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lunedì 14 novembre 2011

Osvaldo-De Rossi è azzurro Roma

La strada da Filottrano a Roma è lunga 280 chilometri e tre generazioni. È quanto è occorso a Pablo Daniel Osvaldo per agganciare le origini del suo bisnonno Antonio Pasquini — nato nel 1856 e poi costretto alla emigrazione in Argentina — con il presente dell'attaccante della Roma, destinato domani sera ad esordire per la prima volta da titolare nella Nazionale di Prandelli.Occhi giallorossi Un'emozione forte per il «nuovo italiano» Osvaldo, che avrà addosso anche gli occhi di tanta parte della storia giallorossa. Già, perché la Federcalcio ha invitato una buona fetta di Roma, che certamente coccoleranno con gli occhi il loro gioiello vestito d'azzurro. Il primo fra i contattati è stato Bruno Conti, campione del Mondo nel 1982, che ha risposto così: «Sono orgoglioso che ci si ricordi di me in queste serate. Oltre alla Roma, la Nazionale è stata la maglia della mia vita e l'ho onorata nel migliore dei modi. E poi è bello vedere in campo due romanisti come De Rossi e Osvaldo, segno della bontà del lavoro che stiamo portando avanti». Ma le telefonate della Figc non si sono limitate solo a Conti. Sono stati invitati anche i «mondiali» 2006, cioè capitan Totti e Perrotta, poi Luis Enrique ed il suo staff, ed infine il presidente Tom DiBenedetto con parte della dirigenza giallorossa. Finita qui? Non proprio. L'Italia di Prandelli avrà bisogno anche di altri romani. Simone Pepe, nato ad Albano Laziale ed ex giallorosso, potrebbe essere schierato titolare per dar vita ad un interessante tridente. Per Alberto Aquilani, invece, quasi un ritorno a casa, tornando a far coppia col suo «gemello» di una vita, cioè Daniele De Rossi, cioè il leader di sempre anche in azzurro. Gol azzurri Ma i riflettori sono puntati soprattutto su Osvaldo, che arriva a questa partita dopo i cinque gol segnati con la Roma. Certo, gli infortuni di Cassano e Rossi hanno spianato la strada all'italiano d'Argentina, ma Prandelli lo ha benedetto da tempo: «Pablo è molto cresciuto dai tempi in cui l'ho avuto alla Fiorentina». Proprio vero. Per questo il futuro di Osvaldo, ormai, ha un sapore internazionale. A pensarci bene, quasi un motivo in più per dire «Grazie Roma».

venerdì 11 novembre 2011

Osvaldo e Balotelli: l’attacco italiano dell’Italia

Il titolo non è casuale. La Nazionale che mi rappresenta è questa, quella di ora, quella di un c.t. che non si fa problemi a convocare “oriundi”, che se ne frega della gente ignorante, della gente che “L’ITALIA AGLI ITALIANI”, della gente che non vuole il bene del calcio, che non crede nel calcio globalizzato. Tutti le nazionali del Mondo hanno ormai aperto la porta agli oriundi, agli stranieri naturalizzati. Inghilterra, Francia e Germania su tutte: soprattutto quest’ultima. A partire da Klose e Podolski, per passare a Ozil e Boateng, Tasçi, Hunt, Aogo, Trochowski, Marko Marin, Khedira e lo stesso Gomez. Ce ne sono tanti altri, ma questo per farvi capire come cambia il calcio. L’Italia è l’unico paese rimasto chiuso e nascosto dietro questo campanilismo spaventoso. Solo l’Italia del calcio però…guardiamo la rosa della Nazionale italiana di Rugby: quanti oriundi ci sono? E lottano con la nostra casacca, ci difendono senza problemi, cantano l’inno. Come mai per il calcio ci sono questi problemi? ogni volta che viene convocato un oriundo, bisogna litigare. Ogni volta sono storie, problemi, domande scomode. Un giorno anche noi dovremo crescere, evolverci e cominciare a ragionare come l’Europa che funziona: calcisticamente parlando e non. L’Italia non sa prendere esempio: la convinzione che noi sappiamo fare tutto meglio di tutti ci contraddistingue da secoli. Ebbene, complimenti a Prandelli che sta cercando d’insegnare questa cosa all’Italia “pallonara”. Ben vengano Motta, Osvaldo, Balotelli e Ogbonna in Nazionale. Due parole su Balotelli: SuperMario è cresciuto, maturato. Merito di Mancini, che anche se non è il padre, nè la madre di Mario, l’ha educato al calcio pulito, quello bello, che a tutti piace. Merito suo, che si è stufato di essere attaccato da tutti: why always you, Mario? Perchè hai tutto per essere il numero uno ed ora te ne stai accorgendo. Tre parole su Pablo Daniel Osvaldo: FORZA SIMBA GOL!

