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giovedì 7 luglio 2011

Olanda, crolla copertura stadio: un morto e 14 feriti

Un operaio è morto e altri 14 sono rimasti feriti oggi nel crollo della copertura di uno stadio in fase di ristrutturazione in Olanda, a Enschede (Amsterdam). "Gran parte del tetto è crollato. Un considerevole numero di persone è rimasto intrappolato e, per quanto ne sappiamo adesso, una persona è morta", ha detto ai giornalisti il sindaco della città Peter den Oudsten. L'incidente è da ricollegare probabilmente ai lavori in corso nello stadio, ha detto la polizia aggiungendo che, al momento dell'incidente, nella struttura c'erano soltanto gli addetti ai lavori. "Eravamo al terzo anello, avevamo paura. C'era rumore, tutti correvano in ogni direzione. Stavamo lavorando sotto la copertura. C'era panico, tutti correvano via. Dopo abbiamo controllato se ci fossero feriti", ha detto un operaio all'emittente pubblica Nos. Tra i feriti, due versano in gravi condizioni, ha aggiunto den Oudsten. Dieci persone sono state ricoverate e le autorità stanno controllando se altre siano rimaste intrappolate. Enschede si trova nella parte orientale dei Paesi Bassi, vicino al confine con la Germania. La squadra di calcio Fc Twente, arrivata seconda al termine dell'ultima stagione della massima divisione olandese e prima nel 2009-2010, gioca nello stadio, in fase di ampliamento per poter accogliere fino a 30.000 persone. Da programma, i lavori dovrebbero concludersi entro il primo agosto, in tempo per la nuova stagione calcistica.

giovedì 9 giugno 2011

Totti furioso per le illazioni «Porto tutti in tribunale»

Francesco Totti l’ha presa malissimo. Già s’era arrabbiato molto quando, la scorsa settimana, il suo amico fraterno Daniele De Rossi era finito nel frullatore del calcioscommesse, figuratevi come abbia reagito alle indiscrezioni che l’hanno tirato direttamente in ballo da Cremona. Il capitano della Roma non ha fatto in tempo a tornare da Formentera, dove per una settimana era stato in vacanza con la famiglia al completo e con gli amici, ed è stato informato della brutta sorpresa, cioè di essere stato nominato (anche se il suo nome non è stato mai fatto) in una conversazione telefonica tra il dentista Marco Pirani e Massimo Erodiani, proprietario di alcune ricevitorie. «Sarei io il capitano della Giallorossa?», la sua prima reazione. Tanto per cominciare - secondo Totti - la Roma per nessuno è «la Giallorossa». E lì per lì Francesco s’è fatto pure una risata quando un amico, l’altra notte, l’ha chiamato (svegliandolo) per anticipargli che il suo nome sarebbe stato tirato in ballo (in quel modo) come fonte di una informazione per giocare l’over su Fiorentina-Roma. Francesco ha incassato ed è andato a dormire, c’è riuscito poco in realtà, in attesa di verificare il giorno dopo come i giornali avrebbero riportato quell’indiscrezione. «Non c’è un riferimento preciso. Le solite illazioni, il solito sistema di sbattere un personaggio famoso in prima pagina. Io sono sereno, ho la coscienza a posto e tornerò a dormire sonni tranquilli», le sue confidenze sempre allo stesso amico, ieri però, con i giornali davanti agli occhi. Francesco si è messo subito in moto con gli avvocati. Stanno per partire le querele, inevitabili. «Sono tranquillo, però che rabbia. Pur non essendo mai stato realmente nominato, mi hanno tirato in ballo. Incredibile. Mi difenderò». Lo stupore si è trasformato in rabbia. Totti ha contattato i vertici di UniCredit, poi ha parlato con l’avvocato Antonio Conte, legale della Roma, e con colui che da sempre tutela i suoi interessi, cioè l’avvocato Franco Coppi. Vuole essere difeso da quella che considera «una diffamazione». E’ appena tornato da Formentera, ieri è stato tutto il giorno a casa, sta per ripartire per le vacanze, stavolta per un giro negli States. Spera che il caso si sgonfi con la stessa facilità con cui è stato creato. Come è successo con Daniele De Rossi. Il primo difensore di Francesco Totti è stato Paolo Fiorentino, vice direttore generale di UniCredit, istituto di credito bancario attualmente coproprietario della Roma. «Nutriamo la più assoluta fiducia nella piena correttezza del comportamento della società e di calciatori del calibro di Totti e De Rossi. La società è intervenuta con un comunicato molto fermo e preciso. È frustrante dover constatare che millanterie di una banda di malfattori possano gettare ombre su calciatori o società che nulla hanno a che fare con queste tristi vicende», le parole del numero due di UniCredit. Arriva anche il comunicato della (vecchia) società giallorossa quasi in concomitanza con le parole di Tullio Camiglieri, responsabile della comunicazione della nuova proprietà («giù le mani da Totti e dalla Roma»). «Tutte le illazioni di questi giorni sono prive di fondamento o riscontro oggettivo. Si ribadisce l’assoluta estraneità propria e del calciatore Totti ai fatti ipotizzati. La Roma intende difendere in ogni sede ed in ogni modo la propria reputazione e quella del proprio capitano nei confronti di chiunque abbia leso l’immagine e l’onorabilità della società stessa, dei propri tesserati e dei propri azionisti», fa sapere l’ufficio stampa della Roma, che non ha gradito l’intromissione dei comunicatori di DiBenedetto. Due voci per dire la stessa cosa. E sulla stessa linea comunicativa, l’avvocato dei giallorossi, Antonio Conte, che ha parlato di un Totti «assolutamente estraneo ai fatti». Anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, si è schierato con il capitano. «Basta con il fango sulla Roma. In queste ore assistiamo a una rincorsa di notizie riferite che sembrano avere solo lo scopo di trovare qualche nome altisonante con cui fare i titoli strillati. È ora di finirla. A Francesco, come già a Daniele, va la vicinanza e l’affetto di tutta la città e di tutti gli sportivi».

lunedì 30 maggio 2011

La vergogna della Fifa!...e l'italia che fa?

