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domenica 29 maggio 2011

L’Europa applaude un Barça da favola

La finale di Wembley è stata l’ennesima dimostrazione della superiorità quasi schiacciante di una squadra di calcio contro qualsiasi altro avversario. Anche uno squadrone come il Manchester Unioted si è dovuto inchinare, travolto dalle prodezze dei vari Messi, Iniesta, Xavi, Villa, Pedro, ma l’elenco potrebbe continuare.
I blaugrana ora si godono il trionfo mentre la stampa internazionale riconosce unanime i meriti di una formazione che entra nella leggenda, tanto da essere considerata la più forte di tutti i tempi.
SPAGNA
“Un Barça da sogno” tilola l’edizione online di Marca; per ‘As’ il Barcellona è stato ‘Super’ e Messi ha messo in mostra “uno spettacolo straordinario”; “Campioni!” è il titolo del Mundo Deportivo, che poi sottolinea un concetto che sembra trovare tutti d’accordo: “Il Barcellona è la squadra più forte del mondo”
GERMANIA
“Ci spiace Manchester, ma questi sono galattici” – titola in prima pagina la Bild – “Il Barcellona ha vinto la Champions spazzando via lo United”. “Barça, sei stratosferico: che spettacolo!” scrive invece Kicker. Non usa mezzi termini nemmeno il Frankfurter Allgemeine Zeitung: “Barcellona conquista Wembley, anzi no: il mondo!”, e sulla stessa lunghezza è il Die Welt: “Il pianeta Barça lascia il mondo calcio” – Il Barcellona è la misura di come stanno attualmente le cose nel calcio: perfino il Manchester United non è sembrato migliore di tutte le altre comprimarie, e il 3-1 finale non spiega a sufficienza la superiorità degli spagnoli”. Conciso ma efficace il Der Spiegel: "Il Barcellona è la squadra migliore del continente“
INGHILTERRA
“Semplicemente i migliori: Messi infrange i sogni dello United” scrive il Sunday Telegraph; per il Mail on Sunday Messi “è un mago. E Sir Alex celebra il Barcellona come “la squadra più forte contro la quale abbiamo mai giocato” Il News of the World non si sottare all’elogio collettivo: “I più grandi giocatori del pianeta distruggono lo United”

venerdì 15 aprile 2011

Champions League: dal 2012 l'Italia ha solo 3 squadre

Ora è ufficiale. La Germania ci ha scavalcato nel ranking Uefa e ora ha 9 punti in più di noi. Dalla stagione 2011/2012 l'Italia avrà solamente tre squadre in Champions League, una delle quali dovrà passare per i preliminari. I club in Europa League resteranno tre: uno vi accederà vincendo la Coppa Italia, gli altri due grazie al quarto e quinto posto nella classifica di Serie A. La discesa libera dell'Italia dura ormai da anni e potrebbe durare ancora. Portogallo e Francia stanno facendo molto bene e rischiano di scavalcarci. Specialmente i lusitani sono molto pericolosi: hanno ben tre squadre nelle semifinali di Europa League e dunque potranno aumentare moltissimo il loro punteggio. L'Italia, dal canto suo, conferma la sua recente crisi, che la vittoria della Champions 2010 da parte dell'Inter non è riuscita a farci superare. Questa stagione è stata disastrosa. La Sampdoria è stata eliminata ai preliminari di Champions. La Roma è andata fuori agli ottavi di finale, come il Milan, con squadre sicuramente abbordabili. La migliore è stata l'Inter, sbattuta fuori ai quarti dallo Schalke 04 con un clamoroso 7-3 complessivo. Peggio abbiamo fatto in Europa League. Qui la migliore è stata il Napoli, giunto solo ai sedicesimi. Come sono lontano i tempi in cui i nostri club dominavano in Europa...

venerdì 18 marzo 2011

De Rossi paga la gomitata, squalificato per tre turni

Tre giornate di squalifica europea per Daniele De Rossi. Così la disciplinare della Uefa ha deciso di punire la gomitata del centrocampista della Roma a Srna nel gelo di Donestk. Con le premesse della vigilia, quasi un sospiro di sollievo, non si trattasse di una macchia scura sulla stagione della Roma e del giocatore. Il fax con i motivi della decisione è arrivato nel primo pomeriggio a Trigoria, dove si temeva una sentenza più dura: almeno da 4 giornate, in caso fossero state pesate la recidività e la "grazia" ricevuta per un fatto analogo nella gara di andata. La Uefa non ha potuto fare a meno di sanzionare il gesto violento, punendolo però con la pena minima (3 giornate) prevista, che comunque fermerà il giocatore per l'andata della prima fase europea 2011-2012. In questo senso, utile anche il lavoro dei legali della società Crespo e Conte, che nei giorni scorsi avevano inviato una memoria prededuttiva in cui il club ammetteva l'errore del romanista ricordando, però, le provocazioni di Srna confessate anche dal tecnico dello Shakhtar Lucescu. Un prodotto utile per evitare almeno il pugno duro dell'Uefa. Anche per questo, la Roma potrebbe evitare di fare ricorso - valuterà tra oggi e domani con il legale Crespo - anche per non rischiare di peggiorare la situazione di una squalifica che le immagini televisive mostrano come ineccepibile. Una sanzione che certo non peserà sulla stagione della squadra dopo l'addio, a Donetsk, al palcoscenico europeo. Ma che De Rossi inizierà a "pagare" da subito: pronta la multa, come da codice comportamentale introdotto (rinnovato) di recente a Trigoria. L'entità, stabilita (e non comunicata all'esterno prima di essere ratificata al giocatore) solo dal direttore operativo Montali. De Rossi, però, rischia di scontare la sanzione anche in nazionale, dove il codice etico introdotto con la gestione Prandelli (e già sperimentato da Cassano) potrebbe costargli l'esclusione dalla convocazione per il match del 25 marzo in Slovenia. "Parlerò con lui", ha assicurato il ct da tempo. Intanto, il centrocampista giallorosso ha già dovuto fare i conti, nei fatti, con il processo del suo pubblico: critiche durissime, qualcuno è arrivato persino a chiederne la cessione. Ferite per chi come lui sente di aver dato tutto se stesso alla Roma: "Prima gli attacchi venivano dal Nord, adesso vengono da casa mia". Pensieri che qualcuno ha voluto - con troppo anticipo, forse - associare a un possibile desiderio di cambiare aria a fine stagione. Ipotesi per ora non certo presa in considerazione dall'uomo De Rossi (lo ha assicurato anche il padre, ieri) né della nuova proprietà, che a breve acquisterà la Roma e non ha nessuna intenzione di presentarsi con una cessione tanto pesante. Resta, però, il contratto in scadenza nel giugno del prossimo anno.

