Quickribbon Kaos Roma77

Visualizzazione post con etichetta Riscone di Brunico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riscone di Brunico. Mostra tutti i post

martedì 26 luglio 2011

Triangolare 'Innsbruck Cup'

Antipasto d'Europa per la Roma di Luis Enrique, che oggi ha sostenuto l'ultimo allenamento nel ritiro altoatesino di Riscone di Brunico. Prima di fare ritorno nella Capitale la formazione capitolina ha passato il confine austriaco per fare tappa a Innsbruck, dove ha affrontato in un triangolare la formazione di casa del Wacker e il Paris Sanit Germain di Jeremy Menez, al suo possibile primo confronto con i suoi ex compagni di squadra. Un test con un maggiore coefficiente di difficoltà per i giallorossi, che hanno avuto di fronte due formazioni più avanti con la preparazione. La Roma è entrata in scena nel secondo mini-incontro della serata alle 21 contro il Psg, per poi affrontare alle 22 la formazione austriaca.
ROMA - PSG 0-3: primi 45' (4-3-3): Curci; Rosi, Cassetti, Antei, Josè Angel; Viviani, Pizarro, Greco; Borriello, Totti, Caprari. 
ROMA - INNSBRUCK 1-0: secondi 45' (4-3-3): Lobont, Rosi, Cassetti, Viviani, Taddei, Verre, Pizarro, Brighi, Perrotta, Vucinic, Caprari.

Test vero per i giallorossi contro il PSG e il Wacker

Fine ritiro, prima uscita vera, stasera, allo stadio Tivoli di Innsbruck. La Roma presenta i nuovi. Tocca a Bojan, a Heinze, a José Angel. L’esibizione in Austria vedrà come protagoniste, oltre alla Roma, il Psg e il Wacker Innsbruck. Nella squadra francese difficilmente vedremo Ménez, appena acquistato, annunciato e presentato. «Mi dispiace aver lasciato la Roma, ma ho solo pensato alla mia carriera», le prime parole di Jeremy da calciatore del Psg. Bojan, che ieri ha firmato centinaia di autografi, è stato provato da Luis Enrique nelle ultime due sedute di lavoro come esterno sinistro del tridente offensivo, con Totti al centro e Borriello a destra. Al centro della difesa ci sarà pure l’argentino Heinze, che farà coppia con Cassetti (Juan è ancora out), a destra non sarà presente Cicinho, che ieri si è procurato una distorsione alla caviglia sinistra, a sinistra ci sarà José Angel in alternanza con Taddei. Il triangolare comincia alle 20, l’apertura tocca a Psg-Wacker. La Roma affronterà (alle 21) i francesi, poi (alle 22) gli austriaci. Il tutto verrà trasmesso da Sky sport 1. Saranno tre incontri da 45 minuti. La vittoria darà 3 punti. In caso di parità, si tireranno 3 calci di rigore ciascuno per determinare la vincitrice, che però prenderà due punti invece di tre, mentre la squadra che uscirà sconfitta ai rigori ne guadagnerà uno.

lunedì 25 luglio 2011

Roma, il piano di Luis Enrique

Domani notte la Roma lascia il ritiro dopo il triangolare di Innsbruck ed è già tempo di primi bilanci. Luis Enrique ha già dato la sua impronta alla squadra. Metodi di allenamento inno­vativi, che destano grande curiosità. In questi giorni sono stati a Riscone a segui­re il lavoro della squadra giallorossa Ser­se Cosmi, Marco Lerda e Francesco Con­ti, il vice di Del Neri, oggi arriverà Arrigo Sacchi. Già nei primi allenamenti si è vista la nuova filosofia del tecnico asturiano, mutuata, non copiata, dal Barcellona. Possesso palla, aggressività nel pressing, terzini che in fase offensiva si travestono da attaccanti. Luis Enrique in questi gior­ni sta studiando i giocatori a sua disposizione. Dopo una settimana un’idea già se l’è fatta, in attesa dei nuovi acquisti che arriveranno. Ha rivalutato giocatori che sembravano in procinto di andare via.
DIFESA - Cicinho per esem­pio, in questo momento se la può giocare con Cassetti per un posto da titolare nel ruolo di terzino destro. Al centro della di­fesa è un cantiere aperto. Juan svolge an­cora lavoro differenziato. Heinze è appe­na arrivato e ha bisogno di allenarsi. Juan e Burdisso in partenza sembrano intocca­bili. A sinistra ci sarà Josè Angel Valdes, che nei primi allenamenti ha fatto vede­re di avere buone qualità. E’ soprattutto veloce e spinge molto, quello che vuole Luis Enrique. Ma una valida alternativa per entrambi i ruoli di esterno difensivo sarà rappresentata da Rodrigo Taddei, che con la sua duttilità ha conquistato Luis Enrique. E’ in corsa per fare il ter­zino, ma anche l’intermedio di centro­campo. Prima dell’inizio del ritiro Saba­tini aveva parlato con il suo procuratore di una possibile partenza, ma Luis Enri­que l’ha bloccata.
CENTROCAMPO - In mezzo saranno in tre. Le chiavi del centrocampo lo spagnolo le ha già consegnate a Daniele De Rossi. Sarà lui il fulcro del gioco, come Xavi lo è nel Barcel­lona. Deve dettare i ritmi alla squadra e or­ganizzare il possesso palla, l’essenza del gio­co di Luis. Passaggi brevi a ritmi frenetici, con la capacità di farsi trovare sempre smarcato. Pizarro, un altro che sembrava avesse la valigia pronta, è tenuto in considerazione dall’allenatore, anche se non ha la gamba per fare l’intermedio e dovrà lascia­re il posto di centrale a De Rossi. Ma ci sa­rà ancora bisogno di lui. E un altro centro­campista che piace a Luis Enrique è Greco. E’ saltato il suo trasferimen­to al Lecce, che era cosa fat­ta. Ma in mezzo al campo, con questo organico, un po­sto è di Perrotta.
ATTACCO - Gli schemi più inte­ressanti provati in allena­mento riguardano l’attacco. Luis Enrique giocherà con il 4-3-3, che può essere anche 4-3-1-2 o 4-3-2-1. Dipende dalla posizione di Totti. Il tri­dente si muoverà secondo un triangolo isoscele. In questi giorni lo spagnolo sta provan­do Borriello a destra, Totti al centro e Vucinic a sinistra. Il capitano parte da una posizione di trequartista e si butta dentro. Quan­do lo fa, Borriello e Vucinic, che partono lar­ghi, arretrano alle sue spalle. In pratica, si capovolge il vertice del triangolo. I movi­menti richiesti a Totti sono simili a quelli che Messi fa nel Barcellona. Nel reparto of­fensivo ci sarà abbondanza, soprattutto con gli arrivi di Bojan e Lamela. Dopo la parten­za di Menez, per tanti motivi Vucinic sem­bra fuori dal progetto ed è sempre più sul mercato, nonostante le smentite ufficiali che riguardano il montenegrino. Ma al momen­to offerte non ce ne sono. Mentre Borriello, che sembra disposto ad accettare la nuova posizione, ha buone chance di restare, in questi primi allenamenti ci mette grande impegno e nelle prime amichevoli ha dimo­strato di essere già in buone condizioni.