La vergogna della Fifa. Quattro dirigenti sono sospesi. Cinque sono accusati. Chi avrebbe versato tangenti. Chi le avrebbe ricevute. Un vorticoso giro di denaro. Il presidente, Sepp Blatter, è uscito indenne dal processo-farsa che è stato tenuto domenica a Zurigo (processo tenuto dalla stessa commissione etica da lui nominata...) e mercoledì completerà questo ridicolo percorso, venendo rieletto, probabilmente per acclamazione, per il suo quarto mandato. Mai vista una situazione simile nel mondo dello sport. Gli inglesi, i primi a svelare lo scandalo, spingono perché le elezioni vengano rinviate: sarebbe la soluzione più logica, perché il governo del pallone ne è uscito a pezzi e la credibilità dello stesso Blatter adesso è pari allo zero. Ma la guerra non è certo finita qui. Dopo la decisione della Commissione etica di sospendere Mohamed Bin Hammam, sfidante di Blatter, e Jack Warner in attesa di ulteriori indagini, ecco nuove accuse. A farle è lo stesso Warner, presidente della Concacaf, finito sul banco degli imputati per aver organizzato lo scorso 10 maggio l'incontro in cui Bin Hammam si sarebbe assicurato i voti a suon di tangenti (40.000 dollari a ciascuno dei 25 dirigenti caraibici). Warner, che prima della sospensione aveva annunciato l'arrivo di uno "tsunami" sulla Fifa, ha raccontato che Blatter, in occasione del Congresso della Concacaf a Miami del 3 maggio scorso, avrebbe donato un milione di dollari alla Confederazione nordamericana, ''da spendere come riteneva opportuno. Una cosa che infastidì il presidente della Uefa, Michel Platini, che era presente e che si lamentò della cosa con il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke, spiegando che Blatter non aveva alcuna autorizzazione dalla Commissione finanziaria per fare questa donazione. E Valcke replicò che avrebbe trovato i soldi per Blatter''. Ma le accuse non si fermano qui. In occasione della riunione del 10 maggio a Trinidad la Fifa, sempre attraverso Blatter, ''ha regalato computer portatili e proiettori a tutti i membri della Federcalcio caraibica e nessuna obiezione è stata fatta fino a oggi'', continua Warner. Anche Bin Hammam, che prima ancora della sospensione aveva annunciato il ritiro della candidatura, è furioso. ''La Commissione etica non ha trovato prove sufficienti per condannarmi, di conseguenza avrebbe dovuto concedermi il beneficio del dubbio e invece sono stato sospeso - l'attacco del presidente della Confederazione asiatica - Credevo che la Commissione fosse assolutamente indipendente, ma nella conferenza stampa il segretario generale (Valcke, ndr) ha fatto capire chiaramente di condizionarla...''. Ma pare ci siano delle prove evidenti nei confronti di Bin Hammam e dello stesso Warner: per ora sono sospesi ma rischiano l'espulsione da parte del comitato esecutivo della Fifa. E Blatter? Come risponderà alle nuove accuse? Ci sarà un'altra inchiesta? Meglio sarebbe rinviare almeno di qualche mese le elezioni. L'Uefa, come noto, sta con Blatter: Michel Platini, al di sopra di ogni sospetto, aveva stretto un patto on l'attuale presidente, per succedergli nel 2015. Platini aveva dato indicazione di voto alle Federazioni europee: Giancarlo Abete, appena nominato vicepresidente Uefa, tace. Come da consegna. Ma lui è una persona perbene, e deve tirarsi fuori da questa vergogna: mercoledì (sempre che si voti) faccia notare il suo dissenso.

martedì 17 maggio 2011

Mexes: "Milan, un onore: voglio la Champions. L'anno scorso proposi alla Roma di cedermi ai rossoneri"

Mercoledì 11 maggio, Médipole Tolosa, intorno a mezzogiorno. Philippe Mexes ha appena completato un allenamento mattutino tra ciclette, trazione e stretching in piscina. Dalla fine di aprile, dopo l' operazione successiva alla rottura di un legamento crociato del ginocchio sinistro, il difensore di 29 anni compie la riabilitazione nella città dove è nato. Sorridente, l'ex-romanista si presenta in sala break con un pacchetto in mano. Il Milan, il suo nuovo club, gli ha appena inviato qualcosa tramite corriere. Davanti a noi, il futuro del difensore del Milan scarta così la sua nuova maglietta, strappando la busta. La casacca del Milan 2011-2012 mostra fasce rosse e nere. Il tricolore " verde-bianco-rosso ", si poggia sul suo petto. "Non è male indossarlo", esclamò il francese internazionale. Vedremo cosa succede su di me! " Dopo sette anni con l'AS Roma... L'emozione è palpabile, si guarda allo specchio. Dopo sette anni di fedeltà alla AS Roma, dove è giunto nel 2004 da Auxerre per 7 milioni di euro, il francese andrà al Milan per le prossime quattro stagioni. Il trasferimento è già stato convalidato nelle ultime settimane. Philippe Mexes era in scadenza di contratto. In un'intervista di tre pagine pubblicata oggi Martedì 17 maggio, il difensore di Tolosa confessa la sua gioia: «Posso ufficializzarlo. Sono effettivamente un giocatore del Milan per le prossime quattro stagioni. Sono felice di arrivare in questa squadra, uno delle più grandi in Italia e nel mondo. Sono orgoglioso. Soprattutto quando vedo questa nuova maglia con lo scudetto! Già lo scorso anno proposi alla Roma di vendermi al Milan, ma non se ne fece nulla. Ho preso la decisione di lasciare i giallorossi durante l'inverno ma ci tengo a precisare una cosa: in Italia non avrei mai potuto giocare con altre maglie. Se non fossi venuto al Milan sarei andato all'estero. Sono qui per vincere, il club rossonero appartiene all'elite del calcio mondiale. Il mio obiettivo? La Champions League".»: Parla anche del suo trasferimento a Roma, dellla sua amicizia con i suoi amici "Checco" Totti e De Rossi. Parla infine della sua ambizione di vincere titoli importanti con il Milan...