mercoledì 9 marzo 2011

Montella va giù duro

Montella, nella notte della sua prima sconfitta da tecnico della Roma che coincide con l’eliminazione dalla Champions (prima italiana a uscire), adesso sa bene in che spogliatoio è atterrato. Sceglie il rigorista Pizarro, ma Borriello fa di testa sua. Mexes si fa cacciare dopo nemmeno un tempo, De Rossi dà una gomitata da prova tv a Srna: i due saranno ovviamente multati. La crisi è di nervi, prima che di risultati. E l’isterismo non piace affatto al nuovo tecnico che chiede l’appoggio dei dirigenti per stroncarlo. Intanto è durissimo: «Non è stato un bel vedere, bisogna anche saper gestire le tensioni. Certi atteggiamenti non possono essere tollerati. Anche da questi gesti si capisce lo spessore di un giocatore. Sono incavolato, alcuni comportamenti vanno limati a certi livelli. Mi danno fastidio. Mi riferisco pure alle ammonizioni inutili e al perdere la testa. Io posso anche difenderli in pubblico, mentre in privato li riprendo. Ma è la società che deve intervenire. Le provocazioni ci stanno pure per strada. E allora, uno che fa, si mette a litigare tra la gente? Il problema è che qui ci sono giocatori troppo tifosi». Meno drastico, invece, sul nuovo siparietto per un rigore: «Designo sempre il rigorista prima della partita. Sia a Lecce che qui era Pizarro, ma chi ha giocato a calcio sa che a volte un giocatore vuole colpire in un determinato momento. Pizarro gliel’ha fatto tirare con molta serenità. Mi dispiace per Marco. La prossima volta lo tiro io... A Totti quando giocavo glielo ho chiesto tante volte, a volte me lo ha lasciato, tante volte no. Capello ne designava due di rigoristi e si toglieva il problema...». Difende la scelta di Borriello titolare: «Pensavo che loro nella prima parte si difendessero. Quindi ci voleva più fisicità all’inizio, per poi giocarmi Totti nel secondo tempo». Svicola in vista della Lazio: «Magari mi servono sia Totti che Borriello». Non boccia la Roma di Donetsk: «Non ho trovato giocatori egoisti, ho visto una squadra che aveva voglia di vincere e un gruppo affiatato. Fino all’espulsione abbiamo fatto un’ottima gara, con velocità di gioco, siamo arrivati al tiro cinque-sei volte. Dopo l’espulsione la gara è cambiata. A questi livelli non puoi sopportare un uomo in meno per cinquanta minuti. Abbiamo concesso pochissimo nel primo tempo». Si sbilancia, anche troppo: «È stato fatto un grande passo sotto la convinzione di squadra». «Ora mi preparo a essere massacrato. Ma mi sono preso la responsabilità, come feci proprio nel derby d’andata: a volte va bene, altre no» chiarisce Borriello. «Da quando ho detto quella frase dei venticinquemila gol non segno più, da un po’ di tempo mi gira tutto storto» la triste considerazione del centravanti. «Sono dispiaciuto per l’eliminazione». Totti evita di buttare altra benzina sul fuoco di un’uscita di scena così allarmante. Ammette che, però, la delusione non è solo per l’addio alla Champions. «Anche perché non sono sceso in campo». Con una smorfia e un «boh».

Roma fuori di testa e dall'Europa

Sbagliando non si impara, affatto. Lo dimostra la Roma che plana insieme a Montella fuori dalla Champions collezionando la solita serie di errori e rimpianti, lo certifica Borriello che come un bambino viziato vuole calciare a tutti i costi un rigore (sbagliandolo), lo ribadisce Mexes che si fa cacciare per un doppio giallo dopo appena quaranta minuti. Errori su errori che condannano una Roma sicuramente migliore di quella vista all’Olimpico nella gara d’andata nonostante il passivo pesante, pesantissimo. Montella era chiamato a un’impresa difficile, quasi impossibile dopo il 2-3 di tre settimane fa. I giallorossi erano scesi in campo con il piglio giusto come testimoniano le parole del tecnico a fine partita: «Chiedevo una crescita, da questo punto di vista sono contento. Finché siamo rimasti in 11 abbiamo giocato bene contro un avversario di grande livello Abbiamo tirato in porta 5-6 volte contro una squadra di grande livello». Il gol fortunoso di Hubschman non aveva scalfito i propositi di rimonta. Poi due gesti di puro masochismo. Prima il penalty sbagliato da Borriello che, fregandose della gerarchia dei rigoristi (in assenza di Totti il primo della lista sarebbe Pizarro), va dal dischetto lasciandosi ipnotizzare da Pyatov, poi l’espulsione di Mexes che ha lasciato la sua squadra in 10 per 50 minuti, abbandonata al triste destino dell’ennesima goleada europea (la Roma è la squadra che ha subito più gol dell’intera Champions). L’espulsione di Mexes ha scoperto i nervi della Roma graziata da Webb in almeno due occasioni: a fine primo tempo quando De Rossi ha rifilato un gancio destro a Srna e al 70’ quando Borriello è intervenuto a gamba tesa sull’esterno croato. «Sono incavolato per certi atteggiamenti - ha dichiarato a fine partita Montella -. Ammonizioni inutili, falli stupidi. Non si può rischiare di rimanere in nove.Dobbiamo gestire l’emotività, anche quello è un valore. Si deve uscire sempre a testa alta. Tecnicamente lo abbiamo fatto, emotivamente no. Un errore ci può stare, ma se diventa ripetitivo risulta antipatico. Non dobbiamo farci prendere dall’emotività. L’episodio del rigore? Il rigorista era Pizarro. Borriello ha chiesto di tirarlo e l’ha sbagliato. Succede». La sconfitta non deve però fermare la rincorsa della Roma in campionato: « Non dobbiamo buttare via tutto quello che stiamo facendo. Ho visto comunque una crescita. Ora c’è il derby, dobbiamo pensare solo a vincerlo».

