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sabato 7 febbraio 2009

Google Latitude: Tutti grandi fratelli

Il colosso del web lancia un software che permette a chi ha un telefonino di sapere dove sono amici e parenti. E la privacy? Niente paura, si può attivare e disattivare a piacimento.
Potrai scovare gli amici nella folla di un concerto, ma niente più bugie alla moglie. Arriva Google Latitude. Il colosso del web lancia un software che consentirà agli utenti di cellulari di sapere esattamente dove sono amici e parenti, localizzandoli su Google Maps. Addio dunque riservatezza, arriva il ‘Grande Fratellò universale? Non esattamente perchè il colosso della Silicon Valley tiene a precisare che sarà l’utente a mantenere il controllo completo dell’applicazione, che potrà attivare e disattivare a suo piacimento; e solo previa autorizzazione di chi vuole essere localizzato."Divertimento a parte, siamo consapevoli della delicatezza riguardante i dati di localizzazione; e dunque abbiamo creato un sistema di controllo della privacy molto definito», dice Google in un blog che annuncia il servizio. Latitude non indica la localizzazione esatta, ma permette di individuare approssimativamente dove sono le persone che interessano: può esser utile dunque in situazione di grande affollamento, oppure per concludere appuntamenti fortuiti quando si scopre che si è inavvertitamente vicini a qualcuno; oppure può servire a dare indicazioni a qualcuno che non trova un luogo. Per adesso è utilizzabile in 27 Paesi (ma non in Cina, per esempio) e funziona su diversi dispositivi mobili, tra i quali la maggior parte dei BlackBerry, dei dispositivi basati su Windows Mobile 5.0+ e su Symbian S60 (smartphone Nokia). Rea poco, sarà diffusa una versione per iGoogle, per i dispositivi cellulari G1 T-Mobile basati su Android e per iPhone. Per iniziare a usare Latitude, basta andare sul sito http://google.it/latitude dal browser del proprio cellulare e scaricare Google Maps Mobile con Latitude.

lunedì 10 novembre 2008

Chi fotografa chi?

Provate a immaginare un'auto che monta una speciale fotocamera a 11 obiettivi in grado di scattare simultaneamente 11 fotografie in altrettante direzioni. E immaginate che decine di queste auto siano state sguinzagliate nelle principali città del mondo per riprendere ogni strada un metro dopo l'altro. E che tutte queste immagini vengano rese disponbili su Internet. Stiamo parlando di Google Street View, un servizio complementare a Google Maps che permette di camminare virtualmente per le strade di una città a colpi di mouse e guardarsi attorno a 360° da una prospettiva “pedonale”. Eccola, è lei, la Google Street Car. Solitamente si tratta di vetture nere riconoscibili per stranissima macchina fotografica montata sul tetto. Quando è nei paraggi niente dita nel naso o effusioni con il partner: potrebbero finire su Internet.
Interviene il Garante per la privacy
A pochi giorni dal suo esordio italiano, "Street View" di Google Maps è finito nel mirino del Garante della privacy. Attivo a Milano, Roma, Firenze e Como, il nuovo servizio del motore di ricerca consente di effettuare delle vere e proprie passeggiate virtuali lungo le vie delle città. Le immagini mostrano ogni dettaglio catturato per le strade. L'iniziativa però non è piaciuta all'associazione dei consumatori, che accusa il portale di spiare i cittadini.
Contro la novità di Google si sono espressi già diversi utenti, che, a loro insaputa, sono stati ripresi nelle situazioni più disparate e si sono ritrovati online senza aver mai dato il loro consenso. La mappatura delle città è affidata a foto panoramiche scattate a livello della strada da apposite auto Street View, munite di fotocamere e in grado di immortalare immagini in movimento. Qualcuno però è stato fotografato nel momento sbagliato, forse dove non doveva essere o con la persona sbagliata, e si è subito rivolto alle autorità competenti.
Del caso si è subito interessato il Garante per la privacy, che ha aperto un'istruttoria e ha chiesto ulteriori garanzie a Google. Il motore di riceca si è già impegnato ad applicare precise regole a tutela della privacy, ma ha comunque precisato la modalità di ripresa delle foto utilizzate dal servizio Street View. "Tutte le immagini - spiega Marco Pancini, responsabile relazioni istituzionali di Google Italia - vengono scattate in luoghi pubblici e sono del tutto identiche a quelle che qualunque persona potrebbe scattare camminando per le strade di una città".
"Google è attivamente impegnata a rispettare la legislazione vigente in ciascun paese in cui rende disponibile Street View - ha aggiunto Pancini - La prima garanzia per la privacy dei cittadini è la tecnologia di offuscamento dei volti e delle targhe delle vetture, ma esiste anche una procedura molto semplice affinché i cittadini possano richiedere la rimozione delle immagini che ritengono lesive della propria privacy o comunque inappropriate, anche nel caso di immagini già offuscate".
Il sistema, infatti, non è infallibile: soprattutto di profilo e per chi la conosce, una persona spesso resta comunque identificabile. Di qui l'impegno, sottolineato dal Garante italiano Francesco Pizzetti, a verificare che le garanzie vengano applicate e la richiesta di rendere ancora più riconoscibile il sistema di ripresa lungo le strade.
Ma come hanno reagito a Stret View gli altri principali Paesi europei? In Spagna l'Agencia espanola de proteccion de datos si è detta "soddisfatta" dell'impegno di Google a mascherare le targhe degli autoveicoli, in Francia la Commission Nationale de l'Informatique et des Libertes ha accolto favorevolmente l'insieme degli impegni volti a garantire una migliore considerazione per la privacy, ma ha anche chiesto a Google che gli utenti vengano chiaramente informati dei propri diritti'. Di recente ha battuto un colpo anche il Garante inglese, l'Information Commissioner's Office, che si è detto soddisfatto dell'impegno di Google nell'adottare adeguate misure a tutela della privacy e della sicurezza dei cittadini, tra cui l'offuscamento delle targhe degli autoveicoli e i volti delle persone ritratte. L'Ico ha anche riconosciuto che l'intento di Google è quello di raccogliere immagini delle strade e non dei singoli individui e che, trattandosi di immagini statiche, sono esclusi i rischi di geolocalizzazione (cioè l'uso delle immagini per controllare gli spostamenti delle persone).

