Quickribbon Italia, operazione simpatia ma Cassano non lo sa

lunedì 6 giugno 2011

Italia, operazione simpatia ma Cassano non lo sa

Tre prove fanno scattare l'allarme. Antonio Cassano, felice bomber nella notte di Modena contro l'Estonia, una volta chiamato al contatto diretto con autografi o telecamere va fuori giri. Primo scatto (di nervi): un genitore gli indica un gruppo di bambini in attesa di una firma, ma il barese li ignora e, litiga, con il papà. Secondo scatto (sempre di nervi): ecco puntuale il vaffa... ad un cameraman di La7 impegnato a riprenderne la pausa sul davanzale della finestra a due passi dalla sala da pranzo del ritiro azzurro di Coverciano, testimone un sorpreso Pazzini. Terzo ed ultimo scatto (sul prato): l'allenamento della domenica mattina è terminato quando una decina di più piccoli si prepara al rito dell'autografo. Risultato? Gli azzurri sfilano uno alla volta dopo la doccia e prima del pasto, Cassano sbuca dagli spogliatoi e allunga il passo, o meglio, sceglie la via più lontana per tagliare il traguardo della mensa senza dare la possibilità di un seppur minimo incontro con la leggera folla a bordo campo. Stupisce un atteggiamento conosciuto, ma davvero impensabile se rapportato al clima sereno e disteso di questi giorni intorno alla Nazionale (Cassano avrebbe avuto modo anche di discutere con il personale dell'albergo durante la cena degli azzurri nel dopo Italia-Estonia). Un'Italia rinata, come predica Prandelli, anche sulle ali dell'operazione simpatia, ma con qualche nota stonata.

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