lunedì 7 marzo 2011

Con questi uomini è già successo

A Donetsk ricordando Madrid e Lione. Allora c’era Spalletti in panchina e visto che la Roma di Montella è simile a quella del toscano nei protagonisti e nel modulo perché non sperare? In fondo bisognava vincere anche a Lione nel ritorno degli ottavi della Champions 2006-07 dopo aver fatto 0-0 all’andata e pure i francesi venivano da una lunga imbattibilità casalinga simile a quella di questo Shakhtar, che tra le mura amiche ha vinto 16 gare ufficiali su 16 tra campionato e coppe. Eppure il Lione perse 2-0 con i gol di Totti e Mancini. Era il 6 marzo 2007: domani saranno passati 4 anni e 2 giorni. A quella edizione della Champions risale l’unico precedente della Roma con lo Shakhtar, che nel girone iniziale vinse l’incontro casalingo per 1-0 dopo aver perso 4-0 all’Olimpico. Negli ottavi del 2007-08 i giallorossi fecero anche meglio, vincendo 2-1 entrambe le gare contro il Real Madrid. Al Bernabeu segnarono Taddei e Vucinic e i loro gol si aggiunsero a quello con cui Totti firmò l’1-0 del 30 ottobre 2002 nella gara del girone iniziale della Champions 2002-03. Visto che si giocherà in Ucraina, poi, perché non ricordare il 4-1 di Kiev del 27-11-2007 che aiutò la Roma a qualificarsi nel girone iniziale dell’edizione 2007-08? Quella sera furono Panucci, Giuly e soprattutto Vucinic (doppietta) a spingerla avanti e quest’ultimo c’è ancora, come altri sei dei titolari di quel giorno: Doni, Juan, Cassetti, De Rossi, Pizarro e Taddei. Il nucleo di una squadra che con Spalletti e il 4-2-3-1 ha spesso conosciuto momenti di gloria europei. Quest’anno la Roma la sua mini-impresa l’ha fatta con il vittorioso 3-2 di Basilea grazie al quale rimise in piedi una qualificazione che sembrava già compromessa dopo le sconfitte con il Bayern (fuori) e gli svizzeri (all’Olimpico). Il colpo esterno in Europa è nelle corde di questi giocatori, che la fecero anche a Bordeaux il 1° ottobre 2008, nella seconda partita del girone iniziale della Champions 2008-09 vinta 3-1 con la doppietta di Baptista e il gol del «solito» Vucinic. La Roma aveva perso la gara casalinga di esordio contro il Cluj e con quel successo esterno si rimise subito in corsa. E pazienza se la statistica ci dice che solo in una delle cinque volte precedenti è riuscita a rimediare in trasferta ad una sconfitta subita all’andata in casa in una sfida europea a eliminazione diretta. Ci riferiamo ai 32° della Coppa Uefa 1988-89, in cui perse 2-1 a Roma con il Norimberga (7 settembre 1988) per poi vincere 3-1 in Germania ai supplementari il 12 ottobre con gol di Renato. Nelle altre quattro occasioni, invece, le è andata sempre male: nei quarti della Coppa delle Fiere 1964-65 contro il Ferencvaros (doppia sconfitta, 2-1 a Roma e 1-0 in Ungheria); nei quarti della Coppa Uefa 1982-83 contro il Benfica (sconfitta per 2-1 a Roma seguita dall’1-1 di Lisbona); negli ottavi della Coppa Uefa 2000-01 contro il Liverpool (sconfitta per 2-0 all’Olimpico e vittoria giallorossa per 1-0 ad Anfield) e nei quarti della Champions 2007-08 contro il Manchester United, che vinse 2-0 a Roma e 1-0 all’Old Trafford.

La Roma può rimontare ma...

Il buon risultato dello Shakhtar nel match d'andata a Roma non mi ha sorpreso. Nonostante gli ucraini non giocassero una partita ufficiale da diversi mesi, ormai hanno imparato a conoscere la Champions League e sono perfettamente in grado di prepararsi mentalmente e fisicamente con i training-camp che svolgono nella nazioni più calde.  Poi c'è da dire che hanno giocatori di grande qualità. Hanno una base tecnica tutta brasiliana, ma sono anche dei grandi lavoratori e Lucescu è un grande tecnico. Da parte sua la Roma è una squadra di vertice del campionato italiano, ma l'ambiente romano è un ambiente complicato, che spesso non ti permette di preparare le partite al meglio. Lo Shakhtar è stato preso sotto gamba nonostante avessero vinto il loro girone davanti a noi [dell'Arsenal] e il risultato l'abbiamo visto tutti. La Roma comunque è capace di ribaltare il risultato, devo dire che sono un estimatore dello stile dei giallorossi. Ma è anche vero che statisticamente è molto difficile rimontare dopo aver perso in casa e in più lo Shakhtar è una squadra che in casa non fa sconti a nessuno. Riguardo ai singoli, tutti stanno parlando benissimo di Douglas Costa, ma io preferisco Jadson e Luiz Adriano. Lo Shakhtar è una squadra con tanti giocatori di qualità, soprattutto sulle fasce, mentre Jadson è il vero playmaker, un uomo-assist che ha dimostrato di avere un livello di gioco "da Champions League".

venerdì 25 febbraio 2011

Disciplinare Uefa, nessuna sanzione per De Rossi

Daniele De Rossi potrà giocare la gara di ritorno degli ottavi di finale della Champions League contro lo Shkhtar Donetsk, il prossimo 8 marzo. La commissione disciplinare dell'Uefa ha infatti assolto il centrocampista della Roma dall'accusa di «condotta impropria» dopo l'esposto presentato dal club ucraino, ha annunciato il servizio stampa della confederazione continentale da Nyon. Su richiesta della Shakhtar, l'Uefa aveva aperto una procedura disciplinare a riguardo del romanista, accusato di aver sferrato un pugno al giocatore Dimitri Chigrinsky, sfuggito all'arbitro, il portoghese Benquerenca. La disciplinare ha assolto De Rossi. Teoricamente, lo Shkahtar avrebbe la possibilità di presentare ricorso, ma l'eventualità sembra improbabile. Ancor meno verosimile la possibilità che l'Uefa modifichi la sua decisione di primo grado.