sabato 14 maggio 2011

Si è spenta Anna Longhi. Ciao amata "Buzzicona"

“Non sapevo se fidarmi o no, non sono abituata ai sogni, ma lui tra ottanta donne ha scelto proprio me, che facevo la guardiana nei camerini. Mi sono ritrovata tutta la vita cambiata, ma non sono cambiata io”. Anna Longhi ricordava così quel giorno del 1978 nel quale il grande Alberto Sordi la scelse per recitare la parte della moglie nel film “Dove vai in vacanza?”. Donna umile, nata nella Roma popolare di Trastevere nel 1948, divenne attrice così, all’improvviso. Il suo modo di recitare e di essere finì racchiuso in una famosa battuta di quella pellicola, quando Sordi - guardandola con occhi pieni di affettuosa rassegnazione - la rassicurava a modo suo: “Tu non sei grassa, sei solo un poco buzzicona”. La buzzicona da quel momento venne riconosciuta come un talento comico naturale e prorompente da altri registi e autori: i fratelli Vanzina, De Sica, Avati, Wertmuller, lo stesso Sordi che la volle ancora nella parte della moglie ne “Il tassinaro”. Poco le ci volle - in tempi più recenti - per diventare ospite fissa e mattatrice di programmi televisivi di intrattenimento, fonte inesauribile di commenti sagaci e ironia popolare.Come raccontava le era cambiata la vita ma non era cambiata lei: così anche la sua malattia non ha avuto il clamore del divismo. Una brutta infezione ai polmoni l’ha portata al ricovero in rianimazione. Attorno solo amici stretti, fino all’ultimo.Di lei rimane la favola della persona comune che diventa personaggio semplicemente grazie alla propria personalità più genuina: il simbolo di un cinema italiano spontaneo e vero senza pari nel mondo.

lunedì 27 dicembre 2010

Il miracolo Monique Van der Vorst

Un miracolo. In Olanda è una parola che viene usata con sempre maggiore insistenza per definire il caso di Monique Van der Vorst, autentica storia di Natale che in questi giorni sta commuovendo i Paesi Bassi. Lei è la 26enne campionessa paralimpica che ai Giochi di Pechino ha vinto due medaglie d'argento, nella prova a cronometro individuale di handcycle, sorta di bicicletta in cui si pedala con le mani, ed in quella in linea. La Van der Vorst proprio in questi giorni ha ripreso a camminare, riacquistando l'uso delle gambe dopo 13 anni di handicap e senza alcuna spiegazione scientifica. Ora sogna di partecipare alle Olimpiadi vere, quelle di Londra, ma nel frattempo si accontenterebbe di partecipare ''da atleta comune'' all'Ironman di triathlon, a cui ha già preso parte (riuscendo a concluderlo) come atleta paralimpica, che si disputa ogni anno alle Hawaii, e che prevede, per i concorrenti normodotati, le stesse fatiche che si fanno ad un'Olimpiade, ovvero 3,8 km. di nuoto in mare, 180 chilometri in bicicletta e 42.195 km. (una maratona) di corsa a piedi. Come triatleta la Van der Vorst ha vinto anche i Mondiali 2009 per paralimpici. Alla bionda olandese era stata diagnosticata una paralisi irreversibile quando aveva 13 anni: sottoposta ad operazione dopo un infortunio occorsole mentre giocava ad hockey prato, i medici avevano sbagliato l'intervento e lei, nonostante una lunga serie di consulti e visite con vari specialisti, era rimasta paralizzata inizialmente alla gamba sinistra e dopo un anno anche a quella destra. ''A quel tempo - racconta Monique - ricordo che la mia gamba sinistra era diventata tutta rossa, e fredda. Qualche giorno dopo non riuscivo più a muoverla e da quel giorno è andata sempre peggio. Nessuno è mai riuscito a spiegarmi perchè. La mia famiglia ha tentato tutto ciò che era possibile per farmi tornare a camminare, andammo da decine di medici, ma nessuno di loro riusciva a capire cosa fosse successo alle mie gambe''. Dopo un periodo di depressione causata dall'accaduto a far riprendere la ragazza era stato lo sport, in particolare l'handcycle. ''Lo sport mi ha ridato autostima, ho cominciato a pensare a ciò che potevo fare, e non più alle limitazioni''. Non a caso adesso sul suo sito, sotto l'annuncio che ha ripreso a camminare, c'è la citazione di una frase di Nietzsche: ''ciò che non mi uccide, mi renderà più forte''. Tutto il 2010 lo stava dedicando alla preparazione per Londra 2012, dove l'obiettivo sarebbe stato di ''tramutare gli argenti in oro'', ma due incidenti hanno cambiato la sua vita. A marzo si era scontrata con un compagna in allenamento, l'impatto l'aveva fatta cadere dal suo veicolo e lei aveva raccontato di aver cominciato a sentire ''del formicolio alle gambe''. ''Io ero rimasta molto triste - aveva raccontato - perchè pensavo che mi avrebbe impedito di prepararmi a dovere per Londra''. Nel secondo incidente è rimasta coinvolta a giugno: mentre si stava allenando su strada era stata investita da un'auto, le era stato diagnosticato un danno al midollo spinale, ma il formicolio alle gambe era aumentato. ''In pochi giorni ho cominciato a 'risentirle', non erano più insensibili''. Il capo-missione del comitato paralimpico olandese Andrè Gatos ha raccontato che ''per Monique all'inizio lo choc è stato forte, al punto che sul momento per lei è stato duro abbandonare la possibilità di competere ai Giochi Paralimpici''. I risultati delle visite mediche a cui era stata sottoposta dopo il secondo incidente hanno lasciato di nuovo i medici senza parole, in ogni caso dopo un lungo e duro periodo di riabilitazione la ragazza ha ricominciato a muovere le gambe ed ora annuncia che ''sono di nuovo in piedi! Per me comincia una nuova sfida, gareggiare per me era una grande passione, ora è dura perchè devo trovare nuovi obiettivi nella vita. Non so dove o quando finirà ma ci riuscirò, e tornerò di nuovo a correre!''.

