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domenica 6 novembre 2011

Sic, questo casino è tutto per te

 Cala il sipario sulla stagione 2011 del motomondiale. Poteva essere una festa per tanti, ma la festa in realtà è stata per Marco Simoncelli. Il pilota di Coriano, morto durante il GP di Malesia, è stato ricordato in una cerimonia senza precedenti, toccante e da pelle d'oca, a testimonianza del fatto che il suo modo di essere schietto e genuino aveva fatto breccia nel cuore di tutti. La Dorna e tutta la Spagna hanno reagito bene alle richieste spontanee della famiglia Simoncelli e del mondo del motomondiale. Sic non era molto amato dagli spagnoli, ma la sua scomparsa è stata una tragedia condivisa da tutti. Ecco dunque come è stato ricordato Marco Simoncelli.

Kevin Schwantz, idolo di Sic, è salito sulla Honda 58 per guidare la carovana nel giro d'onore

Valentino Rossi sfila con una maglia col numero 58 e una bandiera con lo stesso 58 listato a lutto

I piloti si schierano in griglia per la commemorazione

Le moto restano schierate in parata


La moto di Sic è davanti a tutte le altre

Al termine del minuto di casino viene innalzato un telone commemorativo su una torretta

giovedì 3 novembre 2011

L' ultimo Gp nel ricordo di Simoncelli

Non il canonico minuto di silenzio ma un rombo collettivo di tutte le moto del motomondiale. "Domenica prossima, durante il GP di Valencia, vorrei che invece di osservare un minuto di silenzio in onore di Marco, venisse fatto un minuto di casino con tutte le moto della MotoGP, della Moto2 e della 125 accese che rombano insieme". Questo l'appello di Paolo Simoncelli, padre di Marco Simoncelli, morto una settimana fa sul circuito di Sepang: "È arrivata gente da tutta Italia e dall'estero per salutare Marco - racconta Paolo - piangono e sono io a consolare loro. A volte penso che Marco sia stato un angelo. Questo calore mi fa sentire meglio e sta aiutando tanto anche noi. Credo che la chiave di tutto questo affetto sia il suo sorriso". A proposito della possibilità che il circuito di Misano venga dedicato a Marco, il padre commenta: "Sarebbe un regalo immenso; a lui quel circuito piaceva meno di altri, ma sarebbe un omaggio meraviglioso e se lo facessero io sarei disposto a fare un museo di Marco con le sue tute e le sue cose perchè i tifosi possano rendergli omaggio. Marco l'ho portato con me a casa lui è a casa con noi e ogni tanto me lo stringo forte". Ancora una volta, se mai qualcuno ancora non lo avesse capito, un altro segnale della grandezza d'animo di questa famiglia speciale.

domenica 23 ottobre 2011

Addio Sic

Tutto il mondo dello sport piange oggi la scomparsa di Marco Simoncelli, pilota di MotoGp, morto questa mattina sul circuito di Sepang dopo un terribile incidente.


sabato 4 giugno 2011

Simoncelli firma la prima pole

La situazione incerta del meteo a Barcellona ha graziato i piloti della classe regina nella sessione di qualifica, che hanno potuto procedere con la messa a punto delle loro motoGP per la conquista della posizione in griglia, in assetto da asciutto. Marco Simoncelli ha esorcizzato il territorio (in parte) nemico cogliendo la prima pole della carriera in MotoGP. Leggermente sottotono nella prima metà del turno, dove si è mantenuto fra il 4° e 5° miglior tempo, il Sic ha passato al suo penultimo giro Casey Stoner (2°) di soli 16 millesimi. Marco ne aveva ancora e nell'ultimo giro si stava ulteriormente migliorando, quando però ha perso oltre mezzo secondo recuperando una caduta certa con il ginocchio della gamba destra. Un applauso va quindi a Marco, che ha saputo farsi scivolare le polemiche (e i fischi) che l'hanno coinvolto in questi giorni, e al team Honda Gresini che in questo fine settimana ha saputo crescere insieme a lui. Mentre era nel recinto del 'parco chiuso', la folla dagli spalti gridava: "fuera! fuera! fuera!"; Fausto Gresini ha scherzato: "Cosa dicono? Mi sebra di sentire bravo! bravo! Bravo!", mentre Jorge Lorenzo ha commentato: "Che la smettano di fischiargli e di inveire contro di lui, Simoncelli è un gran pilota e prima di tutto è una persona. Ha capito di aver sbagliato ed imparerà dai suoi errori". Bene così. Casey Stoner ha dominato senza sosta per quasi tutti i 60 minuti dedicati alle qualifiche, nonostante qualche problema di squotimento della sua Honda. Quasi. L'australiano (1'42”429) ha dovuto cedere agli attacchi di Simoncelli e partirà quindi dalla seconda posizione.
Va a chiudere la terza fila il pilota di casa Jorge Lorenzo (1'42”728), non perfettamente a suo agio questo fine settimana con la sua Yamaha. Il distacco da Simoncelli è di oltre 3 decimi, non sarà facile per lui mantenere il passo gara indiavolato di Marco e di Casey di fronte al suo pubblico. Ottimo il 4° posto del texano Ben Spies. Il pilota Yamaha Tech3 sembra aver ritrovato il suo smalto di sempre; scivola invece in 5a posizione Andrea Dovizioso con 336 millesimi di ritardo, che però era stato secondo dietro a Stoner durante tutta la prima mezz'ora del turno. Peccato, in una sua partenza dalla prima fila ci avevamo sperato un po' tutti... Ottimo sesto posto di Cal Crutchlow. Il rookie inglese cresce gara dopo gara e dimostra un gran temperamento. Apre la terza fila Valentino Rossi dalla 7a posizione. Il campione Ducati, che ha girato con due motori nuovi punzonati su entrambe le moto (ora la punzonatura del Team Ducati per ciò che riguarda Valentino è a quota 5 motori, su 6, come affermato da Vittoriano Guareschi) ha lavorato per cercare maggiore grip al posteriore. La correzione del tiro da parte del suo staff tecnico non è riuscita a centrare perfettamente l'obiettivo, e Valentino non è riuscito ad abbattere il muro del '43. Poi Nicky Hayden 8° e Bautista 7°, cosa che sta a significare che lo spagnolo si è quasi ripreso del tutto dall'infortunio al femore in Qatar e forse anche che il fattore campo lo sta aiutando con i suoi benefici effetti. Da segnalare a 4 minuti dall'inizio del turno, Karel Abraham ha fatto una scivolata nella quale ha perso il massimo angolo alla penultima curva, forse per gomma fredda, in un punto in cui le MotoGP viaggiano a 150 km/h. Il pilota ceco ha accusato un forte dolore al polso della mano sinistra ma è rientrato a circa 20 minuti dalla fine chiudendo in 15a e ultima posizione.

