Dopo tre mesi passati in una clinica per la riabilitazione dalle dipendenza Gazza sembra guarito: "Sono sceso negli abissi:alcol e videogiochi le mie droghe"Era così ubriaco che passava il tempo a parlare con due pappagalli, finti per di più. Trascorreva intere settimane senza chiudere un occhio, rimpinzandosi di pillole, alcolici e droga, giocando ininterrottamente al Nintendo Wii. Ma adesso, dopo tre mesi in una clinica per la riabilitazione dalle dipendenze di ogni genere, Paul Gascoigne si sente meglio. E spera di poter tornare presto a una vita normale: "Sono disceso negli abissi, ma il futuro ha un aspetto migliore", dice l'ex-centrocampista del Newcastle, della Lazio e dell'Inghilterra, in un'intervista esclusiva con il quotidiano Sun di Londra, che pubblica stamane una foto del calciatore, seduto davanti a un semplice bicchiere d'acqua. Nell'intervista "Gazza", come lo chiamavano i suoi tifosi, racconta in particolare l'inferno del suo ultimo anno. Ubriacature, arresti per violenze varie e incidenti con fans, donne, poliziotti, erano già una costante da anni per l'ex-calciatore, che ha oggi 41 anni, ma la sua salute, fisica e mentale, era sembrata ulteriormente peggorare negli ultimi dodici mesi, al punto che i suoi familiari temevano che potesse fare la fine di George Best, il grande campione ucciso dall'alcol, le cui intemperanze fuori dal campo ricordano per certi versi quelle di Gascoigne."Gazza" confessa di avere cominciato a sniffare cocaina, mentre continuava a bere sempre di più. In particolare descrive un periodo di sei settimane in cui ha bevuto "centinaia di bottiglie" di vino e di birra, passando da un albergo all'altro, senza dormire nemmeno un minuto: un'affermazione di cui gli esperti dubitano, sostenendo che probabilmente faceva brevi sonnellini senza neanche rendersene conto, ma che dà un'idea dello stato in cui si era ridotto.
"E' in quei giorni che ha avuto inizio una mia nuova dipendenza", afferma Gascoigne. "La dipendenza dai videogiochi. Comprai un Nintendo Wii e cominciai a giocare, tutti i giorni, 24 ore al giorno, no stop. Invitavo gli amici a giocare con me, e se non avevo compagnia invitavo i camerieri e il personale dell'hotel, ordinando room service per tutti. Poi, quando a un certo punto non ho avuto più nessuno disposto a starmi vicino, ho comprato in un negozio di gioccattoli due pappagalli elettronici, che se gli dici qualcosa, lo ripetono con voce meccanica. Mi ero convinto che fossero la mia unica compagnia. Compravo tre pinte di birra, una per me, due per gli uccelli meccanici. Parlavo con loro e credevo che loro mi rispondessero. Avevo allucinazioni, mi pareva di vedere due copie di me stesso nello specchio, due Gascoigne come due pappagalli". A salvarlo dal delirio, dalla pazzia o da qualcosa di peggio, è stato a quanto pare il ricovero nella clinica dell'ex-campione dell'Arsenal Tony Adams. Dopo tre mesi, "Gazza" ha cambiato aspetto. Tra le terapie usate per farlo uscire dalla dipendenza dall'alcol c'è n'è stata una che ricorda un film di qualche anno fa: parlare ai cavalli. La compagnia degli equini gli ha fatto bene. L'ex-mezz'ala della Lazio per il momento rimane in clinica, ma pensa già a cercare casa dove un domani potrà trasferirsi. "Non mi azzardo a dire che non berrò mai più un goccio d'alcol", conclude Gascoigne, "tutto quello che posso dire è che non ho bevuto oggi e spero di non bere domani".
"E' in quei giorni che ha avuto inizio una mia nuova dipendenza", afferma Gascoigne. "La dipendenza dai videogiochi. Comprai un Nintendo Wii e cominciai a giocare, tutti i giorni, 24 ore al giorno, no stop. Invitavo gli amici a giocare con me, e se non avevo compagnia invitavo i camerieri e il personale dell'hotel, ordinando room service per tutti. Poi, quando a un certo punto non ho avuto più nessuno disposto a starmi vicino, ho comprato in un negozio di gioccattoli due pappagalli elettronici, che se gli dici qualcosa, lo ripetono con voce meccanica. Mi ero convinto che fossero la mia unica compagnia. Compravo tre pinte di birra, una per me, due per gli uccelli meccanici. Parlavo con loro e credevo che loro mi rispondessero. Avevo allucinazioni, mi pareva di vedere due copie di me stesso nello specchio, due Gascoigne come due pappagalli". A salvarlo dal delirio, dalla pazzia o da qualcosa di peggio, è stato a quanto pare il ricovero nella clinica dell'ex-campione dell'Arsenal Tony Adams. Dopo tre mesi, "Gazza" ha cambiato aspetto. Tra le terapie usate per farlo uscire dalla dipendenza dall'alcol c'è n'è stata una che ricorda un film di qualche anno fa: parlare ai cavalli. La compagnia degli equini gli ha fatto bene. L'ex-mezz'ala della Lazio per il momento rimane in clinica, ma pensa già a cercare casa dove un domani potrà trasferirsi. "Non mi azzardo a dire che non berrò mai più un goccio d'alcol", conclude Gascoigne, "tutto quello che posso dire è che non ho bevuto oggi e spero di non bere domani".

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