libertà, piazza il pallone tra le gambe di Neto e firma l’1 a 0 all’ottavo. Jovetic, però, non si placa e costruisce subito l’azione del possibile pari: da destra serve Pasqual in area che colpisce forte di sinistro. Perrotta devia in angolo. Tocca a Borini, assente dal 29 ottobre: a lasciare il campo è Bojan, poco vivace e mai capace di finalizzare in questa serata. Rossi risponde con Cerci per Ljajic. Borini si presenta bene su invito di Lamela, ma Neto gli sfila il pallone sul più bello. Diventa decisivo poi quando ruba palla a Salifu, tocca in mezzo per Totti che mette Lamela davanti a Neto per il tocco più semplice di piatto sinistro per il 2 a 0 al ventunesimo. Entrano Vargas per Pasqual e Josè Angel per Cicinho con Taddei che si sposta a destra. Neto, con i piedi, regala il pallone a Borini che punta l’area, salta nastasic, e realizza il 3 a 0 al trentesimo, con il portiere viola che per la seconda volta si fa passare la palla sotto le gambe. La Roma passa e trova la Juve. L’obiettivo è la decima coppa, per la stella d’argento.

mercoledì 11 gennaio 2012

Luis Enrique non si accontenta

Ancora la Fiorentina, ancora Delio Rossi. Ma dall’altra parte del campo stavolta ci sarà tutta un’altra Roma. Una squadra che proprio dal naufragio di Firenze (3-0 con i giallorossi che avevano chiuso in otto: espulsi Juan, Gago e Bojan) ha tratto la forza e gli stimoli giusti per rimettersi in carreggiata e presentarsi, trentasette giorni dopo, in tutt’altra condizione all’ottavo di finale di coppa Italia in programma stasera all’Olimpico. Luis Enrique ha quella partita ben chiara in mente, «un ricordo incancellabile per tutto quello che è successo» e parte proprio da questo per aggiungere stimoli al suo gruppo. «Può essere una motivazione extra per affrontare la gara: un riferimento chiarissimo.La Fiorentina è una squadra che sta ottenendo buoni risultati e sta andando bene: hanno giocatori di qualità e una bella piazza, sappiamo che non sarà facile ma siamo fiduciosi». Il tecnico giallorosso in questo momento del suo percorso alla guida della Roma, non molla nulla e non nasconde l’ambizione di portare a casa questo trofeo tanto fin troppo disprezzato, ma che da qui in avanti tutti vorranno vincere. «Se confermiamo il nostro livello di gioco possiamo vincere la coppa Italia, anche se visto il calendario sarà molto difficile». Ma la crescita della sua nuova creatura lo soddisfa appieno e gli trasmette la fiducia necessaria per crederci. «Quattro settimane fa avrei detto una cosa per quello che succedeva, ma noi allenatori dipendiamo dai risultati. Quello che vedo ora mi piace, mi è piaciuto anche a Firenze, anche se è stato un casino come tutti ricordiamo. Mi è piaciuto l'atteggiamento. Quello che vedo adesso mi dà fiducia e mi aspetto che la squadra continui a migliorare e capisca che quel modo di giocare ci darà la possibilità di vincere e farlo nel modo più bello per noi, i tifosi e la classifica». Intanto c’è la coppa Italia appunto, competizione per la quale Luis Enrique non fa sconti mantenendo il solito riserbo sulal formazione titolare. «Schiererò quella che riterrò la Roma migliore per la partita. Non vado a cambiare niente, la mentalità è la stessa. La squadra deve sapere che ha la possibilità di giocare e di rappresentare la società: ogni volta che si indossa la maglia della Roma si deve essere al cento per cento». Diktat imposto dal nuovo corso di James Pallotta che il giorno prima si era prodigato in un tuffo a sorpresa nella piscina (gelida) di Trigoria sotto gli occhi increduli dei «dipendenti» al grido: «La Roma non deve temere nulla!». «Credo che la sua presenza - chiude Luis Enrique - e la sua voce siano stati importanti. Ha fatto una riunione con staff, calciatori, dirigenti e dipendenti: ha spiegato cosa vuole fare con la Roma. È importante per tutti coloro che lavorano qui sapere qual è la strada da percorrere. Lui ce l'ha illustrata e il gesto finale è stato simpatico. Credo spieghi un pò come è lui: una persona aperta, ottimista, con tanta voglia di fare bene qui a Roma».