sabato 23 luglio 2011

Buoni segnali di crescita dal test

La Roma del «tiki taka» vince e convince.Contro il Sud Tirol, i giallorossi non buttano mai la palla, la difesa è molto alta e i terzini spingono sulle fasce. A Brunico, sotto gli occhi attenti di Sabatini, parte alla grande Borriello: l'attaccante scarica un sinistro potente da fuori area e sigla l'1-0. Ma non è il risultato a regalare speranze all'ambiente. Ciò che colpisce è la voglia di cercare il gol: la Roma offensiva pressa, corre e schiera Taddei terzino, come ai tempi di Spalletti. Nel secondo tempo, cambiano gli interpreti (si vede anche Josè Angel), ma non la voglia di tenere in mano il pallino del gioco. Tra gli altri, entrano Pizarro e Totti e la qualità aumenta. Al 20' della ripresa arriva il 2-0. Greco, ottima la sua prestazione, pesca Vucinic in area, il montenegrino aggancia alla perfezione e batte il portiere del Sud Tirol. Il numero nove, al contrario delle voci che circolano da tempo, sembra inserito alla perfezione negli schemi di Luis Enrique. Taglia da sinistra a destra e mette in seria difficoltà la difesa avversaria. È così che arriva il terzo gol: Totti lo serve e lui, a tu per tu col portiere, non sbaglia. La rivoluzione è iniziata. È vero, davanti c'era una formazione che milita in Lega Pro, ma i movimenti e la filosofia di gioco fanno ben sperare.

venerdì 22 luglio 2011

LUIS ENRIQUE: "Il mercato? Sono contento di quello che stiamo facendo."

Alla vigilia della seconda amichevole stagionale contro l'Alto Adige a parlare in conferenza stampa è il mister della squadra giallorossa Luis Enrique. Queste le parole del tecnico spagnolo ai giornalisti presenti in sala stampa:

Cosa ha colpito Luis Enrique in questi primi giorni romanisti?
"Varie cose. Tutto quello che c'è dietro il club che ci permette di lavorare al meglio. Anche le infrastrutture con cui lavoriamo mi hanno colpito molto. In poche parole tutto."
Cosa possono dare in più Bojan e Heinze alla Roma?
"Fino a che non firmano non ne parlo. Dei temi di mercato parla Sabatini. Noi cerchiamo giocatori con un profilo preciso e che fanno al nostro caso. Nel calcio le sorprese sono sempre dietro l'angolo. Sono comunque molto contento di quello che sta facendo la società nel mercato"
Le parole di Baldini su Totti?
"Sono sicuro che entrambi vogliono il bene della Roma. Per quanto riguarda Totti mi aspetto sempre qualcosa di più come gli altri giocatori più rappresentativi come De Rossi e Perrotta"
C'è qualcosa che la preoccupa in particolare?
Non sono preoccuppato per gli atteggiamenti dei giocatori o per altre questioni che riguardano il lato tecnico. E' necessaria la giusta pazienza e tranquillità per lavorare"
E' vero che lei fa vedere dei video del Barcellona? Questa squadra si può avvicinare a quel tipo di gioco?
"Il modello del Barcellona è unico perchè è da sempre nel suo Dna. Noi stiamo cercando di creare un modello che si adatti a quello che sono i nostri giocatori. Fino a quando non sarà chiuso il mercato non potremo fare un bilancio preciso. Ci sono diversi metodi per allenarsi. La testa dei giocatori è fondamentale perchè un giocatore sereno lavora con più facilità"
Vucinic sembra un pò estraneo al gruppo. E' cosi oppure è solo un'impressione?
"In realtà Mirko si è sempre allenato tranne questi ultimi perchè ha qualche problema fisico. Non c'è nulla di particolare."
Sei preoccupato della mancata definizione dell'affare per l'acquisto della Società?
"No, affatto. E' normale che possano esserci delle situazioni del genere in un momento così delicato come un passaggio di società. Nessuno è preoccupato per questo. Siamo concetrati solo sul campo e vogliamo lavorare sul campo"
Un giudizio su Josè Angel
"Ha già molta esperienza nel campionato spagnolo. E' un ragazzo molto giovane che deve continuare a lavorare per miglioare. Ha una grande prospettiva davanti a se"
Che sensazione le da essere al centro dell'attenzione?
"Mi piace molto perchè sento un sostegno fortissimo dei nostri tifosi. Sono sensazioni che già conoscevo, solo che dal lato del calciatore. Sento un grande sostegno. Dico ai tifosi si appaludire i giocatori non di inneggiare il mio nome. Il nostro obiettivo è quello di rendirli orgogliosi di noi"
Rispetto alle altre dove colloca la Roma?
"Ogni giudizio in questo senso è riviato alla fine del mercato. Noi cercheremo di vincere tutte le partite. Dobbiamo guardare partita dopo partita. L'obiettivo principale è quello di trovare una sintonia titolare anche nei momenti difficili. Il sostegno dei tifosi è fantastico perchè ci permettereà di essere in 80000 in campo"
Cosa pensa di Ranieri?
"E' un grande allenatore ma non mi esprimo sul passato. Il nostro obiettivo è quello di giocare tutte le partite per vincere . Dobbiamo convincere i giocatori di poter fare questo. L'allenatore va in panchina, sono i giocatori che vanno in campo. Penso che stiamo riuscendo a inculcare questa mentalità."
Nel suo calcio c'è un riferimento alla tattica di Arrigo Sacchi? Cosa pensa del calcio italiano?
"Tutti gli allenatori perseguono uno stesso obiettivo cioè la vittoria. Noi abbiamo uno nostro metodo, una nostra strada da seguire. Vogliamo agevolare i giocatori a lavorare al meglio. Non credo che il nostro gioco non è sul modello di Sacchi. Quello era il prodotto finito di un progetto stratosferico. Io rispetto il calcio italiano. Sono sicuro che ci saranno parecchie situazioni che ci sorprenderanno e saremo pronti ad imparare da queste"
Nel suo calcio Totti e Borriello possono coesistere?
"Quando i giocatori sono di qualità va sempre bene. Se vogliamo fare un calcio d'attacco è chiaro che cercheremo di fare convivere questi giocatori. La nostra idea è che tutti attaccano e tutti difendono"
Come si poneva nei confronti dei media spagnoli?
"I giornalisti spagnoli e italiani si assomigliano molto. Non mi piace leggere molto di sport. Amo leggere qualcos'altro anche perchè io conosco già quello che succede all'interno della mia squadra non ho bisogno di leggere delle interpretazioni dei giornalisti"
E' possibile vedere Menez in un ruolo alla Iniesta?
"Assolutamente si. Può giocare come punta, sulla fascia ma anche come interno di centrocampo."
C'è sintonia tra Menez-Vucinic e i tifosi?