lunedì 20 ottobre 2008

Facebook, più filtri e controlli: Niente nomi sui motori di ricerca!

L'Ue annuncia una stretta per i dati personali sul web
Volete sapere se un amico è registrato su Facebook senza dovervi registrare? Niente di più facile: digitate il nome del vostro conoscente su un qualsiasi motore di ricerca accompagnato dalla parola "Facebook" e, se registrato e maggiorenne, quasi certamente potrete trovare la sua scheda pubblica collegata al noto social network. Comodo, no? Peccato che da sabato prossimo tutto ciò non sarà più possibile. L'ennesimo giro di vite su Internet per tutelare la privacy degli utenti arriva dal documento finale redatto dalla 30ma conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati personali che si tiene a Strasburgo. Sotto accusa i social network, appunto, rei di aver rivelato dati confidenziali dei propri utenti senza un adeguato consenso, e quel che è peggio con la complicità dei motori di ricerca. Tanto che il Garante della privacy italiano, Francesco Pizzetti, insieme ad altri 77 rappresentanti europei riuniti nell'emiciclo del Consiglio d'Europa, ha deciso altrimenti. Per i garanti, infatti, il problema principale è la diffusione a macchia d'olio dei dati personali una volta che essi vengono messi su Facebook o su qualsiasi altro social network. E non si parla solo delle proprie generalità ma anche della serie di informazioni private che si raccontano agli amici sulle loro pagine personali. Un esempio? La notizia della gravidanza della figlia di Sarah Palin (candidata vicepresidente per i repubblicani nelle elezioni Usa), rimbalzata dal social network, dove il fidanzatino della ragazza si era confidato con gli amici, ai motori di ricerca che l'hanno resa di pubblico dominio. O ancora il caso di Wayne Forrester, 34 anni, di Croydon presso Londra, che ha brutalmente ucciso a coltellate la moglie Emma, con la quale era stato sposato 15 anni, dopo aver letto su Facebook a pochi giorni dalla separazione che lei era tornata single e intendeva incontrare altri uomini.
Per non parlare della giovane Meredith Kercher, la ragazza inglese uccisa nella sua stanza nel capoluogo umbro il 1° novembre 2007, le cui foto e profilo su Facebook sono stati immediatamente rintracciati all'indomani della tragedia e diffuse via Web. Per questo, rilevano i garanti, gli utenti che spesso sono inconsapevoli delle conseguenze devono essere avvertiti del fatto che "al momento non esiste protezione adeguata per evitare che i dati personali vengano copiati e diffusi in modo indiscriminato". E ha aggiunto Luca Bolognini, presidente dell'Istituto italiano per la Privacy, ai microfoni di Ecoradio: "Cambieranno diverse cose a partire da sabato. I profili degli 11 milioni di utenti di Facebook, il più grande socialnetwork del mondo, non saranno più visibili dall'esterno. Le notizie personali non correranno più così velocemente nel web." L'altolà da Strasburgo. Ma Facebook non è il solo ad essere finito nel mirino della Conferenza dei Garanti della privacy riuniti a Strasburgo. Anche MySpace, Netlog, Hi5 e Friendster - solo per citare i principali - dovranno presto adeguarsi alle misure decise per regolare le 'piazze virtuali'. Vediamole in sintesi. Primo: i social network dovranno rendere inaccessibili ai motori di ricerca tutti i dati sensibili dei propri utenti a meno che il loro consenso non sia chiaramente espresso. Secondo: i provider, che per i Garanti hanno "una precisa responsabilità" nel funzionamento dei vari aggregatori sociali virtuali, devono informare meglio gli internauti sui rischi