Nel giorno in cui qualcuno dà per individuata l’area di Tor Vergata per il nuovo stadio dell’As Roma, e il Campidoglio interviene con una nota ufficiale per smentirlo, DiBenedetto imprime un’altra accelerazione – e questa è certificata D.O.C. – per arrivare alla posa della prima pietra in pochi mesi. Probabilmente, entro il 2012. La strategia degli americani è chiara. DiBenedetto, che oggi volerà a Londra per il “Leaders in football”, una due giorni con i Grandi del pallone europeo (solo la Roma è stata invitata, è un onore, è un grande segnale che l’aria è cambiata), si sta muovendo in due direzioni. Da una parte sono stati avviati i primi contatti con i principali costruttori romani, dall’altra si sta battendo la strada delle istituzioni. Ieri, Mr Tom è andato apposta a Palazzo Chigi. Assieme al deputy CEO, nonché fresco consigliere dell’As Roma, Paolo Fiorentino e al futuro vicepresidente Roberto Cappelli, DiBenedetto ha incontrato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo sport Rocco Crimi. Non è stata una semplice visita di cortesia, d’altronde Cappelli, Fiorentino e Crimi non hanno bisogno di presentazioni. Si conoscono da una vita. Non è stata quindi solo l’occasione per un caffè e un saluto veloce. Si è parlato del disegno di legge sugli stadi di proprietà, che da mesi è impantanato nelle secche della Commissione cultura della Camera. Va modificato nella parte relativa a quei vincoli che non possono mai essere superati, per esempio quelli idrogeologici. Crimi ha promesso un’approvazione in tempi rapidi. Era molto determinato, raccontano le fonti. Né gli americani né Unicredit intendono usare la legge come grimaldello per una speculazione edilizia, per una ferita al territorio romano. Ma se il disegno venisse sbloccato, potrebbero essere bruciate le tappe dell’iter burocratico, come il passaggio delle carte tra i vari enti e l’eventuale tira e molla tra Comune, Provincia e Regione. Dopo avere sollecitato un intervento del Governo, DiBenedetto è tornato a bussare alla porta del Campidoglio. Assieme stavolta al suo socio James Pallotta, arrivato due giorni fa a Roma e già ripartito per Zurigo, ai manager Mark Pannes e Sean Barror e all’altro prossimo vicepresidente giallorosso Joe Tacopina, Mr Tom ha incontrato il capo della segreteria di Alemanno, Antonio Lucarelli. Il tema? «Mattoni e calce», scriveva – anzi, twittava - nel primo pomeriggio Pannes. E quindi lo stadio che verrà. Un argomento delicato, sottolineano in Campidoglio, dove hanno accolto con stupore l’anticipazione data ieri da “Affari Italiani” secondo cui Alemanno sarà a Trigoria il 12 ottobre e la casa della Roma sorgerà a Tor Vergata. «La notizia – avvisa il portavoce del Sindaco, Simone Turbolente - è destituita di ogni fondamento. Non è in programma una visita a Trigoria da parte del Sindaco il 12 ottobre, non esiste nessun accordo fra Roma Capitale e la As Roma e non è stata individuata nessuna area su cui edificare lo stadio». Anche la Roma ha smentito: «Il 12 ottobre il sindaco Alemanno a Trigoria? Non ci risulta». E Tor Vergata? Resta un’ipotesi, per ora. Come lo sono Tor di Valle, La Rustica, l’autocandidata Guidonia. Poi c’è l’area di Massimina. Lì sarebbe dovuto sorgere il “Franco Sensi”. Uno stadio rimasto cartapesta. Un “rendering”. Una visione. Stavolta, invece, lo stadio si farà veramente. Lo ha ribadito Pallotta, che ha anche sottolineato il suo amore per la Roma («al derby credo che ci sarò, mio padre era romanista e io lo sono dalla nascita »): «Sono stato all’Olimpico – ha detto a “laroma24. it” - conosciamo bene l’area. Cercheremo di apportare tutte le migliorie del caso per rendere lo spazio più funzionale possibile, ma voglio chiarire che questo non rallenterà il processo per la costruzione del nuovo stadio di proprietà». Divertente siparietto a fine intervista. Un tifoso laziale lo ha riconosciuto e gli ha strillato «forza Lazio». «No, no, forza Roma!», gli ha risposto Pallotta. E poi si sono dati la mano. Stadio di proprietà nel lungo termine. Nel breve e nel medio c’è però l’Olimpico. Dopo il recente meeting con il presidente Petrucci, nel pomeriggio DiBenedetto è tornato al Coni. Con lui c’erano ancora Pannes e Barror, Tacopina, più Baldissoni («è arrivato con il suo scooter all’Olimpico come Valentino Rossi», ha commentato Pannes su Twitter), il responsabile del marchio AS Roma Andrea Caloro, il neo direttore Digital Business Shergul Arshad e l’ad Claudio Fenucci. La visita è durata oltre due ore. La comitiva ha anche percorso il terreno di gioco a bordo delle macchinette elettriche, normalmente adibite a un altro uso. Quello del trasporto infortunati. «L’ultima volta che ero stato qua, ero bambino», ha ricordato Pannes. Sono stati visionati i punti dove la società ha intenzione di aprire i nuovi uffici amministrativi e i punti vendita per il merchandising. Per la biglietteria ci sono due o tre zone sotto esame. Si sta studiando l’ipotesi migliore, in relazione anche al problema – da non sottovalutare – dei parcheggi. Se si presentano cinquemila tifosi che all’ultimo momento vogliono comprare un tagliando, c’è il rischio di bloccare il traffico, avvertono a Trigoria, dove però adesso i problemi non si lasciano più sospesi per aria. Si risolvono. «The new era has just begun», «la nuova era è appena iniziata», promette su Twitter il Raptor Accelerator Fund di Joe Pallotta. Mai cinguettio fu più piacevole.
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mercoledì 5 ottobre 2011
venerdì 23 settembre 2011
Auguri Gabbo!