"Stiamo movendo i primi passi della nostra avventura. Chiedo ai tifosi di dimenticare il passato. Il fatto che ci sia un nuovo staff può essere un'occasione importante. Il nostro obiettivo è quello di creare una sintonia all'interno del gruppo chi non sarà in sintonia con gli altri andrà via."

giovedì 21 luglio 2011

Roma, il prof Lucho salva gli ex bocciati

Siamo al giro di boa: cinque giorni di lavoro, otto allenamenti, una partita. Si può abbozzare un bilancio della prima metà del ritiro romanista, da prendere con le molle, perché quello che si è visto è ancora poco per formulare giudizi, ma almeno ci si è fatti un’idea; o con il sorriso, se ci troverete battute qua e là, che tali restano e come tali vanno prese. Quel che ne viene fuori, è una specie di pagellone semiserio.
Portieri Curci: invecchiato, imbolsito, contestato. In questa Roma, sembra un imbucato, come alle feste gli amici degli amici. Lobont: nella partita con i boscaioli dava indicazioni alla difesa come se avesse di fronte l’attacco del Barça. Esagerato, però almeno ci crede. Julio Sergio: e chi l’ha visto? Mai uscito dalla sala massaggi, forse ci passa pure la notte. Pigliacelli: il nostro Sampei, pescatore di anime e di gol. Se non dovesse farcela tra i pali, magari sfonderà sul palcoscenico. Comico.
Difensori Angel: ha già segnato il primo gol in partitella. Per il resto, vedi Rosi. Antei: il più giovane ministro della Difesa dai tempi di Ubaldo Righetti. A proposito, si vada a leggere un po’ di storia romanista. Cassetti: se è tornato di moda anche il Corsarino, perché rottamare lui? Duttile, e chissà se ancora utile. Cicinho: c’era una volta un brutto anatroccolo... Il fatto che Luis Enrique abbia chiesto la sua conferma ci fa interrogare sulla reale natura del tecnico asturiano: folle visionario o genio assoluto? Crescenzi: ha la stessa acconciatura di Borg, con la fascetta. Magari meno eleganza, ma è un cagnaccio, non molla mai. Juan: ha visto più allenamenti dei giornalisti. Pronto per cambiare mestiere? Rosi: usa il cucchiaio dal dischetto e il randello nei contrasti con i compagni (povero Angel), se invertisse?
Centrocampisti Bertolacci: sfortuna vai via! E’ un po’ fragile. Brighi: basso profilo per principio, ma non è che sta esagerando? De Rossi: ha un nuovo tatuaggio, e un nuovo amico di nome Lucho, che di lui dice: «Può giocare dovunque» . Siamo rimasti tutti encantadi. Greco: zitto zitto, quatto quatto, pure lui dovrebbe aver convinto Luis Enrique, che addirittura si dice voglia toglierlo dal mercato. Ma come? Perrotta: ha capito che nella nuova Roma al massimo potrà fare il portatore d’acqua, ma è un mestiere pure quello. Pizarro: retrocesso da pilota a navigatore, ma pure lui nel cuore di Luis Enrique, anche perché sa trattare la palla a centrocampo come pochi. Taddei: nuovo allenatore, nuova vita, ma da terzino è lo stesso instancabile lavoratore. Verre: il premio Riscone giovani andrà a lui, a centrocampo sa fare qualsiasi cosa. Viviani: studia da vicino De Rossi, ringhia quasi quanto lui.
Attaccanti Borriello: finalmente un taglio di capelli umano, per il resto soliti gol, solita abnegazione, soliti borbottii. Ricorda Pruzzo, ed è un complimento per chiunque abbia a cuore i colori giallorossi. Caprari: timido, anche davanti al portiere avversario. Però con i grandi si trova a suo agio, e questo è sicuramente un pregio per uno della sua età. Menez: abbiamo perso le speranze di strappargli un sorriso, ma una giocata potrebbe anche regalarcela. Totti: amici veri o amici del giaguaro? Suvvia, ne ha sopportate tante per restarci male. Comunque, è sempre il più forte. Vucinic: vedi Menez, ma con una postilla: il giorno che gli riuscirà un gol dei suoi, si trasformerà in una slot machine.
Allenatore Luis Enrique: utilizziamo la definizione che di lui ha fatto un membro dello staff tecnico, italiano: «Non lo conoscevo, mi ha impressionato, un uomo al servizio dei calciatori, una bomba di qualità» . Quando esploderà, farà danni. Agli avversari, si spera.

lunedì 18 luglio 2011

Roma okay. Sorpresa Taddei «Quanto è bravo»