Champions: caso De Rossi!

C’è un caso Daniele De Rossi in Champions League. Un brutto caso. Che potrebbe portare a una squalifica, pure piuttosto pesante, del centrocampista del la Roma. A partire, ovviamente, dalla gara di ritorno a Donetsk, il prossimo otto marzo dove, oltretutto, i giallorossi saranno chiamati a tentare l’impresa di ribaltare il due a tre subito all’Olimpico. La notizia è trapelata ieri nel tardo pomeriggio da fonti Uefa. Tutto è partito da un esposto presentato al massimo organismo calcistico europeo dal club ucraino. Si basa su un filmato (pare di Sky Europa) in cui si vede Daniele De Rossi sferrare un pugno a un avversario. E, in base a questo filmato, l’esposto, con tanto di firma del presidente Rinat Akhmetov, richiede la squalifica del giocatore della Roma. Il rischio che venga accettata la richiesta è anche piuttosto alto visto che l’Uefa ha già detto sì alla denuncia dello Shakhtar, cioè ha visto il filmato e lo ha ritenuto sufficiente per aprire un procedimento. Si tratta di una denuncia molto dettagliata che fa riferimento anche al caso Gattuso con il Tottenham, la testata del rosso-nero a Joe Jordan che ha portato a una dura squalifica del rossonero, un episodio oltretutto accaduto nello stesso turno di Champions. Anche l’episodio di De Rossi sarebbe avvenuto a partita finita. Gli ucraini una volta venuti in possesso del filmato, ci hanno lavorato qualche giorno e poi lo hanno presentato all’Uefa. Che, una volta preso atto della situazio ne, ha trasmesso la documentazione anche al club giallorosso che non ha potuto fare altro che mettersi al lavoro per mettere a punto una strategia difensiva. La preoccupazione non è poca, se non altro perché i precedenti per fatti di questo genere non è che possano certo indurre al l’ottimismo. C’è il rischio, insomma, che Daniele De Rossi possa essere squalificato per non meno di tre giornate. La sen­tenza ci sarà soltanto nei prossimi giorni, ma chi ha visto il filmato assicura che i margini per una difesa positiva, non è che siano molto ampi. La Roma ha ricevuto la doccia fredda nella giornata di martedì scorso, quando si stava trasferendo a Bologna per il recupero di campionato giocato e poi vinto mercoledì scorso. Oltre alla documentazione scritta, il club giallorosso ha potuto vedere anche il filmato incriminato, dovendo prendere atto che qualche presupposto per l’esposto ci fosse. Si è deciso allora, in grande fretta e cercando di mantenere il tutto segreto, di affidarsi all’avvocato Juan De Dios Crespo, specializzato in diritto sportivo, tra l’altro una vecchia conoscenza del club giallorosso visto che il legale spagnolo, insieme al l’avvocato Antonio Conte, fu il difensore della Roma nella questione Mexes davanti al Tas. La strategia difensiva si baserà molto su una provocazione verbale che si vedrebbe anche dal filmato e che in qualche misura ridimensionerebbe le colpe del giocatore gial lorosso. La Roma ha già presentato un suo esposto di risposta, inserendo anche una memoria difensiva firmata dallo stesso Daniele De Rossi in cui il centrocampista spiega la dinamica dei fatti. Da qui alla partita di ritorno in Ucraina ci sono poco meno di due settimane, la sentenza di primo grado dovrà arrivare entro qualche giorno, anche perché ci dovrà essere spazio per un eventuale appello del club gial lorosso prima che si giochino i 90' della gara di ritorno. La situazione, per quello che siamo venuti a sapere, non è molto rosea per la Roma e il giocatore, essendoci pure la sentenza Gattuso a restringere ulteriormente i margini operativi per la difesa.

mercoledì 16 febbraio 2011

Roma - Shakhtar Donetsk 2-3 incubo totale

La Roma precipita sempre più in fondo, in una burrasca di umori negativi, partite sconcertanti e obiettivi stagionali che si allontanano sempre di più, fino a diventare chimere. Dopo essere stata tagliata fuori dalla lotta per lo scudetto e dopo essere stata buttata fuori a pedate dalle prime quattro posizioni che vogliono dire qualificazione all’Europa che conta per la prossima stagione, la formazione giallorossa rischia anche una grottesca eliminazione dalla Champions League già agli ottavi di finale. Il sorteggio contro gli ucraini dello Shakhtar Donetsk era stato accolto benevolmente dall’ambiente. E invece, la prima metà della sfida è amarissima da digerire: gli ucraini imbottiti di brasiliani e allenati da Lucescu passano spavaldamente in un Olimpico triste e arrabbiato 3-2. Al ritorno, in Ucraina, bisognerà vincere perlomeno per 2-0. Ma questa Roma, che nelle ultime quattro partite ha infilato tre sconfitte e un pareggio, non sembra avvezza alle grandi imprese: fiacca, deconcentrata, incapace di reagire, confusionaria. La partita era iniziata anche bene, con i giallorossi all’attacco, fino al gol di Simone Perrotta. Al 28’ il centrocampista raccoglie di testa il cross di Taddei e batte Pyatov. Poi, però, cala il sipario. In soli tredici minuti. Basta un giro di lancette, e lo Shakhtar pareggia con Jadson (e la complice deviazione di De Rossi che spiazza Doni). Poi al 36’ ancora Jadson in contropiede lancia Douglas Costa che di sinistro colpisce ancora la porta giallorossa. Infine, la ciliegina sulla torta del disastro, l’inguardabile John Arne Riise (il peggiore anche con il Napoli) perde goffamente palla e lascia campo a Costa, che appoggia a Luiz Adriano. Nel marasma totale, con Mirko Vucinic impalpabile poi sostituito da un Marco Borriello ancora peggiore, con Totti ormai fuori ritmo, con un centrocampo sperduto in fase di impostazione e vacuo in interdizione e una difesa che gira a vuoto, chi può provare a metterci una pezza? Solo Jeremy Menez, unica nota lieta della stagione: al 16’ della ripresa prende palla sulla trequarti, si invola verso la porta e batte Pyatov con un destro nel sette. E’ il là alla rimonta? No, perché a parte una buona occasione per Totti, della Roma continua a non esserci traccia. Lo Shakhtar ringrazia e ipoteca il passaggio ai quarti di finale.

