Tre prove fanno scattare l'allarme. Antonio Cassano, felice bomber nella notte di Modena contro l'Estonia, una volta chiamato al contatto diretto con autografi o telecamere va fuori giri. Primo scatto (di nervi): un genitore gli indica un gruppo di bambini in attesa di una firma, ma il barese li ignora e, litiga, con il papà. Secondo scatto (sempre di nervi): ecco puntuale il vaffa... ad un cameraman di La7 impegnato a riprenderne la pausa sul davanzale della finestra a due passi dalla sala da pranzo del ritiro azzurro di Coverciano, testimone un sorpreso Pazzini. Terzo ed ultimo scatto (sul prato): l'allenamento della domenica mattina è terminato quando una decina di più piccoli si prepara al rito dell'autografo. Risultato? Gli azzurri sfilano uno alla volta dopo la doccia e prima del pasto, Cassano sbuca dagli spogliatoi e allunga il passo, o meglio, sceglie la via più lontana per tagliare il traguardo della mensa senza dare la possibilità di un seppur minimo incontro con la leggera folla a bordo campo. Stupisce un atteggiamento conosciuto, ma davvero impensabile se rapportato al clima sereno e disteso di questi giorni intorno alla Nazionale (Cassano avrebbe avuto modo anche di discutere con il personale dell'albergo durante la cena degli azzurri nel dopo Italia-Estonia). Un'Italia rinata, come predica Prandelli, anche sulle ali dell'operazione simpatia, ma con qualche nota stonata.
lunedì 6 giugno 2011
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