giovedì 13 gennaio 2011

Ducati: con Rossi è meno rossa!

Se Rossi (per ora) è pallido, la Ducati non è poi così rossa. Quasi che fosse una gara di presentazioni stinte. La nuova Desmosedici Gp11 è una curiosa miscellanea cromatica. A volergli bene ricorda le livree delle 500 Anni Novanta, a essere meno teneri sembra una Ducati Arlecchino Version. Un po' come casco e tuta di Valentino: tutte creazioni di Aldo Drudi, responsabile grafico della Corte dei Miracoli tavulliana. Al di là dell'effetto vintage-daltonico, l'aspetto estetico conferma l'esigenza Ducati di accogliere le istanze del nove volte campione del mondo. Tecniche ed estetiche. Se le due realtà dovranno trovare un punto d'incontro redditizio, è verosimile che sia la Ducati quella più prodiga di concessioni. La livrea ne è ulteriore prova. Rossi ha voluto che certi feticci comparissero anche nella nuova moto, dal giallo fluorescente che spicca (troppo) su cupolino e sellino, fino alla scritta «Forza Vale» in giapponese sopra il pedalino di destra. La Ducati di Nicky Hayden ha codone più breve (l'americano è meno alto), numero bianco e rifiniture nere: è più elegante, ma sembra non interessare a nessuno. Se in Ducati già un anno fa avevano abbandonato il rosso fiammante per quello perlato, adesso ci si è orientati verso un quasi arancione, che è poi il «Rocket Red» della Marlboro stile McLaren di Senna. Un ritorno alle origini che, assieme alla massiccia presenza del bianco, rende la Gp11 un unicum: il segno tangibile di una nuova era, che - a giudicare dalle reazioni in Rete - non sembra esaltare gli appassionati. Ieri Filippo Preziosi, responsabile Ducati Corse, ha ammesso che i malanni del pilota condizioneranno i prossimi test: «In Malesia avremmo bisogno di un Rossi sano, invece dovremo centellinarlo e usarlo chirurgicamente. Cioè farlo girare poco». Preziosi ha però smentito l'ipotesi di una Ducati rossocentrica: «Lo stile Ducati è andare veloci, non essere scorbutici. Moto più semplice non vuol dire più lenta. La Ducati vince estremizzando le scelte, tale filosofia non cambierà. Stoner ha conquistato così 3 delle ultime 6 gare del 2010. Valentino vuole giustamente dei cambiamenti, ma non perderemo la nostra anima». Rossi ha fatto anche ieri due ore di fisioterapia al mattino e due al pomeriggio. Tappe forzate. La spalla non gli ha però impedito di sciare quasi due ore, un po' di nascosto e stupendosi del buon esito. Oggi scierà ancora, con e senza snowboard, a conferma di una condizione difficile ma non drammatica. Le sue indicazioni tecniche sono precise: il motore sarà il Big Bang, più gentile. Quello che gradisce anche Hayden, mentre Stoner aveva un debole per il nervosissimo Screamer. Valentino ha chiesto una minore rigidità della moto. L'australiano gradiva un mezzo roccioso, mentre Preziosi sta realizzando una Desmosedici più elastica: nel telaio, nella base dello sterzo e nella forcella anteriore (grande problema del 2010). A sinistra è presente uno sfogo d'aria in stile branchia di squalo, per dare più aerodinamica e meno consumo. Cambia l'elettronica, in particolare il traction control. «Valencia è stato un test difficile», ha ricordato Preziosi, «ma Valentino è bravissimo a individuare subito cosa va e cosa no. Ci ha fatto capire qual è la strada da seguire». Strada che da Borgo Panigale porta a Tavullia, sperando che il 20 marzo la Ducati Vintage-Daltonica sia prova provata di un connubio azzardato, ma riuscito.