venerdì 9 settembre 2011

Azzurro Roma, nessuno come noi

Più che azzurra, giallorossa. Se nell’Italia di Prandelli a rappresentare la Roma c’era il solo Daniele De Rossi, quella delle nazionali giovanili è quasi una succursale del settore giovanile romaista: tenendo conto anche dei prestiti, sono diciotto i giocatori convocati fra Under 21, 20, 19 e 16 (diciassette effettivi, visto che Verre non ha potuto rispondere alla convocazione per motivi personali), quattordici quelli utilizzati, quattro quelli andati a segno. La settimana di impegni internazionali consegna alla Roma il primato di squadra più azzurra d’Italia: nessuno ha dato tanti giocatori alle nazionali e il distacco dalla prima inseguitrice, l’Inter, è notevole, visto che i nerazzurri si sono fermati a undici. La Roma è rappresentata da almeno due giocatori in tutte e quattro le rappresentative scese in campo questa settimana, un en plein riuscito soltanto a Milan e Inter. Proprio i rossoneri completano il podio, con nove convocati. Quarte a parimerito Juventus e Sampdoria, poi l’Empoli con quattro, Genoa, Palermo, Atalanta e Torino con tre, appena due per la Fiorentina vincitrice di Coppa Italia e Supercoppa primavera nonché campione d’Italia con i Giovanissimi Nazionali, nessuno per la Lazio.
UNDER 21 MAGICA La colonia più numerosa è quella concentrata nell’Italia di Ciro Ferrara, vittoriosa nella prima gara di qualificazione agli Europei, con sei convocati. In Ungheria il migliore in campo per distacco è stato il neo-romanista Fabio Borini, un gol segnato, uno negatogli dalla traversa e tanti spunti. Ottimo l’impatto nella categoria per l’esordiente Alessandro Florenzi, capitano dello scudetto prestato al Crotone: suo l’assist per il 2-0 di Gabbiadini. Titolare - ma non è una novità, visto che la prima partita l’ha giocata quasi un anno fa - anche Alessandro Crescenzi, che dopo l’ottima stagione nel Crotone, quest’anno cerca il bis a Bari. In panchina c’erano pure Andrea Bertolacci e Luca Antei (seconda convocazione in azzurro, prima con Ferrara), mentre Marco D’Alessandro si è dovuto accontentare della tribuna. L’unica ad avvicinarsi alla Roma è stata l’Inter, con quattro convocati (Bardi, Santon, Caldirola e Faraoni).
I MAGNIFICI QUATTRO È stato il romanista Stefano Pettinari, anche lui in prestito al Crotone, a decidere con una doppietta la seconda partita del Quattro Nazioni vinta dall’Under 20 in casa della Polonia. Il ct Gigi Di Biagio ha fatto giocare tutti e quattro i giallorossi convocati: oltre a Pettinari, hanno trovato spazio anche Paolo Frascatore, in prestito al Benevento, Simone Sini (Bari) e Federico Viviani, tornato oggi a disposizione di Luis Enrique. Anche qui la Roma è la squadra più rappresentata, con Milan, Inter ed Empoli ferme a due convocati ciascuna.
FANTASTICI ’93 Per la doppia amichevole dell’Under 19 con la Francia, il ct Alberigo Evani ha confermato la fiducia al blocco Roma che convoca regolamente già dallo scorso anno con la 18: nella prima delle due gare (3-1 per la Francia) è toccato ad Amato Ciciretti riaccendere le speranze azzurre segnando l’1-1 dal dischetto. Come lui sono partiti titolari anche Stefano Sabelli e Gianluca Caprari, mentre Alessanro Orchi e Giammario Piscitella, subentrati a gara in corso, hanno iniziato dal primo minuto la seconda amichevole, vinta ancora dalla Francia per 1-0. Nell’elenco dei convocati figurava anche Valerio Verre, unico ’94, ma l’ex capitano degli Allievi non ha portuto rispondervi per motivi personali e ha rimandato ancora l’esordio. Dietro la Roma, le tre società più rappresentate sono Milan, Inter e Juve, ciascuna con tre convocati.
LA PRIMA VOLTA DEI ’96 Dopo gli stage dello scorso anno, per l’Under 16 è arrivato il momento di assaggiare il campo: nel gruppo agli ordini del ct Daniele Zoratto i romanisti erano due, il portiere Gabriele Marchegiani e il centrocampista Matteo Adamo. Entrambi impiegati nella doppia amichevole con la Svizzera: nella prima e non certo fortunata (è finita 5-2 per gli elvetici), a segno è andato proprio il numero otto degli Allievi Regionali di Mattioli. L’Under 16 è l’unica squadra in cui ci sia qualcuno più rappresentato della Roma, il Milan, che ha un giocatore in più.

