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venerdì 24 febbraio 2012
domenica 29 gennaio 2012
Roma-Bologna, in Curva Sud esposto striscione polemico nei confronti del film 'Acab'
Durante il match è apparso uno striscione polemico nei confronti del nuovo film Acab, uscito venerdì nelle sale cinematografiche di tutta Italia. Così recitava lo stendardo esposto nel settore più caldo della tifoseria giallorossa:"Federico, Stefano, Gabriele e tanti altri… ‘ACAB’ non è un film“.
Sempre nel medesimo spicchio dell'impianto è comparso un altro drappo a tinte forti: "BONINI M...A". L'allusione al libro-inchiesta del giornalista del quotidiano La Repubblica Carlo Bonini, Acab appunto, che ha ispirato l'opera cinematografica.
lunedì 9 gennaio 2012
I migliori minuti della nostra vita
Dicevano che l’avrebbero fischiato perché "vedrete il tifoso della Roma lo ha scaricato" e invece non solo quando è uscito, ma Daniele De Rossi è stato osannato da tutto lo stadio prima della partita. Dicevano e continuano a dire che è un mercenario e che ha già deciso di andarsene senza lontanamente immaginare i codici d’onore, l’eleganza, e la serietà (persino il pudore) di un calciatore che «da dieci anni ha costruito con i tifosi tutto questo...». Sono cose da Curva Sud, per molti (neanche troppi) ma non per tutti. Non per quelli che dicevano che Totti non poteva vedere Luis Enrique: non gli era bastata la dedica fatta dopo la vittoria di Napoli chissà se gli basterà l’abbraccio di ieri al momento del cambio, bello quasi come il sorriso bellissimo dell’allenatore al San Paolo e a Bologna. Dicevano che questa Roma non c’era, dicevano che Totti era finito e diranno ancora tante altre stronzate (i milioni per Osvaldo, gli infortuni di Lamela, le papere di Stekelenburg, la povertà degli americani...) senza dire l’unica sa che dovrebbero dire: "Scusate", aggiungendoci per onestà intellettuale: "Scusate il ritardo". L’ha fatto anche per loro il Capitano, uomo che da tempo (un paio di mila anni) da queste parti s’è fatto carne e agnello sacrificale per tutti noi (l’umiltà, la leggerezza e il garbo che trasudano la maglietta di ieri sono da Sacra Sindone). E visto che tutti dicevano e continueranno a dire qualche cosa, su questa Roma c’è da dire veramente poco: terza vittoria di fila, mille abbracci, l’impressione di compattezza e di una crescita che sta appena all’inizio, la porta inviolata, le assenze che non si sentono, le presenze che si moltiplicano anche sugli spalti, e tanti eccetera. A parte due cose. Su Totti, che è la Roma. Una semplice: sta a un gol da Nordahl che ha segnato 210 volte con la stessa maglia. Rispetto a Nordahl Totti ha giocato sempre e per sempre soltanto con una squadra (bello che l’eccezione per Nordahl, 210 gol col Milan, siano state proprio le reti con la Roma). Al prossimo gol Francesco sarà il giocatore ad aver segnato più di chiunque altro in serie A sempre e solo con una maglia. E’ il sogno più grande di qualsiasi ragazzino che chiude gli occhi e comincia a immaginarsi calciatore: "Farò mille gol con la Roma". E’ il record più bello. Poi c’è un’altra cosa. Sarà che la grandezza a volte sta nelle coincidenze, sarà che di Totti non devono parlare quelli che dicevano che era finito, ma l’infinito dei suoi numeri, sarà quel che sarà ma a un certo punto si arriva alla magia. Oggi per i tifosi della Roma - di una volta, di una certa età, di una maniera - è un grande giorno: è il 35esimo compleanno del Commando Ultrà Cuva Sud nato nel ’77. Il Cucs non è stato solo un gruppo, ma un’idea, un sentire, una rivoluzione d’amore. Totti ieri è tornato al gol dopo più di duecento giorni in un paio di minuti: al 35’ e al 77’. Ecco, la grandezza di Totti sta proprio in questo, che ha segnato i minuti dei nostri anni più belli.