martedì 11 gennaio 2011

Rossi in Ducati "Sono diventato vecchio"

Valentino Rossi per la prima volta in rosso. Tra poco il sogno di ducatisti, tifosi e appassionati delle due ruote sarà realtà sulle nevi di Madonna di Campiglio, dove da tempo la casa di Borgo Panigale e la Ferrari accendono i motori della la loro stagione sportiva. Ci saranno i due piloti della Ducati e soprattutto il Dottore ad inaugurare la sua avventura sulla Rossa. "Meglio tardi che mai, eccomi qua". Sono state queste le prime parole di Rossi da pilota della Ducati appena sbarcato nella perla del Trentino, dove da domani prenderà parte a Wrooom 2011. Ad accogliere il campione italiano alla festa nella località trentina, il pilota della Ferrari Fernando Alonso insieme all'altro centauro della Ducati Nicki Hayden e dall'altro driver della Rossa Felipe Massa. "Mi fa ancora male la spalla e non riesco a stendere completamente il braccio destro. Spero nelle due settimane che mi separano dai primi test di migliorare". Tra flash, telecamere e fan impazziti, Rossi ha stretto la mano per primo ad Alonso per poi farsi fotografare insieme agli altri piloti e con una delle sue battute ha scherzato: "Cosa ci volete fare, sono diventato vecchio!". Il team manager della Ducati Vittoriano Guareschi presenta così Rossi: "Valentino sarà temuto dai suoi avversari come lo è il leone ferito che si aggira nella foresta". Dai primi test ufficiali dell'anno in Malesia si inizierà a fare sul serio: "Saranno tutti molto agguerriti. Lorenzo è fortissimo, ma vedo anche Stone in palla. Con la Honda si è trovato subito piuttosto bene. La mia incognita è Pedrosa, Stoner in casa non gli farà bene". Rossi deve verificare le sue condizioni dopo l'operazione alla spalla del 14 novembre: "Vale sta lavorando parecchio, anche qui a Madonna di Campiglio abbiamo trovato il modo di non fargli perdere nemmeno un minuto di trattamento. Per il momento non alza completamente il braccio, ma c'è ancora tempo per la ripresa completa". "Le moto? Abbiamo tutto il materiale pronto. Sia Vale che Nicky avranno a disposizione due moto identiche, con il nuovo telaio dalle rigidezze riviste che la nuova forcella ibrida della Ohlins (quella con idraulica 2011 e diametro 2010, ndr). Prima però andremo a fare un ulteriore test a Jerez de la Frontera, subito dopo il Wrooom, ma sono poco fiducioso per il tempo che troveremo. Una volta si poteva andare in Andalusia e fare qualcosa in questo periodo, oggi l'inverno c'è anche li... ". I piloti avranno anche quest'anno la libertà di personalizzare le loro Desmosedici a livello grafico: se ne saprà di più mercoledì con la presentazione della nuova moto, la Desmosedici 2011. Venerdì gran finale con la gara in auto sul laghetto ghiacciato dove la sfida tra Rossi e il pilota asturiano della Ferrari è in dubbio proprio per le condizioni del Dottore. Martedì alle 12:45 è in programma la conferenza stampa ufficiale dei due piloti della Ducati che darà il via all'era del pilota pesarese con la casa di Borgo Panigale.

martedì 9 novembre 2010

Ecco Rossi sulla Rossa

A causa della pista bagnata, le prime due ore dei test sono passate con piloti e moto fermi ai box.
Rossi è rimasto a parlare con i tecnici, verificando tutti gli aspetti che deve ancora scoprire di questa sua nuova vita motociclistica. Alle 12, dopo che il collaudatore Franco Battaini ha effettuato qualche giro per capire le condizioni della pista e riferirle a Rossi, è entrato nel motorhome per cambiarsi e indossare una tutta nera con le finiture gialle. Come ormai tutti sanno, pur potendo provare la moto non ci debbono essere segni della presenza Ducati né sulla moto né sulla tuta: queste sono le condizioni imposte dalla Yamaha per consentire a Rossi di provare la moto italiana, pur essendo ancora un “dipendente” della casa del diapason fino al 31 dicembre 2010. E non può nemmeno rilasciare interviste. Comunque alle 12.21 è sceso in pista. Quanto ai rilievi cronometrici “il dottore” ha fatto registrare un tempo già molto buono, 1.35.1, per avere un riferimento diciamo che Pedrosa con la Honda ha il miglior tempo, ha fatto fermare il cronometro sull’1.33.7.

lunedì 1 novembre 2010

Estoril, Valentino lotta ancora "il 2° posto non è impossibile"

