Quickribbon Indianapolis: ecco il SuperBowl

domenica 5 febbraio 2012

Indianapolis: ecco il SuperBowl

Nella città del Midwest, d’inverno sempre coperta di neve, splende il sole e il cielo è blu come la divisa dei New York Giants che oggi, quando in Italia sarà mezzanotte, daranno vita a una sfida epica con i New England Patriots per il 46° Super Bowl, finalissima di football americano. Anzi, evento sportivo che ferma una nazione. In ballo c’è l'orgoglio e pure la vendetta. Quattro anni fa i Big Blue hanno sconfitto i Pats 17 a 14. Fu una vera sorpresa ma questa volta i Giants sono arrivati al match per un soffio. Quindi si ricomincia con gli scongiuri. E la festa. Sì, a Indy l’attesa è frenetica. E non solo a Super Bowl Village o al Lucas Oil Stadium dove sono arrivate orde di fans. Tutta la città, da Downtown a Southside, vive una follia collettiva. Sono pronti tanti gadget, cappellini, caschi, bandierine e casacche, da vestire un esercito. Ma quello che impressiona di più sono le tonnellate di cibo. Migliaia di ali di pollo sono pronte per essere fritte, la birra scorrerà a fiumi e Pizza Hut ha già messo a punto la Super-Bowl Pie, a forma ovoidale come il pallone. Al John Wayne’s Pub & Eatery, sulla 11.ma road, approfittano delle ottime previsioni meteo per organizzare una grigliata con quintali di salsicce e steak sandwich. Ma la Super Bowl mania va oltre i confini dello Stato dell’Indiana. Secondo la National Retail Federation in tutta l’America verranno spesi 11 miliardi di dollari tra gadget, cibo e televisioni al plasma che, guarda caso, hanno visto un’impennata di vendita già dopo l’imprevista vittoria dei Giants, non certo dati per favoriti dopo una stagione alterna, contro i più forti Green Bay Packers di San Francisco. I Patriots si sono invece guadagnati la finale smussando gli artigli dei corvi del football, i Baltimore Ravens. Ma i Giants sapranno stupire e sconfiggere ancora i Patriots? Sulla carta il New England sembra in vantaggio ma, si sa, al destino piace giocare a modo suo. E Gisele Bundchen, top model sposata a Tom Brady, stella dei Pats, ci ha messo del suo mandando mail a mezzo mondo perché facciano il tifo per il suo quarterback. Ovviamente, dall’altra parte hanno urlato al colpo basso. Troppa bella, stia zitta. E Indy per chi fa il tifo? In città non si sbilanciano anche se i Giants hanno più simpatie. Per due motivi: il quarterback Eli Manning, che ha già portato alla vittoria i Giganti quattro anni fa, è il fratello minore di Peyton Manning che gioca nella squadra locale, gli Indianapolis Colts. Poi fra i Giants c’è il linebacker Mark Herzlich, eccezionale giocatore fin dal college, al quale due anni fa è stato diagnosticato un tumore alle ossa e il destino di non poter neanche più camminare. Ma oggi, dopo chemioterapia e un impianto al titanio nel femore, è pronto per la bolgia. «E pensare che l’anno scorso a Dallas era rimasta paralizzata da neve e ghiaccio proprio pochi giorni prima della partita» dice Tracy Kessler, che da sette anni organizza il party after Super Bowl per la rivista Maxim, uno degli eventi più cool e piccanti al più tradizionale ma sexy party di Playboy. In pochi, infatti, avevano scommesso sulla capacità di Indianapolis di attrarre celebrities, come Miami che con sole e spiagge è un vip-magnete o New York dove probabilmente si terrà il Super Bowl nel 2014. E invece, complici il tempo e la sfida-rivincita, anche Indy, di solito più adatta a fanatici delle corse automobilistiche che ad adepti della cultura pop, avrà la sua pioggia di star. La più luminosa sarà Madonna che, nei dodici minuti di show nell’intervallo, dividerà il palco con Nicki Minaj, M.I.A. e LIMFAO. Il punto è che nessuno sa cosa voglia fare e molti temono baci saffici e altre stravaganze. Ma ha già escluso seni scoperti, è successo con Jane Jackson, scivolando su timori da deb: «Non mi sono mai impegnata tanto. Per me è la realizzazione di un sogno, da bambina cresciuta nel Midwest. Dedicherò lo show a mio padre, grazie a lui ho imparato a lavorare sodo». C’è del vero. È di queste parti, il ventre dell’America, visto che è nata a Bay City, Michigan. Ma a New York sperano che faccia il tifo per i Giants, visto che si è allenata nella palestra del Pier 57, sull’Hudson River. Ballando a 40° di temperatura per sudare. Cosa le servirà a Indianapolis dove saranno sui cinque gradi è un mistero. Bollenti comunque sono anche i prezzi degli spot in onda durante la partita. Pubblicità vendute a 3,5 milioni di dollari ogni 30 secondi. Molte con i cani a fare da attori. Volkswagen ha addirittura deciso di fare il sequel del video dell’anno scorso ispirato a “Star Wars”: lo seguirono 48 milioni di spettatori on line. A New York sono pronti maxi schermi, serate a tema e party. La febbre è altissima e il cielo altrettanto blu fa rimpiangere quello di Indianapolis. «C’è qualcosa di speciale in questa squadra» dice Tim Irvin, 25 anni di Brooklyn che non si è mai perso una partita dei Giants. Per andare a Indianapolis ha chiesto donazioni agli amici: «È lontano ma potrei mancare?». Per chi invece non ha tempo, denaro o amici generosi c’è il divano e magari una torta al cioccolato a forma ovoidale nel frigo.

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