Sono passati più di tre anni dalla tragica scomparsa del giovane deejay romano Gabriele Sandri, per tutti Gabbo. Anni fatti di dolore e tristezza per chi ha conosciuto Gabbo, per chi ha ballato durante le sue serate o solo per chi ha pianto per la morte di un giovane ventiseienne che come unica colpa aveva quella di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Non ci divulgheremo sui fatti che hanno seguito la morte di Gabriele perchè almeno per una volta non vogliamo mischiare il nome di Gabbo con quello di chi gli ha strappato la vita.
martedì 26 luglio 2011
Calcio scommesse, deferite Chievo e Atalanta assieme a tre società di serie B
Due società di serie A, Atalanta e Chievo, tre di serie B, Ascoli, Verona e Sassuolo, undici di Lega Pro, Alessandria, Cremonese, Benevento, Ravenna, Virtus Entella, Piacenza, Esperia Viareggio, Portogruaro, Taranto, Spezia e Reggiana, due della Lega Dilettanti, Cus Chieti e Pino Di Matteo, sono state deferite alla Disciplinare dal procuratore federale Stefano Palazzi nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse. Atalanta e Chievo sono state deferite per responsabilità oggettiva, mentre per responsabilità diretta sono state deferite solo Ravenna e Alessandria. Oltre ai diciotto club, deferiti per responsabilità diretta, per responsabilità oggettiva o per responsabilità presunta a seconda dei casi, sono stati deferiti 26 tesserati per differenti violazioni: Erodiani, Paoloni, Parlato, Bellavista, Buffone, Bressan, Gervasoni, Micolucci, Signori, Sommese, Tuccella, Furlan, Bettarini, Fabbri, Gibellini, Santoni, Manfredini, Tisci, Doni, Deoma, Zaccanti, Veltroni, Rossi, Ciriello, Quadrini e Saverino. L’accusa per Marco Paoloni e Beppe Signori è “associazione finalizzata alla commissione di illeciti”. Con la stessa accusa sono stati deferiti anche Massimo Erodiani, Gianfranco Parlato, Antonio Bellavista, Giorgio Buffone, Mauro Bressan, Carlo Gervasoni, Vittorio Micolucci, Vincenzo Sommese, Gianluca Tuccella. Cristiano Doni è invece stato deferito per illecito sportivo in relazione alla partita Atalanta-Piacenza del 19 marzo scorso. Per la stessa partita sono state deferite altre sette persone (Erodiani, Bellavista, Paoloni, Parlato, Signori, Santoni e Gervasoni). Tutti hanno “in concorso fra loro e con altri soggetti o non tesserati o allo stato non identificati, posto in essere atti diretti ad alterare lo svolgimento ed il risultato della gara suddetta. Con l’aggravante di cui all’art. 7, comma 6, C.G.S. della effettiva alterazione dello svolgimento e del risultato della gara; e, per tutti, ad eccezione del Doni, con l’aggravante della pluralità di illeciti posti in essere”. Per responsabilità oggettiva per gli addebiti contestati a Doni e per responsabilità presunta per l’illecito sportivo commesso a proprio vantaggio è stata deferita anche l’Atalanta. Sono in tutto 18 gli incontri riportati nel dossier di Palazzi. Molti di questi (16), ricorda Agipronews, erano già finiti nelle indagini della Procura di Cremona, mentre solo per tre delle partite in questione furono segnalati dai Monopoli di Stato flussi anomali di scommesse. Atalanta-Piacenza è il caso più clamoroso fra questi: la gara fu segnalata a marzo dai Monopoli alla Procura Federale (che aprì un fascicolo) per flussi anomali di scommesse e finì anche nelle indagini della Procura di Cremona. Sull’incontro, giocato il 19 marzo, era stata rilevata un’insolita concentrazione di giocate (nell’ordine di centinaia di migliaia di euro) sul segno ’1′ e sulle tipologie ‘Primo tempo/finale’ (i risultati combinati dei due tempi) e ‘Primo tempo 1X2′ (il segno con il quale si sono chiusi i primi 45′): ed effettivamente la partita termino’ 3-0 per i nerazzurri, che si portarono su questo risultato già al 45′, con due rigori realizzati da Doni e una rete di Ruopolo proprio allo scadere del primo tempo. L’altro incontro segnalato da Aams e presente nel Dossier di Palazzi fu Padova-Atalanta (del 26 marzo, terminato per 1-1), sempre in Serie B, per l’ultimo match si scende in Lega Pro e si tratta di Benevento-Viareggio del 13 febbraio 2011, finito 2-2.
martedì 5 luglio 2011
lunedì 6 giugno 2011
Calcio-Scommesse: anche il Siena nei guai
Le nuove, pericolose, scosse dell'inchiesta sul calcio scommesse finiscono per strattonare il destino del pallone a Siena. La svolta parte da uno dei personaggi chiave dello scandalo e termina dentro il verdetto della sfida fra i toscani ed il Sassuolo: «Ha pagato i giocatori del Sassuolo...», così in un'intercettazione Massimo Erodiani, gestore di due agenzie di scommesse a Pescara ed Ancona, nella partita finita 4 a 0 per i bianconeri. Il club del presidente Massimo Mezzaroma si infuria («Assistiamo con profondo sconcerto all'amplificazione di dichiarazioni già conosciute da sei giorni e del tutto inattendibili», così una nota della società) e si affida al lavoro della magistratura così come ha annunciato di fare l'altra squadra di B pesantemente coinvolta nel caos, ovvero l'Atalanta. Il campionato cadetto trema, quello dei grandi potrebbe farlo presto proprio nelle ore in cui i palazzi dello sport italiano scendono in campo giocando in contropiede come mai prima. Il livello di guardia è superato, l'allarme rosso impone misure immediate e drastiche: così in un vertice straordinario di domenica mattina, Coni e Figc hanno segnato il cammino. Il punto di partenza prende in ostaggio il codice di giustizia sportiva per modificarlo in alcuni suoi capitoli. D'ora in avanti, tolleranza zero per chi non collabora e per chi scommette, con innalzamento delle pene per i singoli tesserati (i 18 mesi di squalifica oggi previsti come sanzione massima potrebbero diventare quella minima) e per i club coinvolti. Soprattutto, sarà l'accorciamento dei tempi dei processi sportivi la vera rivoluzione. Gli 007 della Figc sono in affanno in fatto di numeri e gettoni di presenza (31 gli euro previsti come rimborso spese). E lo sono ancor di più perché sull'ufficio di procura federale incombe da tempo la sindrome del traditore, di colui che spiffera i segreti istruttori. Così, il pm del pallone Stefano Palazzi ha di fatto ridotto il già esiguo numero dei suoi vice fidati e quello della diffidenza è un peso che si fa sentire anche dall'esterno: gli stessi investigatori della procura di Cremona sono piuttosto prudenti nel trasferire le loro carte di inchiesta (vedi i documenti sulle potenziali partite di A sotto esame) alla Figc. La rivoluzione della tempistica dei procedimenti sportivi è legata, dunque, all'esigenza del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete, su invito dello stesso numero uno del Coni Gianni Petrucci, di garantire un doppio grado di giudizio breve: anche nell'ordinamento del pallone verrà introdotto con norme ad hoc da varare in Consiglio federale una specie di rito per direttissima per reati come, appunto, quello delle scommesse con conseguente illecito (o tentato illecito) per alterare il risultato delle partite. Il calendario per le mosse dei palazzi dello sport è segnato. Prima la Giunta del Coni (questo pomeriggio), poi il Consiglio federale (giovedì) e l'approvazione delle modifiche al codice di giustizia sportiva. Ma dall'incontro fra Abete e Petrucci è uscito anche l'invito alle istituzioni statali perché non lascino il calcio impantanato con i suoi problemi. Il ministero dell'Economia, quello della Giustizia e dell'Interno dovranno fare la loro parte all'interno di una struttura che avrà il compito di prevenire fenomeni come le scommesse illegali. Più mezzi e strumenti per agire, chiede il pallone italiano. Ma anche maggiori investimenti economici per evitare nuovi scossoni. Si pensa ad una sorta di commissione «anti-truffa» dove far pervenire le segnalazioni dei Monopoli di Stato sui flussi anomali di giocate. Atalanta, poi Siena. Gli 007 aspettano ancora le carte dalla procura di Cremona per poter cominciare le proprie audizioni in un lavoro che dovrà terminare con i deferimenti dopo la metà di luglio e far partire, così, i processi sportivi. Sullo sfondo si intrecciano rumors e indagini: da Napoli arriva notizia di una gran mole di scommesse dei clan della camorra all'intervallo di un Napoli-Parma del 19 aprile 2010, tutte sulla vittoria degli emiliani puntualmente verificatasi.
