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lunedì 6 febbraio 2012

Super Bowl, trionfo Giants

Eli Manning
E’ stato il Super Bowl che gli oltre 110 milioni di americani (di media) incollati alla tv auspicavano di vedere: una partita tirata e in bilico fino all’ultimo. Come era già accaduto nel 2008, i New York Giants di Eli Manning battono i New England Patriots di Tom Brady per 21-17. Ancora una volta, è l’ultimo drive di Eli a completare il sorpasso nel quarto decisivo. Così, ora, il più giovane della dinastia dei Manning, con il secondo successo in altrettante finali e con il secondo trofeo di Mvp, si toglie di dosso il paragone ingombrante con il fratello Peyton e va a insidiare proprio il regno di Brady (qb dei Patriots), che rimane fermo a quota tre vittorie. Nel primo periodo vanno avanti con prepotenza i Giants per 9-0. Manning non sbaglia un colpo (finisce il quarto con un perfetto 9 su 9, record del SB) e trova Victor Cruz per un touch down che, al solito, celebra a passi di salsa. I Giants sembrano dominare anche il secondo periodo, ma non capitalizzano. Così, Brady, dopo un field goal di Gostkowski, ricama un drive di 99 yd per il td di Woodhead. E’ 10-9 Patriots. Il marito di Gisele Bundchen (con la quale lascerà poi lo stadio) continua a completare passaggi anche all’inizio della ripresa (per un totale di 16 consecutivi, primato del SB sfilato a Joe Montana) e serve il suo secondo td, questa volta a Hernandez. E’ 17-9 Patriots e pochi sono pronti a scommettere sui Giants. Ma New York recupera fortunosamente un pallone sfuggito di mano a un suo receiver e chiude il 3° periodo con due field goal. E’ ancora 17-15 New England. Nell’ultimo quarto Brady commette un errore cruciale: si fa intercettare, lanciando inspiegabilmente l’ovale in profondità. Poi è Welker, uno dei migliori ricevitori della Nfl, a farsi scappare banalmente un passaggio millimetrico, che avrebbe forse permesso ai Patriots di mettersi in tasca la gara. La palla torna nelle mani di uno dei grandi specialisti in rimonte dell’ultimo tuffo: Eli. Quest’anno ne aveva già confezionate sei con 15 td proprio nei quindici minuti finali. Succede anche stavolta, grazie soprattutto a una fenomenale ricezione da 38 yd di Mario Manningham. Con 57” rimasti, a Brady non riesce il miracolo. Manning diventa l’11° quarterback all time a vincere almeno due SB e i Giants la prima squadra con il peggior record (9-7 in regular season) a conquistare il titolo.