mercoledì 14 dicembre 2011
Tessera del Tifoso dichiarata illegittima
La battaglia iniziata ormai due anni fa potrebbe essere giunta a una svolta. Il Consiglio di Stato, secondo quanto ha fatto sapere il Codacons, ha accolto l’appello presentato dalla stessa associazione e da Federsupporter. La Tessera del Tifoso è stata quindi considerata “illegittima in quanto può rappresentare una pratica commerciale scorretta”. Nelle scorse settimane, il Tar del Lazio aveva respinto il ricorso presentato contro il provvedimento della Tessera, ma ora il Consiglio di Stato accettando l’appello potrebbe cambiare in modo decisivo lo scenario attuale. Codacons e Federsupporter contestavano il fatto che per ottenere la tessera fossero costretti ad acquisire una carta di credito ricaricabile, circostanza che potrebbe “condizionare le scelte economiche dei tifosi/consumatori”. Il Consiglio di Stato ha quindi motivato la propria decisione ritenendo che “l’abbinamento inscindibile (e quindi non declinabile dall’utente) tra il rilascio della tessera di tifoso e la sottoscrizione di un contratto con un partner bancario per il rilascio di una carta di credito prepagata potrebbe condizionare indebitamente la libertà di scelta del tifoso-utente e potrebbe pertanto assumere i tratti di una pratica commerciale scorretta ai sensi del Codice del consumo”. Ora, il Tar del Lazio dovrà fissare una nuova udienza e discutere nel merito il ricorso presentato da Codacons e Federsupporter, per valutare la sussistenza delle illegittimità denunciate dai due enti. La battaglia non è finita, dunque. Ma oggi potrebbe essere giunta a una svolta.
lunedì 21 novembre 2011
La curva con l’allenatore “Mai schiavi del risultato” Applausi per Sandri
Giorgio Sandri sotto la curva Sud e, dalla parte opposta, Luca Di Bartolomei. Roma-Lecce si apre così, nel ricordo di un doppio dolore, che non guarda alle bandiere e al colore del tifo. Il pubblico romanista si unisce così, a distanza di due settimane, agli applausi dei cugini per la fondazione che porta il nome di “Gabbo”. Sarà l’emozione, sarà la nostalgia del campionato dopo due settimane di sosta, il cuore del tifo si colora più del solito per le squadre: una fascia giallorossa su fondo bianco abbraccia la curva, dando un volto al coro “Roma Roma”. Insieme, un messaggio: “Mai schiavi del risultato”. Dopo l’allenatore, neanche il pubblico pagante guarda più la classifica? Dettagli irrilevanti, forse, nell’epoca del “luisenrichismo”. Sotto il maxischermo, una fila di bandiere sventola sul calcio d’inizio: si vedrebbero anche, senza i fumogeni che piovono verso il campo costringendo i pompieri agli straordinari. Nord e Sud sfidano il freddo a colpi di “Forza magica Roma”, mentre Totti resta a gelare in panchina. Prova a scaldarlo il lampo di Pjanic, che Bojan vorrebbe imitare senza successo. L’errore solleva dubbi sulla sua identità: “Mi sa che quello è Vucinic travestito”, sogghigna qualcuno dei pochi spettatori distribuiti comodamente sulle gradinate. Spaventati, forse, più dall’inverno improvviso che non dal curriculum del timido Lecce. In tribuna, invece, spicca il volto rubicondo di mr Tom DiBenedetto, intento a scaldarsi soffiando tra le mani: per rivedere sole, mare, pizza e mandolino, dovrà attendere un pò.
mercoledì 9 novembre 2011
Balotelli ti aspettiamo martedì!
Martedì sera con la partita della nazionale allo stadio Olimpico di Roma sarà l'occasione per far sentire tutto il nostro calore a Mario Balotelli. Caro Mario ti aspettiamo a braccia aperte!
martedì 18 ottobre 2011
Trigoria: striscione tifosi "Carica ragazzi!". I compagni incoraggiano Kjaer
A Trigoria si torna a lavorare dopo il derby perso e in vista dell'impegno di campionato domenica prossima all'Olimpico contro il Palermo. La stracittadina è ormai alle spalle ed a testimoniarlo è anche uno striscione appeso fuori dai cancelli del Centro Sportivo "Ma sti cazzi...Carica ragazzi!" firmato come quello prima del derby, dal Gruppo Testaccio. Bel momento all'ingresso in campo quando tutti i giocatori e i membri dello staff sono andati a incoraggiare Kjaer.