domenica 5 giugno 2011
Calcio Scommesse, i clan giocarono su Napoli-Parma
È il 19 aprile 2010 e al San Paolo si gioca Napoli-Parma. «Questa pg (polizia giudiziaria, ndr) veniva a conoscenza - si legge nell'informativa - del fatto che in occasione della partita molte persone riconducibili ai clan Lo Russo e degli Scissionisti, durante l'intervallo tra il primo e il secondo tempo abbiano effettuato svariate scommesse con puntate piuttosto elevate sulla vittoria del Parma». «Non si può trascurare - commentano i carabinieri - il fatto che effettivamente detta partita è terminata sul risultato di 2 a 3 in favore del Parma». Ma non solo: secondo la fonte dei carabinieri sempre in occasione di quella partita «era presente a bordo campo Antonio Lo Russo», figlio di Giuseppe Lo Russo, «storico esponente dell'omonima consorteria criminale». All'epoca le indagini non trovarono riscontri alle ipotesi di illecito penale e le carte - contenenti riferimenti anche ad altre due partite del Napoli, quelle in trasferta con Cagliari e Chievo - furono trasmesse dalla procura di Napoli al procuratore della Figc, Stefano Palazzi. Non è escluso però che da Cremona possano arrivare elementi che diano nuovo impulso alle indagini. Così come potrebbe subire un'accelerata l'altra inchiesta napoletana sul calcioscommesse, quella scaturita da una indagine sulle attività di riciclaggio del clan D'Alessandro di Castellammare di Stabia. I pm Pierpaolo Filippelli e Claudio Siragusa e il procuratore aggiunto Rosario Cantelmo al momento non hanno avanzato alcuna richiesta di atti ai colleghi di Cremona, ma nei prossimi giorni riprenderanno gli interrogatori, anche di nomi eccellenti. Il giro fu scoperto per caso nel corso delle intercettazioni che erano state disposte per far luce sugli affari del clan D'Alessandro. È emerso che uomini vicini alla camorra avrebbero anche contattato calciatori per alterare risultati di partite, in particolare della Lega Pro. Tra i match finiti nel mirino degli investigatori vi Š in particolare Juve Stabia-Sorrento, del 5 aprile 2009. Ma l'attenzione si Š via via concentrata anche su incontri di campionati delle serie superiore e su tornei esteri, in Europa e in Sud America. A destare sospetti gli ingenti flussi di giocate e soprattutto una percentuale assai consistente di puntate effettuate nei secondi tempi e negli ultimi minuti delle partite.
Vertice Figc-Coni: il calcio è in allarme
Un incontro a sorpresa, per riflettere sul nuovo scandalo scommesse e stringere un'alleanza con gli organi dello stato. Giancarlo Abete, presidente della Figc, si è recato nella sede del Coni in mattinata per discutere assieme al numero 1 del comitato olimpico nazionale, Gianni Petrucci, e al segretario generale Raffaele Pagnozzi. E' stato dunque diramato un comunicato congiunto: il mondo del calcio "chiede aiuto". La nota è esplicativa: i vertici si appoggiano allo stato per combattere le scommesse. "Nel ribadire il pieno e totale sostegno agli organismi inquirenti, CONI e FIGC hanno convenuto sulla necessità di rafforzare le forme di collaborazione tra soggetti preposti alla tutela dell'ordine statuale e quelli preposti all'ordine sportivo, in particolare la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero dell'Economia (AAMS), il Ministero dell'Interno e il Ministero della Giustizia, al fine di mettere in funzione ulteriori strumenti operativi utili a contrastare il fenomeno delle attività illecite collegate alle scommesse". L'incontro odierno è stato funzionale a quello di domani: la Giunta Nazionale si riunirà infatti alle ore 14:30. "C'è stata un'organica riflessione sugli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica di Cremona. Il presidente Abete domani comunicherà il quadro delle immediate iniziative che la FIGC adotterà in previsione del Consiglio Federale, già programmato per il 9 giugno, per favorire quanto più possibile la celerità di tutti gli adempimenti connessi alle problematiche emerse negli ultimi giorni. Dopo che nella giornata di ieri gli investigatori della Squadra Mobile hanno trovato circa 400 mila euro in assegni in uno studio di Bologna, individuato come luogo delle riunioni del gruppo degli scommettitori "bolognesi", prosegue la caccia al denaro frutto delle scommesse truccate. Secondo un'indiscrezione lanciata dal Corriere Adriatico e confermata in ambienti investigativi, una cassetta di sicurezza di un istituto di credito di Camerano, in provincia di Ancona, potrebbe contenere assegni e denaro contante, depositati dal medico odontoiatra Marco Pirani, già arrestato su ordine del gip di Cremona. Al momento non sono stati ancora eseguiti sequestri: agli atti dell'indagine c'è almeno un assegno transitato da un conto corrente di una banca di Camerano, ma il sospetto è che Pirani abbia somme elevate nella cassetta, presumibilmente intestata ad un familiare.
venerdì 3 giugno 2011
Calcioscommesse, Di Martino (PM Cremona): "Non c'è il nome di De Rossi nell'inchiesta"
Il procuratore di Cremona, Roberto Di Martino, ha spiegato che non vi è il nome del centrocampista della Roma e della Nazionale Daniele De Rossi nell'inchiesta che ha portato all'arresto di 16 persone per un giro di scommesse clandestine. «Quella di De Rossi è una sciocchezza - ha detto il magistrato - ho chiesto informazioni ai miei ufficiali di polizia giudiziaria e mi è stato detto che il nome di De Rossi non c'è».