Vicecampione del mondo, missione impossibile. O forse no. Valentino Rossi conquista un altro podio e si avvicina a Dani Pedrosa, dolorante e ottavo all’Estoril, «non è impossibile chiudere secondo, non male visto che ho saltato quattro Gp». A lungo primo, Rossi si è dovuto accontentare del secondo posto, dietro un Jorge Lorenzo che - pur non avendo motivi per inseguire il successo - ha chiuso con più di otto secondi di vantaggio. Non vinceva una gara da Ferragosto. Valentino fatica ad ammettere che un avversario così non l’ha mai avuto, soprattutto per forza mentale. Nonostante i gran premi saltati e la spalla dolorante (che opererà a metà novembre), Rossi è a 19 punti da Pedrosa. Con una gara da disputare, domenica prossima a Valencia, il secondo posto finale è possibile. Occorre però una concomitanza di agevolazioni astrali: secondo posto e ritiro di Pedrosa, o vittoria e lo spagnolo non oltre l’11esimo posto. A fine gara, Lorenzo era raggiante. In Portogallo domina da tre anni di fila. Rossi ha proiettato le aspettative alla prossima stagione. «Prima ero arrabbiato per la fine del rapporto con Yamaha, come quando ci rimani male con la fidanzata e ti scambi messaggi cattivi con il telefonino. Ora siamo già amici e pensiamo a prendere un aperitivo assieme: ci salutiamo, parliamo. Ormai è scattato qualcosa per l'altra e a Valencia non mi commuoverò».  L’altra è la Ducati, che Rossi proverà martedì e mercoledì prossimo in Spagna. Stoner è caduto anche ieri: quanto è competitiva questa Ducati? «Difficile dirlo. Casey è così, uno da tutto e niente. In Australia ha tirato come oggi, ci ha dato un anno di distacco e gli è andata bene. In Giappone ha vinto, in Malesia no. Se dipende da lui o dalla moto non lo so, di sicuro dovremo lavorare molto sulla Ducati». Cominciando tra una settimana.

domenica 17 ottobre 2010

Gran Premio dell'Australia - Stoner perfetto, Rossi e Hayden che lotta!

CASEY STONER – Voto 10 Il canguro colpisce ancora. Casey cala il poker a Phillip Island non concedendo nemmeno le briciole agli avversari. La lotta per il secondo posto nel mondiale può riservarci ancora delle sorprese, ma se Stoner si fosse svegliato prima, forse anche la corsa al titolo sarebbe stata più entusiasmante.
JORGE LORENZO – Voto 8 Con il titolo bello che cucito in tasca, Lorenzo porta a termine il compitino senza esitazione alcuna, da bravo schiacciasassi quale si è dimostrato lungo la stagione. Il Mondiale per lui non è ancora finito, c’è ancora tempo per dare spettacolo e per riprendere un certo discorso con Valentino Rossi...
VALENTINO ROSSI – Voto 7.5 E’ tra i pochi a farci divertire in questo Gran Premio. Parte ottavo, arriva terzo al termine di una bella battaglia con Hayden. Quando mancano due gare al termine del Mondiale, Vale è in piena corsa per il ruolo di vice-re della Moto Gp.
NICKY HAYDEN – Voto 7 Insieme al Dottore è uno dei pochi a regalare emozioni vere in una gara a senso unico. I due davanti sono imprendibili, Vale e Nicky si lanciano quindi in una battaglia senza sosta e risolta solo all’ultimo giro.
BEN SPIES – Voto 6.5 Bravo anche se all’ultimo molla la presa su Rossi e Hayden. A podio perso non resta che lottare con Simoncelli per il quinto posto. Bravi tutti e due anche se l’americano alla fine piazza la zampata vincente.
MARCO SIMONCELLI – Voto 6.5 Vola in terza posizione e resiste per un po’ di tempo prima di venire letteralmente investito dalla potenza Rossi-Hayden. Podio irraggiungibile e battaglia persa con Spies ma per l’italiano la gara è ottima.

domenica 10 ottobre 2010

..."ci vuole il 46"!!

"Game over". Jorge Lorenzo è il nuovo campione del mondo della MotoGp. Valentino Rossi ha ceduto lo scettro del più forte del mondo al compagno di squadra, tornando sul gradino più alto del mondo dopo una furiosa rimonta. In mezzo al passato e al futuro della Yamaha c'è spazio per un grandissimo Andrea Dovizioso (Honda Repsol), a due decimi da Rossi. I tre non si sono di certo risparmiati nel caldo torrido di Sepang, girando costantemente sotto il muro dell'2'03''.
Per Valentino si tratta della vittoria 105, la 46esima con la Yamaha. "Quando ho visto che con loro avevo vinto 45 gare ho pensato: ‘ci vuole il 46'. E' stata più dura del previsto. Ringrazio la squadra che ha fatto un'eccezionale lavoro dopo le difficoltà del sabato. E' stata una gara mostruosa. Sono davvero contento". Quindi, forse un po' da Pinocchio, ha voluto puntualizzare: "Tutti penseranno che ho voluto vincere nel giorno di Lorenzo: Io corro per me e non per lui".

domenica 3 ottobre 2010

Giappone; vince Stoner, Rossi terzo

L'australiano Casey Stoner (Ducati, ha vinto la prova della MotoGp del Gp del Giappone, secondo Dovizioso (Honda), terzo Valentino Rossi (Yamaha).Il pilota di Tavullia e' stato protagonista di uno spettacolare duello con lo spagnolo Jorge Lorenzo (Yamaha), suo compagno di team e piazzatosi quarto. Rossi non saliva sul podio dal Gp di San Marino a Misano: 'Faccio i complimenti a Lorenzo per il duello - ha detto Rossi - pero' mi sono detto sul podio ci vado io'.