L’unica smagliatura, quel rigore scriteriato di Aleandro Rosi. Un cucchiaio usato come fionda, che ha fatto allargare le braccia ai tifosi e indispettito Luis Enrique. Il quale, però, sa essere pure buon psicologo, tanto che nel post partita si affretterà a dire: «Il ragazzo mi ha chiesto subito scusa. Non mi sono arrabbiato, gli ho solo detto di non riprovarci mai più. «Abbiamo tanti campioni: saranno maturi per decidere da sé chi li tirerà. Dopo Totti, ovviamente». E ti pareva? Il quale, con incredibile puntualità, battezza l’esordio stagionale per il terzo anno consecutivo: cross dalla destra del redivivo Cicinho, e puntura implacabile del capitano, che così inizia nel migliore dei modi la ventesima stagione in Serie A. Per il resto, prodezze sparse, risultato tondo, pioggia solo a tratti, un bel pomeriggio di gol, cori, colori, striscioni. Bandiere a stelle e strisce in ogni settore del campo, uno stendardo issato prima della gara, a mo di monito: «Giù le mani dal capitano di domani» , inteso come Daniele De Rossi. Sarà lo stesso Luis Enrique dopo la partita a coccolarselo. «Lui è indispensabile al progetto». Tener el balon Ma a che punto siamo di questo benedetto progetto? «Solo cinque allenamenti, poche indicazioni, la base è ottima, su quella applicheremo i nostri nuovi schemi» , è il Luis Enrique telegrafico di fine gara. A metà dell’opera, ma già con tutti gli elementi per discuterne, hanno parlato Perrotta e Taddei. A proposito di schemi, «abbiamo cercato di applicare quello che ci ha chiesto Luis Enrique — le parole del centrocampista calabrese —. Stiamo assimilando il possesso palla, può sembrare noioso e invece secondo me sarà molto produttivo» .Taddei ribadisce: «Siamo solo all’inizio, in questa fase dobbiamo soddisfare le richieste del mister. Avevo già giocato da terzino in un paio di occasioni, me la cavo» , assicura il brasiliano. L’allenatore conferma, aggiungendo un gradito attestato di stima: «Taddei è prezioso per ogni allenatore, talmente duttile». Sorprese Protagonisti che non ti aspetti, per motivi diversi. Borriello: instancabile, lottatore, goleador, acrobata. «Avete visto che rovesciata? Muy meravigliosa» , dice Luis Enrique. Cicinho: un accelerato sul binario destro, avanti e indietro sbuffando e crossando. Vuoi vedere che resta pure lui? Magari Sabatini lo convince a spalmare il contratto più in là, così alleggerisce il monte ingaggi. Pizarro: non è il pilota di questa Roma, ma un ottimo navigatore sì. E non è parso nemmeno acciaccato, anzi: vivo e vegeto. Infine, la nidiata di giovani, tanti, bravi e belli, con Gianluca Caprari sugli scudi, unico insieme al centrale Antei ad aver disputato tutti i 90’. Significativo che nel finale abbia segnato anche Valerio Verre, il più piccolo della banda. «Abbiamo tanti giovani, è vero, ma sono tutti bravissimi. Devo fare i complimenti ad Alberto De Rossi» , la chiosa di Luis Enrique.

"Roma senza età"

Trabajo y sudor. Il lenzuolo bianco con l’invito in spagnolo dei tifosi giallorossi è appeso al recinto del parco sportivo di Riscone dove la Roma gioca la prima amichevole stagionale. Luis Enrique apprezza lo stimolo che viene dall’esterno. Dall’interno aggiunge: «E bel gioco». Per il giovane allenatore di Gijon lo spettacolo è «la chiave». In attesa che il futuro presidente DiBenedetto, come ha detto giovedì, riesca a cambiare il calcio in Italia, di sicuro ci sta provando l’asturiano. «Ma siamo ancora un bebè che prende il biberon e ancora non mangia le prime pappine. Siamo insieme solo da cinque giorni. Ho avuto poche indicazioni dal primo test: i miei giocatori hanno tanta qualità rispetto all’avversario di questa partita che è servita per vedere alcuni movimenti e per migliorare fisicamente». Tutto nella logica, compreso il 10 a 0 alla selezione di Brunico e il solito gol di Totti che apre la nuova stagione. Poi tripletta di Borriello e reti di Caprari, Perrotta, Taddei, Viviani, Verre e Menez. Nelle marcature e negli assist il film di un’esercitazione che qualche spunto lo ha dato. Il centravanti che segna e scavalca Vucinic nelle gerarchie, i giovani che sgomitano e Cicinho che conquista spazio in un sistema che lo esalta. La nuova Roma dovrebbe giocare con il 4-3-3. Ma l’assetto visto a Riscone è più spregiudicato. Scuola Barça, senza usare giri di parole. Due centrali difensivi, i terzini in linea con i tre centrocampisti, il centravanti che arretra e le due punte che si allargano e si stringono qualche metro più avanti. Dunque: 2-5-1-2. I centrali sono Antei e Cassetti per l’emergenza in mezzo, i terzini Cicinho e Taddei, il registra arretrato De Rossi, gli intermedi Perrotta e Pizarro, la prima punta Totti e gli altri due attaccanti Borriello che parte a destra per chiudere con il sinistro e Caprari. In porta parte Lobont, Curci è quindi almeno il terzo. Vucinic è in panchina con Menez. Squadra con barcientro altissimo, terzini che fanno le ali. Luis Enrique chiarisce tutto a fine partita. Ma per rispondere su Vucinic, lancia i giovani: «Lavoriamo tutti in sintonia, ma i ragazzi sono pronti: Antei, Bertolacci, Crescenzi, Viviani, Verre e Caprari. Mi complimento con Alberto De Rossi. Loro devono fare solo esperienza. Io non ho mai guardato all’età, ma al rendimento». Sulla posizione di Totti, differente da quella di Menez che lo ha sostituito da centravanti ma arretrando di più. «Non dò posizioni fisse. Come avete visto De Rossi ha fatto il regista e dopo il difensore centrale». Uno striscione per Daniele (Giù le mani dal capitano di domani), scatena l’asturiano: «E’ un campione del mondo che ha l’umiltà di un primavera. Lo sto scoprendo come uomo. Per me è indispensabile, mi auguro che sposi il nostro progetto». Su Borriello, gran gol in bicicletta: «Ha fatto l’attaccante, partendo dal lato. Firmo se segna sempre così». Sulla posizione dei terzini: «Io voglio che attacchino. Ne ho tanti: Cassetti, Crescenzi, Cicinho, Rosi, presto Josè Angel. E Taddei che può stare a destra e a sinistra e da interno. Tutti gli allenatori vogliono uno come lui». Stravede per Cicinho: «E’ nostro e lo utilizzo. Da anni mi piace, per caratteristiche fisiche e tecniche». Non svaluta Menez: «Apprezzo il suo football: può fare la differenza». Su Rosi che sbaglia il rigore con un cucchiaio alzato troppo: «Si è scusato. Non mi ha dato fastidio, ma l’avversario merita rispetto. Sceglierò io il rigorista, so che Totti li tira bene. I campioni possono decidere autonomamente. Altre spetteranno a me e saranno irrevocabili». Aspetta Bojan, ma avverte: «I più forti sono qui».