lunedì 17 ottobre 2011
E la Sud urla: «Buffone, buffone»
Si svuota velocemente, la Sud, quando Tagliavento fischia la fine. C’è un gol, purtroppo, arrivato a dieci secondi dallo scadere e che va subito dimenticato. Nessuna contestazione per la squadra, quindi. Ci mancherebbe. La svolta si è avuta con l’episodio del rigore, con tanto di espulsione per Kjaer. La curva lo sa. Come sa che Tagliavento stavolta non ne ha imbroccata una. E il coro “buffone, buffone”, nei minuti finali, lo riserva solo a lui. Mentre continua a sostenere la squadra, fino all’ultimo, anche se l’impressione è che intuisca che la legge dei numeri non perdona. Di sicuro, chi ha vinto, ieri, è stata soprattutto la città. Che dopo essere stata violentata, sabato pomeriggio, nel modo che sappiamo, ha saputo trovare nella stracittadina l’occasione per far capire come rifugga dalla violenza. Una prova di maturità, diremmo pure di civiltà, quella mostrata all’Olimpico. E dire che i timori non erano pochi, alla vigilia. Mancano infatti quasi cinque ore all’inizio della partita quando l’elicottero della Polizia comincia a sorvolare l’Olimpico e l’area circostante. Un’area blindata fin dal primo mattino, quando arriva la conferma che il derby si giocherà: è solo allora, infatti, che la Prefettura ha sciolto le ultime riserve e ha comunicato ufficialmente al presidente della Lega, Beretta, che – all’indomani della guerriglia vissuta dalla Capitale – le forze dell’ordine sarebbero state in grado di fronteggiare qualsiasi tipo di evenienza. Sono soprattutto i motivi di ordine pubblico a suggerire di evitare il rinvio di una partita così attesa. Anche le strade che portano allo stadio sono chiuse al traffico. Per chi viene da Prati, non si oltrepassa piazza Maresciallo Giardino, ma anche sull’altro fronte, si è costretti a lasciare l’auto lontano e a incamminarsi a piedi. A dispetto di quanto si temesse, l’afflusso è comunque tranquillo. Alle 18 è già tanta la gente che attende di entrare al di là delle barriere di prefiltra ggio, ma l’attesa non crea problemi. All’apertura dei cancelli, le due curve si riempiono quasi subito. Resta invece vuota, come previsto, un’ampia parte della Tevere che confina con i Distinti sud. Che il clima sia diverso, lo si capisce da molti segnali. A differenza dello scorso anno, quando il tenore degli striscioni era tutto incentrato sulla protesta per la tessera del tifoso o contro i provvedimenti restrittivi messi in atto dal Ministero degli Interni, si tornano invece a vedere quelli dedicati agli sfottò, da una parte e dall’altra. In curva Sud si va dal “Ciao pastori” al classico “A Roma siete ospiti”, passando per “Vacce Pjanic” e “Roma vs Lazie 5-0, match point”. E ancora, quasi profetico: “Osvaldo sotto la nord, ta-ta-ta-ta-ta”. C’è poi quello che mette a confronto i testimonial comici, “Noi, cor Cipolla, tutti carini e pettinati / voi, co’ Brignano, ‘na iena e finto romano” E anche quello, sulla falsariga, ma più sofisticato e quasi “filosofico”, che, in basso, campeggerà per tutta partita: “Noi baluardo dell’essere / voi simbolo dell’apparire”. In tribuna stampa, quello biancoceleste che ricorda il collega Andrea Pesciarelli, di cui scorrono anche, tra gli applausi, alcune immagini sul tabellone nel prepartita. Fortunatamente, fioccano anche quelli che annunciano la nascita di qualche lupacchiotto o lupacchiotta, da Patrizio a Francesca, o quello di alcuni bambini, con le maglie di entrambe le squadre che, sotto uno striscione con i due diversi simboli recita “Mamma, stasera non torno a cena”. Quando Osvaldo porta in vantaggio la Roma, dopo 4 minuti, l’esplosione è garantita: un’esultanza fatta di citazioni, la sua con quella scritta “Vi ho purgato anch’io” che vuole essere il proprio omaggio al Capitano che oggi non è in campo. In quei minuti finali con lui in campo difficilmente un pallone sarebbe spiovuto in area giallorossa. Torna presto, Francesco.