mercoledì 9 febbraio 2011

Nessuna squalifica per lo Shakhtar

FIFA e UEFA hanno risposto all'informativa della FFU spiegando che gli ultimi sviluppi sono stati valutati positivamente e che i passi compiuti sono di fondamentale importanza per il rafforzamento del calcio ucraino.
FIFA e UEFA hanno replicato l'8 febbraio all'informativa prodotta venerdì scorso dalla Federcalcio ucraina (FFU), spiegando che gli ultimi sviluppi sono stati valutati positivamente e che i passi compiuti sono di fondamentale importanza per il rafforzamento del calcio ucraino. Date le circostanze, FIFA e UEFA ritengono che non sia necessario sospendere la FFU, ma nelle prossime settimane continueranno a vigilare per essere certe che la situazione del calcio ucraino si sia definitivamente stabilizzata. FIFA e UEFA avevano fissato nel 4 febbraio il termine ultimo entro il quale la FFU avrebbe dovuto fornire garanzie in merito alla cessazione di ingerenze esterne e garantire che l'attuale direttivo federale sarebbe giunto alla naturale scadenza del mandato, fissata nell'autunno 2012.

venerdì 28 gennaio 2011

Anche lo Shakthar potrebbe essere escluso dalla Champions League.

La Uefa sostiene la posizione della Fifa, che ha minacciato di sospendere la federcalcio ucraina per ingerenze politiche nella gestione dell'organismo. La sanzione potrebbe portare all'esclusione delle squadre di club e delle Nazionali dalle manifestazioni della Uefa. L'Ucraina, organizzatrice con la Polonia di Euro 2012, paradossalmente potrebbe essere estromessa dalla 'sua' edizione degli Europei. Dopo la riunione dell'esecutivo a Nyon, la Uefa ha reso noto che "a proposito della recente corrispondenza tra la Fifa e la Federcalcio Ucraina (Ffu) inviata il 24 gennaio, riguardante l'interferenza da parte di rappresentanti delle autorità statali sul lavoro della federazione, il Comitato Esecutivo Uefa ha concordato di sostenere la posizione della Fifa, che è completamente in linea con l'Articolo 7bis degli Statuti Uefa". "Per questo la Uefa ha scritto alla Ffu chiedendo che si prendano le 'misure necessarie e forniscano le conferme che questa situazione si è conclusa'. Per evitare dubbi, la sospensione della Ffu significherebbe, inter alia, che i club affiliati alla Ffu non potranno più partecipare alle competizioni Uefa per club e che le rappresentative nazionali ucraine non potranno più partecipare alle competizioni Uefa", si legge sul sito della confederazione continentale.Inoltre  la lettera della Uefa informa la Ffu che "nel caso in cui l'affiliazione della Ffu alla Uefa verrà sospesa, il punto di vista unanime del Comitato Esecutivo Uefa è che ciò non permetterebbe di far disputare la fase finale dei Campionati Europei di calcio in Ucraina nel 2012".Tutto ciò potrebbe portare all'esclusione dello Shakhtar Donetsk dalla Champions League e quindi la Roma accederebbe ai quarti di finale senza dover giocare con la squadra ucraina negli ottavi.

venerdì 17 dicembre 2010

Sorteggi ottavi di finale Champions League.

Ottavi di finale:

AS ROMA V SHAKTAR DONESTK
MILAN V TOTTENHAM
VALENCIA V SCHALKE 04
INTER V BAYERN MONACO
LIONE V REAL MADRID
ARSENAL V BARCELLONA
MARSIGLIA V MANCHESTER UNITED
COPENAGHEN V CHELSEA

giovedì 9 dicembre 2010

Ci aspetta la migliore Europa

Sangue sudore e lacrime. Non ci vuole molta fantasia per immaginare quale scenario at­tende Inter, Milan e Roma venerdì 17 - in bar­ba alla scaramanzia! - giorno del sorteggio de­gli ottavi di Champions League. L’Italia porta sì le sue tre squadre (la Sampdoria aveva abban­donato la compagnia già in agosto), ma paghe­rà sicuramente negli accoppiamenti il fatto che sono arrivate seconde. Ci aspetta l’Europa mi­gliore. E non poteva essere altrimenti: attual­mente il nostro calcio è quello eliminato a luglio dal Mondiale sudafricano, quello che al 99% a partire dalla Champions 2012-13 avrà solamen­te tre squadre iscritte. Quello che si aggrappa al Napoli per poter giocare ancora in Europa League nel prossimo febbraio, dopo l’uscita di scena di Juventus, Palermo e Samp. Siamo nelle mani di Sir Bobby Char­lton, ambasciatore della finale di Wembley del 28 maggio 2011. La situazione è molto sempli­ce: le tre italiane pescheranno una delle sette prime. Sette perché l’Inter non potrà ritrovare il Tottenham, il Milan il Real Madrid e la Ro­ma il Bayern, che erano le loro avversarie nel­la fase a gruppi appena conclusasi. L’altro «pa­letto » del sorteggio - che però a noi ci interes­sa il giusto - è che non ci potranno essere der­by fra club della stessa Nazione. Le gare d’an­data (15-16 febbraio, 22-23 febbraio) le italiane lo giocheranno in casa. Ovviamente ritorno in trasferta l’8-9 marzo o il 15-16 marzo. Fra il pri­mo e il secondo turno trascorreranno ben tre settimane! A parte la difficoltà dei confronti che aspettano nerazzurri, rossoneri e giallorossi, si potrebbe verificare tutta una serie di confron­ti con il sapore della rivincita. E’ quanto si au­gurano Chelsea, Barcellona e Bayern, «vitti­me » illustri della cavalcata trionfale dell’Inter verso la sua terza Coppa dei Campioni. Senza contare i fiumi d’inchiostro e di parole che po­trebbero raccontare un eventuale incrocio fra i nerazzurri e il Real Madrid di José Mourinho. Una sfida sicuramente affascinante. Senza quei veleni che invece verrebbero fuori nel caso di un accoppiamento fra Milan e Barça, con Ibra­himovic che avrebbe sicuramente qualche mo­tivazione in più affrontando Pep Guardiola, che non ci ha pensato su due volte a «sbarazzarse­ne ». Mentre una squadra che la Roma non vor­rebbe ritrovare è il Manchester United, un ve­ro e proprio tabù per la società giallorossa. Allora quale rivale ci si può augura­re per le nostre rappresentanti? In cima alla graduatoria dei desideri c’è lo Shakhtar di Mir­cea Lucescu, che sta dominando nel campiona­to ucraino. Un ulteriore vantaggio è rappresen­tato dal fatto che dalle parti di Donetsk si rico­mincerà a giocare solamente il 4 marzo del prossimo anno! A seguire lo Schalke 04 di Fe­lix Magath, anche se ci sono sempre in aggua­to Huntelaar (con il dente avvelenato con il Mi­lan!) e Raul, impegnato nella corsa a migliora­re il suo record di 70 reti nelle coppa europee. Infine il Tottenham di Bale e Van der Vaart, squadra che «le dà e le prende» con una certa disinvoltura. Comunque vada fra otto gior­ni nell’urna di Nyon, di fronte alla possibilità di vedere dal vivo e, perché no, battere gente co­me Messi, Drogba, Rooney o Cristiano Ronal­do il gioco vale sicuramente la candela.