giovedì 11 agosto 2011

De Rossi, notte da Mondiale

Oltre un’ora in campo, con tante cose buone fatte davanti alla difesa (ruolo che ricoprirà durante la stagione con la Roma, con tutte le differenze del caso) e un solo errore nel secondo tempo. Che stava per costare carissimo all’Italia. Per fortuna Buffon ci ha messo una pezza - con l’aiuto di Llorente che non è stato abile nel battere a rete - e De Rossi ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Sorridendo. Così come aveva sorriso fin dal riscaldamento e soprattutto durante l’inno. La Nazionale gli era mancata, adesso che l’ha ripresa non intende lasciarla più. E ieri, a Bari, nello stesso stadio che l’aveva visto protagonista (in negativo) con la Roma, Daniele è tornato ad indossare la maglia azzurra. Numero 5. Il numero di Falcao. Un numero che gli è sempre piaciuto. Anche questo motivo di sorriso. In una serata di gala, visto che l’Italia affrontava non solo la Spagna campione del Mondo, ma anche e soprattutto quella stessa Spagna che viene guardata come modello da tutta Europa. Al San Nicola, con Cassano capitano per volontà di tutta la squadra (e a 29 anni chissà che questo non lo aiuti a crescere definitivamente) è notte da ricordare e uno come De Rossi non poteva non starci. Partita a ritmi blandi, che finisce 2-1 per l’Italia con gol decisivo di Aquilani al 38’ del secondo tempo. Una bella iniezione di fiducia per l’ex romanista, festeggiato da tutti i compagni come se fosse una partita ufficiale. Non lo era, ma l’Italia ha affrontato l’impegno al massimo: a fare la differenza nel primo tempo è la classe di Iker Casillas che, dopo il palo colpito da Criscito da fuori area, dice di no a Cassano e Giuseppe Rossi soli davanti alla sua porta. Non riesce invece a fare nulla sul pallonetto di Montolivo, ben lanciato ancora da Criscito. Il primo quarto d’ora dell’Italia è da applausi: gli Azzurri ci tengono a fare bene, si capisce dall’esultanza di Prandelli e tutta la panchina al gol e si capisce anche da come l’Italia chieda informazioni sul rigore assegnato ai campioni del Mondo dopo un fallo - dubbio - di Chiellini su Llorente. Sul dischetto va Xabi Alonso che batte perfettamente e trafigge Buffon. L’Italia arretra un po’, gli spagnoli salgono in cattedra nel possesso del pallone - soprattutto sua maestà Iniesta - ma il risultato all’intervallo non cambia. Nella ripresa l’Italia mantiene la formazione tipo, con Marchisio al posto di Motta, mentre la Spagna, con la Supercoppa alle porte, cambia quasi tutto. Debutta con la nazionale maggiore anche Thiago Alcantara, spagnolo di origine brasiliana nato proprio a pochi chilometri dal San Nicola. Nei primi minuti non accade praticamente nulla, fatto salvo un intervento di Ranieri, seconda voce Rai, che tornando sulle sue dichiarazioni su Totti di qualche giorno fa alla Gazzetta del Sud conferma «di non aver mai detto quelle cose sulla pigrizia. Il giornalista ha rettificato e quindi il caso è chiuso». In quel momento il telecronista Bruno Gentili interviene dicendo: «Anche perché Francesco Totti è ritornato alla grande da gravi infortuni, è solo da ammirare». Punto e fine della questione. Si torna alla partita, con la Spagna che alza il baricentro e l’Italia che prova a sorprenderla in velocità. Idea che non riesce, quindi Prandelli cambia: fuori Cassano (standing ovation del San Nicola per lui) e Rossi, dentro Balotelli e Pazzini. Passa qualche minuto e esce De Rossi, lasciando il campo all’amico Aquilani. E’ lui con un tiro da fuori area, deviato, a decidere la partita.