mercoledì 12 ottobre 2011
Niente scenografia contro la tessera del tifoso
Nessuna scenografia, contro la tessera del tifoso. I romanisti, a differenza della curva laziale, hanno deciso di non organizzare nessuno spettacolo da derby in Sud, accompagnando De Rossi e compagni soltanto con cori e bandiere. La protesta è per sottolineare il dissenso nei confronti del Viminale per l’inasprimento delle misure di sicurezza che rendono necessario l’invio di fax per ottenere l’autorizzazione per striscioni e coreografie. Ma l’obiettivo principale della protesta continua a essere la tessera del tifoso, senza la quale non ci si può abbonare e andare in trasferta.
martedì 11 ottobre 2011
Una notte in fila solo per amore
Sono le 23 di domenica. Una domenica come tante qualcuno direbbe, ma a Roma non è una domenica qualunque. È la notte che porta alla vendita libera dei biglietti per la stracittadina. E già verso le 23 dalle parti dei Roma Store di Piazza Colonna e Via Appia si iniziano a intravedere le prime facce di chi, pur di assicurarsi il tagliando per la partita dell’anno, è pronto ad affrontare la “nottata”, nonostante un freddo cane. Prima della vendita libera, i biglietti erano 8.000. Ma erano stati acquistati dai tesserati. Da chi quindi aveva il diritto di prelazione grazie (o per colpa) della Tessera del Tifoso. Ore 10 di ieri. Aprono i botteghini ed è subito ressa. In un’ora e mezza la Sud va esaurita, poco dopo anche i Distinti Sud fanno la stessa felice fine, 12 mila tagliandi venduti. L’As Roma comunica il sold out. Ma chi tifa Roma ha sempre ragione, e chi ha affrontato la notte battendo i denti, ora è sicuro di avere il biglietto, tra chiacchiere, coperte per ripararsi dal freddo, cori e tanta voglia di essere della partita. Verrebbe da dire “voglia di stringersi un’- po”... Sarà una bolgia. Ed è stata una bolgia anche ieri mattina, un bolgia molto civile. Le file chilometriche vengono smaltite senza alcun intoppo. Lasciando tutti contenti. I Roma Store hanno adottato misure diverse per gestire i tagliandi, ma con lo stesso risultato. Il tutto esaurito per i settori interessati alla Roma. A Piazza Colonna viene consegnato un foglio che serve per creare un ordine di fila, a Via Appia vengono distribuiti i classici numeretti. C’è un’aria elettrica in giro. La si respira dovunque e hanno tutti voglia di Roma. Le considerazioni del caso si faranno dopo, che si vinca o che si perda, se il rigore c’era oppure no, se il laser ha influito sul gol (ma non c’è più Muslera) ma il tifo romanista, quello non si discute, ci sarà punto e basta e sarà magico. Come lo è la Roma. È la partita che può consacrare definitivamente il nuovo corso e spedire Luis Enrique nell’Olimpo degli dei romani. Perché questa è la sua Roma, è la Roma di DiBenedetto, degli undici volti nuovi. È la nuova Roma. E i romanisti hanno capito che qui è in atto una rivoluzione, calcistica e sociale. E vogliono la vittoria. Vogliono affondare definitivamente i laziali in una crisi profondissima, in un incubo, in un esaurimento nervoso senza fine dal quale neanche il lettino di Freud potrebbe risollevarli. Mancano cinque giorni ma c’è chi non ce la fa davvero più ad aspettare, come Danilo: «Me li sto a sogna’ la notte i laziesi» o come Giovanni che ci dice: «Sono qui dalle 3 di stamattina e non sono mai stato così contento, appartengo ad un’altra generazione ma mi sono innamorato di nuovo». Perché la Roma è anche questo, è passione allo stato puro, è qualcosa che hai dentro e che non va più via. «È bello ogni tanto fare queste cose, per qualcosa che si ama come la Roma». Perché anche questo è il sale del calcio, quello che rende questo sport la linfa