Prima Borriello poi pareggia Traorè. Roma qualificata agli ottavi

La Roma si qualifica agli ottavi di finale di Champion's League e lo fa con pareggiando 1 a 1 sul campo del Cluj: decisiva la rete al 21' del primo tempo di Marco Borriello, pescato in contropiede da un bel lancio di Simplicio. Nel finale pareggia i conti Traorè, ma ai giallorossi va bene così.  La Roma cerca la qualificazione matematica agli ottavi di Champion's League: basta un punto contro i rumeni del Cluj, già eliminati. Ranieri deve rinunciare a Julio Sergio per un risentimento all'inguine, in porta gioca Lobont e davanti a lui coppia centrale fermata da Mexes e Burdisso, in attacco il tridente Menez-Totti-Borriello. Ritmi blandi nei minuti iniziali, con i difensori del Cluj che marcano con le buone e con le cattive il capitano giallorosso. All'8' prima conclusione della Roma: Totti prova a impensierire Stancioiu con un destro su punizione che termina alto. Risponde Konè che costringe Lobont alla parata bassa al 12', ma un minuto dopo Menez dribbla due avversari e viene steso in area da Cadù che si disinteressa completamente del pallone: l'arbitro però non fischia un calcio di rigore abbastanza evidente. Al 21' la Roma passa in vantaggio: lancio di Simplicio per Borriello che controlla, entra in area e la piazza di sinistro siglando il suo quarto goal in questa edizione della Champion's. I giallorossi controllano il match, anche se al 36' Dica riesce ad involarsi sulla fascia sfruttando uno scivolone di Cassetti: il guardalinee, erroneamente, segnala un fuorigioco all'esterno del Cluj. Altra occasione per i rumeni al 40': Castellini sbaglia la diagonale, De Zerbi stoppa il pallone aiutandosi con il braccio e si ritrova a tu per tu con Lobont ma l'estremo difensore della Roma compie un miracolo salvando il risultato. Ranieri può così andare al riposo sull'uno a zero, mentre il Bayern a fine primo tempo sta battendo 2 a 0 il Basilea e con questa situazione la Roma sarebbe ampiamente qualificata. Nella ripresa Ranieri preserva Menez, che era diffidato, ed inserisce Leandro Greco. Totti prova subito a raddoppiare con una rasoiata dal limite che lambisce il palo, poi al 51' Burdisso in proiezione offensiva devia il cross mancino di Castellini chiamando Stancioiu alla deviazione in angolo. Ancora Borriello al volo col sinistro al 53', il Cluj si fa vedere solo in contropiede con De Zerbi che al 59' sfiora la traversa con un tiro dal limite molto potente. Primo cambio per i romeni al 62': Edimar lascia il posto a Bjelanovic, mentre Cicinho rileva l'altro diffidato della Roma Marco Cassetti. Al 66' bella palla di Greco per Borriello che stoppa e colpisce di sinistro ma il portiere si oppone, dall'altra parte Culio non trova lo specchio della porta. Borriello e Totti stasera dimostrano di avere una grande intesa: stavolta è il bomber napoletano a servire il capitano che con il destro preciso sfiora il palo alla sinistra di Stancioiu. Il Cluj sostituisce De Zerbi con il brasiliano Bastos, mentre la Roma gioca in scioltezza lasciando solo due colpi di testa deboli a Traorè. E' proprio l'attaccante africano a siglare il pareggio a due minuti dal termine battendo di testa Lobont. Tre minuti di recupero, il match termina uno a uno e la Roma si qualifica agli ottavi.

