La tessera del tifoso non è morta, ma ha semplicemente cambiato nome rinunciando al suo aspetto commercialmente più antipatico e cioé l’abbinamento a una carta di credito. Per questo sembrano assurde le polemiche seguite alla decisione dell’Osservatorio del Viminale di passare dalla vecchia (si fa per dire, essendo nata nel 2010) tessera alla nuova Fidelity Card che fa un po’ Esselunga ma che altro non è che una schedatura soft: come ha spiegato con chiarezza il capo della Polizia Antonio Manganelli, per gli abbonamenti e le trasferte sarà sempre necessaria, quindi nella sostanza non è che cambi molto. Questo per quanto riguarda i tifosi, cioé i diretti interessati al problema. Ma non può sfuggire il messaggio politico trasmesso, che sarebbe quello di una mezza marcia indietro rispetto alla linea dura con ultras e in generale con il tifo organizzato. I dati su feriti e devastazioni danno ragione alla scelta dell’ex ministro dell’Interno Maroni, con buona pace di quei politici di destra e di sinistra che hanno pensato di guadagnare qualche facile voto lisciando il pelo a delinquenti o nullafacenti di ogni parte d’Italia. I club, che straparlano di famiglie allo stadio e di modello Premier League, dovrebbero essere i primi felici di avere stadi e dintorni più vivibili, ed in effetti quasi tutti hanno sostenuto Maroni che in fondo ha fatto il lavoro sporco per loro, facendo oltretutto perdere voti alla Lega in molte curve del Nord. Tutti tranne alcune piccole realtà, ostaggio di violenti locali, e anche qualcuna grande come la Roma, che attraverso suoi fiancheggiatori di ogni livello ha sempre demonizzato la tessera. Quando Maroni dice che hanno vinto le tifoserie violente, almeno a livello di immagine, non sbaglia, così come quando parla di una certa politica romana che per tornaconto o paura ha trasformato una questione di ordine pubblico in una battaglia in punta di diritto davvero degna di miglior causa. E il ministro Cancellieri, al di là del suo tifo per la Roma (l’unica cosa buona di tutta la vicenda, peraltro), ha subito capito che il vento era cambiato e si poteva lanciare un messaggio di un certo tipo. Roma ha vinto, per citare il Gladiatore. Il governo dei tecnici ha già troppi problemi nelle piazze per rischiare che si riempiano anche dei violenti del calcio.
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giovedì 15 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
La tessera del tifoso cambia, Maroni si infuria
Già il nome non era mai piaciuto. Tessera del tifoso. Sì, perché in qualche caso era stata vista come tessera di polizia, o si era trasformata in una tesserabusiness, facendo gli interessi (solo) delle banche. Ora basta. Dal prossimo anno si cambia. Addio, quindi, alla tessera del tifoso. Si chiamerà fidelity card. Ma la decisione fa subito litigare il vecchio e il nuovo governo. Con parole durissime di Roberto Maroni, ex Ministro degli Interni. La novità è stata annunciata dal direttore generale della Figc, Antonello Valentini: «La fidelity card sarà meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se ne dota. Un’apertura di credito importante». E’ stata in vigore due anni, la tessera del tifoso: oltre un milione di supporter (esattamente 1.014.371) l’hanno sottoscritta, molti a malincuore. Ma era (è) obbligatoria per chi vuole abbonarsi o andare in trasferta. Adesso il neoministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri e il capo della polizia, Antonio Manganelli, hanno deciso che è arrivato il momento di dare fiducia ai tifosi e non rendere loro la vita difficile, come è successo (troppe volte) in passato. Importanti anche il parere del garante della privacy e del Consiglio di Stato per bocciare alcuni aspetti della tessera. Ma l’ex ministro Roberto Maroni attacca: «Hanno vinto le tifoserie ultras e violente. Hanno vinto quelle società come la Roma (di cui è tifosissima la ministra Cancellieri) che non avevano mai accettato le regole. La tessera aveva dato buoni risultati, lo h a detto anche il Viminale, ma hanno vinto ancora una volta le lobby del calcio». Manganelli assicura invece che la “tessera del tifoso si evolve, ma non cambia, manterrà le sue caratteristiche e sarà sempre necessaria per le trasferte e gli abbonamenti». Allora, cambia soltanto il nome? È un’operazione con l’inganno? Non dovrebbe essere così, almeno nelle intenzioni: le procedure per la futura ‘‘fidelity card’’ verranno di molto snellite, garantisce la Figc. Si otterrà in un breve tempo (massimo un mese). Servirà, è vero, sempre un documento d’identità ma non si passerà più dalle banche e si avrà in pratica una card a punti che, come tante altre (supermercato, librerie, benzinaio, eccetera), darà servizi e sconti. Spiega ancora Valentini: «Tra l’altro, così si supera l’effetto ingiustamente negativo del messaggio passato all’avvio dell’iniziativa: ovvero di un meccanismo di operazione di polizia. Nessuna intenzione, ovviamente, da parte della Figc di dare il via libera ai violenti». Prudente Lorenzo Contucci, avvocato degli ultrà: «Il segnale è positivo ma adesso bisogna fare il passo avanti decisivo, cambiando l’articolo 9 che ne vieta il rilascio a chi ha scontato il Daspo o una condanna. Altrimenti rischia di rimanere solo un’operazione di facciata». Secondo i Radicali invece resta «uno strumento di polizia, anche se dovesse chiamarsi fidelity card…». Per la Federsupporter invece è “un grande successo”. Ma i club di calcio adesso non si potranno più nascondere.