Calcioscommesse, De Rossi: "Sono indignato da quanto successo. Agirò per vie legali contro chi associerà il mio nome alla vicenda"
Daniele De Rossi ha voluto rispondere con una nota sul sito ufficiale dell'As Roma a chi, nella giornata di oggi, lo ha coinvolto nella vicenda del calcioscommesse: "E' mia intenzione sottolineare tutta la mia indignazione per quanto apparso sugli organi di stampa - peraltro immediatamente smentito da autorevoli fonti giudiziarie - riguardo una vicenda che mi vede del tutto estraneo. Sono stati fatti riferimenti alla mia persona del tutto falsi ed inventati e per questo tutelerò la mia immagine e la mia onorabilità in sede giudiziaria contro chiunque associerà il mio nome a questa vicenda. Non ho altro da aggiungere".
Verifiche sulla serie A ...De Rossi spunta in una telefonata
«Gioca l'over, ho appena parlato con De Rossi...». La voce al telefono è quella di Marco Paoloni, ex portiere della Cremonese e arrestato per la nuova Calciopoli; «over» nel linguaggio delle scommesse significa puntare sul numero dei gol e De Rossi è il centrocampista della Roma e della nazionale. Il riferimento è all'infuocata partita Genoa-Roma dell'ultimo campionato, finita 4-3 e costata la panchina all'allenatore giallorosso Claudio Ranieri. «Ma De Rossi non è assolutamente indagato» taglia corto il titolare dell'indagine, il pm Francesco Di Martino. Quella intercettazione infatti al momento è ritenuta una semplice vanteria di Paoloni (De Rossi quella domenica non scese nemmeno in campo). Ma col passare delle ore appare certo che il numero delle partite su cui indagare è destinato a estendersi alla serie A. «È evidente che ci si trova di fronte a un sodalizio che opera da anni, fatto che si desume dalla disinvoltura con la quale ogni settimana il gruppo tenta di incidere sui risultati»: le parole che il gip di Cremona Guido Salvini scrive nell'ordinanza che due giorni fa ha portato all'arresto di 16 persone possono lasciare intendere esattamente quello scenario. Un primo test si avrà venerdì mattina quando in tribunale a Cremona cominceranno gli interrogatori di garanzia degli arrestati. Basta guardare gli elementi raccolti dalla polizia di Cremona e dal pm Di Martino per scorgere un orizzonte di sospetti che coinvolge anche incontri di serie A. Un match che compare nelle carte è Brescia-Bologna disputato il 2 aprile scorso e conclusosi con un secco 3-1 per i lombardi. Prima ancora che alla magistratura quella partita aveva fatto storcere il naso proprio al mondo delle scommesse. Nelle 72 ore precedenti il fischio d'inizio il circuito Eurobet, uno dei più «cliccati» su Internet, aveva visto confluire su Brescia-Bologna un volume di soldi superiore di due volte a quelle per il derby Milan-Inter che si disputava lo stesso giorno. E quasi tutte le giocate davano per certa la vittoria del Brescia. Un fiume di denaro così anomalo aveva indotto Eurobet a sospendere le giocate e stesso destino era toccato, nella medesima giornata di campionato, a Sampdoria-Chievo, dove invece tutti gli scommettitori sembravano certi di un pareggio (risultato poi verificatosi). Guarda caso, di quel Brescia-Bologna si parla in alcune conversazioni telefoniche agli atti dell'inchiesta. Il 25 marzo di quest'anno, dunque una settimana prima che le due squadre si affrontino, uno degli indagati al telefono preannuncia una serie di risultati sicuri su cui puntare: tra essi c'è proprio la vittoria del Brescia. Tre giorni dopo è lo stesso Erodiani a pronosticare e consigliare, sempre al telefono, l'«uno fisso» dei bresciani. Nessuno dei due club né loro tesserati sono nel novero degli indagati ma è chiaro che su quella partita - e su tante altre - stanno per accendersi i riflettori degli inquirenti. La serie A fa capolino anche in un colloquio tra i due ex giocatori Mauro Bressan e Antonio Bellavista (entrambi arrestati) durante il quale si fa cenno a «un personaggio importante - si legge nell'ordinanza - con cui avevano già lavorato per partite di serie A combinate».
Paoloni, la doppia vita di un portiere
E perché il gioco sarebbe peggiore di un qualsiasi altro mezzo di far denaro, per esempio, magari del commercio?» La filosofia del giocatore di Fedor Dostoevskij avvolge perfettamente «un personaggio centrale» - la definizione è del gip – dell'inchiesta sulle scommesse proibite. È Marco Paoloni, classe 1984, portiere «dalla maniacale propensione al gioco» - tra gennaio e marzo punta on line 41 mila euro - che corrompe in nome dell'organizzazione, «avvelena» i suoi compagni, gioca al calcio per perdere la partita e vincere soldi. Che gli servono per scommettere e ripianare debiti. E quando a un certo punto va male, diventa vittima del meccanismo: deve soldi alla cricca e alle banche. Al telefono con Massimo Erodiani, il tabaccaio, considerato tra i capi della banda di scommettitori, Marco il 14 gennaio appare ancora tranquillo. In ballo c'è l'imbroglio su Spal-Cremonese: «...sicura al 100%». Ma la partita non andrà come doveva. E a questo si aggiunge l'inchiesta. Marco si agita: «Che cazzo è successo?» gli chiede Erodiani al telefono, e il portiere «no eeeh... per la storia deeee... de... dell'avvelenamento... no stanno a chiamare tutti quanti...»; Erodiani sottovaluta: «... va boh... quindi niente di...», ma Marco insiste «...mi hanno dettooo... che ci abbiamo tutti i telefoni sotto controllo ...». Il nome del portiere, prima della Cremonese e poi del Benevento, compare in 11 dei 20 capi di imputazione: oltre che di associazione per delinquere e avvelenamento dei compagni, Paoloni è accusato di aver tentato di corrompere i difensori della Cremonese perché la sua squadra perdesse con la Spal; a febbraio, con 50 mila euro dell'organizzazione, da portiere del Benevento avrebbe dovuto corrompere 5 giocatori del Viareggio; con 100 mila avrebbe fatto in modo che la partita della squadra campana finisse 3-1 contro il Cosenza e avrebbe combinato perché anche Taranto-Benevento del 13 marzo fosse truccata. È sempre lui che dice a Erodiani di aver preso contatti con alcuni giocatori del Lecce perché subiscano almeno tre gol dall'Inter. Il gruppo degli «Zingari», però, prima di mettere i soldi vuole vedere due «attori». Erodiani lo comunica a Paoloni: «...tu ci riesci a fare un miracolo del genere?». No, Paoloni non riesce. La partita giocata il 20 marzo, su cui l'ex attaccante della Nazionale Beppe Signori, ora agli arresti domiciliari, scommette e perde 150 mila euro, finisce solo 1-0 per i nerazzurri. Paoloni millantava? Lo pensano gli inquirenti per un altro incontro di serie A, Genoa-Roma, perso dai giallorossi 4-3, dopo essere stati in vantaggio per 3-0. Partita nella quale De Rossi, che Paoloni citerebbe, non giocò in quanto squalificato. La Roma non commenta. Anche Benevento-Pisa, 21 marzo, non si concluderà con almeno 4 gol nonostante i 40 mila euro stanziati dalla banda; per Siena-Sassuolo (4-0 come previsto), Paoloni deve contattare un giocatore del Sassuolo per poi allargare la corruzione ad altri. Infine le papere, ricostruite con l'incrocio dei tabulati telefonici e lo studio delle immagini tv: durante Cremonese-Spezia del 17 ottobre il portiere perde tempo nel recuperare la palla permettendo agli avversari di segnare e il 21 febbraio consente al Monza di pareggiare 2-2.