giovedì 4 novembre 2010

Ultrà, "asse" Lazio-Napoli: dagli 007 allarme sul derby

L’informativa è arrivata in Questura nei giorni scorsi. Dettagliata, precisa, inquietante. Suona più o meno così: una frangia della tifoseria laziale, forse la più pericolosa, quella che vuole assumere il comando della Curva Nord colmando il vuoto di leadership provocato dall’abbandono dei vecchi capi degli Irriducibili, avrebbe stretto un’alleanza scellerata con ”elementi o frange poco sportive e più delinquenziali della tifoseria napoletana”. Li hanno definiti così, gli uomini dell’intelligence che nei giorni scorsi hanno informato i vertici della Questura di via San Vitale e, soprattutto, il capo della Digos capitolina, Lamberto Giannini, che già da tempo aveva messo sotto la sua lente di ingrandimento le gradinate più politicizzate della Curva Nord dell’Olimpico. Ma l’allarme non consiste semplicemente nella notizia di questa saldatura. A fare scattare misure di prevenzione straordinarie è piuttosto l’informazione, proveniente da ambienti considerati attendibili, che proprio domenica in occasione del derby Lazio-Roma si possa consumare una sorta di regolamento di conti interno alla Curva Nord, con l’ala dei ”duri” biancoazzurri spalleggiata da elementi del tifo violento partenopeo da una parte e, dall’altra, quel che resta degli Irriducibili. Che probabilmente sono ancora inconsapevoli della nuova dimensione assunta dalla contrapposizione interna al tifo biancoceleste. In questo scenario, per ora solo prefigurato dagli investigatori, potrebbe verificarsi una sorta di caccia all’uomo da parte della frangia più dura della tifoseria biancoceleste, sostenuta militarmente dai napoletani che per l’occasione si infiltrerebbero in Curva Nord. Il progetto criminale prevederebbe una serie di disordini sulle gradinate tra frange di tifosi della stessa squadra, ma con interessi e ambizioni diversissime. Sarebbe lo scontro finale, nel momento di massima visibilità mediatica come può essere la stracittadina romana, per affermare il predominio di una sola ala della tifoseria. Per lanciare un messaggio preciso agli altri gruppi di sostenitori e anche alla proprietà, da sempre contestata dai gruppi storici della Curva Nord. Secondo le informazioni veicolate dal nostro intelligence in Questura, il patto criminale sarebbe stato stretto con bande di ”cani sciolti” della criminalità partenopea, non affiliati in maniera stabile a nessuna delle famiglie che si dividono il territorio campano, ma che tuttavia sarebbero veri e propri esperti di guerriglia urbana. Secondo gli 007, si tratterebbe in larga parte degli stessi soggetti che hanno animato gli ultimi episodi di violenza cittadina in occasione degli scontri per le discariche ad Acerra e a Terzigno, ma anche durante le manifestazioni nel centro di Napoli dei movimenti dei ”Disoccupati organizzati”. E ancora, alcuni di loro si sarebbero resi protagonisti di episodi di follia come l’assalto al treno che doveva portare a Roma i tifosi partenopei il 31 agosto 2008 per la prima di campionato. Ma non è tutto. L’alleanza tra teppisti romani e napoletani si baserebbe sulla stipula di un preciso accordo economico: in cambio del sostegno ”militare” per eliminare definitivamente dalle gradinate centrali della Nord i vecchi capi degli Irriducibili, la frangia dei nuovi leader sarebbe pronta a cedere ai napoletani una larga fetta del business del merchandising non ufficiale e, soprattutto, il mercato dei biglietti falsi da smerciare attraverso il bagarinaggio. In altre parole, in cambio del sostegno per gli eventuali scontri di domenica allo stadio, i napoletani acquisirebbero una sorta di predominio nel mercato illegale dei biglietti (soprattutto contraffatti) intorno all’Olimpico, oltre che la garanzia di poter produrre e vendere bandiere, sciarpe e magliette non ufficiali, occupando con nuovi banchi i punti strategici intorno allo stadio. Il tutto proprio nell’anno in cui il primo posto in classifica e le condizioni di forma della squadra stanno già facendo lievitare gli affari nel settore dei gadget della tifoseria.

venerdì 22 ottobre 2010

Ilan Fernandez...da carcerato a imprenditore. l’ex trafficante, ideatore del marchio “De Puta Madre ’69″