lunedì 29 giugno 2009

100 per 100 Rossi, la solitudine del n.1

Rossi ce l'ha fatta, è a quota 100. Ieri un'altra gara da manuale e un passo in avanti verso il mito Agostini. Dal 1996, il Dottore ha vinto sempre, con costanza, con caparbietà. Arrivato 13 anni fa nel paddock del mondiale, grazie all'intuizione di Giampiero Sacchi, oggi guida di Aprilia nei GP, che allora lo volle nella sua Scuderia AGV in classe 125, Rossi era un ragazzino vivace, un 'Giamburrasca' con l'accento emiliano, anche se lui viene da Tavullia, che è nelle Marche.
La storia di Rossi, ormai la conoscono tutti, anche di più di quanto non la conosca lui. Vale ad Assen ha indicato le tre più belle gare della sua carriera: Welkom 2004, Laguna Seca 2008 e Barcellona 2009. Poi ha ammesso: "ho detto queste tre perché sono quelle che mi ricordo meglio, ma ce ne sono tante altre". Nemmeno il tempo di finire la frase, che tutti i presenti alla conferenza stampa si sono preoccupati di suggerire una gara particolare, un evento del passato. Il fatto è che Rossi sta facendo la storia dello sport della moto.
Quasi tutte le gare fatte dal Dottore, nel bene e nel male hanno peculiarità che le rendono da antologia. In tanti anni sono veramente pochi gli avversari che Valentino può dire di aver realmente temuto. Da quando è in Motogp, poi, i nemici li ha fatti lui. Nonostante una manifesta superiorità sul campo, Rossi ha sempre indicato, questo o quel pilota come un avversario temibile, assegnando al malcapitato una pressione extra dovuta al titolo di antagonista. In altre parole Rossi è di un altro pianeta da 13 anni. Da quella gara vinta con autorevolezza a Brno in Repubblica Ceca nel 1996. Dopo Assen, poi, chi è finito alle spalle di Rossi ha preso distacchi abbissali. Oltre cinque secondi a Lorenzo, diciotto all'indisposto Storner su Ducati, gli altri sono così lontani da poter pensare che stessero facendo un altro sport a confronto con Rossi.
Ora il Dottore è in cerca di stimoli, lo ha detto chiaramente: "ci sono stati momenti in cui ho pensato di non firmare un contratto con Yamaha per due anni nel 2008". Poi la svolta. Merito anche di quel compagno di squadra, lo spagnolo Jorge Lorenzo, che è bravo, spiritoso ed efficace in pista e fuori, con i media, quasi quanto lo è Vale. Lorenzo ha le carte in regola per far sentire meno solo Rossi, per dargli gli stimoli che negli anni si sono affievoliti e per permettere agli appassionati di godersi il Fenomeno fino all'abbattimento di altri record. Sempre che 'Vale100', come l'hanno ribattezzato oggi i due principali quotidiani sportivi italiani, non salga prima di andare in pensione su una Ferrari lasciando da una parte con l'amaro in bocca gli appassionati delle due ruote, ma dall'altra infiammando i cuori dei tifosi della Rossa. Intanto il Circus della Moto Gp vola negli Stati Uniti per vivere, già nel prossimo week-end, un'altra puntata della sfida a tre del Motomondiale con Valentino Rossi che a Laguna Seca guarderà dall'alto i suoi più diretti rivali, Casey Stoner e Jorge Lorenzo. I due inseguitori sono avvertiti.

giovedì 18 giugno 2009

Per chi se lo è perso...

Valentino Rossi irresistibile...ultimi due giri da brividi del MotoGp di Catalunya!!

www.youtube.com

domenica 3 maggio 2009

Rossi: "La moto andava da dio" Poi festeggia il decennale...in bagno

Valentino ha fatto un pit stop in una toilette chimica dopo aver tagliato il traguardo: "Lo avevo fatto anche nel 1999...". Pedrosa e Stoner soddisfatti del podio. "Verranno circuiti migliori per la Ducati", dice l'australiano.
"Sono contento di tornare alla vittoria. Oggi la moto andava da dio". Valentino Rossi esulta dopo il successo nel Gp di Spagna, terzo appuntamento del Motomondiale. Dopo aver tagliato il traguardo, il pesarese ha parcheggiato la sua Yamaha e ha fatto una 'sosta' in bagno. "Erano 10 anni dal bagno, era l'anniversario...", dice Rossi ricordando l'esultanza di 10 anni fa a Jerez, dopo il successo nella gara della 250. "Non eravamo sicuri e invece nella seconda parte di gara andavo velocissimo", aggiunge il pesarese nell'immediato dopocorsa. "E' stata dura prendere Dani (Pedrosa, ndr), sono contento di tornare alla vittoria ed è sempre bello vincere qui, questo è un gran premio da sogno", conclude Rossi. "E' un risultato fantastico, sono molto contento di essere sul podio". Dani Pedrosa commenta così il secondo posto conquistato con la sua Honda al Gp di Spagna. "Anche in Giappone non mi aspettavo di salire sul podio - aggiunge il pilota iberico -, oggi era impossibile pensare di vincere la gara, Rossi venerdì era andato fortissimo, ieri forse non voleva farsi vedere molto, ma si sapeva che lui era l'uomo della gara". Contento anche Casey Stoner, che ottiene il miglior risultato di sempre in un circuito che ha fama di essere ostico anche per la sua Ducati. "Oggi sono proprio felice - dice l'australiano -. "Temevo di non riuscire ad arrivare sul podio, ad ogni giro perdevo il controllo dell'anteriore. Il terzo posto qui è un ottimo risultato Ci saranno circuiti su cui la Ducati andrà meglio", aggiunge il campione del mondo 2007.