giovedì 2 giugno 2011
"Quei tre sono malati di gioco ma in A scommettono in tanti"
Da cinquant'anni è nel calcio professionistico, con ruoli diversi. Da tempo ha scelto di collaborare con le procure italiane e raccontare il calcio sporco che gira intorno. L'abbiamo incontrato nelle Marche, area calda del nuovo scandalo del calcioscommesse, zona di calciatori biscazzieri e ricevitorie senza controllo. Dal 2006, l'anno di Calciopoli, segnalava il ritorno della scommessa taroccata sui campionati italiani, dalla serie A alla Lega Pro. "Evviva le procure", dice adesso, stanco, "dipendesse dalla Federcalcio italiana queste storie immonde non uscirebbero mai". Ce li aveva indicati, in quell'incontro in un ristorante in collina: Doni, Bettarini, Sommese. "Il calcio sapeva che erano tornati a giocare. Tutti e tre sono stati coinvolti, e giudicati colpevoli, in scandali precedenti. Doni per Atalanta-Pistoiese di Coppa Italia, il 2001, chiamò anche i cugini di terzo grado a scommettere sul pareggio. Bettarini e Sommese sono venuti fuori nell'inchiesta del 2004. Pene ridicole per calciatori al tramonto, chiusa l'attività sono tornati a fare quello che hanno sempre fatto. Sono malati di gioco. E Bettarini è diventato il centro del nuovo sistema". Quei tre giocatori infedeli, ci segnalò nell'ultimo incontro, poi ne indicò altri sette. "Parlo solo di quelli che conosco in presa diretta, ma le partite vendute dai calciatori italiani sono diffuse dal Nord al Sud, dai professionisti alla Terza categoria. Dovete sapere che Bettarini aveva il suo centro scommesse in largo Como, nel centro di Milano. E non era certo da solo. Bettarini, certo, era l'organizzatore, l'uomo che dava le indicazioni all'associazione: partite da addomesticare, risultato finale, giocatori su cui fare pressioni. Ma viaggiava sempre di scorta a un calciatore più famoso di lui, il centravanti degli anni '90, ogni anno una casacca diversa. Sono inseparabili: scommettono su tutto. Vedono un'auto passare in largo Como e uno dice all'altro: "Cento euro che la targa è dispari?". Così, scommesse a ruota libera, per dare un senso alla vita". Il racconto del dirigente di lungo corso segnala una squadra intera di calciatori scommettitori, gran parte in attività. C'è il prolifico attaccante del Nord-Est. Il vecchio centravanti a cui il fisico appesantito non concede più le prestazioni che l'hanno portato alla nazionale. Spesso i taroccatori sono attaccanti, "un ruolo sensibile, che può cambiarti la partita". E spesso le scommesse si fermano al primo tempo delle gare: la conformazione delle scommesse, la loro ampiezza, oggi facilità i brogli. "Chievo-Bologna di quest'anno grida ancora vendetta". Nel mazzo degli atleti citati c'è il ragazzo che si è ritirato a soli 28 anni, centrocampista del Frosinone, e quello dell'Albinoleffe, stretto amico di Bettarini. "I calciatori sono la parte peggiore del calcio. Quelli in attività scommettono perché hanno gli ingaggi blindati dalla famiglia, spesso dalle fidanzate, e allora hanno bisogno dei diecimila euro per fare il regalo all'amante. Scommettono nei ritiri, al computer. Scommettono il sabato sulle partite che giocheranno il giorno dopo. E questa non è un'abitudine solo dei calciatori". E di chi altri? "Nel nuovo giro ci sono allenatori, procuratori, presidenti del calcio. Sì, alcuni presidenti scommettono: a loro serve per sistemare i bilanci".
mercoledì 1 giugno 2011
Aperto il Ponte della Musica tra il Foro Italico e il Flaminio
Inaugurato martedì il Ponte della Musica la struttura architettonica che collega il lungotevere Flaminio al lungotevere Maresciallo Cadorna e mette in immediato collegamento l'Auditorium Parco della Musica, Villa Glori, il Maxxi e il Teatro Olimpico con il Complesso Sportivo del Foro Italico e il Parco di Monte Mario. Lungo 190 metri, con due archi di 160, il ponte della Musica si è concretizzato dopo due anni di lavori e otto milioni di euro di spesa. Il progetto era inserito nel piano regolatore del 1917, ma poi approvato solo nel 1999 e realizzato oggi. Era stato avviato dalle amministrazioni Rutelli e Veltroni. Costato 8 milioni di euro, nasce sul progetto vincitore del Buro Happold di Londra. Il ponte ha i camminamenti esterni e i corrimano in legno bankirai proveniente dall’Indonesia. La parte centrale asfaltata è separata dalle «ali» in ferro mentre le opere murarie accessorie sono realizzate in mattoni con testa in travertino come quelli utilizzati nell'Auditorium Parco della Musica. Il ponte era inizialmente immaginato solamente come ciclo-pedonale e poi modificato per consentire il passaggio di tram e veicoli «ecologici» come ha assicurato il sindaco Alemanno. l nuovo ponte sul Tevere sospeso tra il Lungotevere Flaminio e il Lungotevere Maresciallo Cadorna è l'ingresso «poetico» che ora collega la zona «sportiva» del quartiere Flaminio con la zona «artistica» dell'altra sponda del fiume. Da una parte il Foro Italico con le piscine, i campi da tennis, lo stadio Olimpico e quello dei Marmi e dall'altra l'Auditorium Parco della Musica e il recentissimo Maxxi, il Museo delle Arti del XXI secolo.
