Vince il keniota Kiptoo col record sul suolo romano: 2h07'17" La gara funestata dalla morte di un atleta 46enne di ParmaAffascinante, veloce e sorprendente. Si è presentata così la 15esima edizione della Maratona di Roma, con una città in festa. Purtroppo una notizia ha funestato la manifestazione: un atleta di 46 anni, M.F., dell'Atletica Manara di Parma, è morto. Circa un'ora e 30 minuti dopo aver terminato la gara, l'uomo è stato trovato privo di vita in via della Polveriera (Colle Oppio), dopo una crisi sopraggiunta mentre si accingeva a rientrare in hotel. Tornando alla gara, al fascino stavolta si è aggiunta anche la velocità perché il crono siglato dal vincitore (2h07'17") rappresenta il primato assoluto sul suolo italiano. Mai si era corso così forte in Penisola, segno che i cambiamenti apportati al percorso hanno dato ragione agli organizzatori. A imporsi sotto lo striscione d'arrivo di via dei Fori Imperiali sono stati il keniano Benjamin Kiptoo Koulum e l'etiope Firehiwot Dado (2h27'08"). Che si trattasse della solita ondata africana, lo si sapeva dalla vigilia: in
particolare nella prova maschile i primi undici classificati sono keniani, 19 nei primi 24, con cinque etiopi ad occupare le posizioni residue. Quello che ha invece colto di sorpresa un po' tutti è il successo dell'allievo di Gabriele Rosa, partito con il ruolo di lepre, ben presto abbandonato dopo il 30esimo km in virtù della buona condizione generale e del vantaggio acquisito. Al 34esimo chilometro, nella zona di piazza Navona lo scatto decisivo di Kiptoo, quello che gli ha permesso di precedere, il favorito Paul Kirui Kiprop, bravo ad agguantare l'argento proprio nel finale (2h08'23") davanti a Ngeny (2h08'41", anche per lui record personale). Per la cronaca il primo italiano al traguardo è stato Marco D'Innocenti, 26esimo in 2h28'27". Anche nella prova femminile la svolta è arrivata dopo il 30esimo km. L'azione chiave della Dado al km 32, con un parziale incredibile di 3'14”. L'allungo della 25enne etiope, che in carriera aveva corso solo una maratona a Kosice (Slovacchia) in 2h37'34", ha sfilacciato il gruppo e mandato in crisi l'ucraina Tetyana Filonyuk (seconda in 2h27'43") mentre l'etiope Haile Lema Kebebush ha chiuso al terzo posto (2h28'08"). Anna Incerti ha tagliato il traguardo al quinto posto in 2h29'33", un po' sofferente e non completamente soddisfatta: «Alla fine non ho corso più, sono arrivata grazie alle "lepri" - ha raccontato la siciliana delle Fiamme Azzurre -. Il passaggio alla mezza maratona è stato perfetto, non so cosa sia potuto succedere. Sono arrivata al traguardo giusto perché stavo correndo a Roma e perché la gente credeva in me».

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