Doppia telecamera con iPad in campo, la tecnologia al servizio del gruppo

In campo con l’iPad 2, quello con doppia telecamera. Luis Enrique, capace già alle 7 di mattina di correre da solo attorno allo stadio di Riscone, non perde tempo e inquadra pregi e difetti di ogni giocatore. Ferma il lavoro e apre il libretto della Apple che ha sempre con sè. Interviene e spiega, andando dal singolo o da un gruppetto di giocatori. La Roma è sotto la lente d’ingrandimento del tecnico asturiano che dal primo giorno di ritiro fa riprendere l’allenamento del mattino, lo sintetizza su dvd e lo ripropone ai calciatori prima della seduta pomeridiana. I suoi collaboratori lo affiancano in ogni situazione tattica: De la Peña e Andreazzoli, Llorente e Moreno, anche il giovanissimo preparatore atletico Cabanellas, 24 anni, partecipano attivamente all’addestramento. Perché, a parte la palestra, la preparazione atletica si fa solo con il pallone. Per crescere tecnicamente e al tempo stesso far fiato. Un esercizio di ieri mattina, con le mani, costringeva i giocatori a far gol soltanto con la testa. Sforzo (e, per la verità, anche divertimento) assicurato e più di un giocatore con la lingua di fuori. tanto che il tecnico ha concesso per oggi mezza giornata libera ai giallorossi. All’amichevole non hanno partecipato in quattro: Julio Sergio e Juan che hanno fastidi muscolari, Brighi che comunque si è allenato e Bertolacci (affaticamento). Problemini di inizio preparazione. Dopo un’ora si è fermato De Rossi per un dolore alla caviglia. Da ieri si è unito al gruppo anche Mirko Pigliacelli, portiere della Primavera campione d’Italia. Luis Enrique ha chiesto di avere in ritiro quattro portieri: è stato subito accontentato.

Vi presento la mia Roma

È già la sua Roma. Il ritiro è appena iniziato, non c'è ancora un nuovo acquisto, eppure Luis Enrique è riuscito a far intravedere i primi raggi di luce. Dieci gol e venticinque minuti del calcio che vuole: non si poteva chiedere di più al primo test contro la selezione di Brunico. La nuova impronta balza subito agli occhi, così come il carattere forte del tecnico. Il giovane Caprari gioca dall'inizio, Menez e Vucinic stanno in panchina: la prima scelta parla chiaro e Luis Enrique rafforza il concetto al termine dell'amichevole. «Per me - spiega - non conta l'età dei giocatori, mi interessa il rendimento. I giovani che sono qui li ritengo all'altezza della Roma». Non sembrano parole di circostanza. Altro indizio? A domanda su Vucinic preferisce parlare degli altri ragazzi portati in ritiro, «tutti bravi, complimenti ad Alberto De Rossi». Oltre a Taddei in versione positiva da terzino, Caprari (per lui un gol all'attivo) e Antei sono gli unici ad aver giocato novanta minuti, nella ripresa spazio a Viviani, Verre (anche loro a segno) e Crescenzi, Bertolacci non ha giocato solo perché infortunato. Mercoledì arriva Josè Angel, presto Bojan, più in là Lamela e chissà quanti altri giovani: la Roma guarda al futuro. Intanto anche i «vecchietti» sembrano aver assimilato le prime lezioni Luis Enrique. L'azione del primo gol racchiude tutto quello che vuole il tecnico: scambio stretto Totti-Pizarro, apertura per il redivivo Cicinho, dribbling e cross rasoterra, gol del capitano. Come nei due anni precedenti, è sempre Totti ad aprire la stagione del gol a Riscone, con in più un fisico già tirato a lucido. Borriello parte alla sua destra ma da lì vede benissimo la porta e infatti segna una tripletta: il primo in rovesciata. «Marco spostato di ruolo? No - replica l'allenatore - ha giocato in attacco e ci metterei la firma perché ripetesse sempre questa prestazione. Le posizioni in campo non sono fisse, l'importante è che la squadra giochi sempre un calcio armonioso». Le caratteristiche del 4-3-3 di Luis Enrique sono subito evidenti: terzini molto alti e il «volante» De Rossi schiacciato all'indietro sui centrali difensivi. Passaggi corti, sempre rasoterra, finché il ritmo resta alto sembra di assistere a una partita di calcetto. Con De Rossi padrone delle operazioni a centrocampo. «Per me - dice il tecnico - lui è indispensabile. Lo conoscevo come giocatore, ora sto scoprendo la persona: è un ragazzo incredibile, un campione del mondo che si comporta come un Primavera». Guai a venderlo, quindi. La partita di ieri conferma invece quanto siano fuori contesto Vucinic e Menez. Luis Enrique preferisce non infierire, «mi stanno piacendo e ho un buon rapporto con loro», ed è tenero anche con Rosi dopo il rigore finale buttato via con un inutile «cucchiaio». «Ci ho parlato e si è scusato, l'importante è rispettare sempre l'avversario. Comunque il rigorista lo deciderò io: Totti li tira bene». Con i tifosi sembra amore a prima vista: ieri hanno dedicato il primo striscione in spagnolo al tecnico, con scritto «Trabajo e sudor», lavoro e sudore. Lui lo legge e insieme all'autografo aggiunge: «.... e buon calcio». «Mai visto gente tanto attaccata alla squadra - racconta - sono esigenti ma è giusto perché la Roma è una grande squadra. Noi dobbiamo conquistare la loro fiducia e renderli orgogliosi. La frase che mi stanno dicendo più spesso è: "falli corre!". E io aggiungo: devono giocare bene a calcio. Ci vorrà tempo, siamo come un bambino attaccato al biberon». La creatura cresce bene.