Maxi-inchiesta sulle scommesse "Falsati i campionati di B e C"
Un'inchiesta sul calcio scommesse che travolge tutti. Giocatori, soprattutto, colpevoli di aver fortemente condizionato negli ultimi mesi il risultato di alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. I reati contestati sono associazione a delinquere ed estorsione. E tra i sedici arrestati c'è Beppe Signori. Per l'ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Indagato anche il capitano dell'Atalanta Cristiano Doni: il suo nome risultava infatti come referente nelle intercettazioni sulle partite di B. Sotto inchiesta ci sono infatti tre gare dell'Atalanta e una del Siena, neopromosse in A che adesso rischiano grosso. Sempre tra gli indagati c'è anche Stefano Bettarini. Mentre un'ordinanza di custodia cautelare è arrivata pure all'ex centrocampista Mauro Bressan e ad Antonio Bellavista, ex capitano del Bari. Ma l'operazione è ancora in corso e l'elenco potrebbe allungarsi. In totale sono 18 le gare sotto inchiesta, tra cui 5 di B e una di A (Inter-Lecce).
ORGANIZZAZIONE CRIMINALE - L'indagine, che ha portato a sette ordinanze di custodia cautelare in carcere e nove arresti domiciliari, è partita - spiega il capo della mobile di Cremona, Sergio Lo Presti - a seguito di un episodio di metà novembre 2010. Alcuni giocatori sono rimasti intossicati a seguito dell'assunzione di bevande. "Qualcuno degli indagati - dice Lo Presti - avrebbe operato un tentativo di adulterazione delle bevande per compromettere la prestazione della Cremonese". I calciatori e gli ex giocatori professionisti fermati erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva specifici compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi verbali e impegni di carattere pecuniario. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili".
LE ACCUSE PER SIGNORI - Per Beppe Signori le accuse sono pesanti. Secondo l'ordinanza firmata dal gip di Cremona Guido Salvini, l'ex bomber è "leader indiscusso per ragioni di prestigio personale del gruppo di Bologna. Il suo nome non deve essere pronunciato o deve essere pronunciato con cautela. Si preferisce parlare di Beppe nazionale o di colui che ha segnato 200 goal in serie A". Si legge anche che Signori ha partecipato con altre persone "ad una serie di scommesse sulle partite truccate, in particolare, con riferimento alla partita Internazionale-Lecce, di 150 mila euro". Raggiunto telefonicamente dall'Ansa, Signori ha detto solo: "Ma non avete pietà in questa situazione? Abbiate pietà. Io non posso dire nulla, incontrerò il mio legale e poi parlerà lui per me".
INTER - LECCE - Secondo gli investigatori nella stessa organizzazione esisteva un gruppo più avveduto che cercava di condizionare giocatori e dirigenti di serie A. In particolare c'è una risultanza su Inter-Lecce, tentativo non andato a buon fine: l'idea era quella di giocare sull'over per l'Inter, mentre il risultato fu 1-0. Come emerge infatti dall'ordinanza Marco Paoloni, attuale portiere del Benevento, arrestato questa mattina e detenuto nel carcere di Cremona, aveva fatto credere ad altre persone che sarebbe riuscito a contattare alcuni giocatori del Lecce per combinare la partita. Tra gli scommettitori nell'ordinanza, oltre a Signori, viene indicato anche Stefano Bettarini. Paoloni, acquistato a gennaio dalla Cremonese che voleva liberarsene perché il suo nome era già stato associato alle scommesse, domenica avrebbe dovuto giocare la semifinale playoff per la B. "Paoloni era una delle figure centrali, al tempo stesso era calciatore e scommettitore" ha detto il Gip. Al momento risultano sotto inchiesta quattro gare della Cremonese e tre del Benevento.
SERIE B FALSATA - Gli effetti dell'inchiesta potrebbero essere pesantissimi. Il gip Salvini ha spiegato che l'attività dell'organizzazione "rischia di avere già falsato alcuni dei risultati dei vari campionati: basti pensare che l'Atalanta e il Siena sono state recentemente promosse in serie A e si tratta di due delle squadre coinvolte" nella vicenda. Continua Salvini: "L'attività dell'associazione è infatti tuttora in corso e sta incidendo sulle ultime fasi dei vari campionati, con gravi danni per le società, per gli scommettitori leali e per la regolarità delle competizioni sportive".
DONI ED ATALANTA - PIACENZA - A proposito di Atalanta, il capitano Cristiano Doni è indagato per aver collaborato con l'organizzazione per far sì che la partita Atalanta-Piacenza del 19 marzo terminasse con almeno 3 gol e favorire così alcuni soggetti che avevano scommesso su questo risultato. Quel match si è concluso 3-0 per l'Atalanta.
IL TARIFFARIO - gip di Cremona Guido Salvini, nell'ordinanza di custodia cautelare riguardante le partite truccate, ha spiegato che "la frequenza delle manipolazioni è impressionante" con "situazioni in cui sono gestite contemporaneamente fino a 5 partite di calcio da manipolare". Dalle intercettazioni, inoltre, emerge "l'esistenza di una sorta di tariffario di massima per la compera delle partite".
GLI ARRESTI DI ASCOLI- Arrestati anche il difensore dell'Ascoli Vittorio Micolucci, il centrocampista Vincenzo Sommese e Gianfranco Parlato, ex giocatore di serie B e C. Parlato teneva i contatti con il vertice dell'organizzazione, mentre Sommese risulta dall'ordinanza resa nota dalla squadra mobile di Ascoli "organizzatore, intermediario e scommettitore. In particolare teneva i contatti con Marco Pirani di Ancona", un dentista. A quanto sembra Micolucci e Sommese avevano entrambi problemi economici. Nelle due gare sotto inchiesta (Ascoli-Atalanta e Livorno-Ascoli) Micolucci si era impegnato con l'organizzazione a condizionare la partita verso la sconfitta sia attraverso il suo rendimento che influenzando i compagni. Al momento risulta indagato a piede libero anche un altro tesserato dell'Ascoli di cui non è stato ancora diffuso il nome.Le gare sono poi entrambe terminate con un pareggio. Il capo della squadra mobile Maurilio Grasso ha poi comunicato che "Ascoli e Cremonese non sono però coinvolte come società".