Maroni s’attacca alla tessera
Tanto rumore. Per nulla? No, ma per poca roba. Lancio dell’Ansa nel pomeriggio di ieri: «Addio tessera del tifoso, sarà una fidelity card». Non potrà più essere una carta di credito, scrive qualcuno. Ma questa già dovrebbe essere la regola. E sarà sempre necessaria per andare in trasferta e per abbonarsi. Quindi che cambia per le tifoserie italiane? Non nulla, appunto. Ma poco. Eppure, l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni vaneggia di un trionfo degli ultras, accusa la Roma di «non accettare le regole» e l’attuale titolare del Viminale Anna Maria Cancellieri di essere sostanzialmente connivente perché tifosa romanista. Assurdo. Anzi, sbagliato. Anzi, peggio: strumentale. Il leghista Maroni, espressione dell’unica forza di opposizione al Governo Monti, sfrutta un’informazione drogata, una non-notizia, per attaccare l’esecutivo. La bomba deflagra intorno alle 17,15. Un flash dell’Ansa semina il panico. «Addio alla tessera del tifoso». Si chiamerà in modo diverso, fidelity card, e non potrà più essere legata a una carta di credito, si legge su qualche sito. Peccato che ci sia una sentenza del Consiglio di Stato che già lo vieti. Una sentenza che non ha riguardato la Roma, perché a Trigoria rilasciano l’AS Roma Club Privilege senza obbligare il tifoso a sottoscrivere anche la carta di credito. Che è semplicemente un’opzione. «La card sarà meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se ne dota», spiega il direttore generale della Federcalcio, Antonello Valentini. «Dopo due anni di grandi risultati - aggiunge - l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive si è reso conto che si poteva dare fiducia alle tifoserie che hanno dimostrato di meritarla, facendo appello al senso di responsabilità degli appassionati in maniera sana. Tra l’altro, così si supera l’effetto negativo del messaggio passato all’avvio dell’iniziativa. Ovvero di un meccanismo da operazione di polizia. Non erano queste le intenzioni del Viminale, ma così vennero recepite da molti». Il rischio è però quello che passi un’informazione sbagliata. Non c’è un addio alla tessera, ma «un’evoluzione», è costretto subito a precisare il vicepresidente dell’Osservatorio, Roberto Massucci. «La tessera del tifoso nasce soprattutto come uno strumento di controllo delle tifoserie più violente. In futuro, con la fidelity card, la tessera diventerà un vero e proprio strumento di fidelizzazione grazie al quale i tifosi potranno avere agevolazioni e prelazioni nell’acquisto dei biglietti, oltre ad altri servizi per chi se ne doterà». Tradotto? Beh, qui Massucci esorta i club a seguire l’esempio della Roma, che per i suoi tifosi - tesserati e non - ha condotto una serie di battaglie. La più importante: l’emissione di un voucher elettronico acquistabile anche dai non tesserati. Ma poi anche l’accordo con il Coni per un botteghino all’Olimpico, l’apertura di un fan village ogni volta che gioca la Roma e l’attivazione di uno sportello per i tifosi (tifosi@asroma.it), un servizio che in futuro sarà potenziato. Tutte idee che all’Osservatorio hanno apprezzato parecchio. «I club - dice Massucci - saranno più responsabilizzati e diminuiranno le funzioni di controllo». Il numero due dell’Osservatorio poi avverte: «La card sarà sempre necessaria per andare in trasferta e sarà rilasciata solo dopo avere verificato che non esistano motivi ostativi. Ovviamente, tali controlli saranno effettuati in tempo reale, senza perciò grandi perdite di tempo al momento del rilascio». Se volete, è un’operazione di restyling. Il Viminale, con l’appoggio della Figc, sta cercando di restituire un’anima al progetto originario della tessera. Cambiano nome apposta. Ma si lavorerà anche sulla sostanza. L’Osservatorio sta cercando di tendere una mano alle curve italiane e molto ha fatto la Roma, che con il voucher ha lottato per un principio fondamentale: non può essere il possesso di una tessera a rendere una persona più o meno romanista. Un principio di civiltà riconosciuto dall’Osservatorio dopo mesi di guerra di trincea sostenuta dalla Roma contro qualche club del Nord, più che con l’Osservatorio stesso. Queste apparenti spallate al sistema, i lanci d’agenzia in pratica, permettono all’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni di aprire una polemica senza motivo: «Qualcuno ha deciso di abolire la tessera del tifoso che pure (confermano oggi dal Viminale) "ha dato grandi risultatì nella lotta contro la violenza negli stadi". "Ci saranno meno controlli" annuncia la Federazione calcistica italiana (e faceva pure il Ministro: si chiama Federazione Italiana Giuoco Calcio!, ndr). Ma come? Meno controlli per contrastare i violenti? Brutta notizia - continua - per i tifosi che vanno allo stadio solo per divertirsi e non per menare le mani. Hanno vinto le tifoserie ultras e violente, hanno vinto quelle società di calcio come la Roma (di cui è tifosissima la ministra Cancellieri) che mai avevano accettato le regole». L’intervento di Maroni, che parla erroneamente di «abolizione» della tessera, costringe il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, a intervenire. «La tessera del tifoso - chiarisce - manterrà inalterate le sue caratteristiche fondamentali già evidenziatesi negli ultimi due campionati, a cominciare dalla necessità del suo possesso per le trasferte e gli abbonamenti, sia per questo che per il prossimo campionato di calcio. Il fatto che la tessera del tifoso tenda ad accentuare la sua caratteristica di fidelizzazione del tifoso con la squadra del cuore non è una novità, ma la logica evoluzione di uno strumento che ha da sempre, anche come propria caratteristica, quella di voler rafforzare il rapporto tra i tifosi ed il club di appartenenza». A Maroni risponde indirettamente anche l’amministratore delegato della Roma, Claudio Fenucci: «Abbiamo sempre rispettato tutte le normative. La Roma ha solo trovato gli strumenti che potessero venire incontro alle esigenze della società e della nostra tifoseria». La fidelity card «non è una conquista della Roma, ma una scelta ragionevole», commenta il capo dei conti giallorossi. L’evoluzione della tessera in fidelity card, avverte Fenucci, «va incontro alle esigenze delle società, e anche a quelle dei tifosi». La Roma ha lottato per i suoi tifosi, anche se Fenucci preferisce mantenere i toni bassi: «Noi i precursori? No, ma già a inizio stagione avevamo presentato un progetto nuovo che presentava tutti i requisiti di conformità alle normative (il voucher, ndr). E questa apertura concessa dal Viminale va nella giusta direzione, dando alle società la possibilità di attuare iniziative di fidelizzazione nei confronti della tifoseria nell’ambito di linee guida specifiche».
Tessera del tifoso, dal prossimo anno diventerà una Fidelity Card
Addio alla tessera del tifoso, «che ha dato grandi risultati» sottolineano al Viminale, nel calcio italiano dall'anno prossimo arriva una vera e propria fidelity card. «Sarà - spiega Valentini, Dg della Figc - meno di controllo e più legata alla responsabilità dei tifosi e dei club, con procedure snellite e molti servizi per chi se ne dota».
mercoledì 22 febbraio 2012
Trasferte libere, la prossima rivoluzione
L’Atalanta ha detto no. Ha detto no ai romanisti non tesserati e quindi alla stragrande maggioranza dei ragazzi che in un Paese normale, mica questo, sarebbero tranquillamente andati domenica a Bergamo. Ma l’Atalanta ha detto no anche all’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive, che consente adesso l’ingresso nel settore ospiti anche ai non tesserati purché il biglietto sia acquistato da un tesserato. Poca roba per il movimento ultras, certo, ma un primo storico passo per chi fino a poco tempo fa conosceva solo la parola divieto. L’Atalanta ha detto no. Mentre la Roma dice sì. È successo domenica: nel Distinti Ospiti dell’Olimpico sono potuti entrare i non tesserati del Parma. Capiterà anche in futuro. Solo con il Napoli e forse con il Catania seri motivi di ordine pubblico potrebbero convincere Trigoria a lasciar stare. Però la Roma balla da sola. Da sola, o quasi. Perché il Siena, per esempio, aveva permesso ai romanisti non tesserati di entrare al Franchi. Il resto della Serie A è invece lontano, assente, non pervenuto. Molto presto, probabilmente già nei prossimi giorni, l’Osservatorio si farà sentire. Al Viminale non hanno alcuna intenzione di abdicare, di lasciar perdere, di darla vinta ai club. Sarà sollecitata un’adesione massiccia. Il no dell’Atalanta ha comunque sollevato altre polemiche. Dà fastidio l’atteggiamento di qualche club, che se ne frega delle direttive ministeriali pur avendo i mezzi per poterle recepire. Già, perché in qualche caso c’è un problema di sicurezza. Ci sono club legati a società di ticketing non in regola con la Questura on line, un sistema centralizzato e automatizzato che impedisce l’acquisto dei tagliandi a chi presenta motivi ostativi (daspati e diffidati negli ultimi cinque anni). Il discorso non vale per la Roma, come per tutte quelle società che hanno Lis Lottomatica come partner. Semplicemente, perché Lottomatica è ok con la Questura on line. Indovinate un po’? Tra i club partner di Lis c’è anche lei. L’Atalanta. E allora perché non aderire all’iniziativa del Viminale? La Roma, molto elegantemente, ieri ha preferito glissare. «Andare a sindacare in casa d’altri è sempre un esercizio pericoloso e chiaramente non vogliamo farlo. Non conosco le motivazioni che hanno spinto l’Atalanta a questa decisione, ma ovviamente le rispettiamo », ha spiegato a romanews.eu il responsabile della biglietteria, Carlo Feliziani. «Ci atteniamo - ha spiegato - alle loro decisioni. Nello specifico, è un’iniziativa che potrebbe tranquillamente essere gestita. Si vede quel che succede e ci si regola di conseguenza. Credo però che l’Osservatorio tornerà sulla questione, magari puntualizzando un po’ meglio». L’atteggiamento della Roma è corretto. Non spetta certo a Trigoria bacchettare gli altri club. La nostra società ha fatto quello che doveva fare per i suoi tifosi. Ha ideato il voucher per i non tesserati, riservato un settore alle famiglie, abbassato mediamente i prezzi, inaugurato un fan village esterno al prefiltraggio. Certo, la Roma è perfettamente consapevole del malcontento che serpeggia in Curva. A Trigoria sanno benissimo quali sono le priorità dei ragazzi. Innanzitutto, la modifica dell’articolo 9 della legge Amato. È la norma che impedisce di vendere biglietti (e tessere!) a chi ha subito condanne anche in primo grado per reati connessi a manifestazioni sportive. E poi il ritorno alle trasferte libere, appunto. Ma non sono stanchi solo i ragazzi della Curva. È tutta la gente della Roma, e le persone di buon senso, senza distinzione di età, sesso, estrazione sociale, a chiedere adesso un altro segnale da parte del Viminale. Una svolta storica. Una rivoluzione che ci riporti la normalità. Che ci restituisca la natura. La natura delle cose.