martedì 10 gennaio 2012

La Roma sfida nuovamente la Fiorentina, ma adesso la musica è cambiata

La Fiorentina di Delio Rossi sfida nuovamente la Roma dopo la vittoria per 3 a 0 in campionato. In quella partita i giallorossi erano subito passati in svantaggio a causa di un rigore (più espulsione) procurato dal brasiliano Juan ai danni di Jovetic. Da quell’episodio la Roma non si era più ripresa ed aveva subito il raddoppio di Gamberini ed il definitivo 3 a 0 di Silva sempre su rigore. La curiosità di quell’incontro furono le tre espulsioni della Roma, oltre al già citato Juan furono allontanati dal terreno di gioco anche Gago (somma di ammonizioni) e Bojan per “parato” un colpo di testa di Nastasic che stava entrando in porta. La Roma era arrivata al punto più basso della sua attuale stagione ed in molti credevano anche in un allontanamento del mister Luis Enrique. Non è stato così: dopo la sfida con i viola la Roma non ha più perso: pareggio con la Juventus e vittoria con Napoli, Bologna e Chievo. I giallorossi non vincevano tre partite consecutive da più di un anno. La squadra adesso gioca un bel calcio, i giocatori sembrano ritrovati e, nonostante l’assenza di Osvaldo e qualche ruolo ancora poco coperto, sembrano anche divertirsi in campo seguendo i dettami tattici del mister spagnolo. La Fiorentina, al contrario, dopo la scintillante vittoria contro la Roma, ha perso 2 a 0 con l’Inter, pareggiato 2 a 2 con l’Atalanta e vinto in trasferta per 3 a 0 contro il Novara. In mezzo a questi risultati l’addio di Gilardino e la contestazione crescente dei tifosi che chiedono da tempo investimenti che non arrivano. I viola per la partita di domani sera avranno gli assenti Krøldrup e Babacar. Per Delio Rossi pochissimo turnover: il resto della squadra sarà confermato. Recupera anche Valon Behrami che si era sottoposto ad accertamenti specifici dopo la contusione al polso contro il Novara. La speranza è che la Roma riesca a vendicare la brutta sconfitta subita a Firenze, adesso ha l’occasione per dimostrare quanto vale anche con un turno infrasettimanale come questo.
Fiorentina: probabile formazione (3-5-2): Neto; Gamberini, Natali, Nastasic; Cassani, Behrami, Montolivo, Salifu, Vargas; Jovetic, Cerci.
Roma: probabile formazione (4-3-3): Curci/Lobont; Rosi, Kjaer, Heinze, Jose Angel/Taddei; Gago, Greco, Pjanic, Caprari, Bojan, Totti.

lunedì 9 gennaio 2012

Mercoledì Roma - Fiorentina di Coppa Italia.

Oggi di nuovo a Trigoria alle 14, dopodomani di nuovo in campo: la Roma non si ferma. E per la partita di mercoledì sera contro la Fiorentina in Coppa Italia conta di recuperare almeno due degli assenti di ieri: Rosi e Borini. Aleandro, che in settimana aveva saltato qualche allenamento per via della febbre, negli ultimi due giorni si era allenato col gruppo ma Luis Enrique non lo ha portato neanche in panchina. Se oggi sarà in campo senza problemi, è probabile che mercoledì tocchi di nuovo a lui sulla fascia destra. Un altro che è pronto per tornare nella lista dei convocati è Fabio Borini: l’attaccante manca da fine ottobre quando, schierato titolare contro il Milan, ha subìto dopo pochi minuti una lesione muscolare. Da una settimana si allena col gruppo, fosse stato per lui sarebbe tornato già col Chievo, ma Luis Enrique e lo staff medico vogliono andarci coi piedi di piombo anche per evitare ricadute. Se dovesse essere convocato, difficilmente partirà comunque titolare: più facile che il tecnico si affidi allo stesso tridente che ha giocato ieri o che, al massimo, dia spazio a centrocampo a uno tra Greco e Simplicio avanzando Pjanic sulla linea dei trequartisti.  Sulla presenza di De Rossi non dovrebbero esserci dubbi, anche se si valuterà oggi, considerando poi che sabato si torna in campo a Catania: ieri ha chiesto il cambio un po’ per stanchezza, un po’ perché avvertiva ancora un po’ di fastidio alla coscia, problema che lo ha costretto a fare differenziato nei primi allenamenti dell’anno. Oggi poi verranno verificate anche le condizioni di Bojan che ieri aveva la caviglia sinistra dolorante: lo spagnolo, comunque, farà di tutto per esserci perché sa che queste sono settimane importantissime. Per lui e per tutta la Roma. Contro la Fiorentina, infine, dovrebbe toccare a Kjaer, anche lui al rientro da un lungo stop, giocare al centro della difesa: probabile che il danese giochi al posto di Juan e accanto a Heinze, col brasiliano pronto a rientrare sabato a Catania.