domenica 5 febbraio 2012

Indianapolis: ecco il SuperBowl

Nella città del Midwest, d’inverno sempre coperta di neve, splende il sole e il cielo è blu come la divisa dei New York Giants che oggi, quando in Italia sarà mezzanotte, daranno vita a una sfida epica con i New England Patriots per il 46° Super Bowl, finalissima di football americano. Anzi, evento sportivo che ferma una nazione. In ballo c’è l'orgoglio e pure la vendetta. Quattro anni fa i Big Blue hanno sconfitto i Pats 17 a 14. Fu una vera sorpresa ma questa volta i Giants sono arrivati al match per un soffio. Quindi si ricomincia con gli scongiuri. E la festa. Sì, a Indy l’attesa è frenetica. E non solo a Super Bowl Village o al Lucas Oil Stadium dove sono arrivate orde di fans. Tutta la città, da Downtown a Southside, vive una follia collettiva. Sono pronti tanti gadget, cappellini, caschi, bandierine e casacche, da vestire un esercito. Ma quello che impressiona di più sono le tonnellate di cibo. Migliaia di ali di pollo sono pronte per essere fritte, la birra scorrerà a fiumi e Pizza Hut ha già messo a punto la Super-Bowl Pie, a forma ovoidale come il pallone. Al John Wayne’s Pub & Eatery, sulla 11.ma road, approfittano delle ottime previsioni meteo per organizzare una grigliata con quintali di salsicce e steak sandwich. Ma la Super Bowl mania va oltre i confini dello Stato dell’Indiana. Secondo la National Retail Federation in tutta l’America verranno spesi 11 miliardi di dollari tra gadget, cibo e televisioni al plasma che, guarda caso, hanno visto un’impennata di vendita già dopo l’imprevista vittoria dei Giants, non certo dati per favoriti dopo una stagione alterna, contro i più forti Green Bay Packers di San Francisco. I Patriots si sono invece guadagnati la finale smussando gli artigli dei corvi del football, i Baltimore Ravens. Ma i Giants sapranno stupire e sconfiggere ancora i Patriots? Sulla carta il New England sembra in vantaggio ma, si sa, al destino piace giocare a modo suo. E Gisele Bundchen, top model sposata a Tom Brady, stella dei Pats, ci ha messo del suo mandando mail a mezzo mondo perché facciano il tifo per il suo quarterback. Ovviamente, dall’altra parte hanno urlato al colpo basso. Troppa bella, stia zitta. E Indy per chi fa il tifo? In città non si sbilanciano anche se i Giants hanno più simpatie. Per due motivi: il quarterback Eli Manning, che ha già portato alla vittoria i Giganti quattro anni fa, è il fratello minore di Peyton Manning che gioca nella squadra locale, gli Indianapolis Colts. Poi fra i Giants c’è il linebacker Mark Herzlich, eccezionale giocatore fin dal college, al quale due anni fa è stato diagnosticato un tumore alle ossa e il destino di non poter neanche più camminare. Ma oggi, dopo chemioterapia e un impianto al titanio nel femore, è pronto per la bolgia. «E pensare che l’anno scorso a Dallas era rimasta paralizzata da neve e ghiaccio proprio pochi giorni prima della partita» dice Tracy Kessler, che da sette anni organizza il party after Super Bowl per la rivista Maxim, uno degli eventi più cool e piccanti al più tradizionale ma sexy party di Playboy. In pochi, infatti, avevano scommesso sulla capacità di Indianapolis di attrarre celebrities, come Miami che con sole e spiagge è un vip-magnete o New York dove probabilmente si terrà il Super Bowl nel 2014. E invece, complici il tempo e la sfida-rivincita, anche Indy, di solito più adatta a fanatici delle corse automobilistiche che ad adepti della cultura pop, avrà la sua pioggia di star. La più luminosa sarà Madonna che, nei dodici minuti di show nell’intervallo, dividerà il palco con Nicki Minaj, M.I.A. e LIMFAO. Il punto è che nessuno sa cosa voglia fare e molti temono baci saffici e altre stravaganze. Ma ha già escluso seni scoperti, è successo con Jane Jackson, scivolando su timori da deb: «Non mi sono mai impegnata tanto. Per me è la realizzazione di un sogno, da bambina cresciuta nel Midwest. Dedicherò lo show a mio padre, grazie a lui ho imparato a lavorare sodo». C’è del vero. È di queste parti, il ventre dell’America, visto che è nata a Bay City, Michigan. Ma a New York sperano che faccia il tifo per i Giants, visto che si è allenata nella palestra del Pier 57, sull’Hudson River. Ballando a 40° di temperatura per sudare. Cosa le servirà a Indianapolis dove saranno sui cinque gradi è un mistero. Bollenti comunque sono anche i prezzi degli spot in onda durante la partita. Pubblicità vendute a 3,5 milioni di dollari ogni 30 secondi. Molte con i cani a fare da attori. Volkswagen ha addirittura deciso di fare il sequel del video dell’anno scorso ispirato a “Star Wars”: lo seguirono 48 milioni di spettatori on line. A New York sono pronti maxi schermi, serate a tema e party. La febbre è altissima e il cielo altrettanto blu fa rimpiangere quello di Indianapolis. «C’è qualcosa di speciale in questa squadra» dice Tim Irvin, 25 anni di Brooklyn che non si è mai perso una partita dei Giants. Per andare a Indianapolis ha chiesto donazioni agli amici: «È lontano ma potrei mancare?». Per chi invece non ha tempo, denaro o amici generosi c’è il divano e magari una torta al cioccolato a forma ovoidale nel frigo.

venerdì 20 gennaio 2012

Mou & Pepe, così ti alleno un bullo

A Madrid sono tempi duri per i portoghesi. Il gesto da bulletto isterico di Pepe, il difensore del Real, che ha calpestato volontariamente la mano di un avversario ha riscosso un giudizio unanime, «vergognoso», anche perché la mano è di Lionel Messi, la classe pura che non dovrebbe essere toccata neppure con un piumino. Nè se la passa meglio Mourinho, battuto ancora dal Barcellona in Coppa del Re con l’atteggiamento più infamante che un tifoso madridista immagini: «Ha regalato il pallone e il campo agli avversari», ha scritto As, giornale intriso della tradizione «merengue». Mou ha perso da catenacciaro. Per molto meno il pubblico del Bernabeu dedicò a Capello una «pañolada», lo sventolio dei fazzoletti in segno di riprovazione. Le critiche si intrecciano. Pepe è stato bollato come un «vero idiota» da Rooney e in Spagna chiedono una lunga squalifica, sul tipo delle 10 giornate che rimediò l’anno scorso per un fallaccio ignobile su Casquero del Getafe, scalciato mentre era a terra. Di lui dicono che è scorretto e sleale, picchia davvero e simula per finta. Una fama che il brasiliano naturalizzato portoghese si è costruito da quando è arrivato Mourinho. Al Porto, dove emerse, e in Nazionale la media di espulsioni era in linea con le sue caratteristiche di difensore duro e sopravvalutato. Nel Real invece Pepe si trasforma in «Animale», un Pasquale Bruno più vigliacchetto. Il dubbio è che sia Mou a caricarlo a pallettoni quando deve affrontare il Barcellona, contro il quale è già stato espulso 2 volte. Lo Special One lo trasforma in Highlander, con un malinteso spirito guerriero. Mercoledì lo ha piazzato davanti alla difesa per spezzare il palleggio ricamato dei catalani con le buone e soprattutto con le cattive: il giochino aveva funzionato nell’unica occasione (su 9) in cui Mourinho ha battuto il Barcellona e ci ha riprovato. Pepe, che non deve essere un genio dai nervi saldi, è andato oltre le consegne ma le consegne c’erano. La Spagna, e forse il mondo, comincia a chiedersi se sia davvero un fenomeno l’allenatore cui la frustrazione di non saper battere il Barcellona suggerisce di ridurre ogni «Clasico» in una caccia all’uomo.