martedì 21 febbraio 2012
Carnet, la Roma sventa il pacco
Ladri d’amore. Rubacchiano alle spalle della società, fregano i tifosi giocando sulla loro passione. Sono furbastri della peggiore specie. Quando la Roma li sorprende, li caccia via a pedate. Gli toglie il servizio di biglietteria. È successo la settimana scorsa. Una ricevitoria Lis Lottomatica, un punto speciale oltretutto, quindi teoricamente più fidato di altri, chiedeva una commissione del 10% su tutti i voucher elettronici - o carnet, mini-abbonamenti, chiamateli come vi pare - che venivano sottoscritti lì. Un raggiro in piena regola. Una procedura illegittima che la Roma ha scoperto e denunciato a Lottomatica. Che adesso, presumibilmente, prenderà pesanti provvedimenti nei confronti del proprio rivenditore. Era una mela marcia. Una su centosessanta. Tutto ha origine da una segnalazione. Quella di Davide. Il tifoso si presenta in una agenzia per comprare un voucher di Curva per le ultime otto partite della Roma all’Olimpico. Prezzo, 105 euro. E invece il rivenditore gliene chiede 115,50. Perché? «Una commissione. Si è giustificato così il titolare dell’agenzia », spiega Davide a Il Romanista. Una commissione che però non esiste. Il costo del carnet già comprende i diritti di prevendita, quella quota che spetta a Lis e alla sua rete di rivenditori. Davide, peraltro, è convinto che non si tratti di un punto Lottomatica. «Mi sembrava un’agenzia. Però ora che ci penso aveva le loro macchinette». Già. Certo che lo è. I carnet potevano essere emessi - il termine è scaduto sabato scorso - esclusivamente dai Roma Store e dai punti speciali Lottomatica. È tutto pulito, chiaro, trasparente. Lo sono le tariffe come le modalità di sottoscrizione. La Roma aveva pubblicato ogni informazione sul proprio sito. E poi sul voucher c’era scritto: 105 euro più zero euro diritti di prevendita. Zero euro, capito? Ma Davide non ci pensa, si fida, è convinto che la provvigione sia un diritto. E quindi consegna alla ricevitoria quei 10,50 euro in più. Soldi non dovuti. «In contanti, oltretutto. Ho pagato 115,50 euro in contanti. E per quei 10,50 euro in più non mi è stato fatto uno scontrino o una ricevuta», aggiunge. Tutto in nero, dunque. E poi? «Lì per lì ho lasciato perdere. Ma poi ho contattato la Roma per capire se quella provvigione era giusta o meno». Non lo era. Una volta informati, a Trigoria iniziano a indagare in maniera approfondita sui movimenti della ricevitoria. La Roma scopre così che di romanisti fregati nella stessa maniera, e cioè con la favoletta della commissione, ce ne sono altri molti altri. Hanno tutti versato all’astuto mercante il 10% per ogni voucher. Ma solo quelli di Curva? Niente affatto. Il furbetto della biglietteria chiedeva il 10% per qualsiasi mini-abbonamento. Concluse le "indagini" a Trigoria non resta che chiudere quindi i rubinetti. Avvertono apposta Lottomatica per la revoca del punto dalla rete Lis. Non solo. Il club ha già contattato tutti quei tifosi vessati. Possono presentarsi in questi giorni per avere indietro il denaro della falsa commissione. Naturalmente, in quella stessa ricevitoria. Davide lo ha già fatto. «Ho detto al titolare dell’agenzia che secondo una mail della Roma avevo diritto al rimborso. Mi ha restituito i 10,50 euro in più e ha provato a dirmi che lui offre dei servizi, perché consente di usare il bancomat. Peccato che io - glielo ripeto - avevo pagato in contanti». La commissione avrebbe avuto un senso per un servizio accessorio. Magari, la consegna a casa del voucher. Ma non è questo il caso. Non lo è per Davide e nemmeno per gli altri romanisti che hanno sborsato quel 10% in più. Spesso si immagina la Roma come un gigante che passa e non vede. Non è così. Anzi, non lo è più. Profuma di moralità questo Gulliver. La regola aurea di Trigoria è la limpidezza. Non possono esserci buchi neri, falle del sistema, blackout dei quali fanno le spese i romanisti. Nessuno li tollera dentro la Roma. Hanno istituito apposta una e-mail dedicata: tifosi@asroma.it. Sfruttatela. Denunciate gli abusi. Aiutiamo il club a sbattere i mercanti fuori dal tempio. Fuori dalla Roma. Fuori dal nostro amore.
domenica 12 febbraio 2012
Se un amico dà le garanzie, a Siena si va anche senza tessera
La conferma dell’orario serale non frenerà, anzi per certi versi incentiverà la trasferta dei tifosi della Roma. Ma soprattutto, sarà il primo viaggio a cui non è necessario avere la tessera del tifoso per acquistare un biglietto del settore ospiti. Se un “tesserato” fa da garante, un amico può entrare in sua compagnia (ma deve acquistare il biglietto entro oggi alle 19) presentando un documento d’identità. La questura di Siena aspetta 500 tifosi romanisti, che si muoveranno quasi tutti in automobile, saranno incanalati verso l’uscita Siena Ovest e ricevuti nell’area di sosta «Ex Campino». C’è un precedente tra i romanisti in trasferta di lunedì. Sempre in Toscana, ma a Firenze, nell’anno dello scudetto: il 2001. In quell’occasione dal settore ospiti venne sollevato uno striscione memorabile: «Semo tutti parrucchieri!». Divertente, anche se la Roma perse poi la partita.