LE PERQUISIZIONI - Coinvolti anche titolari di agenzie di scommesse e liberi professionisti, mentre gli indagati sarebbero complessivamente una trentina. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della Polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara. Nel corso dell'operazione sono state eseguite anche una serie di perquisizioni nelle abitazioni degli indagati, in alcune ricevitorie e presso uno studio di commercialisti che avrebbero consentito di acquisire ulteriori elementi che confermano e ampliano l'indagine.
LEGA PRO PARTE CIVILE - Alla luce "delle notizie pervenute su presunte irregolarità in alcune partite" del campionato, "il presidente della Lega Pro, Mario Macalli - si legge in una nota - ha dato mandato ai propri legali di costituirsi parte civile nei confronti di tutti i responsabili per il danno di immagine subito e a tutela della regolarità dei campionati".
Calcio scommesse, arrestato Signori
Sedici persone, tra cui l'ex laziale Beppe Signori, ex giocatori di serie A, calciatori di serie minori ancora in attività e dirigenti di società, sono stati arrestati per un'inchiesta sul calcio scommesse. Avrebbero condizionato alcuni incontri dei campionati di serie B e di Lega Pro. La magistratura di Cremona ha emesso 7 ordinanze di custodia cautelare in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Indagate 30 persone. Secondo l'accusa, gli sportivi erano parte integrante di una vera e propria "organizzazione criminale" nella quale ognuno aveva compiti e ruoli, il cui obiettivo era quello di manipolare gli incontri a loro vantaggio. Gli indagati, secondo l'indagine, sarebbero anche riusciti a condizionare alcune partite, attraverso accordi e soldi. Per tutti le accuse sono associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode in competizioni sportive, un'organizzazione che si assicurava affari fino a diverse centinaia di migliaia di euro a partita. C'e' anche l'ex capitano della Lazio e attaccante della Nazionale, Beppe Signori, tra le persone arrestate. Lo rende noto l'agenzia di stampa Ansa. Per Signori sarebbero stati disposti gli arresti domiciliari. Nei confronti dei sedici arrestati, sostengono gli investigatori, ci sono prove "importanti ed inconfutabili". L'indagine, partita sei mesi fa, avrebbe consentito inoltre di individuare la responsabilità dell'organizzazione in occasione di un incontro di calcio al termine dello scorso anno proprio a Cremona. Le partite truccate sono state giocate in B e Lega Pro. Gli arresti sono stati eseguiti dagli uomini della polizia a Bari, Como, Bologna, Rimini, Pescara, Ancona, Ascoli, Ravenna, Benevento, Roma, Torino, Napoli e Ferrara.
domenica 29 maggio 2011
Blitz di Greenpeace all'Olimpico
Blitz degli ambientalisti di Greenpeace nel corso della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo allo stadio Olimpico di Roma. Cinque attivisti, durante il primo tempo dell'incontro, hanno calato dalla copertura della Tribuna Tevere un grande striscione con la scritta "Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare", firmato Greenpeace. Non appena è comparso lo striscione, scritta nera su sfondo giallo, gli uomini della Questura di Roma si sono subito allertati per capire come intervenire e far rimuovere lo slogan. Il messaggio di Greenpeace si riferisce al prossimo referendum del 12-13 giugno, in cui gli italiani saranno chiamati a votare sì o no al nucleare.
martedì 17 maggio 2011
'Diamo due calci...in strada', al via la 3° edizione dell'evento di street soccer
Al via la terza edizione del progetto di sport & sociale “Diamo due calci … in strada”, ideato dalla BMS – azienda del Gruppo Ruggeri, in collaborazione con gli Assessorati allo Sport della Regione Lazio e della Provincia di Roma, e con il Municipio 12 di Roma, Coni Lazio, Aics Lazio e Figc-LND Divisione Calcio a 5. L’evento all’aperto si svolgerà a Roma in uno dei punti più suggestivi del quartiere Eur, in viale dei SS. Pietro e Paolo (chiuso al traffico per l’occasione dalle prime ore della mattina fino al pomeriggio) il prossimo 22 maggio. “Questa manifestazione di street soccer nasce dalla volontà di dare un sostegno concreto alle scuole calcio impegnate quotidianamente nei quartieri di Roma e della Provincia”, dichiara Andrea Ruggeri, promoter dell’evento. “Dopo il successo delle scorse edizioni abbiamo voluto riproporre nuovamente l’evento dando così la possibilità a tantissimi bambini di Roma e provincia, di passare una giornata diversa dal solito, giocando al calcio in strada, in totale libertà. Un modo diverso di interpretare il calcio, dando visibilità anche al quartiere dell’Eur, che ospita, per il secondo anno consecutivo, l’evento. Per questa ragione saranno allestiti una serie di mini campi da calcio, dove potranno giocare per l’intera giornata”. “Diamo due calci in strada…” è uno degli eventi di street soccer più importanti della Capitale. Nei prossimi anni c’è l’intenzione di coinvolgere l’intera rete dei municipi dell’area metropolitana di Roma, per ideare una giornata dedicata al football outdoor, così come avviene da diversi anni in metropoli straniere come Londra, Parigi, Vienna e Berlino. Tra le novità della prossima edizione c’è l’idea di veicolare, all’interno della manifestazione, il legame, sempre più sinergico, tra “sport attivo e sana alimentazione”. “Vogliamo coinvolgere il maggiore numero di aziende della filiera alimentare tricolore, nei segmenti cibo e bevande, per diffondere messaggi sociali non solo ai bambini, ma anche e soprattutto ai loro genitori”, ha sottolineato Ruggeri.
mercoledì 11 maggio 2011
Addio a Dario Brugnoli.