Quando è il caso di dire che «non tutti i mali vengono per nuocere». Ne sa qualcosa il colombiano Ilan Fernandez che è passato da una cella del carcere Quatre Camins di Barcellona a milioni di fatturato, dopo aver scarabocchiato una maglietta. Arrestato nel 1985 per traffico internazionale di armi e droga è diventato dopo 9 anni di reclusione l’imprenditore d’abbigliamento di maggior successo tra i teenager con l’irriverente marchio “De Puta Madre ’69″. Adesso la straordinaria storia diventerà un libro, “Suerte”, scritto da Giulio Laurenti, che ha realizzato una sorta di intervista romanzata a Fernandez che uscirà per Einaudi a gennaio 2010. Con il suo marchio, Fernandez ha tappezzato t-shirt, jeans, giubbotti, maglioni, copricasco e recentemente anche una bevanda energetica. Anche alcuni produttori cinematografici sarebbero interessati, tanto che dall’Italia e dagli Usa stanno avanzando proposte per trasformare in film l’avventura di questo ex trafficante, a quanto si apprende da Adnkronos che lo ha intervistato.
Fernandez oggi vive tra Roma e Milano Marittima e proprio nella capitale ha il quartier generale della sua produzione, in uno stabilimento di via di Pietralata. «Tutto è iniziato in cella, dove sono finito a 18 e sono restato per nove anni, che sono davvero lunghi – racconta Fernandez - così un giorno ho cominciato a disegnare sulle T-shirt col pennarello quella che da voi suona come un’imprecazione, “de puta madre” appunto, ma che nello slang spagnolo si usa per dire “sto una favola”. Il “69″ invece rappresentava il pensiero fisso di ogni carcerato: il sesso. Ne regalai una ad un secondino che tornò raccontandomi che il fratello era andato in discoteca con quella maglietta e tutti la volevano. Così ne disegnammo altre. Ma eravamo comunque in carcere, il fenomeno non poteva esplodere al livello industriale». L’ex carcerato ha sottovalutato il potere del suo brand, il significato contenuto il quell’espressione letteralmente volgare e dissacrante, ma che nel gergo giovanile, racchiude il respiro a pieni polmoni, il desiderio appagato, la risata di stomaco, la goduria, il benessere, la pace dei sensi. Come stai? “De puta madre”. Se poi si aggiunge il “69″, vuol dire: "meglio di così, non si può!".

mercoledì 22 settembre 2010

Byron Moreno, ex arbitro, arrestato con 6 chili di eroina

Sei chili di eroina nascosti in piccoli pacchetti di lycra attaccati allo stomaco e sulle gambe. Lo hanno arrestato così, in flagranza di reato, Byron Moreno, l'ex arbitro ecuadoregno e attuale commentatore sportivo, grande protagonista dell'eliminazione della nazionale italiana di calcio ai mondiali di Corea e Giappone del 2002. Traffico di droga: è questa l'accusa formulata ieri dal giudice di New York contro Moreno, arrestato dopo un banale controllo all'aeroporto John F. Kennedy. Moreno era arrivato a New York con un volo commerciale proveniente dall'Ecuador. Durante un'ispezione di routine da parte delle autorità della dogana, l'ex arbitro era apparso "visibilmente nervoso". E questo ha ovviamente insospettito gli agenti, che hanno "trovato degli oggetti duri attaccati allo stomaco e alle gambe". Droga nelle mutande. Eroina, per l'esattezza, uno stupefacente molto diffuso nel suo paese. L'ex arbitro è diventato tristemente noto in Italia, perché indicato come principale responsabile dell'eliminazione della selezione azzurra di calcio al mondiale del 2002. Moreno arbitrò l'ottavo di finale tra l'Italia e la Corea del Sud e fu protagonista di una serie di decisioni molto contestate, come un generoso rigore concesso ai padroni di casa, l'espulsione di Francesco Totti e il gol annullato a Damiano Tommasi.

martedì 21 settembre 2010

Brasile, crolla la tribuna al Gp: 111 feriti, 22 gravi

E' successo nello stato meridionale di Paranà, sul circuito di Quatro Pontes durante una corsa automobilistica: al momento dell'incidente almeno 500 spettatori sedevano nella parte della tribuna crollata. Secondo le autorità, all'origine del crollo ci sarebbero dei difetti strutturali. Sull'incidente è stata aperta un'inchiesta.

mercoledì 25 febbraio 2009

Gascoigne si confessa:"Vi racconto il mio inferno"

Dopo tre mesi passati in una clinica per la riabilitazione dalle dipendenza Gazza sembra guarito: "Sono sceso negli abissi:alcol e videogiochi le mie droghe"
Era così ubriaco che passava il tempo a parlare con due pappagalli, finti per di più. Trascorreva intere settimane senza chiudere un occhio, rimpinzandosi di pillole, alcolici e droga, giocando ininterrottamente al Nintendo Wii. Ma adesso, dopo tre mesi in una clinica per la riabilitazione dalle dipendenze di ogni genere, Paul Gascoigne si sente meglio. E spera di poter tornare presto a una vita normale: "Sono disceso negli abissi, ma il futuro ha un aspetto migliore", dice l'ex-centrocampista del Newcastle, della Lazio e dell'Inghilterra, in un'intervista esclusiva con il quotidiano Sun di Londra, che pubblica stamane una foto del calciatore, seduto davanti a un semplice bicchiere d'acqua. Nell'intervista "Gazza", come lo chiamavano i suoi tifosi, racconta in particolare l'inferno del suo ultimo anno. Ubriacature, arresti per violenze varie e incidenti con fans, donne, poliziotti, erano già una costante da anni per l'ex-calciatore, che ha oggi 41 anni, ma la sua salute, fisica e mentale, era sembrata ulteriormente peggorare negli ultimi dodici mesi, al punto che i suoi familiari temevano che potesse fare la fine di George Best, il grande campione ucciso dall'alcol, le cui intemperanze fuori dal campo ricordano per certi versi quelle di Gascoigne."Gazza" confessa di avere cominciato a sniffare cocaina, mentre continuava a bere sempre di più. In particolare descrive un periodo di sei settimane in cui ha bevuto "centinaia di bottiglie" di vino e di birra, passando da un albergo all'altro, senza dormire nemmeno un minuto: un'affermazione di cui gli esperti dubitano, sostenendo che probabilmente faceva brevi sonnellini senza neanche rendersene conto, ma che dà un'idea dello stato in cui si era ridotto.
"E' in quei giorni che ha avuto inizio una mia nuova dipendenza", afferma Gascoigne. "La dipendenza dai videogiochi. Comprai un Nintendo Wii e cominciai a giocare, tutti i giorni, 24 ore al giorno, no stop. Invitavo gli amici a giocare con me, e se non avevo compagnia invitavo i camerieri e il personale dell'hotel, ordinando room service per tutti. Poi, quando a un certo punto non ho avuto più nessuno disposto a starmi vicino, ho comprato in un negozio di gioccattoli due pappagalli elettronici, che se gli dici qualcosa, lo ripetono con voce meccanica. Mi ero convinto che fossero la mia unica compagnia. Compravo tre pinte di birra, una per me, due per gli uccelli meccanici. Parlavo con loro e credevo che loro mi rispondessero. Avevo allucinazioni, mi pareva di vedere due copie di me stesso nello specchio, due Gascoigne come due pappagalli". A salvarlo dal delirio, dalla pazzia o da qualcosa di peggio, è stato a quanto pare il ricovero nella clinica dell'ex-campione dell'Arsenal Tony Adams. Dopo tre mesi, "Gazza" ha cambiato aspetto. Tra le terapie usate per farlo uscire dalla dipendenza dall'alcol c'è n'è stata una che ricorda un film di qualche anno fa: parlare ai cavalli. La compagnia degli equini gli ha fatto bene. L'ex-mezz'ala della Lazio per il momento rimane in clinica, ma pensa già a cercare casa dove un domani potrà trasferirsi. "Non mi azzardo a dire che non berrò mai più un goccio d'alcol", conclude Gascoigne, "tutto quello che posso dire è che non ho bevuto oggi e spero di non bere domani".