Articolo 9, il Viminale dice sì
Non è ufficiale. Non lo sarà mai, perché qui è una questione di strategie interne, di colloqui fitti, telefonate e carteggi. Ma la notizia, ottima per le curve italiane, è che l’Osservatorio ha detto sì. L’articolo 9 della legge Amato (la n. 41 dell’08.02.2007) sarà rivisto, l’aberrazione giuridica che cela tra le righe sarà cancellata, non è possibile che chi ha sbagliato una volta per avere acceso un fumone - che poi che razza di sbaglio sia, non si sa - o scavalcato una cancellata possa rischiare di non andare più allo stadio. Per sempre. Antefatto. Cos’è l’articolo 9 e perché le tifoserie non lo tollerano? Questo obbrobrio normativo, che fu partorito sotto forma di decreto legge dall’ex ministro dell’Interno Amato per dare un segnale al Paese dopo l’omicidio Raciti, vieta a chi abbia già scontato un provvedimento interdittivo agli stadi o abbia ricevuto una condanna, anche solo di primo grado, per reati “da stadio” di poter acquistare tagliandi di ingresso per qualsiasi manifestazione sportiva. Sia i biglietti, sia la tessera del tifoso. Un cortocircuito del nostro ordinamento penale, che prevede il reintegro del reo nella società civile una volta espiata la pena. Qua no. Qua, se uno commette un errore, magari da ragazzo, è fuori. Vita natural durante. Al Viminale si resero quasi subito conto della palese incostituzionalità dell’articolo e intervennero tempestivamente con una circolare ministeriale in cui si limitava a 5 anni il periodo massimo di interdizione. Tutto ok? Manco per niente. Già, perché allo stato attuale un diffidato rischia di farsi 5 anni lontano dagli stadi per il daspo di un questore, poi altri 8 per mano del giudice e infine i 5 dell’articolo 9 reinterpretato dal Ministero. Fanno in totale 18 anni. Il paradosso è che un condannato per violenza sessuale potrebbe tornare a sedersi all’Olimpico prima di un diffidato condannato per avere acceso una torcia. Secondo quanto risulta a “Il Romanista”, questo Osservatorio sulle manifestazioni sportive così new age, che vuole aprire realmente alle curve, che dice sì al dialogo, che crede in un mondo migliore senza però volerlo imporre dall’alto, ha avviato quella attività di moral suasion interna al Viminale indispensabile per giungere all’obiettivo finale: rivedere l’articolo 9. C’è un solo ostacolo, non indifferente purtroppo. L’articolo 9 è una norma primaria. Una norma di legge. Come tale, può essere modificata solo da una norma posteriore. Dunque, solo il Parlamento può cambiarla. C’è chi suggerisce la strada del decreto omnibus. In pratica, la modifica dell’articolo 9 dovrebbe essere contenuta all’interno di un provvedimento che non riguarda principalmente gli stadi. Sarebbe un escamotage, e nemmeno troppo elegante. Ma riesce difficile immaginare che in un momento così complicato per il Paese Camera e Senato si mettano a legiferare apposta su un singolo articolo. Il dossier è comunque già nelle mani del ministro Anna Maria Cancellieri. L’Osservatorio le chiederà un intervento diretto. Il prima possibile.
venerdì 10 febbraio 2012
In trasferta, ma con il garante
Trasferte libere!, chiedevano le curve italiane. Non ci siamo ancora, ma la strada imboccata è quella giusta. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha compiuto un primo passo. Con una decisione che assomiglia a un inno al dialogo e a una Caporetto della linea oltranzista, quella vietaiola a go-go del falco Maroni, il Viminale ha concesso ai tesserati di poter comprare un biglietto anche per chi tesserato non lo è. Il provvedimento è contenuto nella determinazione 06/2012, anche se il titolo sulla home page dell’Osservatorio un po’ tende a ingannare: «Semplificato l’acquisto dei biglietti per le partite di calcio». Semplificato? Di più, di più. O meglio, è semplificato per i genitori che vogliono comprarlo per i figli. D’ora in poi, sotto ai 14 anni basterà che il papà o la mamma esibisca il codice fiscale o la tessera sanitaria del baby. Sopra ai 14, invece, servirà sempre un documento di identità. A dare l’impulso definitivo al cambio di rotta è stato il neo ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, dopo aver letto su “Il Romanista” la lettera in cui un abbonato in Monte Mario - un tesserato, sottolineiamo - non aveva potuto comprare un biglietto di Roma-Bologna per il figlio di 5 anni perché il Roma Store pretendeva la carta di identità del piccolo. In futuro non sarà più così. Ma se questo è un grande passo sulla strada della normalizzazione dei rapporti tra Stato e curve italiane, quello che segue è qualcosa di ancora più importante. Al punto 1 dell’allegato tecnico della determinazione si legge: «I possessori di fidelity card, rilasciata in maniera conforme agli specifici programmi varati dall’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, possono acquistare per le trasferte un tagliando dello stadio, ove sia attivo ed efficiente il collegamento con “Questura on line” – anche per il settore ospiti – per un proprio conoscente, previa presentazione della fidelity card (che può sostituire il documento d’identità del possessore) e di fotocopia del documento di identità del titolare dell’altro tagliando». Per fidelity card si intende la tessera del tifoso, l’As Roma Club Privilege. Il tesserato fa quindi da garante. La terza e ultima novità riguarda esclusivamente i tesserati. Potranno acquistare fino a quattro biglietti delle partite casalinghe mostrando la semplice fotocopia dei documenti di identità. È una comodità notevolissima. Ma per quale motivo l’Osservatorio ha voltato pagina? Le parole d’ordine sono due: inclusione e alibi. Inclusione, e non più esclusione. Inclusione dei tifosi nel sistema. Rewind. Sotto Maroni l’obiettivo è uno solo: svuotare i settori ospiti per riuscire a mandare un giorno allo stadio solo i tesserati, i buoni per definizione. Detronizzato Maroni, l’Osservatorio ha le mani libere per realizzare quello che da tempo avrebbe voluto fare ma che prima non poteva. Anche perché nel frattempo si verificano le condizioni ideali: la promozione a presidente dell’Osservatorio di Roberto Sgalla, finalmente una mente dinamica a capo di un organo affidato in passato a prefetti anzianotti spediti lì a contare quanti giorni mancavano alla pensione, l’irresistibile ascesa a suo vice di una mente illuminata come Roberto Massucci e l’avvento al Viminale della Cancellieri, un ministro che viene dal basso, dalla prefetture di frontiera, che sa come si gestisce un territorio, un tecnico che non vende propaganda come i suoi politici predecessori. L’obiettivo non è più azzerare le curve. Ma dialogare. Includere, non escludere. E poi c’è l’alibi. Anzi, gli alibi. Quelli che vanno tolti alle società di calcio, che accusano la tessera di avere svuotato gli stadi. Per carità, al Viminale sono consci che una campagna di comunicazione seria sulla tessera del tifoso non è stata fatta. Ma siamo proprio sicuri che se gli stadi sono vuoti è solo colpa della tessera? Certo che no. Prendete Lazio- Milan. All’Olimpico c’erano 30mila spettatori. D’accordo, faceva freddo e si giocava in mezzo alla settimana. Ma 30mila spettatori è una miseria. La tessera qui non c’entra, la colpa è della Lazio, che per i propri tifosi non sta facendo nulla tranne lo stretto indispensabile. Carnet, fan village, a Formello non sanno nemmeno cosa siano. Il problema è che la Roma è un’eccezione. Una splendida eccezione. «Le altre società se ne fregano delle curve», commentavano ieri al Viminale. Dimostrando una miopia olimpionica, i club si accontentano di restare attaccati alla mammella dei diritti tv. E amen se i ricavi da biglietteria sono in flessione. All’Osservatorio la pensano in maniera diametralmente opposta. Con il voucher elettronico e la semi-riapertura dei settori ospiti hanno rispedito la palla alle società. Ora che il futuro delle tifoserie è nelle loro mani, non potranno più accampare scuse.
mercoledì 8 febbraio 2012
"Biglietti sempre più facili" Qualcosa si muove.