mercoledì 24 novembre 2010

L’urlo della Sud ha interrotto il "che sarà sarà" di 25 anni fa

A un certo punto, non è sembrato poi così lontano, quel Roma-Bayern dell’85. Nel bene come nel male. In campo e sugli spalti. Anche se lo stadio ha una copertura in più e qualche spettatore in meno (solo qualcuno, perché il pieno, o quasi, c’è anche stasera). Le stesse sciarpe tese al fischio d’inizio, in curva (ma anche in tribuna); la stessa voglia di far sentire la propria voce per tutta la partita. Che non è da “dentro o fuori”, com’era allora, in quel quarto di finale di Coppa delle Coppe. Ma ha rischiato seriamente di esserlo, nei fatti, anche oggi. Ma non c’è bisogno, stasera, di cantare “Que serà serà”. Anche perché è scontato che questo pubblico difficilmente verrà mai meno al “sempre ti sosterrem”, o all’“ovunque di seguirem”. Se la squadra, all’intervallo, non c’è, il pubblico – manco a dirlo – c’è, eccome. Perché c’è sempre stato. Nello spicchio dei tifosi tedeschi c’è una lunga serie di striscioni biancorossi. “Red Power”, recita uno. “Red Sharks” un altro. Che ci sia rispetto reciproco è subito evidente dall’assenza, o quasi, di cori rivolti contro l’avversario. E uno striscione, che compare al centro della Sud, sembra confermarlo: “Thank you for your respect. Freedom for ultras” c’è scritto a chiare lettere. Dopo il brutto primo tempo, la ripresa comincia infatti tra i cori della Sud, che ripartono più forti di prima. Ma siamo ancora a 25 anni fa. Stessa sconfitta per 2-0 all’andata, e stesso risultato al ritorno, con i tedeschi avanti per 2-1 a pochi minuti dal termine. Ma, stavolta, c’è da giurarlo, non può finire nello stesso modo. La squadra ci prova in tutte le maniere. E chi può risolvere la partita se non De Rossi e Totti. Arriva il 2-2 di Danielino. E poi il sigillo del Capitano. Lo stadio esplode come non accadeva da tempo. Non è davvero più tempo di cantare “Que serà, serà”. Stasera basta, e avanza, “As Roma, io non vivo senza te”.

Una notte da leggenda

Mai come stavolta bisogna cominciare dalla fine. E alla fine l’Olimpico era unito in un solo coro, “Grazie Roma”, in una sola bandiera, in una sola sciarpa, come non succedeva da tanto, troppo, tempo. La Roma ha vinto 3-2 una partita straordinaria e ha messo più di una seria ipoteca sul passaggio agli ottavi di Champions League. Per raggiungerli basterà non perdere a Cluj, ammesso che il Basilea riesca a passare a Monaco di Baviera nell’ultima giornata. Ieri sera in novanta minuti la formazione di Ranieri ha fatto vedere il peggio e il meglio di sé: svogliata, distratta e senza carattere quella del primo tempo, finito 2-0 per il Bayern grazie alla doppietta di Gomez; determinata, concreta e coraggiosa quella del secondo tempo, che ha letteralmente preso a pallonate i tedeschi e ha vinto una partita che era già persa. E lo ha fatto quando Ranieri ha nascosto nel lato più remoto della sua testa il timore di mettere in campo contemporaneamente i quattro attaccanti: Borriello, Menez, Totti e Vucinic in rigoroso ordine alfabetico. Lo ha fatto quando De Rossi ha deciso di caricarsi la squadra sulle spalle e anche quando è entrato in campo quel genio del calcio che risponde al nome di David Pizarro. Lo ha fatto quando si è riscoperta squadra, ed è anche grazie a serate come quella di ieri che si diventa squadra con la esse maiuscola. Ranieri inizialmente lascia fuori Totti, Pizarro e Juan; al loro posto Vucinic, Greco e Mexes. Non passano nemmeno sessanta secondi e la Roma corre il primo pericolo: retropassaggio avventato di Mexes per Julio Sergio che sbaglia il rinvio, Gomez non intercetta il pallone. La risposta romanista è immediata: al 3’ Borriello, servito da Cassetti direttamente da fallo laterale, conclude col sinistro; sulla respinta di Kraft arriva Menez che prova a piazzarla sul secondo palo ma non prende la porta. Il Bayern cerca soprattutto le fasce: Muller punta spesso Greco, che infatti dopo meno di un quarto d’ora si trova già con un cartellino giallo sulle spalle, mentre dalla parte opposta Cassetti se la deve vedere con Ribery. Proprio da un cross del francese al 13’ nasce un pericolo per Julio Sergio, ma Riise è bravo ad anticipare l’inserimento di Kroos. Al 23’ un gran tiro da fuori di Greco è respinto da Kraft, la palla arriva a Vucinic ma la sua conclusione è alta sopra la traversa. La Roma vive sulle fiammate di Menez: al 29’cross dalla sinistra di Vucinic, sponda di testa di Borriello per Brighi che scarica sul francese, il suo piatto però è deviato col corpo da van Buyten e finisce tra le braccia di Kraft. Al 33’ Bayern in vantaggio: Muller serve Ribery, spostato a destra, il francese mette in mezzo al volo per Mario Gomez che, in mezzo a tre giocatori giallorossi, anticipa Cassetti e con l’aiuto del palo piazza il pallone alle spalle di Julio Sergio. Nemmeno il tempo di riorganizzarsi e la Roma subisce il raddoppio, sempre ad opera di Gomez: disimpegno errato al limite dell’area di Menez per De Rossi, Muller è più rapido e serve Gomez al centro dell’area che brucia Burdisso e da pochi passi batte per la seconda volta Julio Sergio. Roma sotto shock.
Nell’intervallo Ranieri toglie Greco e mette Simplicio, allarga Menez e Vucinic sugli esterni, lasciando Borriello unico riferimento avanzato. Un cambio che dà subito i suoi frutti perché al 4’ Menez va via in velocità sulla destra, mette in mezzo per Borriello che controlla male ma proprio mentre sta per cadere in terra con trova la coordinazione e con la punta del piede destro supera Kraft per il gol dell’1-2. È una Roma diversa, spinta anche dal pubblico dell’Olimpico che ritrova coraggio. Al 16’ Menez salta Pranjic, arriva sul fondo e mette in mezzo per Simplicio che colpisce col sinistro; la palla sta per varcare la linea di porta quando Kraft la toglie letteralmente dalla testa di De Rossi e la manda sui piedi di Brighi che batte a porta sicura, il portiere tedesco si supera e devia in angolo. Alla mezz’ora Ranieri fa la mossa della disperazione: fuori Brighi e dentro Totti, che si piazza alle spalle del tridente. Una Roma con quattro attaccanti non si era mai vista e il coraggio di Ranieri è premiato al 36’ quando Riise mette al centro un pallone De Rossi può solo spingere in rete per il 2-2 e due minuti dopo quando Borriello è steso in area da Kraft e l’arbitro Mallenco indica il dischetto. Tira Totti e fa 3-2. L’Olimpico è una bolgia e spinge i giallorossi fino al fischio finale. Grazie Roma.