martedì 17 febbraio 2009

Due sottomarini nucleari si scontrano nell'Atlantico

Scontro senza precedenti in fondo all'Atlantico del Nord: due sottomarini nucleari, uno francese e l'altro britannico, sono entrati in collisione il 4 febbraio scorso: sfiorata una tragedia secondo la stampa britannica che ha diffuso ieri l'informazione poi confermata dai due Paesi.
Entrambi gli equipaggi, 250 militari in tutto, sono rimasti illesi e la collisione «non ha compromesso la sicurezza nucleare» nè dei reattori di propulsione nè delle armi, hanno precisato i ministeri della difesa di Francia e Gran Bretagna. Ancora ignote le cause. Un'inchiesta è stata avviata per capire come due sottomarini di quella portata potessero trovarsi sullo stesso specchio d'acqua nonostante i sofisticati sistemi radar a disposizione di entrambi i mezzi navali. Le autorità tacciono e si appellano al segreto militare. «È un incidente molto grave», si allarma l'esperto Stephen Saunders: «è la prima volta che due sottomarini di due nazioni amiche sono coinvolti in un tale incidente». E l'associazione ecologista francese «Sortir du nucleaire» accusa le autorità francesi di avere «nascosto la verità». Le due unità, la britannica Hms Vanguard e la francese Triomphant, in missioni separate nell'Atlantico del nord, entrambe in grado di lanciare missili balistici nucleari - ne avevano ognuna 16 a bordo - sarebbero rimaste comunque danneggiate nell'incidente, senza però avarie ai reattori nucleari. «La capacità di deterrenza del Regno Unito è rimasta sempre inalterata e la sicurezza nucleare non è stata compromessa», ha commentato il ministero della difesa britannico. Anche per la marina francese - sebbene «la cupola sonar (i radar del mare), situata sul muso (del Triomphant) sia stata danneggiata» - l'incidente «non ha provocato il ferimento di alcun membro dell'equipaggio nè compromesso la sicurezza nucleare». I due sottomarini sono rientrati alle rispettive basi, l'Hms Vanguard a Falsane, in Scozia, il Triomphant a Brest, in Bretagna.

lunedì 13 ottobre 2008

Sofia, arrestati e rilasciati tre ultras neofascisti

Tre tifosi italiani sono stati trattenuti in stato di fermo per 24 ore sabato sera a Sofia dove si è svolta la partita tra la nazionale bulgara e gli «azzurri». Ieri sera i tre sono stati rilasciati e, a a darne notizia dalla capitale bulgara, è stato l'avvocato che li difende, Giovanni Adami.
I miei tre assistiti sono stati rilasciati - ha spiegato il legale, che è componente del gruppo Ultrà Italia - anche per il terzo ragazzo, il pm bulgaro ha derubricato la posizione da indagato a persona informata dei fatti. Il giudice ha riconosciuto che non c'erano prove, l'inchiesta prosegue contro ignoti».
I fermati provengono tutti dal Nord Italia: si tratta di A.P. 28 anni, indagato e solo ieri sera divenuto «persona informata dei fatti», e poi V.F., 21 anni, ed E.B. 27 anni, le cui posizioni, come ha sottolineato Adami, sin da ieri mattina erano state derubricate a quella di testimoni. I tre cittadini italiani erano stati arrestati per vilipendio alla bandiera nazionale bulgara avendo dato intenzionalmente fuoco a un tricolore del Paese balcanico. Anche quattro tifosi bulgari erano stati trattenuti per possesso di petardi e altri oggetti non consentiti durante la partita.
Reazioni sdegnate negli ambienti di Governo; allarmate in quelli dell'opposizione; sorpresa e amarezza tra gli sportivi. Le braccia tese, le bandiere bulgare bruciate e i cori inneggianti al Duce dei tifosi italiani al seguito della Nazionale di calcio a Sofia hanno lasciato il segno in un ambiente che si credeva non contaminato da certe manifestazioni e invece ha scoperto gli «hooligan tricolori» dal cuore nero. Ora sale unanime la richiesta di un intervento duro per fermare una china pericolosa.
C'è da dire che il messaggio è stato subito raccolto dal ministro dell'Interno Roberto Maroni: «Saranno sottoposti al divieto di partecipare agli avvenimenti sportivi, il Daspo, perché non ci si può comportare così né dentro né fuori gli stadi», ha dichiarato.
Altrettanto netta, dopo una iniziale presa di posizione «apolitic», quella del sottosegretario con delega allo sport, Rocco Crimi: «La politica e l'estremismo devono restare fuori dallo sport e dagli stadi. Quanto accaduto a Sofia è assolutamente riprovevole. Il Governo è impegnato con fermezza a tenere lontano dallo sport ogni tipo di violenza». Atti «senza giustificazioni» per il sindaco di Roma Gianni Alemanno, «fatti gravissimi» secondo il presidente del Comitato olimpico, Gianni Petrucci. «Il Coni - ha dichiarato - sarà al fianco della Figc per tutte le iniziative che vorrà prendere». «Non abbiamo bisogno di tifosi così», si rammarica Gigi Riva.