Addio alla tessera del tifoso, osteggiata da molti tifosi e subita da altrettanti. Dovrebbe cambiare anche nome ma, quel che conta di più, soprattutto, gli obiettivi. Non sarà più una tessera di polizia, o una tessera-business, come è stata vissuta sinora, e sarà slegata dagli abbonamenti. L'Osservatorio del Viminale, con il nuovo responsabile Roberto Sgalla e il suo vice, Roberto Massucci, sta lavorando al nuovo corso. Come abbiamo avuto modo di sottolineare, questo è il momento giusto per tentare una svolta: non c'è più il ministro Roberto Maroni ma c'è un governo tecnico, e a capo del Ministero degli Interni c'è Anna Maria Cancellieri. "E' giusto che la tessera del tifoso sia sempre più una card. Il problema è di contenuto, deve avere sempre più servizi per il tifoso. Alle società, in questo scorcio di campionato, in attesa del nuovo protocollo, abbiamo dato la possibilità di un carnet che abbia le stesse caratteristiche della tessera, ma che aiuti a portare gente allo stadio. Ci stiamo poi accingendo a fare un percorso di semplificazione". Questo ha detto Roberto Sgalla a 'La Politica nel Pallone su Gr Parlamento'. Sgalla è entrato anche nel dettaglio: "Vogliamo semplificare l'acquisto dei biglietti e la consegna delle tessere del tifoso, non è possibile far passare mesi per averla, perché i processi di semplificazione possono aiutare a fidelizzare il tifoso. Noi in tasca abbiamo decine di tessere che ci danno benefici, scontistica, ci fidelizzano e tessere di questo tipo possono servire, ma non possono essere messi in discussione i principi che hanno determinato ottimi risultati in termini di sicurezza. Sono pochi oggi i fenomeni negli stadi che vanno contrastati. L'impalcatura della tessera del tifoso e dei biglietti nominativi è felice, ma il mondo del calcio si deve evolvere per far percepire al tifoso che è una evoluzione a suo favore. Siamo tutti impegnati per politiche inclusive a condizione che tutti si assumano le proprie responsabilità. La tessera non è una schedatura o qualcosa al servizio della polizia". Rispetto al passato, alla chiusura di Maroni, è un passo avanti, piccolo e o grande lo scopriremo verso fine stagione: ora tocca anche ai club farsi protagonisti, e venire (finalmente) incontro ai loro tifosi, senza penalizzarli come successo in non pochi casi. Ci sono ancora molti problemi che vanno risolti (ma almeno adesso c'è la volontà di tentare di farlo). Intanto va cancellato l'articolo 9 (e su questo l'Osservatorio è d'accordo): assurdo che chi ha scontato la pena, magari per aver acceso cinque anni fa un fumogeno, non possa fare l'abbonamento o andare in trasferta. Basta un provvedimento parlamentare per modificare questo articolo: perché i partiti non si danno da fare? Poi, bisogna agevolare l'acquisto dei biglietti (sono successi anche ultimamente casi paradossali) e bisogna venire incontro a chi va in trasferta (ridicolo quello che è successo ad esempio con Viareggio-Taranto).
venerdì 3 febbraio 2012
Nasce il mini abbonamento per la partite della AS Roma
Nasce ufficialmente il Carnet di biglietti della AS Roma! Sarà possibile sottoscrivere un mini abbonamento per le restanti partite in casa della AS Roma. Ecco il comunicato ufficiale da parte della società: “AS Roma, a seguito della Determinazione dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive n° 5/2012 del 1° febbraio 2012, rende noto che a partire da lunedì 6 febbraio e fino a venerdì 17 febbraio 2012, esclusivamente presso i punti vendita asromastore (www.asroma.it) ed i punti speciali Lis Lottomatica (www.listicket.it), presentando un valido documento d’identità, una fotocopia leggibile dello stesso, il modulo di sottoscrizione debitamente compilato ed una fototessera, potrà essere acquistata, sempre che risultino assenti motivi ostativi al rilascio del titolo stesso, la nuova Card “AS ROMA CLUB HOME”. Tale Card contiene un Voucher Elettronico sul quale sono caricati i titoli d’accesso delle ultime 8 gare del girone di ritorno del Campionato Serie A Tim 2011/2012.”
Il Voucher Elettronico pertanto, comprenderà le seguenti gare:
1) Roma-Parma (5a gara girone ritorno);
2) Roma-Lazio (7a g. g. r.);
3) Roma-Genoa (9a g. g. r.);
4) Roma-Novara (11a g. g. r.);
5) Roma-Udinese (13a g.g.r.);
6) Roma-Fiorentina (14a g. g. r.);
7) Roma-Napoli (16a g. g. r.);
8) Roma-Catania (18a g. g. r.).
Osservatorio: nuove card al «servizio» dei tifosi
«Il sogno dell'Osservatorio è che, pure rispettando i criteri di sicurezza, sparisca la tessera del tifoso e che questa diventi un card al servizio dei tifosi per riempire sempre di più gli stadi»: non ci sono dichiarazioni ufficiali, ma è questo il clima che si respira all'Osservatorio del Viminale con la nuova accoppiata ministro Cancellieri-presidente Sgalla. Una volontà che vede la sua continuità nel segretario Massucci, da sempre impegnato nel rapporto con in club. La tessera è sempre stata un'operazione di fidelizzazione, ma è stata vissuta da tifosi e club come una schedatura. Doveva servire solo per le trasferte e per accedere ai settori ospiti, alla fine è stata legata agli abbonamenti e snaturata. La decisione di mercoledì di aprire alle card elettroniche per mini-abbonamenti, è la strada che si vuole praticare dalla prossima stagione. Per questo l'8 febbraio un apposito gruppo di lavoro presenterà le nuove proposte che puntano soprattutto a semplificare l'emissione dei biglietti soprattutto per i minorenni accompagnati dai genitori.