che corrono diffondendo i propri dati personali. Infine, sempre i provider devono limitare l'accesso ai profili degli utenti, in modo che essi siano visibili a tutti solo in parte, e per intero solo a chi è iscritto allo stesso social network. I numeri al di là della privacy. Il fenomeno dei social network sembra infatti andare avanti per la sua strada, fra decisioni delle Autorità in materia di privacy ed esigenze degli utenti. E il successo non sembra mancare o essere intaccato dalle preoccupazioni sollevate dai Garanti a Strasburgo. Creato nel 2004 da Mark Zuckerberg - all'epoca studente di Harvard - per mantenere i contatti tra ex compagni di classe, Facebook ad esempio si è diffuso tanto da entrare tra i 10 siti più cliccati al mondo, conquistando il primato assoluto tra i social network. Secondo i dati ComScore a giugno il sito avrebbe raggiunto 132.105.000 utenti unici superando il suo rivale MySpace (117.582.000). In Italia, inoltre, negli ultimi mesi c'è stato un vero e proprio boom. Ad agosto Facebook ha fatto registrare 1.369.000 utenti unici con un incremento annuo del 961%. Nel terzo trimestre del 2008 la diffusione di Facebook è stata così veloce che ha portato l'Italia alla guida della classifica mondiale per incremento di utenti (+135%). Ad ottobre, infine, ci sono stati i primi Facebook Party: feste organizzate con il tam tam sulla rete. Solo a Roma si sono trovate tremila persone l'undici ottobre, e dopo domani, mercoledì 22, si replica a Milano. Ma non finisce qui. Con buona pace di tutti, il numero uno dei social network non sembra abbia nessuna intenzione di arrestare la propria crescita. Mark Zuckerberg starebbe infatti pensando di entrare nel business della musica digitale, sulla scia di quanto fatto da MySpace il mese scorso e per questo sarebbe in trattativa con alcuni servizi di streaming e community music - tra i quali Rhapsody. com, iMeem. com, iLike. com e Lala. com - per realizzare con loro un accordo di vendita in outsourcing. Copyright... e privacy permettendo. S'intende.

domenica 19 ottobre 2008

Tutti narcisi su FACEBOOK?

Una psicologa italiana ha evidenziato come, a partire dal profilo pubblicato su Facebook, sia possibile identificare i narcisi. Hai un profilo su Facebook o su un altro social network? Attento alle immagini e alle informazioni che diffondi sul tuo conto: non rischi solo di compromettere la tua reputazione , ma anche di passare per narciso. Laura Buffardi, psicologa italiana in forza alla University of Georgia, ha recentemente pubblicato uno studio secondo il quale l’analisi dei profili pubblicati su Facebook consentirebbe di inviduare il "grado di narcisismo" degli autori. La ricercatrice ha fatto compilare 130 profili ad altrettanti nuovi utenti di Facebook, li ha analizzati e ha invitato un gruppo di volontari a valutarli. Secondo la Buffardi il numero di amici, il tipo di immagini e i commenti associati a un profilo sono l'indice del narcisismo (cioè dell'eccessivo "amore" per se stessi). I narcisisti, infatti, sulla propria pagina pubblicano le foto più glamour, quelle in cui compaiono “più belli” e trendy, mentre gli altri utilizzano foto banali, magari scattate al volo con un telefonino o una webcam. E i volontari ai quali sono stati sottoposti i 130 profili sono quasi sempre riusciti a identificare i più narcisi: ciò significa che questa analisi è possibile anche a chi non è esperto di psicologia. Gli studi sul narcisismo sono particolarmente importanti perché questo tratto del carattere può influire negativamente sulle relazioni di lungo periodo.