vitale di molte persone. E non è un caso che Bojan a pochi giorni dal derby dica: «Meglio del Clasico». Perché a Roma il calcio è tutto, o quasi. Perché è rimasto impressionato dalla curva Sud al suo primo gol in maglia giallorossa, e spera di ripetersi, perché segnare un gol al derby è come vivere un sogno. Un sogno che vogliono vivere tutti i tifosi giallorossi, domenica sera. Tutti insieme. «Si pentiranno di giocarlo questo derby» assicura Stefano confidando nel fatto che la Roma agli appuntamenti importanti risponde sempre presente, soprattutto contro i cugini, che da due anni a questa parte hanno collezionato una serie di figuracce difficili da cancellare. È come se la Lazio vivesse il derby come una sorta di complesso di inferiorità, tecnica e individuale, ricordarsi le figuracce di Ledesma e Radu nell’ultimo derby. Molto probabilmente non sarà il derby di Francesco Totti, ma non si fanno drammi. «Francesco è unico, lo sappiamo tutti, ma fortunatamente adesso abbiamo i ricambi e se non dovesse giocare, chi giocherà al suo posto farà bene, sono fiducioso» dice Carlo. Ma l’ultimo derby è stato il suo e farà di tutto per esserci. Da chi potrebbe non essere della partita, a un altro che invece scalpita e non sta più nella pelle, Erik Lamela, e a proposito Matteo dice: «Figuramose, se ’ste cinque partite le avesse giocate Lamela, saremmo stati primi. Voglio vederlo giocare e il derby potrebbe essere il palcoscenico perfetto per inserirsi». Lui, Erik, potrebbe davvero essere l’asso nella manica di Lucho, perché Sabatini difficilmente ha sbagliato acquisti nella sua carriera, basti pensare a Pastore che ha fruttato alle casse del Palermo 43 milioni, e se ha preso Lamela un motivo ci sarà. Altri però mettono le mani avanti su questa partita, che molti la vedono insidiosa: «Questi si saranno stufati di perdere, metteranno in campo sicuramente qualcosa di più, ma non li temiamo», dice Antonella. «Noi siamo un cantiere di giovani e qualità , ma loro sono rocciosi e hanno Klose e Cissè in più», continua uno scaramantico Andrea. Ma Klose risente ancora di qualche problema fisico al ginocchio e ha saltato il suo impegno con la nazionale, contro la Turchia... «Vediamo se quest’anno riusciranno a giocare un derby in modo dignitoso perché a ripensare a come si sono comportati l’anno scorso mi viene il voltastomaco», commenta Luigi. Fatto sta che mancano cinque giorni. Solo cinque giorni e poi tutte le chiacchiere varranno zero. Perché si giocherà il derby numero 165 della storia e tutto il mondo sarà collegato. Mancano ancora cinque giorni ma molti hanno già la pelle d’oca. E mica per il freddo.
domenica 9 ottobre 2011
martedì 27 settembre 2011
Trigoria, tifosi in delirio per Totti. Il capitano: "Giocherò altri 10 anni"
E' il giorno di Francesco Totti. Il capitano giallorosso oggi compie 35 anni e diversi tifosi hanno deciso di andare in pellegrinaggio a Trigoria per dimostrare il proprio affetto verso il numero 10. Poco prima delle 13, Totti ha lasciato il centro sportivo scatenando la gioia dei tifosi presenti a caccia di autografi e foto, che lo hanno letteralmente bloccato per alcuni minuti. Nel frattempo i cori per il capitano facevano da sottofondo alla dimostrazione d'affetto dei presenti. Il capitano, sorridente e disponibile con tutti, ha rilasciato alcune brevi dichiarazioni: "Ringrazio tutti i tifosi. Se mi sento i 35 anni? No". Alla domanda se giocherà altri 5 anni, Totti rilancia: "No, altri 10...".
giovedì 22 settembre 2011
Er Secco dei Fedayn mai più allo stadio fin quando DiBenedetto non prende posizione contro il cardinale Law
Lettera inviata alla trasmissione Ouverture di David Gramiccioli (radioies).