domenica 12 ottobre 2008

BUSH: Risposta Globale a crisi, FMI: Vicino Collasso

WASHINGTON - Una "seria risposta globale" per affrontare una crisi globale, che non si risolverà in una notte: alla Casa Bianca il presidente americano George W. Bush riceve i ministri finanziari del G7 per discutere le attuali turbolenze finanziarie, mentre il direttore generale del Fondo Monetario internazionale, pur appoggiando il comunicato dei Sette Grandi, lancia un nuovo allarme: "Il sistema finanziario globale è sull'orlo di un collasso sistemico per l'intensificarsi dei problemi di solvibilità delle maggiori finanziarie americane e europee. Le azioni dei prossimi giorni saranno cruciali". "Siamo davanti a una grave crisi globale che richiede forti risposte globali. Siamo insieme in questa crisi, ne usciremo insiemé afferma Bush, invitando al massimo coordinamento così da evitare che 'le azioni prese da un paese contraddicano o danneggino le azioni di altri paesi'. 'Faremo tutto quello che deve essere fatto per risolvere la crisi, l'economia mondiale uscirà più forte da tutto questò, ha aggiunto il presidente americano, constatando come nella passate crisi alcuni paesi avevano scelto di isolarsi, mentre 'stavolta le cose sono differenti: i leader riuniti a Washington questo fine settimana stanno lavorando tutti insieme'. All'incontro alla Casa Bianca ha partecipato anche il presidente del Financial Stability Forum e governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, che ha valutato come "molto importante" la riunione. Secondo il presidente del Financial Stability Forum 'serve cooperazione: il comunicato del G7 dimostra che c'é volontà di interazione e questo è stato apprezzato dai mercatì e dà un 'segnale giusto'. 'Ora abbiamo bisogno di azione, un'azione congiuntà, ha constato Draghi, non volendo ricorrere al termine 'coordinamento perche' troppo ambiziosò. Di fronte a una crisi come quella attuale, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, ritiene necessario 'estendere il G8 ad altri Paesi', tenendo così conto delle nuove realtà economiche emergenti. Parlando all'ambasciata italiana al termine degli incontri del G7 e del Fondo Monetario, Tremonti ha spiegato come 'il vecchio G7, poi G8, controllava l'80% del pil del mondò, mentre ora si ferma al 50%. Di fronte alla crisi che 'e' globalé e senza precedenti, secondo Tremonti 'va data una risposta non solo tecnica ma anche politica'. La crisi in atto, la più seria da 1930, sta 'spingendo gli Usa sull'orlo della recessione - ha osservato il commissario europeo agli Affari Economici Joaquin Almunia -, mentre l'attività economica europea si sta contrarendò. Pur privilegiando una soluzione privata, Almunia ritiene che data l'ampiezza 'dei problemi sistemici, un' azione pubblica decisiva é stata necessaria e lo è ancora per rompere il circolo di svalutazioni degli asset, pressione sui titoli e crisi delle banché. Almunia ha promosso l'intervento coordinato delle banche centrali sui tassi e ha precisato che, se venissero confermate le indicazioni sull'inflazione, ci sarebbe spazio in Europa per ulteriori tagli del costo del denaro.EUROGRUPPO A PARIGI, AZIONE SU BANCHE - I quindici capi di Stato e di governo della zona euro si sono dati appuntamento oggi a Parigi per cercare di dare un segnale convincente ai mercati della loro determinazione a dare una risposta coordinata a una delle più gravi crisi finanziarie degli ultimi decenni. Una risposta che, secondo anticipazioni del quotidiano 'Le Figaro, potrebbe prendere la forma di un piano di sostegno al settore bancario ispirato di quello annunciato da Londra. Un'ipotesi, questa, che sembra indirettamente confermata dal ministro dell'economia e delle finanze Christine Lagarde che stamani ha parlato di una 'maggiore presenza dello stato nelle banche'' che 'sono in Europa sottocapitalizzate'' come una delle "probabili piste" dell'incontro di domani. La riunione dell'Eurogruppo dovrebbe prolungare a livello europea la via tracciata venerdì dalla riunione del G7 che autorizza gli stati a prendere le misure che ritengono necessarie per assicurare la liquidità monetaria, garantire i depositi e impedire il fallimento delle istituzioni finanziarie importanti. All'indomani del vertice del G7 che ha concluso una settimana nera per le borse di tutto il mondo, gli europei della zona euro si riuniscono per 'definire un piano di azione congiunta' assieme alla Banca centrale europea, come ha annunciato l'Eliseo al termine di un incontro tra il presidente Nicolas Sarkozy con il primo ministro José Luis Zapatero. Il capo del governo spagnolo non aveva gradito l'esclusione del suo paese dal vertice che aveva riunito una settimana fa i leader di Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna e i presidenti della commissione europea José Manuel Barroso, della BCE Jean Claude Trichet e dell'Eurogrupo Jean-Claude Juncker. Secondo 'Le Figaro' l'idea di un'azione ispirata dal piano di salvataggio annunciato da Londra 'si sta facendo strada a grandi passi'. Si tratterebbe, spiega, di generalizzare in Europa il principio di una garanzia pubblica di prestiti interbancari e di debiti obbligazionari emessi dalle banche per rilanciare il credito. Queste misure, precisa, andrebbero ad aggiungersi ai piani di ricapitalizzazione già decisi da alcuni paesi e all'inienzione di liquidità da parte della BCE. Il piano dovrebbe essere accompagnato da una revisione delle norme contabili e la creazione di una cellula di sorveglianza in Europa. Secondo il ministro agli affari europei francese, Jean-Pierre Jouyet, tutti questi elementi dovrebbero "essere tenuti in conto nel quadro del patto di stabilità e crescita". Secondo molti osservatori, molto dipenderà dall'atteggiamento di Berlino che finora era assai reticente a imbarcarsi in un'azione collettiva. Ieri la cancelliera Angela Merkel e il presidente Sarkozy hanno molto insistito sulla loro comune indentità di vedute. La Merkel, che secondo il quotidiano 'Haldelsblatt, si accinge a presentare lunedi' un piano di urgenza al consiglio dei ministri, ha già indicato di essere cosciente della necessità dell'intervento dello stato in quanto " i mercati incontrollati non sono in grado di gestire i loro problemi". Per "ottimizzare le chance di coordinamento" Sarkozy ha annunciato che riceverà all'Eliseo prima della riunione dell'Eurogruppo il cancelliere Gordon Brown che non vi partecipa in quanto il suo paese non appartiene alla zona euro. Alla riunione, che inizierà alle 17, parteciperanno oltre ai leader dei 15 paesi della zona euro anche il primo ministro Francois Fillon, il presidente della commissione europea, José Manuel Barroso e il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet.

