Quickribbon Menez, un fallimento dietro l’altro

giovedì 12 maggio 2011

Menez, un fallimento dietro l’altro

Un fallimento. Non si può definire diversamente la prestazione di ieri sera di Jeremy Menez. Il francese è riuscito, quattro giorni dopo, a dare ragione a Vincenzo Montella che nei minuti finali della gara col Milan gli aveva preferito il giovane Caprari. «Quando entra a partita in corso, Jeremy non rende al massimo» , la spiegazione dell’Aeroplanino che somigliava tanto a una bocciatura definitiva. E invece il tecnico giallorosso, a sorpresa, ha deciso di dargli di nuovo fiducia, questa volta dal primo minuto. Il risultato è stato, se possibile, inferiore a tutti i peggiori presentimenti perché Menez non solo non ha minimamente inciso sulla partita, ma ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Si è intestardito in dribbling inutili, ha fallito giocate elementari ma soprattutto non ha fatto vedere quella reazione che ci si aspettava da lui dopo tutte le polemiche degli ultimi tempi. Non è un caso che la Roma abbia costruito le sue azioni più importanti nel finale quando il francese – sostituito da Caprari, sempre lui, dopo 73 bruttissimi minuti – era già sotto la doccia. «Secondo me – il commento di Montella a fine partita – ha fatto una buona gara. Menez ha corso e si è impegnato, ma è logico che da lui ci aspettiamo sempre di più dal punto di vista della qualità. Non è vero che abbiamo creato occasioni solo nel finale, abbiamo creato tanto anche con Menez in campo». Partito sulla fascia sinistra nel ruolo di vice Vucinic, finché è rimasto in campo si è spostato su tutto il fronte d’attacco ma non ha lasciato nessuna traccia sul match. Come non ha lasciato nessuna traccia – a due partite dalla fine si può fare un bilancio definitivo – in quella che comunque è stata la sua stagione migliore da quando veste la maglia della Roma. I numeri sono impietosi – 4 gol in 41 presenze quest’anno, 12 (comprese le coppe) in tre anni – e evidenziano meglio di qualunque altra considerazione il fatto che la sua è ormai una scommessa persa. L’atteggiamento indisponente di ieri sera è stato un altro passo verso un divorzio che, a questo punto, sembra inevitabile a fine stagione. «Speriamo che giochi come sa e che ci porti in finale» , aveva detto prima della partita il direttore giallorosso Gian Paolo Montali. Non lo ha fatto, e probabilmente non avrà altre possibilità per riscattarsi. Potrà farlo il prossimo anno, ma difficilmente con addosso la maglia della Roma.

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