domenica 29 gennaio 2012
Cancellieri apre lo Stadio ai bambini
Una vittoria clamorosa. Non tanto per "Il Romanista", quanto per le milioni di famiglie italiane che vanno allo stadio. L’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive ha raccolto la denuncia del nostro giornale, che ha sollevato il caso del papà che si è visto negare da un Roma Store un biglietto di Roma Bologna per il figlioletto di 5 anni. L’Osservatorio ha agito su diretto input del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri, che su un tema così delicato com’è quello del rapporto tra Viminale e tifoserie dimostra così una sensibilità decisamente superiore rispetto al suo predecessore Roberto Maroni, il pasionario della guerra di trincea alle curve italiane, uno che preferiva i diktat al confronto. Dietro espressa richiesta dell’Osservatorio, il baby tifoso è stato invitato dalla Roma in tribuna d’onore per la partita con il Parma. La prima utile dopo quella con il Bologna, in un orario - le 15 - adatto a un bambino in così tenera età. «In relazione all’articolo di stampa apparso oggi (ieri, ndr), sul giornale “Il Romanista”, relativo ad un biglietto, per la partita “Roma-Bologna”, negato ad un genitore per il proprio figlio di cinque anni - si legge nel comunicato stampa - l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive esprime il proprio rammarico per l’accaduto evidentemente determinato da un’interpretazione eccessivamente rigida della normativa di settore. Nell’auspicare che l’AS Roma, da sempre estremamente sensibile alle politiche di inclusione delle famiglie, possa risolvere il problema per il cittadino che si è rivolto al giornale, nei prossimi giorni l’Osservatorio fornirà ulteriori chiarimenti e direttive sulla vendita dei tagliandi ai minori». In fondo, oh, è il papà! Niente da fare, il Roma Store gli nega il biglietto. L’uomo dietro al bancone si appella alle norme. Norme che esistono, per carità, ma che sono assolutamente anacronistiche. Lo sono a tal punto che la regola è un’altra. La regola è uno strappo alla regola.Buona parte dei Roma Store e delle ricevitorie Lottomatica, infatti, si accontentano della tessera sanitaria o del codice fiscale del bambino. Fanno bene, agiscono con coscienziosità. Il paradosso, però, è che per rispettare il buonsenso violano la legge. La Roma lo sa, ma deve chiudere gli occhi perché il problema, qui, sta a monte. È la legge stessa a fare acqua. L’articolo 3 del decreto ministeriale 6 giugno 2005, una delle misure anti-violenza della 210/95, la famosa legge Pisanu, prevede che «i titoli di accesso debbano recare le generalità dell’utilizzatore». Non si fa cenno all’età del titolare del biglietto. Non esistono deroghe per i minori, anche se quelli sotto ai 14 anni non sono penalmente punibili. È un controsenso. Un vulnus evidente del meccanismo. “Il Romanista” ha raccolto la denuncia di Stefano. Perché va ben oltre il caso concreto, mette a nudo una falla del sistema. Una falla lamentata più volte dalla Roma. Una falla che l’Osservatorio proverà ora a tappare. Il 23 febbraio convocherà tutte le società di ticketing per ribadire quali sono le linee guida per il rilascio dei titoli di accesso agli stadi. Linee che al Viminale sostengono essere già ampiamente chiare. Forse, non è però così. Altrimenti non si spiegherebbe la disparità di trattamento tra i punti vendita, come dimostra il caso dell’Infernetto. Ma perché l’Osservatorio si è mosso così tempestivamente? Qualcosa è cambiato. Il Ministro, innanzitutto. E poi la strategia. Dall’esclusione si è passati all’inclusione, dal divieto categorico assoluto al dialogo. Un esempio, quello più vicino ai tifosi della Roma, è l’apprezzamento del Viminale per “Cuore Sole”, il fan village della Roma, che sarà inaugurato oggi alle 12 a via Canevaro nel parco del Foro Italico da DiBenedetto in persona. È aperto a tutti, ma è pensato per le famiglie. Per tutte le famiglie, anche quelle che non hanno comprato un biglietto di Roma-Bologna: l’ingresso, gratuito, è infatti prima del prefiltraggio.
sabato 28 gennaio 2012
Carnet, manca solo l’ultimo sì del Ministro Cancellier
Manca solo l’imprimatur del ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri. E’ l’ultimo atto, l’ultima firma, l’ultimo sì. Il via libera. Poi sarà realtà l’idea della Roma, un’idea fatta propria dalla Lega di A (nonostante le resistenze in primis di Milan e Inter), di concedere anche ai non tesserati di comprare un carnet di biglietti a prezzo scontato. Una settimana. Forse meno, forse più. Un giorno o l’altro cambia poco, adesso. La notizia è che tutti i passaggi sono stati completati. Ma davvero tutti.
lunedì 23 gennaio 2012
Addio tessera del tifoso. Ecco quello che succederà
Addio tessera del tifoso. Finalmente una buona notizia: al Viminale stanno pensando a novità importanti per la prossima stagione e dopo aver incontrato i club di B, presto incontreranno anche quelli di A. Non ci sarà più la tessera del tifoso (ora sono oltre 800.000) come è adesso, che per molti, e non a torto, era diventata la tessera del Viminale, e qualche club l'aveva fatta diventare anche la tessera-business (ma una sentenza del Consiglio di Stato ha dato loro torto). Non si chiamerà più tessera del tifoso, e non sarà più abbinata agli abbonamenti, cosa che aveva suscitato non poche proteste. Si sta studiando qualcosa per regolamentare le trasferte (dove ormai vanno in pochi) e soprattutto si vuole fare in modo che ci siano maggiore trasparenza e minori disagi per i tifosi (perbene), a volte costretti ad autentiche peripezie per andare allo stadio. E' soddisfatto, almeno in parte, l'avvocato romano Lorenzo Contucci, difensore (anche) di molti tifosi: "Ma adesso bisogna abolire anche l'articolo 9 della legge Amato. E' assurdo che impedisca ad un tifoso di avere la tessera se ha avuto delle condanne da stadio, anche nel lontano passato. Lo stesso Osservatorio del Viminale ha detto che va abolito. Sarebbe un ulteriore successo, dopo quello sulla privacy e quello del business...". E' assurdo che in curva si possano trovare pluripregiudicati per rapina (ci sono, come no) e non abbia diritti ad avere il biglietto, o la tessera, chi magari ha acceso un fumogeno cinque anni fa. Il ministro Annamaria Cancellieri si è insediata da poco ma ha preso a cuore il problema. Tra l'altro, è una tifosa di calcio. Per essere più precisi, è tifosa della Roma e suo figlio, come dirigente UniCredit, ha avuto un ruolo importante nel passaggio del club dai Sensi agli americani. Nuovo ministro e nuovo anche nuovo responsabile dell'Osservatorio. E' Roberto Sgalla, che già conosce bene il mondo del calcio: "Il tifoso deve percepire lo stadio come un luogo sicuro, dove si va con gli amici per godersi la partita e non si rischia nulla. Noi stiamo lavorando per arrivare a questo". Presto verranno rivelati i dati del girone d'andata: sono tutti estremamente positivi. Meno incidenti, meno feriti, meno arresti e denunce. Risparmio di uomini, mezzi e lacrimogeni. Un passo avanti notevole, anche se ancora molto deve essere fatto. Dal 2007-'08 anche in Italia ci sono gli steward: ne vengono impiegati circa 190.000 in una stagione. Il decreto dell'ex ministro Maroni del 28 luglio 2011 dà maggiori poteri agli steward: potranno anche perquisire gli spettatori con la tecnica del pat-down, già in uso negli areoporti. Ma queste norme non sono ancora in vigore, il Viminale sta mettendo a punto in questi giorni il regolamento. L'obiettivo, come all'estero, è arrivare a stadi dove non si vedono più poliziotti, dove non ci sono barriere. Dove si assiste alla partita in piena sicurezza. Ma non facciamo, per favore, i soliti paragoni (impossibili) col sistema inglese. La verità è che in Inghilterra non ci sono più incidenti negli stadi ma fuori sì, anche se molto sovente vengono nascosti all'opinione pubblica. La verità è che in Inghilterra è stato messo a punto, dopo l'Heysel, un sistema repressivo durissimo e, alzando i prezzi dei biglietti, i tifosi meno abbienti sono stati tenuti lontani dagli stadi (che peraltro sono pieni). In Inghilterra gli impianti sono di proprietà dei club che possono anche stabilire di escludere a vita (sì, avete letto bene: a vita...) chi supera una mini-barriera e invade il campo magari solo per esultare, non per picchiare l'arbitro. In Italia sarebbe possibile? No, per fortuna. Guardiamo in casa nostra, senza ispirarci a un modo di vivere, una mentalità e una legislazione che non ci appartengono. Gli stadi italiani devono essere proprietà dei club ma la legge giace da un paio d'anni alla settima commissione cultura e sport della Camera. Una vergogna per i nostri politici: eppure si ricordano di mandare l'auto blu a ritirare i biglietti (gratuiti, ovviamente) per la tribuna vip... La Juventus ha uno stadio di proprietà, e lì i tifosi si sentono a casa: nessuno d'altronde si sogna di distruggere i bagni a casa propria. Questa è la strada. Bisogna riportare anche il folclore, l'allegria negli stadi: dove sono finite le bandiere? Gli striscioni allegri, goliardici? Il calcio è anche sfottò. Se davvero è finita l'emergenza, allora riapriamo le porte anche al tifo, ricordandoci che ultrà non vuole dire teppista, ma solo un modo di ragionare e amare la propria squadra. Fra gli ultrà ci sono delinquenti come ci sono fra i giornalisti e i poliziotti (di recente alcuni sono stati rinviati a giudizio perché hanno pestato un tifoso..), ma i delinquenti, di qualsiasi genere siano, vanno messi in condizione di non nuocere. La caccia all'ultrà, la repressione, deve finire.