lunedì 17 ottobre 2011

Boxe: dopo 26 anni di carcere ingiusto sale sul ring e vince

Nella boxe debuttare tra i pro con una vittoria, e ritirarsi da imbattuti, non ha prezzo. Farlo nella vita, è anche meglio. E' quanto è capitato a un pugile americano, Dewey Bozella, che ha una storia veramente particolare. Un uomo capace di salire la famosa scalinata del Philadelphia Musuem of Art, quella resa celebra da Rocky. Ma Bozella è più forte di Rocky Balboa e della finzione cinematografica. Perché ieri sera, al suo debutto tra i professionisti (pesi leggeri), allo Staples Center di Los Angeles, ha battuto il 30enne Larry Hopkins. Perché Bozella di anni ne ha 52, e perché 26 li ha trascorsi ingiustamente in carcere. Nel 1983 è stato accusato di aver assassinato brutalmente un'anziana di 92 anni per rubarle pochi spiccioli. Un'infanzia e un'adolescenza turbolente, segnate da lutti (a 9 anni il padre ammazzò di pugni la madre incinta davanti ai suoi occhi, due dei suoi fratelli furono assassinate) e da sbandate. Un'accusa tremenda, fornita da due testimoni in cambio dell'immunità. Ma Bozella si rifiuta di ammettere la sua colpevolezza, neanche a fronte di uno sconto di pena. Fino a quando nel 2009 l'associazione "Innocence Project" riesce a dimostrare la negligenza delle indagini e a fare scagionare l'ex ragazzo. Che nel frattempo si è diplomato e laureato in teologia. E ha iniziato a tirare di boxe. Uscito di prigione, viene notato dall'Espn che lo incoraggia e lo finanzia attraverso il Premio Coraggio dedicato ad Arthur Ashe, il primo tennista nero a vincere un Grande Slam. E arriva il giorno dell'incontro della vita. Vinto per decisione unanime della giuria. Una giuria non influenzata da indagini mal condotte. "In cella sognavo di veder accadere questo. E ne è valsa la pena. E' stato il mio sogno divenuto realtà".

giovedì 18 agosto 2011

Spagna, Messi regala la Supercoppa al Barcellona: 3-2 al Real Madrid

Gol e spettacolo tra Barcellona e Real Madrid non mancano mai. Non ha fatto eccezione il ritorno della finale della Supercoppa di Spagna, che il Barcellona si è aggiudicato per 3-2 sul proprio terreno, dopo che l'andata era terminata 2-2. E questo sembrava dovesse essere il risultato anche al termine dei 90 minuti regolamentari al Camp Nou. Ad evitare i supplementari è arrivato il gol di Lionel Messi (doppietta per lui) a tre minuti dal termine. In avvio Guardiola ritrova Piquè e Pedro e si affida all'11 che a Wembley ha vinto l'ultima Champions League, con i nuovi acquisti Sanchez e Fabregas in panchina. Mourinho conferma quasi al completo la formazione dell'andata: l'unica variante è Coentrao al posto di Marcelo. Nonostante il buon avvio del Real, al 14' il Barcellona passa in vantaggio: splendido assist di Messi per Iniesta che, solo davanti a Casillas, con un tocco sotto scavalca il portiere del Real. La formazione di Mourinho non si abbatte ed in sei minuti trova il pareggio con Cristiano Ronaldo, pronto a deviare sotto rete un tiro di Pepe. Poi ancora Ronaldo, al 25', centra un palo. Ma allo scadere il Barcellona ritorna in vantaggio con Messi, servito di tacco da Piquè. La ripresa, costellata di interveti piuttosto duri, non vede cambiare il risultato fino al 36', quando al termine di un'azione confusa in area Benzema piazza la girata. È 2-2, come domenica scorsa al Santiago Bernabeu. Un minuto dopo fa il suo ingresso nel Barcellona il neoacquisto Cesc Fabregas. Quando sembra che l'incontro sia ormai destinato a vivere ancora mezzòora di gioco, ecco il guizzo del Barcellona. È Adriano a crossare dalla destra e Messi a spedire la spalla ancora alle spalle di Casillas. Il primo trofeo della stagione va ai catalani, mai stanchi di vincere. Finisce in rissa, con Marcelo espulso per un fallaccio sullo stesso Fabregas, mentre Ozil e Villa si scambiano colpi proibiti.