martedì 7 ottobre 2008

NEPAL: Bambina di tre anni diventa 'DEA VIVENTE'

NEW DELHI: 'Dea vivente' a tre anni, scelta dal governo nepalese per insediarsi quale incarnazione della dea Taleju nel palazzo Kamarighar di Kathmandu per proteggere il paese del'Himalaya. E' questo il destino di Matina Shakyya che, separata dai genitori e' stata scelta come dea vivente, come nuova Kumari, e nella tradizione nepalese andra' a sostituire la dodicenne Preeti Shakya che sul trono dal 2001 deve lasciare per essere entrata nella puberta'. Vestita di rosso con fiori in testa e gli occhi dipinti dal kajal, Matina, affidata a nuovi genitori, si affaccera' come tradizione dalla finestra per salutare i turisti. Davanti a lei si inginocchieranno gli uomini di stato e il presidente. Il Nepal e' diventato una repubblica dopo la fine della guerra civile del 2006. La Corte suprema del Paese ha chiesto al governo del Paese di salvaguardare i diritti umani delle piccole Kamari.

domenica 14 settembre 2008

OLANDA, PAGATI PER LASCIARE L'AUTO A CASA

BRUXELLES - Per vincere la battaglia lanciata da anni contro l'incubo di un traffico sempre più congestionato, le autorità olandesi ne hanno provate tante, ma senza ottenere finora grandi risultati. Perché non tentare allora offrendo denaro e altri 'benefit' a chi decide di lasciare l'auto a casa nelle ore di punta? L'esperimento ha preso il via in questi giorni nell'Olanda meridionale grazie a 800 volontari che normalmente utilizzano le loro autovetture per recarsi al lavoro nel tratto dell'autostrada A12 che collega la città di Gouda, famosa per l'omonimo formaggio, e l'Aja. Un tratto relativamente facile da controllare e tra i più trafficati del paese dove quasi regolarmente, nelle ore di punta, si creano rallentamenti e ingorghi. Grazie alla collaborazione instaurata per l'occasione tra pubblica amministrazione, università, aziende di trasporti e datori di lavoro, chi lascia l'auto a casa nelle ore di punta guadagna quattro euro per ogni viaggio effettuato con mezzi alternativi, può usufruire di sconti sui biglietti ferroviari e beneficiare di orari più flessibili sul lavoro. Le ricompense vengono erogate su un 'portafoglio mobile' alimentato attraverso l'invio sui telefonini di Sms testuali. E la buona fede degli automobilisti che lasciano l'auto a casa nelle ore di punta viene verificata grazie al sistema di videosorveglianza che controlla il tratto di autostrada interessato dall'esperimento. Per le autorità olandesi il principale obiettivo dell'iniziativa è quello di analizzare il suo impatto sui comportamenti degli automobilisti. Un esperimento analogo già condotto su un campione più piccolo ha dato come risultato il dimezzamento degli spostamenti effettuati nelle ore di punta. L'Olanda, nonostante l'immagine turistica caratterizzata dall'uso delle biciclette, è il paese europeo con la più alta densità di autostrade per chilometro quadrato e con una vettura ogni due abitanti. Nelle mattine dei giorni lavorativi il periodo di punta della congestione del traffico può durare anche quattro ore. E il ministero dei trasporti prevede che entro il 2020 gli ingorghi cresceranno del 50% rispetto ad oggi, quando già rappresentano per l'economia olandese un fardello aggiuntivo da oltre mezzo miliardo di euro. Il problema è così incombente che lo scorso dicembre il ministro degli trasporti ha annunciato l'introduzione - a partire dal 2011 e grazie a l'uso di tecnologie satellitari - di tasse di circolazione non più fisse ma calcolate sui chilometri effettivamente percorsi.
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sabato 23 agosto 2008

uomo colpito due volte da un fulmine ancora vivo



Canada, stava lavorando in un cantiere.


Per la seconda volta un canadese è stato colpito da un fulmine ed è sopravvissuto. L'uomo stava lavorando in un cantiere a Kelowna (British Columbia) quando è stato colpito da una scarica dal cielo che lo ha lasciato tramortito, ma ancora in vita. E' la seconda volta che accade. Anche la prima volta l'uomo stava lavorando in un cantiere edile. Questa volta, mentre era a terra, il canadese avrebbe mormorato: "Strano, perché di nuovo io?".
Lo hanno raccontato i soccorritori. Secondo il National Weather Service la possibilità di essere colpiti due volte da un fulmine durante la propria vita è di una su 9 milioni.L'uomo, ricoverato in ospedale, sta meglio e desidera tornare al lavoro al più presto.