Quickribbon La lezione del Trap...Irlanda - Italia 2-0

mercoledì 8 giugno 2011

La lezione del Trap...Irlanda - Italia 2-0

L'uovo (d'oro) e la gallina. Stavolta il Trap fa il pieno e l'Italia di Prandelli chiude la stagione con un ko dopo nove risultati utili consecutivi che brucia nel risultato e fa segnare il passo ad una Nazionale, fino ad ieri, impegnata in un percorso di continua crescita. «Adesso dovremo esser bravi ad imparare da questa sconfitta. Non è una questione di personalità, ma - così il ct azzurro - di movimenti ed equilibri da trovare. Se un ko doveva arrivare, almeno a far festa è il Trap...». L'Irlanda ci ha mandato al tappeto con una banda di seconde linee, un gruppo privo di qualità, ma capace di interpretare la sfida in un modo semplice, ma efficace: da quando Trapattoni è diventato la guida dei verdi, in tre gare non siamo mai riusciti a beffarlo (prima di ieri, c'erano stati i due pareggi nelle qualificazioni per il Sudafrica). La prima immagine della notte di Liegi è proprio nell'abbraccio al Trap dei suoi ragazzi. C'è Buffon, poi Pirlo e Cassano: l'ex ct azzurro racconta una barzelletta delle sue prima di sgommare nello stanzino degli spogliatoi per gli ultimi ordini alle truppe irlandesi. Piove, dentro lo stadio dello Standard. Il tifo è tutto per la nostra Nazionale, ci sono anche gli Ultras Italia, ma non sono più di venti. Prandelli, alla vigilia, era stato chiaro: il pallone deve correre veloce, ma mai in quota anche se là davanti a far compagnia a Pepito Rossi ci sono le lunghe leve di Pazzini. Le grandi manovre azzurre non devono conoscere brusche frenate così, rispetto al successo di venerdì scorso a Modena contro l'Estonia, solo la retroguardia si mostra rivoluzionata negli interpreti. L'Irlanda bis disegnata dal Trap è un gruppo di ragazzi che non tirano mai indietro i tacchetti. Fra i verdi mancano all'appello i volti copertina, Robbie Keane, O'Shea, Kilbane, McGeady e Whelan, ovvero i principali attori di un'Eire prima, a sorpresa, nel proprio raggruppamento verso Euro 2012 in compagnia della Russia e della Slovacchia. Il lavoro del Trap si vede, l'Italia se ne accorge. In mezzo al campo Pirlo è controllato come un francobollo e quando prova ad accendersi Giuseppe Rossi si ferma davanti ad un muro irlandese costruito su raddoppi continui ed incessanti almeno in avvio. Così a Montolivo, vivace e sempre pronto ad aiutare il compagno in affanno non resta che salire in cattedra, ma una volta ad un niente dall'area avversaria è costretto o a ripiegare o a cercare l'assalto solitario da lontano. Il centrocampo azzurro è promosso in fatto di idee e voglia di costruire sempre trame mai banali: i tocchi in velocità e senza sosta stanno diventando una gradevole compagna di avventura delle sfide della Nazionale, adesso da affinare è l'intesa con i movimenti di chi gioca sulla linea d'attacco. La notte di Liegi vive di sussulti e strappi: i ragazzi del Trap sfruttano le amnesie di una difesa italiana dove a volte vanno in tilt gli equilibri e prima Long sfiora il gol del vantaggio, poi la rete la realizza Andrews con una saetta dal limite su punizione (Viviano appare un po' in ritardo, ma è tradito dalla barriera e dal campo bagnato). L'Italia va ko, ma non smette di provare a rimettersi in linea di galleggiamento usando la testa. D'altronde di amichevole si tratta e Prandelli vuole arrivare al risultato senza passi indietro rispetto alle sue convinzioni. Quando il ct dà il via alla giostra delle sostituzioni, è il piccolo folletto Giovinco a mettersi in mostra: l'attaccante del Parma taglia come il burro le linee nemiche e regala palloni d'oro alla nuova coppia Matri più Gilardino. L'Italia si impossessa del copione della sfida, nell'area irlandese piovono decine di palloni, ma il verdetto premia ancora una volta gli irlandesi, in gol a tempo quasi scaduto con un velenoso contropiede (è di Cox il tocco a porta vuota). Vince il Trap, bravo Trapattoni. Prandelli, l'allievo, però, deve alzare bandiera bianca e rimettere ordine nelle sue idee per una Nazionale alla spagnola che, ieri, è andata fuori giri troppo presto.

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