venerdì 25 novembre 2011

Coppa Italia, c’è la Fiorentina

La Fiorentina fa suo il derby toscano: si sbarazza dell’Empoli (2-1) e sarà la prossima avversaria della Roma nell’ottavo di finale di Coppa Italia. Per i viola fa tutto Cerci. All’attaccante di Valmontone bastano appena 10 minuti: al 27’ parte in posizione regolare su lancio di Lazzari e trafigge Dossena dopo averlo smarcato, e al 37’ corregge in rete un cross di Montolivo dalla sinistra. Il gol dell’Empoli, realizzato da Shekiladze al 20’ della ripresa su disattenzione difensiva dei padroni di casa, non è servito a nulla. Se non a tenere in bilico la partita fino al termine. Ad onor del vero, infatti, la squadra di Guido Carboni non ha affatto sfigurato e non si è data mai per vinta. Ha giocato con entusiasmo, facendo dei suoi giovani l’arma migliore per provare ad agguantare il pareggio, che ha anche sfiorato a pochi minuti dal fischio finale. Tuttavia la vittoria della Fiorentina è piuttosto meritata, perché i viola in più di un’occasione hanno sfiorato il terzo gol. I ragazzi di Delio Rossi, ora, sono attesi all’Olimpico per vedersela con i giallorossi. Per l’occasione l’allenatore di Rimini sarà doppiamente unito al suo attaccante Cerci. A legarli, proprio la Roma. Delio Rossi, oltre ad essere l’ex tecnico della Lazio, era uno dei nomi che circolavano in estate prima dell’arrivo di Luis Enrique: in molti, tra una voce e l’altra, avevano ipotizzato un suo arrivo a Trigoria. Alessio Cerci, invece, sarà l’ex di giornata. Ne è passato di tempo da quando, aveva solo 16 anni, Fabio Capello lo mandò in campo a Marassi contro la Sampdoria. Ora però Cerci incrocerà di nuovo la “sua” Roma. Tuttavia non si sa ancora quando. Il calendario ufficiale della Lega Calcio, infatti, indica tre possibili date per l’ottavo di coppa: 8 o 13 dicembre 2011, oppure 11 gennaio 2012. I tifosi però una certezza ce l’hanno fin da ora. L’As Roma, infatti, ha deciso di adottare tariffe «specialissime» per l’acquisto dei tagliandi per la partita contro la Fiorentina: chi ha conservato il biglietto della gara dei Play Off di Europa League, giocati lo scorso 25 agosto contro lo Slovan Bratislava, potrà accomodarsi in curva spendendo soltanto un euro. Basterà presentare il tagliando di quella sfortunata sfida. Prezzi diversi, chiaramente, per i possessori dei vecchi tagliandi di altri settori dello stadio: i distinti costeranno appena 2 euro, la Tribuna Tevere 7, la Tribuna Monte Mario 10. «Maggiori informazioni», specifica però la società, «saranno reperibili nella sezione Ticketingdel sito asroma.it, sotto la voce Info Biglietti, non appena sarà definita la data dell’ottavo di finale di Tim Cup». Prosegue dunque, iniziativa dopo iniziativa, l’avvicinamento della Roma americana alla tifoseria giallorossa. Che nel corso di questa stagione è stata più volte stimolata ad affollare lo stadio Olimpico.