mercoledì 8 giugno 2011

La lezione del Trap...Irlanda - Italia 2-0

L'uovo (d'oro) e la gallina. Stavolta il Trap fa il pieno e l'Italia di Prandelli chiude la stagione con un ko dopo nove risultati utili consecutivi che brucia nel risultato e fa segnare il passo ad una Nazionale, fino ad ieri, impegnata in un percorso di continua crescita. «Adesso dovremo esser bravi ad imparare da questa sconfitta. Non è una questione di personalità, ma - così il ct azzurro - di movimenti ed equilibri da trovare. Se un ko doveva arrivare, almeno a far festa è il Trap...». L'Irlanda ci ha mandato al tappeto con una banda di seconde linee, un gruppo privo di qualità, ma capace di interpretare la sfida in un modo semplice, ma efficace: da quando Trapattoni è diventato la guida dei verdi, in tre gare non siamo mai riusciti a beffarlo (prima di ieri, c'erano stati i due pareggi nelle qualificazioni per il Sudafrica). La prima immagine della notte di Liegi è proprio nell'abbraccio al Trap dei suoi ragazzi. C'è Buffon, poi Pirlo e Cassano: l'ex ct azzurro racconta una barzelletta delle sue prima di sgommare nello stanzino degli spogliatoi per gli ultimi ordini alle truppe irlandesi. Piove, dentro lo stadio dello Standard. Il tifo è tutto per la nostra Nazionale, ci sono anche gli Ultras Italia, ma non sono più di venti. Prandelli, alla vigilia, era stato chiaro: il pallone deve correre veloce, ma mai in quota anche se là davanti a far compagnia a Pepito Rossi ci sono le lunghe leve di Pazzini. Le grandi manovre azzurre non devono conoscere brusche frenate così, rispetto al successo di venerdì scorso a Modena contro l'Estonia, solo la retroguardia si mostra rivoluzionata negli interpreti. L'Irlanda bis disegnata dal Trap è un gruppo di ragazzi che non tirano mai indietro i tacchetti. Fra i verdi mancano all'appello i volti copertina, Robbie Keane, O'Shea, Kilbane, McGeady e Whelan, ovvero i principali attori di un'Eire prima, a sorpresa, nel proprio raggruppamento verso Euro 2012 in compagnia della Russia e della Slovacchia. Il lavoro del Trap si vede, l'Italia se ne accorge. In mezzo al campo Pirlo è controllato come un francobollo e quando prova ad accendersi Giuseppe Rossi si ferma davanti ad un muro irlandese costruito su raddoppi continui ed incessanti almeno in avvio. Così a Montolivo, vivace e sempre pronto ad aiutare il compagno in affanno non resta che salire in cattedra, ma una volta ad un niente dall'area avversaria è costretto o a ripiegare o a cercare l'assalto solitario da lontano. Il centrocampo azzurro è promosso in fatto di idee e voglia di costruire sempre trame mai banali: i tocchi in velocità e senza sosta stanno diventando una gradevole compagna di avventura delle sfide della Nazionale, adesso da affinare è l'intesa con i movimenti di chi gioca sulla linea d'attacco. La notte di Liegi vive di sussulti e strappi: i ragazzi del Trap sfruttano le amnesie di una difesa italiana dove a volte vanno in tilt gli equilibri e prima Long sfiora il gol del vantaggio, poi la rete la realizza Andrews con una saetta dal limite su punizione (Viviano appare un po' in ritardo, ma è tradito dalla barriera e dal campo bagnato). L'Italia va ko, ma non smette di provare a rimettersi in linea di galleggiamento usando la testa. D'altronde di amichevole si tratta e Prandelli vuole arrivare al risultato senza passi indietro rispetto alle sue convinzioni. Quando il ct dà il via alla giostra delle sostituzioni, è il piccolo folletto Giovinco a mettersi in mostra: l'attaccante del Parma taglia come il burro le linee nemiche e regala palloni d'oro alla nuova coppia Matri più Gilardino. L'Italia si impossessa del copione della sfida, nell'area irlandese piovono decine di palloni, ma il verdetto premia ancora una volta gli irlandesi, in gol a tempo quasi scaduto con un velenoso contropiede (è di Cox il tocco a porta vuota). Vince il Trap, bravo Trapattoni. Prandelli, l'allievo, però, deve alzare bandiera bianca e rimettere ordine nelle sue idee per una Nazionale alla spagnola che, ieri, è andata fuori giri troppo presto.