lunedì 27 aprile 2009

Valentino beffato da Lorenzo, il nemico in casa

Sorpassi, colpi di scena, cinque piloti a giocarsi il podio: dopo il caos totale delle prove, la MotoGP, finalmente, regala spettacolo ed emozioni. «Così è bellissimo, perché il livello è molto alto e se tanti protagonisti sono racchiusi in pochi secondi, come è accaduto qui, diventa una festa meravigliosa», gioisce Valentino Rossi. Una piccola consolazione, però, che non ripaga certo Valentino della sconfitta patita da Jorge Lorenzo, l'odiato e temuto compagno di squadra, il 21enne spagnolo un po' sbruffone, ma dotato di grande talento.«Per la Yamaha è un grande successo - prova a far finta di essere contento Rossi -, perché ha conquistato il primo e il secondo posto. Certo, io avrei preferito che fossimo arrivati a posizioni invertite e dispiace sempre quando prendi paga dal compagno di squadra: è lui il tuo primo avversario».Con Casey Stoner inaspettatamente in difficoltà, a causa di un poco chiaro problema ai freni, Rossi è stato bravissimo a prendere il comando della gara al via, ma invece di uccidere il Gp, Valentino ha cominciato a faticare, incapace di accumulare un buon margine da amministrare. E così, per due volte nel corso del nono giro, ha dovuto subire l'attacco in frenata di Lorenzo: il primo andato male, il secondo portato a termine con grande maestria. «Non mi aspettavo di essere così competitivo - sceglie il profilo basso il vincitore, al secondo successo nella classe regina -: battere Rossi ha un significato particolare, perché viene considerato il pilota più forte di tutti i tempi».È stata una gara non del tutto veritiera quella di Motegi, fortemente influenzata dalle condizioni meteo. Il Gp si è disputato con il sole e una temperatura ben più elevata dei giorni precedenti, con i piloti e le squadre costrette ad azzardare scelte e soluzioni mai provate prima. Questo ha riequilibrato i valori in campo, dando vita a un Gp che ha visto protagonisti oltre ai due piloti della Yamaha, anche Daniel Pedrosa e Andrea Dovizioso con la Honda e Stoner con la Ducati, poi quarto al traguardo e molto meno efficace del solito. Ma Rossi non è riuscito ad approfittarne.«Non eravamo a posto - spiega -, non riuscivo a guidare come volevo e a metà gara ho anche commesso un errore, che mi ha fatto perdere il contatto da Lorenzo. Poi da dietro è arrivato Pedrosa: è stata una bella sfida, ci siamo passati un po' di volte, ma volevo a ogni costo il secondo posto. Torno in Europa (domenica prossima si corre in Spagna, ndr) senza neanche una vittoria, ma con 40 punti in classifica, 1 solo in meno di Lorenzo. Sarà un campionato lungo e combattuto: bisognerà essere costanti e bravi a sfruttare le situazioni favorevoli».Come ha fatto benissimo Lorenzo, che nel 2008, al debutto in MotoGp, aveva stupito tutti conquistando nelle prime 3 gare altrettante pole e 3 podi, tra cui una vittoria. Dopo di allora, però, cadute a ripetizione e tanta fatica a tenere il passo del compagno di squadra: un errore che, difficilmente, Jorge ripeterà quest’anno.

giovedì 23 aprile 2009

Stoner: «Non mi fido di Rossi»

L’australiano della Ducati: «In Giappone temo il pesarese. Non so ancora di che cosa sono capaci gli altri piloti».
Una prima gara da assoluto dominatore. Una seconda tutta da interpretare. A Motegi, dove si correrà domenica, Casey Stoner non ha mai vinto. Ma sa che per ottenere il primo successo su questa pista dovrà tenersi alle spalle l’eterno rivale Valentino Rossi. «A questo punto della stagione, Valentino è stato il rivale più difficile e sappiamo già che resterà tale a lungo. Ma bisogna sempre attendersi delle sorprese. Non sappiamo di che cosa sono capaci gli altri piloti».Negli ultimo dieci anni, nelle varie classi sulla pista di proprietà della Honda hanno vinto solo in sei. Tra questi, c’è Loris Capirossi, che ha trionfato per tre volte consecutive dal 2005 al 2007 alla guida della Ducati. «Conosco bene questo circuito - dice il pilota della Suzuki, deluso dopo la prima prova a Losail - che mi porta bei ricordi. Spero di fare bene quest’anno con la Suzuki».

martedì 14 aprile 2009

Rossi: «A Motegi lotteremo alla pari»