venerdì 13 gennaio 2012
Carnet, che assist dal Viminale
Avanti tutta con la tessera del tifoso. Ma a condizione che serva veramente per il tifoso, che non sia quindi «soltanto strumento di attuazione di politiche commerciali» e aprendo alla possibilità che la tessera sia «ulteriormente implementata dai club». L’Osservatorio sulle manifestazioni sportive cambia guida, si affida all’ex capo delle Relazioni esterne del Viminale, e poi ex capo della Stradale, Roberto Sgalla e vara la nuova linea. Tecnicamente, è a tutti gli effetti un assist alla Roma per l’ormai famosissimo carnet di biglietti. Ricordate? È quel pacchetto di gare a prezzo scontato vendibile anche ai non tesserati che a Trigoria tentano di lanciare dalla scorsa estate e che potrebbe vedere la luce in vista del girone di ritorno. Dunque, tra due settimane. «La tessera del tifoso - si legge nella nota dell’Osservatorio - rimane il cardine della sicurezza nelle manifestazioni sportive» e «dovrà essere ulteriormente implementata dai club, nella direzione di un vero e proprio servizio per il tifoso e, non soltanto, come peraltro accaduto solo in pochi casi, come strumento di attuazione di politiche commerciali». Il richiamo del Viminale è alla sentenza con cui il Consiglio di Stato ha bocciato la pratica di qualche società - tra queste non c’era la Roma - di obbligare il tifoso a sottoscrivere, assieme alla tessera del tifoso, anche un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata. L’Osservatorio è favorevole a «un rinnovato impulso a meccanismi di facilitazione per i tifosi che possano favorire una loro maggiore presenza allo stadio». Traduciamo dal burocratese. Il Viminale dice: anche se adesso non c’è più Maroni (che peraltro non è stato l’architetto della tessera, pure se è sempre passato questo messaggio), il progetto prosegue. Resta ambiguo il passaggio sui «meccanismi di facilitazione» che riportino la gente allo stadio. Questi meccanismi possono benissimo essere interpretati come il via libera per il carnet ideato dalla Roma ormai sei mesi fa. Perché a questo puntava l’iniziativa della nostra società: permettiamo anche ai non tesserati di comprare un pacchetto di incontri a tariffa ridotta, così evitiamo dissidi con i tesserati, evitiamo di dover distinguere tra romanisti di Serie A e romanisti di Serie B e incrementiamo l’incasso al botteghino. L’Osservatorio ha rispedito l’idea a "Big Trig". Sia causa pressioni interne, leggi Maroni, sia esterne, leggi una parte delle società di A, che temeva un depauperamento della tessera e quindi meno affari per i loro partner bancari. La Roma non si è arresa. Ha ripresentato il carnet ai club di A, ha ottenuto che la Lega desse il via libera all’Osservatorio e poi la promessa che entro fine gennaio sarebbe arrivato il tanto sospirato sì del Viminale. La nota di ieri dell’Osservatorio va proprio in questa direzione. Ora non resta che passare dalle parole - pardòn, dalle note - ai fatti.
lunedì 2 gennaio 2012
Riecco l’Olimpico, tutti allo stadio
La sosta è quasi finita, tra poco si torna a giocare. Domenica alle 15 la Roma scenderà di nuovo in campo all’Olimpico per sfidare il Chievo nella 17esima giornata di campionato. E dopo 27 giorni di astinenza – l’ultima partita casalinga è stata il 12 dicembre contro la Juventus - i tifosi potranno di nuovo salire quelle gradinate per cantare e sostenere i propri colori. Già dalle 12 di oggi, per chi è in possesso della Tessera del Tifoso, sarà possibile acquistare i biglietti per godersi dal vivo la prima gara della Roma di questo 2012 contro il Chievo. La vendita libera, invece, partirà domani, sempre alle 12. I prezzi dei biglietti interi vanno dai 13 euro per le Curve ai 200 per la Tribuna d’Onore. Per la Tribuna Tevere Laterale si dovranno sborsare 37 euro, mentre per la Centrale si arriva a 54 euro. Per un posto in Monte Mario serviranno 68 euro, si sale invece a 84 per la Tribuna Monte Mario Top. Il settore Distinti Nord, lato Tevere, continua a essere destinato alle famiglie. Under 14, donne e over 65 pagheranno 7 euro, che salgono a 15 per l’adulto accompagnatore. Non solo campionato: dalle 15 di oggi sarà possibile, infatti, acquistare anche i biglietti per la sfida di Coppa Italia tra Roma e Fiorentina, in programma all’Olimpico l’11 gennaio alle 20.45. Ma solo per chi è in possesso della Privilege Card. La vendita libera partirà invece il 6 gennaio alle 12. I prezzi per assistere agli ottavi di finale della Tim Cup sono leggermente più bassi. Si parte con i 10 euro delle Curve. E poi, in ordine crescente, Tevere Laterale 26 euro, Tevere Centrale 32, Monte Mario 48 e Monte Mario Top 63. Per la Tribuna d’Onore, invece, si arriva a 172 euro. Ma chi è ancora in possesso del biglietto per la sfida di Europa League del 25 agosto scorso contro lo Slovan Bratislava avrà diritto ad un super sconto. Già dalle 15 di oggi, consegnando all’operatore il biglietto in originale ed un valido documento d’identità, sarà possibile acquistare un tagliando valido per lo stesso posto ad un prezzo scontatissimo: si parte da 1 euro per le Curve, poi 2 per i Distinti, 7 per la Tevere, 10 per la Monte Mario (12 per la Top) e 50 per la Tribuna d’Onore. I punti vendita sono sempre gli stessi: le ricevitorie Lottomatica e i Roma Store. In più, sarà possibile acquistare il biglietto direttamente all’Olimpico, grazie alla riapertura dei botteghini nei pressi dell’ormai ex Ostello della Gioventù, in via delle Olimpiadi 61.
giovedì 15 dicembre 2011
Tessera del tifoso, la palla torna al Tar
«La tessera del tifoso nelle forme in cui è ora previsto il rilascio è illegittima in quanto può rappresentare una pratica commerciale scorretta». Lo ha stabilito ieri il Consiglio di Stato accogliendo l’appello presentato dal Codacons e da Federsupporter contro una decisione del Tar del Lazio che nelle scorse settimane aveva respinto il ricorso “contro” la tessera presentato dalle due associazioni. Ma è bene chiarire subito: l’istituto della tessera non è in discussione e anzi per l’Osservatorio «resta legittimo e continuerà a essere necessaria per andare in trasferta». Quello che invece non è stato ritenuto «a norma» da parte del Consiglio di Stato è l’abbinamento con la carta di credito ricaricabile proposta dalle società. E infatti Codacons e Federsupporter contestavano il fatto che per ottenere la tessera - e di conseguenza gli abbonamenti e i biglietti - i tifosi fossero costretti ad acquisire una card condizionando le scelte economiche dei tifosi-consumatori. Soddisfatto dunque il Codacons, visto che il Consiglio di Stato «accogliendo l’appello ha sostenuto apertamente la tesi che l’abbinamento tra il rilascio della tessera del tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata condiziona la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del codice del consumo». Impegnato al tavolo della pace al Coni, il presidente della Federcalcio Giancarlo Abete ha detto: «Dobbiamo approfondire i contenuti e capire se l’illegittimità è collegata ad aspetti specifici perché la tessera del tifoso come uso primario serve per garantire sicurezza e tutelare la fruibilità dello stadio». Laconico invece il numero uno del Coni Petrucci che ha detto solo: «Prendo atto della decisione del Consiglio di Stato». Mentre ugualmente stringatissima è stata Anna Maria Cancellieri, nuovo ministro dell’Interno: «Adesso leggeremo la decisione del Consiglio di Stato e poi daremo le nostre risposte, vedremo presto cosa fare». I giudici dellla VI Sezione (presidente Giancarlo Coraggio, relatore Giulio Castriota Scandnberg) ordinano dunque al Tar di fissare una nuova udienza per discutere nel merito il ricorso di Codacons e Federsupporter valutando la sussistenza delle illeggitimità denunciate dai due enti. Ma Maroni non ci sta e rilancia: «La legittimità della tessera non è in discussione, mi auguro che il governo confermi uno strumento che al di là degli interessi commerciali gestiti direttamente dalle società si è rivelato efficace per arginare la violenza negli stadi».