venerdì 25 marzo 2011

Slovenia-Italia, scontri tra ultrà sloveni allo stadio

Attimi di tensione sugli spalti dello stadio Stozice, a poco più di un quarto d'ora dall'inizio di Slovenia-Italia. Un rapido e violento contatto tra due gruppi di ultrà locali, quelli del Maribor e dell'Olimpia Lubiana, ha provocato l'intervento della polizia slovena. Un gruppo numeroso di agenti in assetto antisommossa è entrato sugli spalti per dividere i due gruppi, che ora sono separati da un cordone di sicurezza e uno spazio vuoto. Il tutto è Avvenuto mentre le due squadre svolgevano il riscaldamento in campo ed il resto dello stadio fischiava gli ultrà.

venerdì 19 novembre 2010

Il gruppo "Ultrà Italia” difende lo striscione.

La nazionale italiana ha chiuso con un pareggio: Romania-Italia 1-1. Sulle prime pagine dei giornali però non ci sono stati dettagliati racconti dal punto di vista tecnico ma più che altro la cronaca dei disgustosi cori razzisti a Balotelli. Il funambolico attaccante azzurro ha detto di non tenere in considerazione il comportamento di chi lo insulta, mentre parecchi compagni di squadra lo hanno difeso schierandosi dalla sua parte. Quello che però ha destato scalpore è stato anche lo striscione contro Ledesma, oriundo appena convocato da Cesare Prandelli. “No alla nazionale multietnica” diceva il suddetto striscione, esposto verso la mezz’ora del secondo tempo dal gruppo “Ultras Italia”, che si è rifiutato di toglierlo quando la polizia presente nello stadio glielo ha intimato. Questo perchè a detta loro non era uno striscione di stampo razzista e che era soltanto l’espressione dell’opinione del gruppo a proposito del fatto di convocare o meno calciatori naturalizzati (Amauri, Ledesma, Camoranesi).

mercoledì 3 giugno 2009

Italia, una maglia anni '30 per la Confederation Cup

È un omaggio al ct Vittorio Pozzo e alla sua Nazionale.
Un'Italia «azzurro pallido». Stavolta non c'entra nulla l'assenza di bizzosi talenti amati dai tifosi, come Antonio Cassano, o i tanti volti nuovi della sperimentale con la quale Marcello Lippi si prepara all'amichevole con l'Irlanda prima della partenza per il Sudafrica. Alla Confederations Cup, in programma dal 14 al 28 giugno nella Nazione Arcobaleno, la squadra campione del mondo vestirà un colore insolito e un po' sbiadito, omaggio - secondo lo sponsor tecnico Puma - a Vittorio Pozzo e alla sua Italia anni '30. «L'azzurro è pallido, ma l'importante è che ci siano le quattro stelle: e noi onoreremo la maglia», ha detto Lippi, facendo eco forse inconsapevole alle perplessità di chi aveva visto in anticipo, alcuni mesi fa, l'inconsueta divisa.

martedì 31 marzo 2009

Ultras Bari, nessun fischio a Lippi

Savarese: Eesclusione Cassano è scelta tecnica che va rispettata.
'Nello stadio San Nicola non ci sarà nessun fischio o striscione contro Marcello Lippi'. A dirlo è uno dei leader degli Ultras Bari 1976. Alberto Savarese della curva nord spegne le polemiche sulla mancata convocazione in azzurro di Cassano. 'L'esclusione di Tonino? E' una scelta tecnica che va rispettata - spiega - anche perchè Lippi in carriera mi sembra che abbia vinto qualcosa. Un allenatore quando convoca tiene conto di bravura e carattere. Cassano ha piedi buoni. La testa un pò meno'.