“Approfitto di questa trasmissione per comunicare la mia personalissima posizione rispetto al signor Thomas DiBenedetto che fra qualche giorno verrà ufficialmente investito del ruolo di presidente della AS Roma 1927. Scelgo questa trasmissione per un motivo che va oltre la fratellanza che mi lega a te, David, per quell’atto di profonda condivisione sul fronte comune di combattere l’infamia assoluta della pedofilia. Com’era prevedibile qualcuno vorrebbe strumentalizzare il mio nome e condizionarlo alla sola mia esperienza da stadio , una pagina bellissima di oltre 40 anni che si rinnova ogni volta che gioca la Roma. Questa mia legittima richiesta riprende quel ruolo di direttore artistico che ha avuto e che ho nella commedia teatrale “Ultima missione: destinazione inferno”, atto di denuncia assoluta contro la pedofilia. Concludo sottolineando che la mia decisione di non andare più allo stadio a vedere la Roma finchè il presidente DiBenedetto non farà chiarezza sulla vicenda-Law è una decisione assolutamente personale. Se DiBenedetto tenesse ancora un rapporto di amicizia con il cardinale Law non solo non è degno di essere il presidente della Roma ma soprattutto non potrebbe mai parlare in nome di questa città e delle sue persone. Mamma Roma ha sempre amato e difeso i suoi bambini!”.
Maurizio Cardelli, er secco dei Fedayn
giovedì 4 agosto 2011
Giallorosso ovunque
Per i tifosi del Vasas la partita con la Roma, anche se amichevole, ha rappresentato un grande evento. Erano in molti gli spettatori ungheresi che hanno sfoggiato allo stadio “ Puskas” una maglietta o comunque un vessillo giallorosso. Nell’intervallo l’altoparlante ha lanciato anche Grazie Roma di Antonelli Venditti.
lunedì 25 luglio 2011
Come disdire la Tessera del tifoso
In ogni momento il cliente-tifoso può recedere senza penalità e spese dal rapporto con CartaLis IMEL SPA (che emette la Card e non esiste come banca ma é solo una Società per azioni nata da un accordo tra Lottomatica e Banca Sella per emettere moneta elettronica), visto che includono tra i diritti la possibilità di recedere in ogni momento, senza penalità e senza spese di chiusura, dai contratti di durata.
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Per disdire la tessera del tifoso della Roma, quindi è sufficiente inviare una lettera raccomandata con ricevuta di ritorno alla CartaLIS Istituto di Moneta Elettronica S.p.A. Viale del Campo Boario, 56/d - 00154 Roma
Volendo, si può anche andare direttamente a Viale del Campo Boario (testaccio) e farsi protocollare lì la richiesta.
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Per conoscenza, poi la lettera deve essere mandata anche all' A.S. Roma S.p.A. Via di Trigoria Km 3600 00128 Roma
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Testo: "Il sottoscritto xxxxxxx, nato a xxxxxxx e residente in xxxxxxx con la presente disdice la tessera del tifoso "As Roma Club Privilege" n. xxxxxxxx dal medesimo sottoscritta, recedendo dal programma di adesione a suo tempo sottoscritto".
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NOTA BENE: si suggerisce di effettuare l'operazione a fine stagione, onde evitare di non potere più utilizzare l'abbonamento.
sabato 23 luglio 2011
I tifosi in coro: “Non si scherza con la Roma!”