«Gli altri sono lontani da Stoner più di quanto lo sia stato io. L'obiettivo per Motegi è quello di diminuire questo gap e dovremmo riuscirci». Valentino Rossi è soddisfatto del secondo posto ottenuto nel lunedì di Losail, anche se Casey Stoner e la Ducati erano imprendibili. Il pilota Yamaha ha chiuso a 7" di distacco, il suo compagno di squadra Jorge Lorenzo a 16". Lo scorso anno il pesarese in Qatar non è andato oltre il quinto posto, e poi a fine stagione ha vinto il titolo. Un risultato che fa ben sperare anche perchè la M1 si è dimostrata comunque molto competitiva su una pista non particolarmente favorevole alla Yamaha. «Se fossi partito meglio forse avrei potuto mettere più pressione addosso a Stoner- ha detto Rossi- ma alla fine l'esito della gara non sarebbe cambiato. Avrebbe comunque vinto lui. L'obiettivo per Motegi è quello di diminuire questo gap e dovremmo riuscirci. La moto è abbastanza a posto, a parte qualche problema con la gomma anteriore. Siamo competitivi e in Giappone possiamo andare forte». Se la gara si fosse disputata come da programma domenica, forse le cose sarebbero andate diversamente. «Durante il warm-up abbiamo incontrato alcuni piccoli problemi con le gomme- ha spiegato Rossi- siamo stati costretti a modificare leggermente la strategia. È un peccato; penso che nelle condizioni di domenica avremmo potuto lottare di più. In ogni caso, è un buon risultato con cui aprire la stagione, migliore di quello dello scorso anno». Domenica sera, dopo la cancellazione del GP a causa del diluvio, Rossi era stato critico nei confronti della Dorna per aver imposto la gara in notturna. «Se si corre a quest'ora può succedere di incappare in questi 'inconvenienti'- aveva detto Rossi- Spero adesso che l'idea di farci correre a Sepang di sera sia tramontata». Poi una metafora delle sue: «Eravamo pronti per correre, carichi e concentrati e invece... È come quando fai l'amore con la tua ragazza a casa dei tuoi. Poi all'improvviso sul più bello arriva la mamma e ti scopre...Ci rimani malissimo». Tornando alla corsa di ieri, per metà gara Rossi ha tenuto il passo della Ducati, poi ha dovuto accontentarsi del secondo posto per non correre rischi. «Ho fatto sei o sette giri davvero buoni, ho ridotto le distanze ma sapevo che non avrei potuto continuare a lungo a quel ritmo: ero al limite, rischiavo di stendermi. Era troppo rischioso per le gomme. Così ho deciso che la cosa più importante era garantirsi venti punti. Casey è stato molto forte; lo è sempre, qui. Credo che il nostro potenziale sia molto buono, e credo che a Motegi saremo nuovamente al meglio». Ottimismo condiviso da Davide Brivio, team manager Yamaha. «Non abbiamo vinto ma pensiamo di aver iniziato bene la stagione, certamente meglio rispetto al 2008- ha detto- Ora abbiamo bisogno di lavorare per mettere a punto uno o due problemi che ci sono rimasti. La prima metà gara è stata buona, eravamo in grado di recuperare su Stoner, ma nella seconda parte Casey era in condizioni migliori per spingere e Valentino ha dovuto accontentarsi del secondo posto. È un campionato lungo ed i punti raccolti sono importanti. Siamo sicuri che saremo in grado di batterci con Stoner a Motegi».

giovedì 9 aprile 2009

Rossi, emozione Mondiale "Eccitato come agli esordi"

Parte dal Qatar la difesa del titolo del fuoriclasse: "Mi sento come nel 1996, quando non sarà più così sarà ora di smettere. A Losail vogliamo capire il nostro livello in una gara vera".
"Sono eccitato come se fossimo nel 1996". Ancora poche ore e il sipario sul Mondiale 2009 si alzerà. Si comincia a fare sul serio, con i 45' della prima sessione di prove libere della MotoGP e la parola passerà alla pista illuminata a giorno di Losail, in Qatar. E anche un veterano e un campionissimo come Valentino Rossi sente l'emozione come un debuttante. "Quando non sentirò questa emozione, sarà il momento di andarmene a casa", spiega il pilota della Yamaha e campione in carica. La prima gara dell'anno offrirà finalmente un quadro dei valori in pista dopo i collaudi invernali. "Vogliamo tutti capire il nostro livello in uno scenario vero, diverso da quello dei test - dice il 'Dottore' -. Non eravamo al 100% quando abbiamo provato qui il mese scorso, ma siamo migliorati da allora". E curioso di capire quando la sua RC212V potrà essere competitiva in gara è Andrea Dovizioso: "Lo scorso anno è stato molto buono, e ora qui abbiamo alcuni dati per la nuova moto. Continueremo a lavorare," dice il forlivese del team Repsol Honda Hrc. Spera di continuare la sua striscia positiva, invece, Casey Stoner, trionfatore in sella alla Ducati D16 delle ultime due edizioni della corsa araba. "Sono sicuro che saremo capaci di iniziare la stagione ad un livello ragionevole," dichiara l'australiano. "Con il nuovo telaio la moto ha fatto grandi progressi e con il forcellone la Ducati si muove molto meno. E' più facile da guidare per me". Mira alto anche Chris Vermeulen su Rizla Suzuki: "Il nostro obiettivo è il podio, ma in tanti vogliono salirci, e non c'è posto per tutti".

venerdì 21 novembre 2008

Rossi "Per vincere bisogna saper perdere"