domenica 29 marzo 2009

L'Italia di Lippi liquida il Montenegro

L'Italia operaia di Lippi supera il Montenegro e resta in testa al gruppo 8 delle qualificazioni al Mondiale 2010. A Pogdorica decidono un rigore di Pirlo all'11' e un colpo di testa di Pazzini, subentrato a Iaquinta, su assist di Pepe. Il giocatore dell'Udinese era entrato subito, al 7' del primo tempo, per sostituire Di Natale costretto ad uscire per un infortunio al ginocchio. Azzurri primi da soli nel girone con 13 punti, due di vantaggio sul'Irlanda del Trap, che non va oltre l'1-1 contro la Bulgaria. Primo tempo decisamente sottotono degli azzurri, che perdono dopo 7' Di Natale: l'attaccante dell'Udinese si fa male da solo al ginocchio sinistro (distorsione) ed è costretto ad uscire per Pepe. Quattro minuti dopo un clamoroso fallo di mano di Batak in piena area diventa il penalty che Pirlo realizza con un delizioso tocco sotto che accarezza la traversa e si insacca. Ma l'Italia si ferma qui, con il generoso Montenegro che reclama giustamente l'espulsione di Cannavaro per fallo da ultimo uomo su Jovetic (solo giallo per il capitano azzurro) e che comunque prova a fare felici i tifosi di casa con una conclusione del talento viola: decisivo Buffon. Ci si accontenta dell'1-0 fino alla ripresa. Dopo 5' del secondo tempo Iaquinta si divora una buona occasione per il raddoppio: per il centravanti della Juve, bistrattato dagli scarpini avversari, 60' di partita prima di lasciare il campo acciaccato per Pazzini. L'attaccante che Cassano ha portato a livelli di nazionale maggiore dimostra di attraversare un ottimo momento di forma quando al 25' insacca di testa sottomisura un bel cross di Pepe, chiudendo di fatto la partita. Ma era stato Buffon a tenere su gli azzurri tre minuti prima, con una parata felina su una deviazione in area piccola di Djalovic. Finisce in 10 l'Italia, perché Chiellini continua a perdere sangue dal naso nonostante la maschera protettiva, ma contro questo Montenegro non serve granché: e a rallegrare la serata arriva anche la notizia del pareggio tra Irlanda e Bulgaria. Il ct della Nazionale, interivstato a caldo dalla Rai: «Il primo tempo abbiamo sfruttato il regalo del difensore avversario che ci ha permesso di passare in vantaggio. Nel secondo molto meglio. Sono contento per Pazzini che in questo periodo come la tocca la butta dentro, mi spiace per l'infortunio di Di Natale. Il Trap ha pareggiato? Dobbiamo sfruttare la prossima partita per staccare l'Irlanda».

mercoledì 25 marzo 2009

Lippi:"Cassano e oriundi? MI tengo i miei!"

