A volte un calciatore è ricordato solo per l’estro e la genialità che ne fanno un idolo per le folle ma per molti, invece, il calcio è anche cattiveria, grinta, sportivamente parlando, da esprimere sul terreno di gioco. Nella sfida di oggi tra Roma e Cagliari, Nicolas Burdisso e Daniele Conti, due leader indiscussi per i propri compagni, si ritroveranno di fronte dopo un anno da quella sfida del Sant’Elia che vide i sardi imporsi con un roboante 5-1 influenzato, anche, da uno 'scontro' tra i due nei primi minuti di gioco, con il risultato fermo sull'1-1. Era quasi scoccato il ventesimo minuto quando, dopo un azione pericolosa in area di rigore giallorossa, Daniele Conti, pronto a colpire per la seconda volta, fu atterrato in maniera scomposta da Burdisso, che entrò a ‘gamba tesa’ sull’avversario provocando il rigore che diede il là alla goleada sarda. Burdisso fu espulso e Conti uscì anzitempo dal terreno di gioco con un taglio tra coscia e ginocchio destro che gli costò 30 punti di sutura.
BURDISSO - Nicolas Burdisso è alla sua ottava stagione in Italia. La sua carriera da professionista inizia con la maglia del Boca Juniors. Dopo aver vinto tutto con il club di Buenos Aires (2 campionati, 3 Coppa Libertadores e 2 Coppa Intercontinentali) si trasferisce all’Inter nell’estate del 2004. Dopo pochi mesi, per seguire le cure della figlia gravemente malata, torna in Argentina restando lontano dai nerazzurri per molti mesi. Nell’autunno del 2005, dopo aver superato il momento critico, torna a disposizione dell'Inter. Con la maglia dell’Inter colleziona 139 presenze tra campionato e coppe (4 gol all’attivo) vincendo 4 campionati, 2 Coppa Italia e 4 Supercoppa Italiana. Nell’Inter oltre alle belle prestazioni si rende protagonista di uno spiacevole episodio: al termine della gara contro il Valencia, ottavi di Champions League nel 2007 che costò l’eliminazione ai nerazzurri, partecipa ad una rissa con alcuni avversari (dove rimedia 6 giornate di squalifica), fratturandosi il setto nasale dopo un colpo subito da Navarro. L’arrivo di Josè Mourinho prima e Lucio dopo, lo fanno scivolare in panchina e, dopo un anno travagliato, decide di accettare la proposta della Roma. Il 23 agosto, dopo solo un giorno dal suo trasferimento, esordisce in maglia giallorossa a Marassi contro il Genoa. Da quel momento diventa un titolare inamovibile del reparto arretrato e, grazie al suo carattere 'mai domo', anche un idolo indiscusso del tifo romanista. Nazionale – Con l’Under 21 dell’Argentina vince, nel 2004 ad Atene, la medaglia d’oro. Nel 2006, sotto la guida del commissario tecnico José Pekerman, disputa il Mondiale in Germania da titolare e si ripete 4 anni dopo in Sudafrica. Burdisso, con la maglia albiceleste, ha collezionato 37 presenze e 2 reti.
CONTI - Figlio del grande Bruno Conti, inizia la sua avventura proprio con la maglia giallorossa. Alla sua prima partita da titolare (stagione '98/'99) riesce a segnare contro il Perugia festeggiando sotto la Sud. A fine campionato viene ceduto in comproprietà al Cagliari. La sua carriera stenta a decollare, sia per il carattere che spesso lo mette in contrasto con gli allenatori, sia per il peso sulle sue spalle dei continui paragoni con il padre più famoso. Al suo primo anno a Cagliari, i sardi retrocedono e, dopo quattro stagioni nella serie cadetta, dove trova una continuità che lo rende inamovibile nel centrocampo rossoblu, nella stagione 2004/'05 ritrova la massima serie. Con gli anni è diventato una bandiera per i tifosi cagliaritani collezionando 324 presenze (a sole 4 dal record di Brugnera) e 35 reti. Curiosità: nato e cresciuto nella Roma, proprio i giallorossi sono la sua vittima preferita. In 13 match da avversario è riuscito ad andare a segno per 4 volte.


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