«Nessuno si azzardi a scherzare con la Roma». Loro non lo permetterebbero. Loro sono i tifosi della Roma che stanno qui a Riscone e che ieri, il dopo la grande paura – a un certo punto nel pomeriggio dell’altro ieri la rottura fra gli americani e la banca sembrava conclamata – vogliono far sentire la loro voce. Più chiara possibile. I tifosi della Roma non ne possono più delle chiacchiere e non ne possono più di rimandi odi ostacoli improvvisi. «C’è qualcuno – eccome se c’è – che esulterebbe se saltasse la trattativa».Lo dicono sia il presidente dell’Associazione Italiana Roma Club, Francesco Lotito, sia il vicepresidente dell’Unione Tifosi Romanisti, Romeo Capelli. Sono i rappresentanti massimi (forza Fabrizio!) delle organizzazioni dei club romanisti qui in ritiro in Alto Adige. «Siamo frastornati,totalmente frastornati da quello che si dice –dice Capelli, Utr – Si parla di tutti tranne che di calcio. Troppe parole alla rinfusa, troppe chiacchiere che poi vengono contraddette da altre chiacchiere. Adesso la realtà della Roma è quella che vedete qui davanti agli occhi, una squadra e un allenatore senza management. Arriveranno dei dirigenti importanti, ma ci vuole la figura del presidente. Ci vuole questa svolta che aspettiamo da troppo tempo. Se ancora non è avvenuta,però, è perché più di qualcuno ha messo i bastoni fra le ruote. Magari sono gli stessi che esulterebbe se saltasse tutto, senza capire che così ci rimetterebbe solo la Roma». E’ quasi un’eco quella di Francesco Lotito:«Da quant’è che stiamo parlando di questo passaggio di proprietà? Mi tengo stretto: dall’arbitrato di Ruperto a oggi è passato più di un anno e ancora non è arrivato questo benedetto-maledetto closing. Per il tifoso della Roma è sfinente. Ora speriamo di essere arrivati a una svolta come sembra. A questo punto mi interessa solo una data: il 18 agosto, quando inizieranno gli impegni ufficiali della stagione con la partita di Europa League.E’ evidente che ci siano forze contrapposte,qualcuno che si sia approfittato di questa situazione di stallo per insinuare dubbi e amplificare lo scetticismo. Sicuramente c’è chi vorrebbe che il passaggio saltasse». Sicuramente a Riscone non ci sta. Non ci stanno. A Riscone il fronte appare compatto-comune: «La banca deve capire meglio che la Roma non è un bene come gli altri. Anzi, che la Roma è un bene enorme di un popolo».E’ il refrain di Luca, Claudio, Daniele ed Elisabetta.“Gente da stadio”, si amano definire così e non amano dare altre indicazioni. «Tanto il concetto è sempre lo stesso». C’è chi invece dà nomee cognome per far sapere la sua opinione. Come Cristiano Rossetti, 30 anni: «Io non ci capisco niente di queste cose – premette - però mi dà troppo fastidio che mentre sono qui in ritiro mi tocca pensare a cose come bilanci e closing. Anche voi giornalisti, prima ci chiedevate chi fareste giocare tra questo e quel giocatore, adesso invece ci parlate della banca. Fiducia in Di Benedetto? Sì, ma aspetto di vederlo qui. Fiducia nella banca? Anche, non possono fare una figura così». Davide Scarponi, 32 anni, romanista da sempre,inizia con una domanda retorica: «E che devo dire? Ieri sera a momenti me prendeva un colpo,oggi leggo sui giornali che tutto è più tranquillo. Non so che dire, se non che Unicredit deve trovare il modo di risolvere tutto. Si sono presi questa incombenza, adesso devono uscirne bene. Di Benedetto? Più che lui mi hanno colpito i dirigenti che ha scelto. Sono una grande garanzia,anche se l’uscita di Baldini su Totti non mi ha fatto impazzire». Roberto Giannelli, 28anni ce l’ha chiaramente con la banca: «Unicredit se deve sbrigà a chiude perché ha tutto da guadagnarci. Se fallisce gli americani tornano da dove sono venuti e chi si è visto si è visto. Ma loro ci devono rimanere in Italia, voglio vedere che succede. Fino ad ora la Roma nuova mi piace, anche se c’è una lentezza esagerata nelle operazioni. Io però devo ammettere la verità: quando ci stanno gli articoli sulla società, leggo solo i titoli, mi interessano altre cose tipo i giocatori che compriamo e quelli che se ne vanno. Tra questi potrebbe esserci De Rossi? Non scherziamo. Certo, se saltano gli americani il primo che va via è lui, ma non ce voglio pensa’ per non rovinarmi il ritiro».Mauro Gaioni ha certezze: «Io mi fido completamente di questi americani. I ritardi negli affari così importanti sono normali. Questi vogliono fare i soldi, non vedo perché dovrebbero impazzire all’ultimo. Certo, non sono Abramovich, ma mi pare che finora stiano facendo le cose perbene. Io i tifosi della Roma non li capisco più...Stanno sempre a lamentarsi...». Carlo Gaioni,trentacinquenne, è convinto che si chiuda e basta:«Io penso che alla fine si sistemerà tutto. Ci stanno troppe cose in ballo che noi non sappiamo,quindi resto fiducioso e aspetto. Se dovesse saltare tutto? No, non ci credo. E’ a voi giornalistiche ve piace chiacchierà».
sabato 16 luglio 2011
giovedì 14 luglio 2011
I tifosi: questa Roma è ok. Vogliamo altri derby...