Non c'è azzurro per Antonio Cassano, e sembra non esserci neppure in futuro. Almeno fino a quando la nazionale sarà nelle mani di Marcello Lippi. «Non sono arrogante, ma non devo spiegazioni su chi non c'è», ha tagliato corto il commissario tecnico azzurro. Il sampdoriano è lontano dal ritiro di Coverciano, ma la prima giornata del raduno della nazionale, in vista del doppio impegno per le qualificazioni al Mondiale 2010 contro Montenegro (sabato a Podgorica) e Irlanda (mercoledì a Bari), è intrisa dalla presenza virtuale del talento barese. Lippi sa che non può non evitare le domande sull' esclusione di Fantantonio, forte di una stagione brillante che ha permesso anche la rinascita di Giampaolo Pazzini, uno che in azzurro c'è arrivato. È una rasoiata il pronunciamento del ct sull' esclusione di Cassano: «Non devo spiegazioni non perché sono presuntuoso o arrogante. Non le devo perché ho le mie convinzioni e le porto avanti». Difficile pensare che l'affermazione del tecnico campione del mondo non sia un implicito no a Cassano in nazionale. Anche per il futuro. Così, con calma ma seccamente, Lippi chiude l' argomento, con poche parole e una battuta. «Una presenza ingombrante a Coverciano? Dov'è?...», dice il ct abbozzando un tiepido sorriso. Neppure il fatto di giocare la seconda partita, quella contro l'Irlanda del Trap («è la nostra unica antagonista»), a Bari, città del doriano, gli ha fatto pensare a Cassano per ingraziarsi la città. «Non mi preoccupa, credo che i tifosi sosterranno l'Italia.
Sarebbe squallido se quando facciamo le scelte delle sedi dove giocare si dovesse tener presenti i giocatori che lì sono nati o giocano». Fare a meno di Cassano in questo momento è veramente difficile. Il talento di Bari Vecchia segna, fa segnare, trascina la Samp. Per Lippi però non basta, anche quando gli infortuni lo privano di Toni e Gilardino. «Uno può giocare bene nel suo club perché tutti lo aiutano, e fare male in nazionale. E vale anche il contrario». Il ct cita Pirlo, in difficoltà col Milan («può darci ancora molto»), ma la frase è un modo anche per dire che forse alla Samp tutti giocano per Cassano e in nazionale non può essere così. Accanto al no al barese, Lippi pronuncia altri dinieghi: agli oriundi (fa eccezione Camoranesi, «se stesse bene sarebbe qui», e non si entra per nulla nel merito del caso Amauri).
«Mi hanno chiamato in tanti che non sapevo neanche avessero doppio passaporto: non cerco quei giocatori, penso agli italiani, a quelli che stanno facendo bene come Floccari, Galloppa, Biagianti, Mascara, Di Vaio. Devono fare bene almeno per un anno e per loro potrebbe essere spazio nell' amichevole di giugno». Ma prima di pensare all' Italia che sarà, c'è da creare quella anti Montenegro e Irlanda.

domenica 22 marzo 2009

Nazionale. Lippi convoca Motta, Bocchetti e Pazzini

Bocchetti, Motta e Pazzini. Queste le novita' nelle convocazioni di Marcello Lippi per il doppio impegno della nazionale contro Montenegro e Irlanda valido per le qualificazioni ai Mondiali del 2010. Tornano in azzurro Brighi e Foggia, out gli infortunati Toni e Gilardino. Sono in tutto 23 gli azzurri convocati dal ct della Nazionale per le gare con il Montenegro e l'Irlanda di Trapattoni in programma rispettivamente sabato 28 marzo a Pogdorica e mercoledi' 1 aprile a Bari.
Questa la lista dei 23 azzurri che si raduneranno a Coverciano entro la mezzanotte di lunedi' 23 marzo: PORTIERI: Marco Amelia (Palermo), Gianlugi Buffon (Juventus), Morgan De Sanctis (Galatasaray). DIFENSORI: Salvatore Bocchetti (Genoa), Fabio Cannavaro (Real Madrid), Giorgio Chiellini (Juventus), Andrea Dossena (Liverpool), Alessandro Gamberini (Fiorentina), Fabio Grosso (Lione), Marco Motta (Roma), Gianluca Zambrotta (Milan). CENTROCAMPISTI: Matteo Brighi (Roma), Daniele De Rossi (Roma), Pasquale Foggia (Lazio), Riccardo Montolivo (Fiorentina), Angelo Palombo (Sampdoria), Simone Pepe (Udinese), Andrea Pirlo (Milan). ATTACCANTI: Antonio Di Natale (Udinese), Vincenzo Iaquinta (Juventus), Giampaolo Pazzini (Sampdoria), Fabio Quagliarella (Udinese), Giuseppe Rossi (Villarreal).