"Negli ultimi due anni ho imparato a perdere, che è fondamentale perchè prima o poi tutto il mondo perde". Dopo la due giorni di test al Mugello, a bordo della Ferrari per festeggiare le rispettive vittorie, il Campione di Tavullia ha raccontato al sito motogp.com come ha imparato a perdere e sopratutto a diventare Campione del Mondo: "Il carattere e lo stile sono imprescindibili anche quando si perde, soprattutto se vuoi tornare a vincere. Ci sono molti punti importanti, la preparazione fisica e mentale sono alla base, e considerando che avevo non pochi problemi, ho provato a risolverli uno ad uno cercando di arrivare concentrato alla prima gara". In riferimento al team e alla scelta di cambiare le gomme Valentino ha affermato: "Sono molto contento del lavoro che ha svolto il mio team, visto che all'inizio dell'anno avevamo difficoltà con le Bridgestone e c'era molta pressione perchè Michelin era partita bene e tutti pensavano avessi commesso un errore. Mi ero reso conto che gli pneumatici Bridgestone avevano un gran potenziale. Ad ogni modo avevo bisogno di questo cambio, avevo avuto problemi con Michelin, piccoli guai però il solo cambiamento mi ha fornito motivazioni extra - i passi avanti della M1 per Rossi sono stati notevoli -Lo scorso anno la nostra moto era molto lenta, non era solo una questione di gomme. Poi c'è stato un grande sforzo da parte di Yamaha per migliorare la M1. Mi accorgevo test dopo test che i giapponesi stavano davvero lavorando alla grande". E sui suoi avversari "The Doctor" ha dichiarato: "Sapevo che era Stoner il pilota da battere, solo per quanto aveva fatto nel 2007. Dall'altra parte anche Pedrosa non era da sottovalutare: mi è sempre piaciuto, sa guidare molto bene e ero convinto fosse in forma. C'era anche Lorenzo, che arrivava dopo due titoli in 250 e conoscevo il suo talento, come del resto quello di Dovizioso. È un grande e ha fatto ottimi risultati con una moto più lenta di quelle ufficiali, sono convinto che sarà un rivale difficile da battere in futuro".

domenica 28 settembre 2008

Valentino Rossi, un altro trionfo Otto volte campione del mondo

Il campione italiano trionfa davanti a Stoner e Pedrosa ottenendo l'ottava vittoria stagionale e chiudendo il discorso con tre gare d'anticipo. «Sono felice e diciamocela tutta: questo successo me lo sono proprio meritato». All'arrivo ha sfoggiato la maglia: 'Scusate il ritardo'.
La sua ottava meraviglia l'ha piazzata qui. Valentino Rossi a Motegi ha chiuso il suo capolavoro conquistando il sesto titolo iridato nella MotoGP, l'ottavo in carriera dopo quelli in 125 e 250. Il Re è tornato, o per dirla a parole sue: 'Scusate il ritardo'. Ha vinto alla grande la sua sfida, quella di inizio stagione, quando ha preso la clamorosa decisione di cambiare gomme passando alla Bridgestone per rispondere allo strapotere di Ducati e Casey Stoner. Valentino è campione del Mondo. In Giappone ha ottenuto l'ottava vittoria stagionale chiudendo il discorso con tre gare d'anticipo. Ha superato mostri sacri come Phil Read e John Surtees fermi a 7 Mondiali. Solo in cinque finora hanno vinto più di lui: Giacomo Agostini (15 titoli), Angel Nieto (13), Mike Hailwood e Carlo Ubbiali (9). Ma nella classe regina solo 'Ago' gli è davanti, con 8 Mondiali vinti. Oggi si è ripreso quello che aveva lasciato per strada a Valencia nel 2006, quando una scivolata consentì ad Hayden di soffiargli il titolo sotto il naso. 'Cannibale' insaziabile, ha regalato il terzo titolo alla Yamaha da quando c'è lui. Ha vinto con tutte le moto con cui ha corso, dalla 125 alla 250, dalla 500 alle mille, alle 800 cc di oggi. E su tutte le piste. Per lui parlano i numeri: 96 vittoria in carriera nel Mondiale, di cui 70 nella classe regina, 51 pole e 147 podi in 207 gare disputate. MAGLIA 'SCUSATE IL RITARDO' - Valentino Rossi taglia il traguardo nel Gran Premio del Giappone impennando con la sua Yamaha davanti all'ormai ex iridato Casey Stoner. Ora è campione del mondo della classe MotoGp dopo due anni di digiuno e così poco dopo, a voler sottolineare il tempo perso, tira fuori una maglietta con scritto 'Scusate il ritardò sopra ad un grande orologio disegnato. Per il pilota pesarese si tratta del sesto titolo nella classe regina (tra MotoGp e 'vecchià 500) che insieme ai due della 125 e della 250 fanno otto Mondiali complessivi. ROSSI: ME LO MERITAVO - «Sono molto contento è stato un grande anno per me. Devo ringraziare tutti quelli che mi hanno aiutato, la Yamaha, la Bridgestone. Penso che me lo merito proprio questo Mondiale». Queste le prime parole di un Valentino Rossi, emozionato e sorridente sul podio di Motegi, poco dopo essersi laureato campione del mondo nella classe MotoGp. «Questa - aggiunge il pilota pesarese della Yamaha ai microfoni di Italia 1 - è stata una stagione con grandi soddisfazioni come quella di raggiungere Agostini. Questa - sottolinea Rossi - è la rivincita degli ultimi due anni in cui ho avuto molti problemi nel Gran Premio del Giappone sul circuito di Motegi».