Si è spento questa notte Dario Brugnoli, ex addetto stampa della Roma dei primi anni 2000. Professionista della comunicazione e giornalista, dopo un lungo trascorso in Rai come vice redattore capo del Gr1, ha assunto la guida del reparto ufficio stampa giallorosso nell'anno del terzo scudetto, sotto la presidenza Sensi. Storiche le conferenze stampa a fianco di mister Capello nella lunga cavalcata tricolore.
venerdì 29 aprile 2011
Beatificazione di Wojtyla: zona rossa a Roma: sicurezza pronta
Quasi duemila uomini tra polizia, carabinieri, guardia di finanza, reparti speciali e gendarmeria vaticana vigileranno tra sabato e lunedì sulla cerimonia di beatificazione di Karol Wojtyla, quando a Roma è atteso fino a un milione di pellegrini, romani esclusi. La città non sarà militarizzata, ma l'attenzione sarà massima per ridurre al minimo ogni problema di ordine pubblico, compresi quelli legati ad atti terroristici. Nei giorni scorsi il capo della polizia Antonio Manganelli aveva parlato di "rischi oggettivi" da questo punto di vista: oggi il questore di Roma Francesco Tagliente ha garantito "ai cittadini romani che abbiamo coniugato vivibilità, mobilita e sicurezza", mentre per il sindaco Gianni Alemanno "c'e la massima attenzione, ma nessun segnale specifico di attentati o attacchi". Il piano sicurezza è pronto e prevede azioni via terra, aria e acqua. Il centro di Roma è stato suddiviso in tre zone con diversi livelli di attenzione. Ogni 'anello' sarà delimitato da transenne con varchi presidiati dalle forze dell'ordine con il supporto di unità cinofile. Reparti speciali vigileranno dai tetti in zona San Pietro e nelle zone interessate dalle celebrazioni telecamere (13 nuove installate) saranno pronte a notare qualsiasi evento sospetto. Un elicottero della polizia sorvolerà la città per tutto il giorno, inviando in diretta immagini ad alta risoluzione alla centrale operativa della Questura. Battelli della polizia fluviale e 'uomini rana' bonificheranno le sponde del fiume Tevere. Oltre ai fedeli sono quasi novanta le delegazioni estere attese (tra loro cinque famiglie reali - Belgio, Spagna, Regno Unito, Liechtenstein e Lussemburgo - e 16 capi di Stato), che arriveranno e ripartiranno con programmi diversi. Il cuore delle celebrazioni, Piazza San Pietro, sarà l'area "di massima sicurezza", una sorta di 'zona rossa' con spazio aereo interdetto e per accedere alla quale sono previsti rigidi controlli anche con metal-detector rapiscan. In Via della Conciliazione un corridoio centrale sarà dedicato al transito di veicoli d'emergenza. La seconda area (detta "riservata") servirà all'avvicinamento dei fedeli: delimitata da Piazza della Città Leonina, via dei Corridori, Borgo Sant'Angelo, Largo Giovanni XXIII, via Borgo Santo Spirito e via Paolo VI, sarà attivata dalle 19 di sabato 30 aprile fino alla conclusione della messa di ringraziamento del 2 maggio sempre a piazza San Pietro. In questa zona passeranno i veicoli d'emergenza e i mezzi degli altri addetti ai lavori (Protezione civile, Ama). L'anello più esterno ("area di rispetto") garantirà il regolare e ordinato afflusso e deflusso dei fedeli, oltre a consentire un rapido spostamento dei veicoli delle forze dell'ordine. In questa zona saranno montati due maxi schermi (in Piazza Risorgimento e davanti Castel Sant'Angelo) con le immagini dell'evento. Ma tra domani e lunedì (domenica a Roma c'è anche il concertone del primo maggio a San Giovanni, il giorno dopo il posticipo della serie A di calcio Lazio-Juventus) ogni obiettivo sensibile della città, in particolare quelli vicini al Vaticano, sarà sotto stretto controllo. Sorvegliati speciali gli scali portuali, ferroviari ed aeroportuali presso i quali è previsto l'arrivo dei fedeli. Per gli aeroporti e le stazioni ferroviarie la sicurezza sarà garantita dalla polizia di frontiera aerea e dalla polizia ferroviaria; per il porto di Civitavecchia, dove è previsto l'arrivo di navi con fedeli, la regia per le operazioni di sicurezza sarà invece affidata al Commissariato di Civitavecchia. A bordo dei mezzi di trasporto pubblico saranno predisposti servizi mirati per la sicurezza dei pellegrini, per prevenire e contrastare furti e scippi. Tutte le operazioni saranno coordinate dal Centro per la gestione della sicurezza dell'evento, attivato presso la Sala operativa della Questura, al quale affluiranno tutte le informazioni dalle diverse sale operative dei soggetti coinvolti nella gestione dell'ordine pubblico.
venerdì 18 marzo 2011
Nakata cerca fondi: "Una partita per il Giappone"
Aveva chiuso la carriera a nemmeno trent'anni, nel 2006, per stipare altro nel suo zaino di giramondo che amava l'arte e la moda, dopo quei sogni che il pallone non sapeva più regalargli. "È la mia seconda vita", ripeteva Hidetoshi Nakata prima stella mondiale del calcio giapponese, parlando del suo fulmineo addio ai riflettori, sostituiti dai viaggi in solitaria per Asia, Africa e Sudamerica. Per lui, nato al confine con la prefettura di Tokyo, a tre ore di treno dalla centrale di Fukushima, comincia adesso la strada più difficile, che conduce al dolore di casa sua. E da Pechino, dove si trova in questi giorni, lancia l'idea di una raccolta fondi per aiutare i connazionali. "Là non possiamo far molto, in questo momento, ma anche da lontano si può essere d'aiuto, magari con una partita che raduni tutti i calciatori giapponesi d'Italia e d'Europa, assieme alle rappresentative di alcune squadre italiane". La Take Action, fondazione da lui istituita nel 2009 per aiutare i bambini poveri nel mondo, si sta muovendo per organizzare un'amichevole a fine stagione. "Prenderò contatti con Milano, Bologna o Roma, coinvolgendo le squadre in cui ho giocato". Il passato racconta di un breve ma incisivo periodo al Bologna nel 2004 dopo l'esperienza al Perugia dal '98 al 2000 e il ruolo chiave nello scudetto della Roma di Capello del 2001. Adesso ha decisamente altro, in testa. "Tra pochi giorni creeremo un sito internet per pubblicizzare l'evento, voglio dare un contributo concreto ai miei connazionali". Lo scorso anno, Nakata aveva raccolto fondi anche per i terremotati di Haiti, dopo essere stato in Kenya e in Sudafrica a distribuire cibo e palloni. "Il nostro scopo è portare un sorriso ai bambini", è scritto sul sito della sua fondazione, che si occupa anche del rilancio e della tutela dell'artigianato giapponese. Nel 2005, aveva ricevuto da Ciampi la stella di Cavaliere della Solidarietà. E presto il suo zaino carico di progetti tornerà in Italia, per la sua partita più attesa. "Il mio Paese adesso ha bisogno di aiuto e so che l'Italia ha un cuore grande e potrà darci una mano".
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