venerdì 12 agosto 2011

Valentino Rossi: 'Sto con i contestatori'

''Sono con i contestatori. La polizia dovrebbe dare una mano a risolvere i problemi, non mettersi a menare la gente e uccidere i ragazzi. Se c'e' questo casino, forse il perche' e' proprio nel comportamento delle forze dell'ordine''. Cosi' Valentino Rossi parla - in un'intervista su La Stampa - della guerriglia di Londra, aprendosi anche sul suo futuro sportivo che nel 2012 sara' ''in Ducati''. A proposito del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, Valentino Rossi dice di ''saperne poco'' di politica, ma, a suo modo di vedere il premier ''ha fatto cose che, nella sua posizione, non doveva fare''. A proposito dei rischi legati a Fukushima, Rossi afferma che potrebbe decidere di non andare a correre il Gp del Giappone se ''il rischio a Motegi e' reale''. Il pluricampione del mondo ha anche avuto modo di parlare con Vasco Rossi: ''La storia dei farmaci mi aveva preoccupato, l'ho chiamato e trovato abbastanza bene. Gli sono vicino''.

giovedì 11 agosto 2011

La Liga parte in sciopero bloccati i primi due turni

I club di prima e seconda divisione devono ai calciatori un totale di 50 milioni di euro per le mensilità arretrate, situazione che mette in grave difficoltà chi guadagna infinitamente meno di Messi e Ronaldo. Campionati fermi fino a quando non si firmerà il nuovo contratto collettivo Ci sono grandissime possibilità che saltino le prime due giornate della Liga, quella del 20-21 agosto e la seguente. Il motivo? Lo sciopero convocato dalla Afe, il sindacato dei calciatori spagnoli, per protestare contro il trattamento ricevuto dalla Liga.
I NUMERI — In questo momento i club spagnoli di prima e seconda divisione devono ai giocatori qualcosa come 50 milioni di euro per mensilità arretrate. Cifre spaventose, ma la Lfp continua a ignorare il problema e le richieste della Afe, e si è arrivati allo strappo.
SOLIDARIETA' — per annunciare lo sciopero e sensibilizzare tifosi e opinione pubblica la Afe questa mattina aveva convocato i giornalisti in un hotel di Madrid. Ad accogliere la stampa c’erano non meno di 103 calciatori, oltre al presidente delle Fifpro, l’italiano Leo Grosso qui anche a nome di Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, e ai rappresentanti dei sindacati di Germania, Francia , Olanda e Portogallo. L’aereo che ha riportato la Spagna a Madrid da Bari è atterrato alle 4 di mattina, oggi è giorno di allenamenti, gare amichevoli e domenica c’è l’andata della Supercoppa tra Real e Barça. La cosa non ha impedito a Casilllas, Xabi Alonso, Mata, Llorente, Javi Martinez, Cazorla e Negredo, tutti in campo ieri a Bari, di presentarsi alla riunione. Con loro anche Carles Puyol, venuto apposta da Barcellona, e poi i volti meno noti o semisconosciuti del calcio spagnolo, gente che magari guadagna un centesimo rispetto a Cristiano Ronaldo o a Leo Messi e che rischia anche di non ricevere quanto gli spetta.
LE PAROLE — “La situazione è molto complicata – ha detto Casillas, capitano della nazionale e del Real Madrid –. Da parte nostra c’è la massima solidarietà verso tutti coloro che stanno vivendo una situazione incredibilmente difficile. Il nostro appoggio è totale, e posso dire tranquillamente che se le cose non cambiano non si gioca. Lasciamo tutto in mano alla Afe ma ad oggi vedo difficile che si trovi una soluzione, e di conseguenza vedo difficile che si possa giocare”. Più chiaro di così…
LE RICHIESTE — Va trovato in 8 giorni un accordo che non è stato raggiunto in quasi un anno e mezzo di trattative. “Sono 17 mesi che cerchiamo di trovare un compromesso con la Liga – dice Luis Rubiales, ex compagno di Tommasi al Levante e come lui presidente del sindacato calciatori –. Non ci hanno mai ascoltato, hanno cambiato le carte in tavola, hanno annullato accordi già presi e il 3 agosto scorso hanno deciso, unilateralmente, di creare un fondo di garanzia di 10 milioni di euro a stagione per le prossime 4 stagioni da destinare ai giocatori non pagati. Una cifra che è palesemente insufficiente. Considerando i 40 milioni complessivi stanziati dalla Lfp per i 4 anni da qui al 2015, ne restano già fuori 10 del debito attuale, al quale andranno sommati i milioni di nuovi debiti che si accumuleranno in queste stesse 4 stagioni. Perché se non cambiano le regole e le leggi il debito continuerà a crescere. Noi chiediamo che, come succede nel resto d’Europa, una squadra insolvente perda il diritto ad iscriversi al campionato. La Spagna è l’unico Paese dove i giocatori non vengono pagati e i club continuano a esistere senza problemi di sorta”. Il problema è enorme, così come la solidarietà. Vediamo ora cosa risponderà la Liga.