I tifosi romanisti, che passione! E’ sempre così, quando si tratta di tifo, stiamo una spanna sopra, non c è niente da fare. Nella giornata di ieri, che ha segnato l’inizio di una nuova era a Trigoria l’ entusiasmo che ha circondato la squadra, si respirava fino a Milano. Trecento tifosi, nonostante un caldo atroce, hanno accolto la squadra nel primo giorno ufficiale della stagione 2011-2012. Neanche a dirlo, i più acclamati sono stati Francesco Totti (arrivato per secondo, dopo Greco) e già in forma davvero smagliante, e Daniele De Rossi che sembra un bambino al primo giorno di scuola, che strombazza con il clacson della sua Smart alla soglia del cancello del Fulvio Bernardini. Entusiasmo alle stelle, come pronosticabile, e solo buoni propositi, e tanta, tanta fiducia, speranza, mettetela come vi pare; soprattutto da parte di chi la Roma la ama davvero, gli instancabili sostenitori che nella gioia e nel dolore amano in tutto e per tutto i colori giallorossi. «Luis Enrique farà grande questa squadra, farà benissimo, per uno come lui sarà stimolante doversi cimentare nel campionato italiano», dicono. Lui Enrique infatti, sembra già aver stregato tutti portando una ventata d’aria del tutto nuova. C’è chi vuole subito lo scudetto, «Dobbiamo puntare subito alla vittoria del campionato, lo passiamo fare, lo dobbiamo fare », (come biasimarlo?). C è invece chi frena gli entusiasmi spiegando che «E’ difficile poter lottare per lo scudetto, è un cantiere aperto alle prime fasi di costruzioni questa nuova Roma, ma assolutamente bisogna centrare la Champions, deve essere questo l’obiettivo, l’importante è non porsi limiti». E ancora chi dice «Vogliamo una Roma più spumeggiante». Giusto. La Roma vista la scorsa stagione a tratti imbarazzante vuole e dovrà essere solo un vago ricordo: «Riscattiamo da subito la scorsa stagione» insistono. Champions quindi, da mettere in cassaforte, ci mancherebbe, ma c’è anche chi, ha un solo pallino nella testa, la Lazio, il derby, che è già iniziato a quanto pare: «Fosse per me vorrei vincere solo e sempre contro la Lazio». La cosa - in effetti - che succede con regolarità. La Roma riparte quindi, anche e sopratutto da loro, l’anima di questa squadra,da quei 300, che ricordando gli Spartani nelle Termopili, fanno paura. I nostri tifosi.
sabato 9 luglio 2011
Più digitali più economici. E pagamenti in comode rate
A proposito delle aperture della nuova Roma verso la tifoseria, circolano voci— confermate— di incontri istituzionali con il Questore Francesco Tagliente e il capo della Digos Lamberto Giannini, e voci — smentite, ma ben documentate — di altri incontri più informali con rappresentanti del tifo o personaggi comunque legati agli ultrà. Si dice anche che la Roma negli ultimi giorni si sia avvalsa della consulenza dell’avvocato Lorenzo Contucci, difensore di tanti noti ultrà italiani, per trovare il sistema, diciamo così, di rendere meno indigesta ai propri sostenitori la tessera del tifoso e aumentare in questo modo il dato degli abbonati. Intanto, questa consulenza dovrebbe aver prodotto un primo risultato, già sottoposto all’attenzione del Viminale: consentire a chi ne è già in possesso di entrare allo stadio con sola la tessera del tifoso, dove verrebbero inseriti anche i dati dell’abbonamento, senza dover esibire anche la tesserina del club. Si tratta di una digitalizzazione che la Roma conta di poter applicare da subito. Agevolazioni Intanto, emerge qualche piccolo dettaglio della nuova campagna abbonamenti, tenuta fin qui sotto silenzio: non ancora la data di lancio ufficiale, ma almeno ora si sa che ci sarà un abbassamento dei prezzi e che sarà possibile pagare certe tipologie di abbonamento in comode rate, anzi alcune comodissime.
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