Inizio da 10. E pure un po’ di lode

Trabajo y sudor. Ma anche gioco e schemi. Qualcosa che negli ultimi anni sembrava essersi un po’ perso. I giocatori sembrano in forma. Sono in forma, per quanto lo si possa essere dopo pochi giorni di ritiro (il tecnico in mattinata lo aveva detto: «il corpo dipende dalla testa»). Il pensiero corre veloce alla prima Roma di un anno fa: i giocatori sembravano – erano – più pesanti e, soprattutto, c’era meno voglia di divertirsi. Entusiasmo, lo chiamerebbe Perrotta. E questo alla prima Roma di Luis Enrique non manca di certo. Lo noti dai sorrisi in campo, dalla voglia di segnare e far segnare. E lo noti anche da qualche idea tattica che si inizia a vedere: De Rossi schierato davanti alla difesa, Perrotta e Pizarro intermedi, Totti perno centrale del tridente con Borriello alla sua destra e Caprari a sinistra. Vucinic e Menez inizialmente fuori (per loro pochi fischi e qualche applauso), così come Curci visto che in porta almeno all’inizio c’è Lobont. In difesa Antei e Cassetti sono i centrali, Cicinho è a destra e Taddei a sinistra. Definirli difensori è esagerato, visto che contro la poco temibile selezione di Riscone, giocano come ali. E quindi il 4-3-3 è praticamente un 2-5-3. Nel primo come nel secondo tempo, quando cambiano gli interpreti. In porta c’è Curci, in difesa Taddei va a destra (Rosi a sinistra) e al centro Antei e De Rossi (soluzione che potrebbe essere riprovata, come succede a Mascherano nel Barcellona). A centrocampo ci sono Verre, Viviani e Greco, in attacco ancora Caprari e poi Vucinic e Menez. Tranne Bertolacci, affaticamento muscolare, Juan, Brighi e Julio Sergio, vengono impiegati tutti i giocatori. E loro rispondono, chi più chi meno, presente. Fanno 10 gol ai poco temibili avversari della selezione locale e si prendono gli applausi degli oltre 2mila tifosi sugli spalti. Sono tanti, nonostante la pioggia. E invitano i giocatori a correre. Come recita uno striscione: “Nella lotta butta er core, cori appresso a quer pallone”. Ce ne sono tanti altri, uno dice: “Annamo, firmamo e tornamo”, dedicato a un diffidato, in vacanza a Trento, che voleva vedere la Roma e che invece non può farlo. Il primo gol della partita – e come ti sbagli – porta la firma di Totti (che gioca con gli scarpini neri mentre in allenamento usa quelli bianchi) e che calcia al volo rasoterra su assist di Cicinho che si libera bene sulla sinistra. Qualche minuto più tardi Caprari realizza il 2-0: De Rossi apre benissimo per Taddei che mette in mezzo e a quel punto per il numero 38 è semplicissimo mettere dentro. Passano un paio di minuti e Borriello replica quanto fatto in allenamento, con un gol in semi rovesciata che strappa applausi a tutti i tifosi. Li strappa anche Rodrigo Taddei, che in tuffo di testa batte il portiere. Si vede che l’allenamento della mattina a pallamano ha avuto i suoi effetti. Il pallone, come prevedibile, è sempre nei piedi della Roma: i giocatori lo tengono sempre basso, dialogano tra di loro, Borriello e Caprari si muovono tantissimo, il primo che tenta un tiro da fuori è De Rossi a metà del primo tempo. Ci riprova anche Borriello, prima da distanza ravvicinata poi dal vertice destro dell’area, ma il portiere della selezione di Riscone decide di prendersi qualche secondo di gloria. Non c’è due senza tre e l’attaccante napoletano, al termine di un batti e ribatti in area, segna il 5-0. C’è gloria anche per Simone Perrotta, che mette dentro dal limite dell’area, e ancora per Borriello. Il primo tempo termina così, sul campo sportivo di Riscone si abbatte un acquazzone che finisce giusto in tempo per l’inizio del secondo tempo. Che comincia con qualche bella giocata di Menez: una, in particolare, vede il francese scambiarsi il pallone con Caprari e poi calciare di poco alto. Applausi da parte del pubblico e anche da parte di De Rossi. E’ l’ultima apparizione del centrocampista che poi mette male la caviglia destra e lascia il posto a Crescenzi. Un minuto più tardi Viviani mette a segno l’8-0. Ci va vicino anche Verre, bravissimo a liberarsi del portiere ma che, dopo una bella corsa sulla destra, calcia a lato. Il secondo tempo scivola via con meno emozioni, fino a che il portiere Recla atterra in area Mirko Vucinic. Sul dischetto si presenta Rosi, che calcia alto provando un improbabile cucchiaio. E’ più preciso invece Valerio Verre, che ribatte in rete una corta respinta del portiere dopo un tiro dalla distanza di Greco. E’ il 9-0, si attende il 10 che arriva con Menez di sinistro dopo un assist di Caprari. Finisce così. Con trabajo, sudor e gioco. Non si poteva chiedere di più.

sabato 16 luglio 2011

Treno, auto, con ogni mezzo. I tifosi stanno arrivando

Sveglia all’alba o addirittura in piena notte. Valigia, sciarpetta e magari anche una giacca pesante. Già, perché la destinazione di questo viaggio di metà luglio non è una classica località balneare, ma un soggiorno di una decina di giorni in alta montagna. Riscone di Brunico, Trentino Alto Adige, oltre 700 km da Roma, è ancora una volta la sede del ritiro della squadra giallorossa. E come ogni anno saranno tantissimi i tifosi che accompagneranno i giocatori tra le montagne della Val Pusteria. In molti sono già arrivati. Qualcuno ha viaggiato in treno, come il gruppo del Roma Club Montecitorio, partiti ieri mattina da Termini. Il club presieduto da Paolo Cento festeggerà proprio a Riscone il suo VIII anniversario, domenica 17 presso l’Hotel Petrus. Un brindisi che sarà seguito a ruota da quello dei soci del Roma Club Trentino, i padroni di casa, guidati dal presidente Massimo D’Achille. Per loro l’appuntamento è sempre domenica, ore 22, presso la steakhouse Hardimitz’n. Il raduno di tutti i tifosi è invece previsto per martedì 19, ore 19, quando sarà presentata la nuova Roma di Luis Enrique direttamente nella Piazza del Municipio di Riscone. Come ogni anno l’intera squadra salirà sul palco allestito dal Comune e durante la serata i calciatori saranno i protagonisti di un’iniziativa benefica a favore di associazioni locali, mettendo all’asta le proprie maglie. Quest’anno ci saranno in palio anche due quadri realizzati da Lara Lazzari, con ricavato a favore del Bambin Gesù di Roma. Le feste proseguono mercoledì 20, ancora una volta presso l’Hardimitz’n di Riscone, dove è in programma la serata “Campo Testaccio”, un tocco di romanità tra le Dolomiti, con la musica di Vittorio Lombardi, un breve concerto di Teo e Mula (quelli della canzone “Caput Mundi”, celebre ritornello di alcune radio romane) ed uno spettacolo di cabaret. Giovedì 21 si elegge la tifosa più bella del ritiro, con il concorso d Miss Oro&Porpora in programma alle 21,30 presso l’Hotel Heinze. Le concorrenti potranno iscriversi fino all’ultimo istante, oppure prenotarsi con un’email a: info@oroeporpora.it. Venerdì 22 l’AIRC organizza una conviviale alla quale prenderanno parte alcuni calciatori giallorossi. La serata, sempre all’Hotel Heinze, sarà l’occasione per dare il via alle celebrazioni per i 40 anni di questa storica associazione.