Romania: Mutu ubriaco, escluso a vita da nazionale

L’attaccante del Cesena, ex Fiorentina, Adrian Mutu è stato radiato a vita dalla nazionale rumena di calcio, come annunciato dal c. t. Vitor Piturca. Il giocatore, insieme al compagno di selezione Gabriel Tamas, difensore del West Bromwich Albion, anche lui escluso, avrebbe passato una notte brava due giorni prima dell’amichevole contro San Marino, tornando alla sede del ritiro ubriaco.

Disordini Londra, rinviata Tottenham-Everton

È stata rinviata per motivi di sicurezza la sfida Tottenham-Everton, valida per la prima giornata di Premier League, in programma sabato. La decisione è stata assunta in seguito ai gravi disordini che in questi giorni stanno riguardando diversi quartieri di Londra. Il rinvio dell'incontro è stato confermato dal Tottenham in un comunicato sul sito ufficiale.



venerdì 8 luglio 2011

Baseball Americano: Tifoso muore cadendo dalle tribune

Tragedia nella MLB, il campionato di baseball statunitense. Durante il match di Regular Season tra Texas e Oakland un tifoso dei Rangers ha perso l'equilibrio cadendo dalle tribune del Ball Park. Shannon Stone, questo il nome della vittima, ha perso la vita dopo un volo di oltre sei metri, sconvolte naturalmente le persone che hanno assistito all'incidente..."La pallina è arrivata, l'uomo ha cercato di prenderla e proprio nel momento di afferrarla ha perso l'equilibrio finendo giù - ha dichiarato un testimone -. È stato terribile perché tutti ci siamo resi conto della gravità dell'incidente. È volato giù, è scomparso nel tunnel sotto le tribune e non si vedeva nulla, non rispondeva più...". A nulla sono serviti i soccorsi del personale di sicurezza, l'uomo, un pompiere di 39 anni, è morto durante il trasporto in ospedale a causa delle ferite riportate nella tremenda caduta.

martedì 14 giugno 2011

Vela: incidente per Oracle a S.Francisco

Incidente alla barca di Russell Coutts nella baia di San Francisco: il catamarano dello skipper neozelandese di Oracle, detentore della Coppa America, si e' capovolto durante una regata dimostrativa, in condizioni di mare mosso e vento teso. Coutts, che era al timone, e' stato proiettato in aria mentre un altro membro dell'equipaggio, Shannon Falcone, e' stato sbattuto contro l''ala' (la vela rigida) e un terzo uomo e' caduto in acqua. Falcone e' stato precauzionalmente portato in ospedale.

mercoledì 11 maggio 2011

Spagna: il Barcellona vince il terzo titolo consecutivo

Il Barcellona, cui sarebbe stato sufficiente uno 0-0, ha aperto le marcature con il maliano Seydou Keita, che ha trasformato di testa un suggerimento di Xavi (28'). La squadra allenata da Pep Guardiola si è fatta raggiungere poco prima dell'intervallo per un malinteso tra il difensore Gerard Piquè ed il portiere Victor Valdes, di cui ha approfittato l'attaccante del Levante Felipe Caicedo (41'). Il Barcellona di Guardiola è la prima squadra spagnola a vincere tre titoli consecutivi dopo quello allenato da Johan Cruyff, che ne aveva vinti quattro, dal 1991 al 1994. Sconfitto nella Coppa del Re dal Real Madrid, il Bar‡a può ancora realizzare la doppietta Liga-Champions. Nella finale del 28 maggio a Wembley affronterà il Manchester United.