Roma-Bayern 3-2: mamma mia che rimonta!!!

Chissà cosa ha detto ai ragazzi Ranieri durante l'intervallo, dopo che il Bayern in poco più di 5 minuti aveva schiaffeggiato duramente le speranze Champions della Roma. Qualsiasi cosa abbia detto, ha funzionato. La Roma del secondo tempo è di un'altro pianeta. Cuore, grinta e orgoglio racchiusi in 45 minuti di puro spettacolo. Spettacolo di cui Borriello e Menez sono gli attori principali. E' proprio Jeremy Menez a suonare al carica, al 4° minuto del secondo tempo accende il turbo, grande cavalcata sulla destra, cross per Borriello che insacca un grandissimo gol praticamente da sdraiato. Passano i minuti e la Roma spinge, ed è ancora Menez, ancora dalla destra. Il francesino mette in mezzo una palla su cui si avventa Simplicio che svirgola addosso a kraft. Il portiere tedesco non tiene il pallone sul quale si avventa Brighi che prova il tiro ancora parato da Kraft. Doppio miracolo del portiere tedesco ma pareggio nell'aria. Il pareggio infatti arriva al 37°, Vucinic per Riise sul cui perfetto cross è facile il tap in di De Rossi. Ma la Roma vuole vincere e 3 minuti dopo Borriello, insieme a Menez il vero valore aggiunto di questa Roma, viene steso in area da Kraft. Sul dischetto il capitano non sbaglia. 3-2 per i giallorossi più che meritato. Al fischio finale l'Olimpico impazzisce di gioia per una rimonta storica ai vicecampioni d'europa. Grande Roma.

lunedì 22 novembre 2010

Fan zone e bevande alcoliche Roma-Bayern è anche questo

Il volto migliore del­la città di Roma. Quello che è bello poter offrire anche per una vetrina internazionale come è una partita di Cham­pions League. Tutte le buone intenzioni ci sono, la Questu­ra e la Prefettura della Capi­tale le hanno messe in opera sensibilizzan­do tutte le parti in cau­sa. Il risultato porta, doma­ni, ad un dop­pio esordio per le gare interne di Champions League della Roma: una fan zone per i tifosi del Bayern e la somministrazione libera di bevande alcoliche nei locali (la vendita resterà vietata).
A VILLA BORGHESE -I tifosi del Bayern potranno intrattener­si in un’area dedicata, situa­ta in piazza delle Canestre, nel cuore di Villa Borghese: a partire dalle cinque del po­meriggio sarà possibile man­giare rigatoni all’amatricia­na e pasta al pesto gratuiti (per opera per una società privata di settore), Acea assi­curerà energia e acqua, la Protezione Civile distribuirà oltre mille bottigline d’acqua e i suoi volontari accoglie­ranno le persone. Il Comune, con l’azienda di trasporto pubblico, offrirà i bus navet­ta gratuiti fino allo stadio. Il questore Tagliente lavo­ra di concerto con il prefetto Pecoraro. Tagliente è stato capo della sicurezza dell’Ita­lia campione del Mondo in Germania nel 2006, prima di arrivare a Firenze, dove dal­le forze dell’ordine mes­se fuori dello stadio, alle fan zone pro­prio con Ba­yern e Liver­pool, all’ab­battimento delle barriere divisorie del Franchi, si è re­so protagonista di una serie di iniziative importanti. Que­store e Prefetto hanno ema­nato anche il comunicato per la prima assoluta di sommi­nistrazione delle bevande al­coliche nei locali (la vendita resterà vietata).«Per bilan­ciare le esigenze di sicurez­za »con«le aspettative dei ti­fosi tedeschi legate alla 'cul­tura del bere». La logica è quella della cultura del dop­pio binario: attenzione verso i tifosi e rigore contro i vio­lenti. Il messaggio è partito: vi accogliamo, divertitevi, ma rispettate la città, i suoi monumenti, il suo stadio e i suoi tifosi.

domenica 21 novembre 2010

Questo Bayern non fa paura

Ai due squilli della Roma, il Bayern, in campo a Leverkusen mezz’ora dopo i giallorossi, risponde male perdendo altri due punti dalla capolista Borussia Dortmund vittoriosa a Friburgo in rimonta con Lewan dowski e Mujzda che ha restituito un’autore te di Hummels. Il distacco bavarese dalla prima è salito a 14 punti a conferma che la squadra di Van Gaal è la brutta copia della passata stagione e soffre una sindrome inte rista, per la catena di infortuni e delusioni in campionato. Nel primo tempo il Bayern forse meritava di più, ma dopo il vantaggio di Gomez (azione a destra al 34' con Muller e Schweinstei ger per l’ariete appostato sul secondo palo) ma non ha avuto la forza di raddoppiare e incassato a fine tempo il pari su rigore di Vidal per uno sgambetto di Pranjic. Nella ripresa, calato fisica mente il Bayern, hanno preso l’iniziativa i rossoneri di Voel ler ai quali ha abbassato la sa racinesca Butt con parate de cisive su Derdiyok e Vidal. Il Bayern attuale, se oltre agli infortunati Klose e Robben, perde anche Schweinsteiger (squalificato contro la Roma) e viene aggredito sul ritmo e negli spazi, diventa assai vulnerabile. Ma guai alla minima distrazione. Ieri, a tempo scaduto, Gomez ha incornato di poco alto. Il secondo scampolo di Ribery (dal 61') dopo il lungo stop è stato tutt’altro che esaltante. Van Gaal per il francese ha fatto uscire Tymo schuk arretrando Schweinsteiger davanti al la difesa e sostituendolo in regia col peso piu ma Kroos. Ma a Roma, Schweini non ci sarà per cui Van Gaal ha un bel problema. Intanto la prima tripletta tedesca di Raul (arrotondata dall’altro ex madridista Metzelder) ha regalato allo Schalke il quarto risultato utile di fila in vista del ritorno in casa con il Lione in Champions.