venerdì 15 luglio 2011

La Roma arriva a Brunico

Giorno dopo giorno prende sempre più forma il nuovo progetto Roma. Oggi, con partenza da Trigoria prevista per le 15 e volo pronto a decollare da Fiumicino, la squadra giallorossa inizia ufficialmente il ritiro di Brunico. Dopo l'arrivo a Bolzano, la truppa guidata da Luis Enrique si sposterà in pullman verso Riscone dove vi resterà fino al 26 luglio, ultimo giorno di ritiro. Con tutta probabilità domani alle 10.30 ci sarà il primo allenamento in Val Pusteria, seguito dalla conferenza stampa di inizio ritiro. La seduta pomeridiana, invece, dovrebbe svolgersi intorno alle 18.00. La squadra si appresta a giocare le amichevoli in programma in Alto Adige, la prima domenica alle 17 con la Rappresentanza Riscone. Quanto ai neo acquisti, Bojan e Josè Angel molto probabilmente si uniranno ai compagni nella seconda settimana di ritiro), Lamela e Nego subito dopo il Mondiale Under 20. All'arrivo all'aeroporto, i giocatori - guidati dal tecnico Luis Enrique, anche lui abbronzato, occhiali da sole con montatura bianca, e costantemente assistiti dagli agenti della Polaria - sono stati accolti con entusiasmo da alcuni tifosi, passeggeri e dipendenti aeroportuali. La piccola folla ha inseguito i giallorossi fino ai varchi di controllo e ha chiesto loro di firmare autografi e posare per foto-ricordo, incoraggiandoli con battute amichevoli.

Da stasera tutti in ritiro a Riscone

C’è qualcuno che ha già la lingua di fuori. Complici il caldo e le vacanze di mezzo, alla Roma non erano più abituati alla mole di lavoro che in questi giorni Luis Enrique ha iniziato a far svolgere alla squadra, che ieri ha conosciuto Thomas DiBenedetto («Grazie per avermi ospitato nella vostra casa», le sue parole al gruppo). Totti e compagni hanno effettuato ancora una volta una doppia seduta. In mattinata dopo il classico riscaldamento con il pallone tra i piedi, al quale ha partecipato anche Cicinho aggregatosi con un giorno di ritardo al gruppo, si è proseguito con il lavoro atletico basato sugli spostamenti laterali e i cambi di direzione. Poi con un De la Peña attivissimo, attenzione particolare al possesso palla, che sembra essere uno dei marchi di fabbrica della Roma nella prossima stagione. Gruppo diviso in tre (Totti, Vucinic, De Rossi e Pizarro con fratino giallo, Perrotta, Antei e Borriello con quelli rossi, e Cicinho, Menez e Cassetti con quelli verdi) e Luis Enrique a monitorare ogni movimento dei suoi calciatori. Per finire, partitella in famiglia. Alla seduta non hanno partecipato Juan, Julio Sergio e Brighi. Alle ore 18 si è poi replicato con un altro allenamento. La Roma partirà nel pomeriggio per raggiungere il ritiro di Riscone di Brunico. Ritrovo a Trigoria alle ore 15, partenza con un volo charter alle 16,55 da Fiumicino e dopo l’arrivo a Bolzano, spostamento in pullman in Val Pusteria, dove ad accoglierla, almeno per una sera, ci sarà la squadra di Dubai dell’Al-Ain che in questi giorni ha usufruito dei campi e delle strutture della località trentina.

martedì 12 luglio 2011

Ritiri, ecco gli 'strumenti di tortura'. Tancredi: "La psicocinetica migliora le capacità dei portieri"

C'erano una volta la corda per saltare e la palla medica. Poi arrivarono le sagome per perfezionare le punizioni (care a specialisti come Platini e Maradona) e gli estenuanti su e giù lungo le gradinate degli stadi (con cui Zeman 'torturavà i suoi giocatori). E la gabbia in metallo voluta da Arrigo Sacchi, a Milanello, necessaria ad allenare il Milan degli olandesi. Strumenti spesso nati dall'esperienza diretta sul campo, qualche volta dalla fantasia 'sadicà dei preparatori pronti a tutto, come costringere i compagni di reparto a mantenere le distanze vincolandoli con una lunga corda legata alla caviglia. Oggi anche le attrezzature, come i metodi di gioco, si sono modernizzate ed evolute. E lo dimostrano le novità in cantiere per i ritiri delle squadre che stanno cominciando. Uno degli strumenti più in voga dedicati all'allenamento, in particolare dei portieri, è la macchina 'spara pallonì (fino ad una velocità di 140 km orari). Dopo Inter, Napoli, Genoa e Samp, anche la Juventus ha adottato questo apparecchio - l'Eurogoal di Globus, azienda trevigiana -, in grado di simulare tutti i tipi di tiro, di potenza e ad effetto, ma anche per allenare sui calci d'angolo ed in situazioni complesse di gioco nell'area di porta. Sono però diversi e sofisticati gli strumenti utilizzati sempre più spesso per affinare le tecniche di allenamento. A Trigoria, ad esempio, la scorsa stagione Montella aveva introdotto i fratini con il Gps per studiare in tempo reale i movimenti sul campo e le distanze percorse da ciascun giocatore. Uno strumento ormai indispensabile è il cardiofrequenzimetro, che consente di monitorare l'allenamento, sapendo in che fascia di pulsazioni sta lavorando il cuore e ottimizzare al massimo l'attività fisica. Tecnologia in primo piano, quindi. Ma senza disprezzare metodi ed 'attrezzì più empirici. Come spiega Franco Tancredi, attuale preparatore dei portieri per la nazionale inglese. «Io spesso uso i palloni da rugby - spiega l'ex n.1 della Roma - perchè hanno un'imprevedibilità nel rimbalzo che affina la reattività. Poi ci sono le tecniche con i palloni numerati o colorati. La psicocinetica migliora la capacità di anticipazione e reazione del portiere. La macchina 'spara pallonì? Ben venga, ma è importante anche l'allenamento classico. La macchina non può imitare la spontaneità del movimento della gamba quando prepara il tiro, un movimento che il portiere deve imparare a 'leggere'».