venerdì 4 marzo 2011

Attentato a Mou, salvato dalla scorta

Qui in Italia si dice che Josè Mourinho, finalmente, stia ricevendo in Spagna l'accoglienza e le reazioni che merita. Lo maltrattano se lui maltratta gli altri, gli rispondono a tono appena lui fa il maleducato, gli scrivono editoriali di fuoco quando lui esagera con le esternazioni (cioè spesso, come suo costume). Ma forse la cosa sta superando i livelli di guardia. E' notizia di poco fa, raccontata dall'emittente radiofonica Cadena Ser, che venerdì scorso Mourinho è sfuggito, di poco, a un pericoloso agguato all'aeroporto di La Coruna, dove il Real Madrid si era recato per giocare una partita della Liga. Allo sbarco del Real in aeroporto, mentre i giocatori e il tecnico si fermavano per firmare alcuni autografi, la guardia del corpo che proteggeva Mourinho ha accusato un improvviso e acuto dolore all'ascella. Riparato in fretta nel pullman della squadra, l'uomo è stato medicato e gli è stata riscontrata una ferita da arma da taglio, un'arma della lunghezza stimata di quattro centimetri. Il Real non ha dato notizia del fatto, e pare che lo stesso Mourinho non l'abbia saputo che nella giornata di oggi, mostrandosi piuttosto scosso per l'episodio. Pare inoltre che le telecamere di sorveglianza dell'aeroporto di La Coruna siano riuscite a individuare l'aggressore, di cui per ora si sa che è un uomo di statura particolarmente alta. La notizia è trapelata nonostante il fatto che il Real Madrid abbia cercato di tenerla nascosta per non alimentare tensioni intorno al club e al suo stesso allenatore. Ma intanto la sorveglianza intorno alla squadra è aumentata. E Mourinho è sempre più preoccupato.

giovedì 18 giugno 2009

Operai scioperano per il collega Ultras

E' accaduto a Liegi: in 400 si fermano 24 ore per protesta contro l'azienda, 'rea' di aver richiamato un metalmeccanico che aveva appeso un drappo dello Standard.
Passione calcistica e diritti sindacali si fondono in una fabbrica di Liegi. 'Colpa' dell'eccessiva passione di un operaio per lo Standard, campione del Belgio dopo un duello interminabile, vinto al termine di un doppio spareggio, contro l'Anderlecht. I 400 operai metalmeccanici dell'azienda Cmi (gruppo Arcelor Mittal) hanno proclamato uno sciopero di 24 ore in difesa del collega tifoso, "richiamato" dalla direzione per le sue "eccessive" manifestazioni a favore della squadra del cuore.
LA BANDIERA DELLO SCANDALO - Secondo quanto riportato dal quotidiano belga 'La Derniere Heure' sul suo sito internet, Mario, questo il nome dell'ultras che stravede per lo Standard, per festeggiare il titolo aveva attaccato una grande bandiera del club nei magazzini dell'azienda dove lavora. Quando la direzione gli ha chiesto di rimuoverla, Mario si è rifiutato. A quel punto la bandiera è stata comunque tolta dal muro, ma il tifoso noncurante ha riappeso il drappo, provocando una lettera di avvertimento in cui l'azienda gli rimproverava un "comportamento eccessivo". Una sanzione che il sindacato ha considerato decisamente "sproporzionata", tanto che dopo un'assemblea da stamani sono state proclamate per protesta 24 ore di sciopero.

lunedì 27 aprile 2009

Auto impazzita vola sul pubblico, 7 feriti

La vettura di Carl Edwards, finita in testacoda ad altissima velocità e sollevata a circa quattro metri da terra in seguito ad un primo tamponamento, è stata urtata da una seconda vettura finendo per schiantarsi in volo contro le recinzioni. L’impatto, violentissimo, ha proiettato una nube di schegge verso le vicine tribune.
Uno spettacolare incidente, che ha causato sette feriti tra il pubblico, ha coinvolto la vettura di Carl Edwards durante l’ultimo giro di una gara del campionato Nascar disputata ieri sull’ovale della Superspeedway di Talladega, in Alabama. Il responsabile medico della struttura, Bobby Lewis, ha fatto sapere che per motivi di traffico due spettatori sono stati trasportati in elicottero verso un vicino ospedale, anche se nessuno dei tifosi feriti rischia la vita. Il ferito in condizioni più serie ha riportato la frattura della mascella ed un taglio ad un labbro. La macchina di Edwards, finita in testacoda ad altissima velocità e sollevata a circa quattro metri da terra in seguito ad un primo tamponamento, è stata urtata da una seconda vettura finendo per schiantarsi in volo contro le recinzioni, che hanno resistito all’urto. L’impatto, violentissimo, ha proiettato una nube di schegge verso le vicine tribune, mentre la vettura di Edwards è rimbalzata verso il lato opposto della pista con la parte anteriore in fiamme. Il pilota, uscito con le proprie forze dall’abitacolo, ha criticato la Nascar lanciando un vero e proprio allarme. ”Gareggeremo in questa maniera fino a quando non uccideremo qualcuno, poi cambieranno le regole”, ha detto Edwards riferendosi al limitatore che la lega obbliga ad installare sui motori in occasione delle gare disputate a Talladega e Daytona, i due circuiti più veloci del campionato. Il dispositivo genera un grande equilibrio tra le macchine in gara dando luogo a gare compatte, in cui il minimo errore può generare incidenti di gruppo.

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venerdì 24 aprile 2009

Pepe, la follia costa cara..10 partite di squalifica!