mercoledì 11 febbraio 2009

Lezione di samba: Italia sconfitta

L'Italia china la testa dinanzi a un sontuoso Brasile, arrendendosi per 2-0 ai carioca nell'attesissima sfida di Londra. » solo un'amichevole, ma l'atmosfera che si respira all'Emirates Stadium - dove il 24 febbraio si gioca Arsenal-Roma - è da brividi.
Archiviate per una sera le polemiche sul caso Battisti, migliaia di tifosi gremiscono di colori l'avveniristico impianto londinese, spettatori privilegiati di uno spettacolo ripreso dalle tv di 152 Paesi. Dodici anni sono passati dall'ultimo Brasile-Italia: si giocò a Lione e fu un 3-3 che lasciò in equilibrio il computo dei precedenti (12, con 5 successi a testa) tra le due nazionali più titolate del mondo (9 titoli, di cui 4 italiani). In ballo c'è anche il record di Lippi, a caccia del trentaduesimo risultato utile consecutivo da ct. Un motivo in più per aspettarsi un'Italia propositiva, se non arrembante. Ma la partita si giocherà tutta a ritmo di samba. Orfano di Kakà, Dunga tiene fuori Pato, sistemando Robinho e Ronaldinho alle spalle di Adriano e regalando al viola Felipe un esordio indimenticabile. Sullo scacchiere di Lippi la novità è Montolivo, mentre in avanti Pepe e Di Natale dovrebbero infilarsi nei varchi aperti da Gilardino. Dovrebbero, perché è subito chiaro che i brasiliani hanno una marcia in più. La prima emozione è comunque azzurra con Grosso, che al 4' insacca al volo su lancio di Pirlo, ma la bandierina è inspiegabilmente. Poi, per mezzora buona, c'è solo il Brasile. Reattivi e determinati, i carioca aggrediscono un'Italia in costante affanno in difesa, dove le amnesie di Cannavaro & Co. sono a tratti imbarazzanti. Proprio un errore di Legrottaglie, al 13', innesca Elano: servito da Ronaldinho, il centrocampista del City si appoggia di tacco su Robinho, ricevendo la palla di ritorno e battendo Buffon con il destro. L'Italia arranca, faticando a contenere i brasiliani che al 27' raddoppiano con Robinho al termine di un contropiede avviato da Lucio con Grosso a terra: dopo aver rubato palla a Pirlo, l'ex madridista si beve Zambrotta e infila col mancino l'angolo alla sinistra di Buffon. Il portierone trema poi al 30' sulla punizione di Ronaldinho e al 39' sulla sventola di Elano. In mezzo, al 32' e al 36', un destro di De Rossi e un sinistro alto di Grosso. Nella ripresa Lippi si gioca subito quattro cambi (entrano Camoranesi, Perrotta, Rossi e Toni) e l'Italia appare rinfrancata. Al 12' c'è spazio per Aquilani, che rileva De Rossi (il romanista esce per una botta al collo del piede destro), al 19' azzurri di nuovo in gol con Toni, che però controlla con un braccio: giusto annullare. Se non altro, teniamo botta e meriteremmo almeno un gol, quello che Julio Cesar nega a Toni al 37' (girata da pochi passi) e a Grosso al 43' su una punizione di sinistro a girare. Tra i campioni del mondo e i funamboli di Dunga, che nel finale litiga con tutti, resta però una categoria di differenza. Almeno per una sera.

martedì 10 febbraio 2009

L’Italia sfida il Brasile stasera con l’anima giallorossa

Saranno De Rossi e Perrotta, con Aquilani pronto ad entrare, a guidare l’Italia contro il Brasile nell’affascinante sfida di stasera. La Roma sarà rappresentata in totale da sei calciatori: De Rossi, Aquilani e Perrotta per l’Italia Doni, Juan, Julio Baptista per il Brasile. Tre saranno titolari, due per gli azzurri e Juan per i verde oro. Gara di spettacolo assicurato, i campioni del mondo dell’Italia dovranno dimostrare allo storico avversario di essere pronti a volere difendere il titolo conquistato nel 2006. Queste le probabili formazioni di Italia-Brasile, amichevole in programma stasera all’Emirates Stadium alle 20:45 ora italiana con diretta su Rai 1.
BRASILE: 1 Julio Cesar, 2 Maicon, 4 Juan, 3 Lucio, 6 Marcelo, 7 Gilberto Silva, 5 Josue, 8 Elano, 10 Ronaldinho, 11 Robinho, 9 Adriano. (12 Doni, 13 Daniel Alves, 14 Adriano, 15 Thiago Silva, 16 Luisao, 17 Felipe Melo, 18 Julio Baptista, 19 Pato). All. Dunga
ITALIA: 1 Buffon, 2 Zambrotta, 5 Cannavaro, 4 Legrottaglie, 3 Grosso, 7 Camoranesi, 6 De Rossi, 10 Pirlo, 8 Perrotta, 9 Toni, 11 Di Natale (12 Amelia, 13 Bonera, 14 Gamberini, 15 Dossena, 16 Aquilani, 17 Montolivo, 18 Pepe, 19 Gilardino, 20 Iaquinta, 21 Rossi, 22 Quagliarella, 23 De Sanctis). All. Lippi ARBITRO: Riley (Ing)