lunedì 20 giugno 2011

Ecco le date ufficiali delle prime amichevoli: 17, 23 e 26 luglio

Dal 15 al 26 luglio 2011 Francesco Totti & Co saranno nuovamente ospiti a Riscone/Brunico per il loro ritiro estivo. La squadra AS Roma si preparerà quindi ancora una volta presso il parco sportivo di Brunico/Riscone al prossimo campionato 2011– 2012.
Programma Ritiro:
Domenica, 17 luglio alle ore 17.00: partita amichevole contro una selezione locale a Riscone
Martedì, 19 luglio dalle ore 19.00: Festa dei tifosi in Piazza Municipio a Brunico (Presentazione della squadra)
Sabato, 23 luglio alle ore 17.00: partita amichevole a parco sportivo di Riscone, avversario ancora da definire
Martedì, 26 luglio: partita triangolare a Innsbruck (avversari e orari ancora da definire)

martedì 14 giugno 2011

Ritiro AsRoma

Due sedute di allenamento giornaliere, al mattino dalle ore 10.00 alle 12.30 e nel tardo pomeriggio dalle ore 16.30 ca. alle 19.00, inoltre verranno disputati incontri amichevoli (ancora da definire).
Anche quest´anno il parcheggio e l´ingresso per l´allenamento al parco sportivo di Riscone sono gratuiti.
Fan-Hotline per informazioni e prenotazioni a Brunico:

Associazione Turistica di Brunico
Tel. +39 0474 538 196
Fax +39 0474 555 544

martedì 21 luglio 2009

Motta rassicura i tifosi:"Siamo competitvi"

Il difensore giallorosso rimane fiducioso per la prossima stagione: "Si è parlato di ridimensionamento, ma non c'è stata nessuna cessione. Ci sono i grandi campioni e la squadra è veramente forte"
"Nessun ridimensionamento, la Roma è forte". Marco Motta getta acqua sul fuoco. I tifosi giallorossi sono in subbuglio contro la società, accusata di una campagna acquisti deficitaria, e ieri hanno manifestato il loro malcontento a Trigoria. Ma l'esterno destro, arrivato in prestito a metà della scorsa stagione e ora riscattato dal club capitolino, non vede una Roma indebolita. "Si è parlato di ridimensionamento, ma non c'è stata nessuna cessione - dice il difensore -. Io ad oggi lavoro con i compagni che avevo lasciato, dei grandi campioni e ad oggi posso dire che la squadra è veramente forte". Motta non è preoccupato per la contestazione dei tifosi ed è fiducioso su una stagione ad alti livelli. "Essere contestati non è mai bello, anche se si tratta della società e non dei giocatori - afferma - comunque non è mai bello. Però cerchiamo di estraniarci da questo cercando di lavorare pensando solo ai nostri obiettivi. Ribadisco che paradossalmente l'unica squadra che non ha ceduto giocatori è stata la Roma. Il Milan ha venduto Kakà, l'Inter ancora non si sa se cederà Ibrahimovic o meno. Sicuramente la Roma la vedo molto competitiva. Nel calcio bisogna pensare partita dopo partita cercando di lavorare. Dove possiamo arrivare? Lo vedremo". Il riscatto da parte della Roma può essere un trampolino di lancio definitivo per la carriera di Marco Motta. "Ho rivissuto in un anno il primo giorno di scuola per due volte", dice. "Ieri sono rientrato qui a Trigoria con grande entusiasmo. Ringrazio la società e l'allenatore: hanno creduto in me e hanno deciso di riscattarmi", aggiunge. Nessun dubbio sull'esito della trattativa. "Ero impegnato nell'Europeo Under 21 in Svezia, ero completamente tranquillo perché la Roma aveva sempre dimostrato fiducia nei miei confronti. Aspettavo di essere riscattato, è successo e sono felicissimo che le cose siano andate così". Nella scorsa stagione, la Roma ha chiuso il campionato al sesto posto. L'obiettivo è di riscattare una stagione tutto sommato deludente rispetto alle attese. "Ne siamo consapevoli. Sicuramente si punta sempre in alto, vogliamo fare del nostro meglio ma non sempre è possibile - spiega Motta -. Qui, ad ogni modo, ho ritrovato un gruppo concentrato e motivato. Io sono qui oggi come se fosse il primo giorno, con entusiasmo, grande voglia di lavorare e con la consapevolezza di non aver dimostrato ancora nulla". La convocazione per i Mondiali 2010 non è un'utopia: "Il Mondiale è un sogno per un giocatore giovane come me, io devo lavorare bene e vedremo se ci saranno le possibilità di realizzarlo".

domenica 12 luglio 2009

Mattinata di lavoro, di pomeriggio amichevole!

Domenica di lavoro per la Roma a Riscone di Brunico, infatti di mattina la squadra giallorossa ha lavorato sul campo e di pomeriggio la Roma affronterà il Victoria Pilsen. Cerci e Virga hanno lavorato a parte, Menez si è allenato in palestra. Rientra in gruppo Tonetto, che ha smaltito l’affaticamento muscolare accusato ieri. Presenti sulle tribune del centro tecnico altoatesino circa duecento tifosi. I sostenitori hanno esposto due striscioni contro la dirigenza giallorossa: "Meno azionisti, più romanisti" e "Bruno Conti, pony con i paraocchi". Il servizio d’ordine ha poi prontamente rimosso i due striscioni. Il malcontento nei confronti della dirigenza da parte della tifoseria giallorossa è quasi quotidiana, a Riscone di Brunico tanti sono state le manifestazioni di protesta nei confronti della Sensi e della dirigenza giallorossa.