Stagione finita per il difensore del Real Madrid, punito duramente dopo la follia di cui si era reso protagonista nella sfida contro il Getafe, quando aveva scalciato Casquero, preso a pugni Albin e insultato la terna arbitrale. Lunedì le merengues decideranno se fare ricorso. Dieci partite. E' il costo della follia di Pepe, difensore del Real Madrid uscito di testa nella sfida di martedì contro il Getafe e punito con 10 turni di stop dalla Liga spagnola. Martedì, dopo essere stato espulso in seguito ad un fallo da rigore su Casquero, il merengues aveva perso la testa, scalciando violentemente l'avversario a terra prima di tirare un pungo ad Albin e insultare pesantemente la terna arbitralle. La stagione del difensore portoghese si è quindi conclusa: perderà gli ultimi 6 turni e i 4 iniziali della prossima stagione.
SPIEGAZIONI - Le dieci giornate di stop sono state motivate nel dettaglio da Alfredo Florez, presidente della Commissione Disciplinare: "Una partita per il fallo, quattro per condotta violenta su Casquero, quattro per condotta violenta su Albin e una per gli insulti all'arbitro - ha spiegato -. Non è stato provocato e non ha mostrato segni di pentimento immediati. In più, è stato ammonito già sette volte in questa stagione". Il Real si è preso fino a lunedì per decidere se fare appello. Pepe ha spiegato che il suo gesto era dovuto alla frustrazione per il rigore, che secondo il portoghese sarebbe costato al Real la rincorsa al Barcellona per la testa della classifica della Liga (il 3 maggio c'è il Super Clasico che il difensore merengues vedrà dalla tribuna). Dal dischetto poi Casquero si è fatto parare il tiro da Casillas e il Real ha vinto grazie ad una rete di Higuain.

lunedì 20 aprile 2009

Campionato Paulista - La rinascita del Fenomeno

Sei gol in nove incontri, numeri da capogiro per un calciatore che in molti davano per finito! Ma l'ex fenomeno non finisce mai di stupire e, con un colpo da gran fuoriclasse, trascina il Corinthians alla finale del Campionato Paulista contro il Santos. E chi lo ferma più! Da quando è tornato a "casa" Ronaldo Luís Nazário de Lima sembra rinato. Con un bottino personale di sei reti in nove partite, l'ex fenomeno sta lentamente riconquistando le luci della ribalta tra le file del Corinthians. Non è certamente più quello di una volta, le fulminanti accelerazioni che in un tempo ormai lontano facevano impazzire la Milano nerazzurra lasciano il posto ad una nuova maturità tecnico-tattica che, unita alla classe intramontabile, fanno del brasiliano ancora un numero uno.
Decisivo il gol che ha regalato al Corinthians la finale del campionato paulista contro il San Paolo. Nella semifinale vinta a Morumbi è lui il protagonista indiscusso. Dopo un primo tempo vissuto da comparsa, nei secondi quaranticinque minuti Ronaldo serve prima sui piedi di Jorge Henrique un pallone invitante che si schianta sulla traversa per poi essere tradotto in rete da Douglas (minuto 55), e segna poi in contropiede il gol del definitivo 2-0, che vale la finale contro il Santos.
Timao a un passo dalla vittoria del campionato e pubblico in delirio per l'ex fenomeno che continua la sua ascesa innarrestabile!

giovedì 26 marzo 2009

Ronaldo non si ferma più 90' e doppietta

Alla prima partita intera il Fenomeno segna due gol (il primo su rigore) ma il Corinthians si fa stoppare sul 2-2 dal Ponte Preita. A segno anche la stellina Neymar nel 3-0 del Santos.
L'aveva promesso l'altro ieri. Sta dimostrando che non era una boutade. Ronaldo è intenzionato a riprendersi il titolo di Fenomeno e la maglia di centravanti del Brasile. Alla prima partita intera con il Corinthians, nella sua terza o quarta rinascita calcistica, l'ex stella di Inter, Barcellona, Psv ha segnato una doppietta. La sua squadra non ha vinto (2-2 contro il Ponte Preita) e perde terreno nei confronti del Palmeiras, ma nella considerazione dei tifosi Ronaldo è già alle stelle. Almeno 20mila supporter impazziti di gioia hanno celebrato allo stadio Pacaembu le due reti del ritrovato cannoniere.
Il Corinthians era passato in svantaggio al 32', sorpreso da un inserimento di Leandrinho. Sono bastati quattro minuti per il pareggio: Ronaldo ha guadagnato un rigore (fallo di Gum) e l'ha trasformato con sicurezza. Al 12' della ripresa, poi, il capolavoro: Ronaldo ha raccolto con sinistro un cross, ha fatto fuori due difensori in dribbling e ha scaricato un diagonale che non ha dato scampo al portiere ospite. Sembrava il "la" per una trionfale vittoria - anche perché il Ponte Preita era ridotto in 10 per l'espulsione di Edilson, ma è arrivato il pareggio su una punizione che Guilherme ha trasformato in gol.
Così resta il trionfo di Ronaldo, al quarto centro in cinque apparizioni (solo quest'ultima a tempo pieno), ma il Corinthians è ora staccato di 6 lunghezze dalla capolista Palmeiras, che martedì ha battuto 2-1 il Bragantino. Nella giornata a segno anche la stella nascente Neymar, che ha siglato il terzo gol nel 3-0 del Santos sul Santo Andre.