giovedì 8 dicembre 2011
Apre il botteghino all'Oimpico!!
Non siete uno dei 25 mila che hanno già comprato il biglietto di Roma-Juve (dopo la Sud e i Distinti, anche la Nord è esaurita)? Siete indecisi, ci volete pensare fino all’ultimo? Non c’è problema. Reggetevi forte: la società sta per riaprire il botteghino all’Olimpico! «Posso dire con una certa sicurezza che da Roma-Juventus riusciremo ad aprire il famoso botteghino allo stadio Olimpico», ha annunciato ieri a Teleradiostereo il responsabile della biglietteria giallorossa, Carlo Feliziani. «Inaugureremo questa biglietteria, gestita dal Coni, con la Juventus. In tutte le partite che la Roma giocherà in casa ci sarà questa possibilità», ha continuato il numero uno del ticketing giallorosso. Si parla di sei o otto postazioni all’ex Ostello della Gioventù. Domani la Roma terrà l’ultimo briefing anche per decidere il numero preciso. È una notiziona. Non vale certo il rinnovo di De Rossi, ma immaginate quando la Roma giocherà di domenica. Non sarà più necessario andare a cercare un Roma Store o una ricevitoria Lottomatica aperta, basterà andare direttamente all’Olimpico. Sarà una comodità in più per i tifosi della Roma, ma lo sarà ancora di più per i turisti. L’apertura dei punti vendita determinerà un aumento delle presenze all’Olimpico. Presenze che per la Juve stanno segnando il primato stagionale. Finora sono stati acquistati 25 mila biglietti, quelli di Nord sono terminati e alla partita mancano ancora quattro giorni. Anzi cinque, contando tutta la giornata di oggi. Per ora, i tagliandi possono essere comprati nei punti Lottomatica, nei Roma Store e alla biglietteria di Axel, la pista di pattinaggio su ghiaccio di piazza Mancini. Esaurite le Curve, restano i ticket di Tevere Laterale, Tevere Centrale e Monte Mario. Più quelli di Distinti Nord Famiglie (13 euro per gli under 14, 22 per l’adultoche non sia donna o over 65, che pagano quanto il baby). La Roma si sta muovendo in tante direzioni. Il carnet di biglietti che possono essere acquistati anche dai non tesserati è sicuramente il tema più caldo. Nel suo intervento a Teleradiostereo, Feliziani ci è tornato sopra: «Non vogliamo aggirare la tessera del tifoso, è un termine sbagliato. Siamo ancora in corsa sul carnet di cui tanto si è parlato. Sarebbe il fiore all’occhiello. A breve - ha annunciato - si potranno avere delle buone soluzioni in questa direzione. Ci sono dei passaggi da rispettare, aspettiamo il via libera. Abbiamo fatto dei passi avanti verso l’Osservatorio sulle manifestazioni sportive, siamo ottimisti sul buon esito di questa iniziativa, che peraltro sta riscontrando consensi anche presso altre società di Serie A. L’ideale sarebbe cercare di realizzare questa iniziativa entro questa stagione». Il via libera potrebbe arrivare entro la fine del girone di andata, dicono le fonti.
lunedì 14 novembre 2011
Da oggi sul web tutti i biglietti
Ingredienti. Una Roma competitiva, a tratti incontenibile a Novara, il rientro di Totti. Una tifoseria matura. Aggiungeteci un pizzico di curve a 13 euro, gli altri settori a prezzi modici, il Distinti Nord per le famiglie, la possibilità di comprare i biglietti dal computer di casa ed ecco spiegato perché a Trigoria si aspettano un pienone per Roma-Lecce. Ma oggi sarà una giornata particolare anche per un altro motivo. Da mezzogiorno sarà infatti possibile acquistare su www.listicket.it i biglietti di tutte le partite della Roma, tranne quelle con Lazio, Napoli e Catania. Partiamo da Roma-Lecce. Dalle 12 potranno mettersi in fila solo i tesserari, i titolari dell’As Roma Club Privilege, la tessera del tifoso della Roma. La prelazione durerà 24 ore, il grosso della prevendita, nei punti Lottomatica, tra cui il botteghino di Axel, la pista di pattinaggio su ghiaccio di piazza Mancini e nei sei Roma Store abilitati (piazza Colonna, via Appia Nuova 130, via Calvino 26-30, via Cesati 76-80, centri commerciali Dima e Parchi della Colombo) è atteso per il giorno dopo. Sempre a mezzogiorno. I prezzi. Curve a 13 euro, Distinti Sud a 20, Tevere Laterale a 37, Tevere Centrale a 54, Monte Mario a 68 e Monte Mario Top a 84. Gli sconti, oltre che per i tesserati, sono previsti come sempre per donne, over 65 e under 14, categorie che andranno a pagare mediamente circa il 50% in meno in tutti i settori. Il Distinti Nord resta destinato alle famiglie. Se avete intenzione di portare all’Olimpico un under 14, il biglietto per voi costa 15 euro (contro i 20 dei Distinti Sud) e addirittura 13 se avete l’As Roma Club Privilege, mentre il baby paga 7 euro (5 con la tessera del tifoso). Se però l’adulto è una donna o un over 65, la tariffa intera crolla: da 15 euro si scende a 7 euro, 5 con la Privilege. Se quindi un nonno non tesserato vuole accompagnare il nipote (con meno di 14 anni) anche lui non tesserato allo stadio, il costo dei due biglietti, acquistabili solo nei Roma Store, non supera i 14 euro. Fico. La condizione indipensabile, però, è che facciano parte dello stesso nucleo familiare. Novità. Le stesse tariffe agevolate saranno applicate a chi è nato il 20 novembre, e cioè il giorno di Roma-Lecce. Si chiama "Birthday Club" è un modo molto romanista per festeggiare il proprio compleanno. Questo tipo di tagliandi speciali - se ne possono comprare fino a 20! - sono in vendita solo nei Roma Store. Quanto alla prevendita di tutte le partite di campionato, dalle 12 si potrà andare su listicket.it e seguire le istruzioni. Non si tratta del carnet vero e proprio, del pacchetto di gare a prezzo quasi da abbonamento. Ma è lo stesso un discreto vantaggio per i tifosi. Comprando oggi, vi assicurerete un posto all’Olimpico per una o più partite senza che il prezzo possa essere ritoccato verso l’alto. Come magari potrebbe accadere qualora la squadra di Luis Enrique cominciasse a volare.
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