mercoledì 25 marzo 2009

Villarreal: abbonamento gratis ai tifosi che hanno perso il lavoro

Il presidente del club spagnolo spiega: "Vogliamo dare la possibilità a chi è senza lavoro di tornare a vedere le partite allo stadio El Madrigal". Dove Giuseppe Rossi (nella foto) è diventato un'autentica superstar
In tempi di crisi il Villarreal lancia una rivoluzionaria iniziativa: abbonamenti gratis ai tifosi disoccupati.
"L’idea è dedicare attenzione alla massa di persone che per disgrazia rimangono senza lavoro. Vogliamo dar loro la possibilità di tornare a vedere le partite allo stadio El Madrigal", dice il presidente del club spagnolo, Fernando Roig.
"Tutti, all’interno della società, devono contribuire ad un fondo comune per sostenere chi è rimasto senza impiego", aggiunge riferendosi a "dirigenti, corpo tecnico, giocatori e sponsor".
Chi ha acquistato una tessera per la stagione 2008-2009, potrà conservare lo stesso posto per il 2009-2010. E se non potrà pagare, otterrà l’aiuto del club. "È un momento di crisi, ci sono grandi difficoltà -dice il presidente-. È il momento di dare una mano ai soci che ci sono stati vicini e ci hanno aiutato".
Il Villarreal è una delle squadre più prestigiose del calcio spagnolo. Attualmente il ‘sottomarino giallo' è quarto nella Liga e, soprattutto, è qualificato ai quarti di finale di Champions League nei quali sfiderà gli inglesi dell’Arsenal.
La squadra è il fiore all’occhiello della piccola città portuale nella provincia di Castellon. La popolazione non raggiunge le 50.000 unità: lo stadio El Madrigal, con una capienza di 23.000 spettatori, ospita in ogni match mezza città.
Nella regione, la disoccupazione è cresciuta del 10% nel 2008 e i dati sono destinati a peggiorare nel 2009. Per questo, il club ha anche provveduto a congelare i prezzi degli abbonamenti per i soci che possono comunque contare su un lavoro.

martedì 24 marzo 2009

Pelè: «Ronaldo e Robinho hanno problemi di droga»

Ronaldo e Robinho come Maradona. Pelè ci va giù pesante e insiste nel citare il Fenomeno e il talento del Manchester City tra i calciatori che fanno o hanno fatto uso di stupefacenti. In una conferenza chiusa alla stampa, “O Rei” si è di nuovo lasciato andare e ha fatto commenti che avranno una forte ripercussione. La registrazione è arrivata in mano all'emittente radiofonica brasiliana Jovem Pan, che ne ha ritrasmesso il brano polemico. «Nel calcio, Maradona è stato l'esempio negativo - ha detto Pelè -. Era un giocatore eccezionale ma poi purtroppo sappiamo tutti cosa gli è successo». Ed ha subito aggiunto: «Sarebbe ingiusto attribuire una forte presenza della droga nel calcio, solo per uno o due casi, come èsuccesso con Ronaldo, o con Robinho, che hanno avuto lo stesso problema». «Per questo - ha concluso 'O Reì - cito sempre Kakà come esempio, e come lui altri come Platini, Beckenbauer e tanti altri, brava gente che mostra com'è ingiusto generalizzare casi isolati». Radio Jovem Pam aveva già mandato in onda considerazioni di Pelè a proposito di Maradona, Ronaldo e Robinho e dei loro presunti problemi con la droga. E proprio Robinho, ex del Santos come Pelè, aveva risposto tramite i suoi avvocati minacciando di adire le vie legali.
E' "scioccato e furioso" Robinho, l'attaccante brasiliano del Manchester City che a detta di Pelè avrebbe fatto uso di stupefacenti insieme a Ronaldo durante una festa privata a San Paolo. Un portavoce del calciatore del club inglese ha respinto dalle pagine del tabloid britannico The Sun le accuse del leggendario fuoriclasse brasiliano, registrate durante una convention sul turismo chiusa alla stampa e trasmesse dall'emittente radiofonica brasiliana Jovem Pan. "Rifiutiamo categoricamente simili illazioni", ha detto il portavoce di Robinho, "le informazioni relative ad una assunzione di droghe da parte di Robinho è assurda e noi neghiamo nella maniera più assoluta. Stiamo cercando di metterci in contatto con Pelè per chiarire la situazione". Secondo il portavoce le dichiarazioni di Pelè sono state "fraintese oppure distorte da un errore di traduzione".